Il titolo non c'è

Questi sono appunti sparsi.

Disclaimer

Tutti i testi da me realizzati, ove non diversamente specificato, sono pubblicati con licenza Creative Commons. Per informazioni sulla copia, modifica e redistribuzione dei testi ivi presenti, consultare il testo della licenza.

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.

In primo piano

Rifiuti
Le vie infinite dei rifiuti

Ma chi sarà costui

Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose: fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."

ALTRENOTIZIE.ORG
 
burma
 
no tcpa
 
fogliadifico
 
raccolta articoli
 
GattaccioTV su YouTube

Post a cui tengo particolarmente

Trenta anni dopo
Identità di un blog (e di chi lo scrive)
La grande truffa
Venticinque anni dopo
Ti spio anche senza risposta
Il valore della Moneta
La censura dei blog sbarca in Europa
Linea 601A (la mia banlieu)
Come muore la mia terra
Osservando Napoli
San Paolo Belsito, 4 maggio 2007

Tags

acquacalda
africa
ambiente
arte
balcani
bologna
calabria
censura
comunicazioni
culture
demagogia
discariche
documenti
domande
economia
firenze
fuffa
fuoco alle polveri
giochi
governo ombra
grande truffa
idee
immagini
informazione
kosovo
lavori pubblici privati
libri
madeinitaly
mafie
multi
musica
napoli
notizie
nucleare
palladium
parigi
pensieri
poesie
politica
privacy
provocazioni
recitazione
ricerche
ricordi
riflessioni
roma
salute
scienza
sicilia
sonno
storie e storielle
stress
treni
ungheria
video
vie dei rifiuti
vita

Ultimi commenti

arancioeblu in .: 5 gennaio 1948 - ...
macca in .: 5 gennaio 1948 - ...
rigirandola in .: 5 gennaio 1948 - ...
alex321 in .: Se ne incontrate ...
Comicomix in .: 5 gennaio 1948 - ...
Romins in .: Se ne incontrate ...
lorypersempre in .: Se ne incontrate ...
fraba in .: Se ne incontrate ...
alex321 in .: Se ne incontrate ...
utente anonimo in .: Se ne incontrate ...

Blog Amici

A.i.u.t.o.
Abagnomaria
Ago in un pagliaio
Ai lov Nepols
Aimfor
Alessia Gizzi
Alidada
Alla Scoperta
AmelieSun
Aneres-
Annabel
Annapaola
Anyanka blog
Aquila in volo
Aramcheck
Atyka
Batsceba
Black Lace
Blogfriends
BlueRoad
Botulinux
Ca' di Scatola
Calabbrog
carIBBEan
Carmen Asteria
Castoro Fotonico
Cavallette
Cecilia
Ciailan
Circumnavigando
Cogito Ergo Bum
Cometa1976
Corrente Alternata
Cosí vicini, cosí lontani
Cryptolife
d4rkcloud
Demona
DilaniaGrini
Diodati
Dolcenera
El Giramundo
Eleida
Entropia.....
Epistrophy
Eus
Falsi Movimenti
Farfalla Notturna
Fiocchi di Nuvole
Foglia Di Fico
Fraba
Freedom Island
FreedomPeace
Fuori tempo
Fuorifase
Gioia e rivoluzione
Glassex
Gridadicemento
Ice
Il cavallo di Troia
Il giardino segreto
Il viaggio infinito di Sibilla C
Il vizio di leggere
In cerca di me
Kappa_Pera
Kilombo
Kymma
La biblioteca di Shawshank
La casa della ssstrega
La Mano Sinistra
La mattonella di ^MalediMiele^
La Micia
La nave d'oriente
La Soglia
La tana dell'orso
La Terra
La valanga
Lamentario
Le insospettabili
Le suole delle scarpe
Legittimi interrogativi
Les yeux dans les yeux
Liberautopia
Lizzyblack
Loft City
Luca nella rete
Mangacdg
Maredidirac
Maree
Mariaprivi
Marte
MiladyDeWinter
Mille Giorni
Moltitudini
Napoli Bloggers
Nata Libera
Nessuna Scusa
News Pusher
Nunzia Lombardi
Nuvola Rossa Cafè
On The Road
One Sky Friends
Paradosso
Pasquale Orlando
Pietraluna
Pino Scaccia
Poesse
Poeta Impazzita
Poganka
Popoblog
Pralina Tuttifrutti
Preferireidino
Pressante
Quando si fa sera
Questastoria
Quotidianamente
Rigirandola
Riotinmymind
Silvio Berlusconi
Solare
Spartaus
Spighetta
Stellina
Storie
Storiedifantasmi
Strana... mente
strangepeople
Sydbarrett76
TeatrOkkupato
Tessa73
The Golem
Thomasmann
Tiptop
Tostoini
Transit
Trepuntini...
Umanità alla deriva
Varsavia caput mundi
Ventodipolente
vigili del fuoco per passione
Vintervila
Volobliquo
W la fisica
Weltanshaung
Woods
Wynona
Zakynthos

Oscuro passato

oggi
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004

Link

Alternapoli
Altrenotizie.org
20q.net
Alan Turing
Alcatraz
Arpia
Astrolink
Bioinformatica
Bookcrossing
Bookcrossing Italia
e-laser
EcoRoma
Enzo Baldoni
Home page del progetto ILN
L'augurio di compleanno
linux.org
Misteri d'Italia
No 1984
Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise
Peacelink
physicsweb.org
ppcnerds
Punto Informatico
Servizio Antibufala
Stefano Benni
Storia in rete
TCPA FAQ
UAAR
Zeus News

Non so chi te lo fa fare, ma se proprio mi vuoi contattare...

e-mail

Subscribe?

RSS


NapoliBloggers

BlogItalia.it
Blog-Show
SocialDust
caffeina...
Weblog Commenting and Trackback by HaloScan.com
blogstreet
blog italia, directory blog italiani
LiveBlogs!

 

testata

venerdì, 09 maggio 2008
.: 5 gennaio 1948 - 9 maggio 1978 :.


 

Un colpo alla nuca, forse un martello, forse chi sa. L'assassinio vero e proprio avviene con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia.
 
Tanti esecutori, tanti depistatori, un solo mandante.
 
Solo il 6 dicembre 2000 è stata approvata una relazione sulle responsabilità di rappresentanti delle istituzioni nel depistaggio delle indagini. Nella commissione si rendono note le posizioni di depistaggio poste in essere dai seguenti militari dell'arma dei carabinieri: il maggiore Tito Baldo Honorati, il maggiore Antonio Subranni, il maresciallo Alfonso Travali.
 
Per tutta la storia: CentroImpastato
Per approfondire: Peppinoimpastato.com

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 08:49 | link | fate pure commenti (4) |
mafie

giovedì, 08 maggio 2008
.: Se ne incontrate uno, mi fate un fischio? :.

Tanto so che sono persone che incontrate la mattina al bar, mentre fate colazione!

latitanti

P.S.: Non mi parlate di governi e di ministri poichè non me ne frega nulla, e poi i ministri assomigliano sempre di più ai signori qui sopra :)

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:04 | link | fate pure commenti (9) |
fuffa

mercoledì, 07 maggio 2008
.: Torniamo a parlare di ambiente, e quindi di salute :.

Artico minacciato dai cambiamenti climatici
 
Il nuovo studio del WWF "Arctic Climate Impact Science" rivela, grazie ai dati ottenuti via satellite, record di scioglimento: la calotta di ghiaccio marino è ridotta del 39% rispetto alle medie più recenti, i valori più bassi mai registrati nel XX secolo.
Nessun modello scientifico era riuscito a prevedere un impatto tanto forte dei cambiamenti climatici sulla regione dell'Artico. I dati raccolti indicano come il fenomeno abbia raggiunto già dimensioni estremamente preoccupanti. La regione Artica è considerata uno dei termometri più significativi della febbre del Pianeta provocata dai cambiamenti climatici in atto e i dati forniti sottolineano un'accelerazione imprevista dei fenomeni. Il cambiamento sta interessando l'intero ecosistema artico. Tutti questi cambiamenti hanno un impatto negativo sulle specie e sulle popolazioni che vedono modificarsi repentinamente le reti di approvvigionamento di cibo. Sono proprio le conseguenze di questa improvvisa accelerazione dei cambiamenti climatici che preoccupano il WWF.
Con la Campagna "GenerAzione Clima" il WWF ha lanciato la nuova sfida per un taglio del 30% delle emissioni entro il 2020 in Italia come nel resto d'Europa. Per accompagnare questo percorso il WWF ha inaugurato anche l"Osservatorio Clima" per promuovere studi sugli impatti dei cambiamenti climatici e raccogliere le migliori evidente scientifiche sul tema.
 
Per approfondire:
wwf.it
GenerAzione Clima
 
Sostanze pericolose negli ambienti marini italiani
 
Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio conduce da circa 15 anni un controllo sugli ambienti marini costieri italiani attraverso dei programmi di monitoraggio di durata triennale. Questi Programmi sono realizzati per rispondere ad un preciso obbligo normativo: le "Disposizioni per la difesa del mare" prevedono che lo Stato Italiano organizzi una rete di osservazione della qualità dell'ambiente marino che effettui periodici controlli sul mare con rilevamento di dati oceanografici, chimici, biologici e microbiologici; lo Stato dovrà anche provvedere ad istituire un Centro Nazionale di coordinamento generale e di raccolta.
L'obiettivo non è stato infatti quello di valutare la "salubrità" del mare, cioè l'impatto che le sue acque possano eventualmente avere sulla salute umana, ma piuttosto verificare quanto e in che modo le attività dell'uomo alterino l'ambiente marino costiero.
Metalli pesanti, idrocarburi, pesticidi e Pcb sono i veleni che minacciano la salute dei mari italiani. E' questo il quadro che emerge dall'elaborazione dei dati del Programma di monitoraggio dell'ambiente marino costiero del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio, effettuato negli ultimi tre anni.
 
Per approfondire: Ministero dell'Ambiente
 
L'inquinamento da metalli pesanti in Europa
 
I metalli pesanti come il cadmio, il piombo e il mercurio sono sostanze inquinanti spesso presenti nell'aria come risultato di diversi tipi di attività industriale.
Anche quando la loro concentrazione nell'atmosfera è bassa, si possono accumulare nel terreno entrando nella catena alimentare (sia via terra che via acqua).
All'esposizione ai metalli pesanti sono associati molteplici effetti sulla salute, con diversi gradi di gravità e condizioni: problemi ai reni e alle ossa, disordini neurocomportamentali e dello sviluppo, elevata pressione sanguigna e, potenzialmente, anche cancro al polmone. Nonostante i miglioramenti tecnologici abbiano portato a una diminuzione nell'esposizione ambientale, il cadmio, il piombo e il mercurio sono ancora presenti nell'atmosfera, spinti anche a grande distanza dalle loro fonti di emissione dal trasporto atmosferico.
Il rapporto "Health risks of heavy metals from long-range transboundary air pollution", pubblicato congiuntamente dall'Oms Europa e dalla Convention Task Force on the Health Aspects of Air Pollution, si basa sui contributi di un gruppo internazionale di esperti. Lo studio riesamina le informazioni disponibili sulle fonti, sulle proprietà chimiche e sulla distribuzione spaziale dell'inquinamento atmosferico provocato da cadmio, piombo e mercurio, valutando anche i rischi potenziali per l'Europa.
 
Per approfondire, e scaricare il PDF completo: Istituto Superiore di Sanità

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:01 | link | fate pure commenti (5) |
ambiente, salute

martedì, 06 maggio 2008
.: Dieci anni :.

Esiste una particolare tipologia di frana che si chiama "Colata rapida".
Le frane da scorrimento-colata rapida di fango avvengono durante prolungati periodi piovosi e si attivano in concomitanza di eventi meteorici record, è un tipo di frana molto liquida, ed ha origine all'interno del manto di copertura piroclastica sui massicci cartonatici. In genere la frana inizia con un piccolo smottamento più a monte in corrispondenza di punti deboli (balze rocciose, strade etc.) che impatta sul versante di terreni piroclastici saturi d'acqua che scorrono a valle con notevole energia.
 

sarno 1998
 

Il 5 maggio 1998 la pioggia su Sarno era insistente, sottile. Non pioveva forte, erano goccioline, ma continue, da giorni. E faceva caldo, come sempre a maggio in Campania.
La montagna era da giorni ricoperta da una fittissima nuvola, scesa fino alle sue pendici. Era una nuvola, non era nebbia, era una nuvola nera di pioggia, pesante, tale da impedire totalmente la visuale. Quello fu un problema.
"Se solo avessimo potuto vedere", dicono oggi molti dei superstiti.
Da dietro quella nuvola, iniziò la tragedia. La montagna decise di partorire, e partorì.
Rilasciò così, molto piano, le sue creature. 143 frane, 14 solo su Sarno.
Iniziarono alle 4 del pomeriggio, e continuarono con la costanza di uno stillicidio. Ma sempre sorprendenti, spiazzanti, imprevedibili.
Scesero a velocità diverse, e con rumori diversi.
Alcune furono silenziose e improvvise, altre passarono con un suono assordante, altre ancora si annunciarono con colpi simili a dei tuoni. Alcune liquide, altre cremose e piene di terreno. Non ci fu mai un solo fronte da cui guardarsi: scesero in luoghi sempre diversi. Prima divisero il paese a metà, poi lo circondarono, lo isolarono facendo saltare luce e telefoni, e continuarono a ricomparire, sempre altrove, sempre in luoghi nuovi, trasformando alla fine Episcopio e Sarno, ma anche Quindici e Bracigliano, in una fitta polvere di aree sommerse, dove ognuno venne intrappolato.
Molti abitanti restarono a guardare, convinti che il peggio fosse passato. Molti restarono perché non capirono.
E a mezzanotte, quando oramai si era diffusa la convinzione che il peggio fosse finalmente passato, i feriti erano già tutti in ospedale, e già si lavorava a tirare fuori le persone dal fango, venne il colpo finale.
Con un rombo che questa volta sembrò un terremoto venne rilasciata la frana di proporzioni maggiori. Una colata larga cento metri, in alcuni punti alta trenta, cancellò una intera fetta del paese, e prese in pieno l'ospedale, simbolo della lotta che comunque si era opposta fino a quel momento alla catastrofe.
La colata di mezzanotte tolse ogni speranza. Travolse ospedale e soccorritori. Lasciò in aria una nube di polvere marroncina. Nella notte rimasero solo i trilli dei telefonini ancora carichi, e le urla dei sopravvissuti che gridavano nel vuoto.
Quelle stesse urla disperate, ci accolsero la mattina del 6 maggio 1998.
 
Dal 1918, l'Italia è stata colpita da 5.358 grandi alluvioni e 11.455 frane. Negli ultimi anni, questi eventi hanno provocato 3.448 vittime, 2.447 per frane e 1.041 per alluvioni.
I comuni italiani a rischio sono 2.960, tra cui Sarno e Quindici, i due paesi maggiormente colpiti dalla frana del 1998, poichè posti su una zona geologicamente instabile ed esposta a frane estremamente rapide.
E' per queste ragioni che la prevenzione ed il controllo possono risultare determinanti.
Quanto alla prevedibilità del disastro di Sarno, c'è un fax della Regione Campania. Testo che spiega molte cose. Con questo fax si invitavano i sindaci "ad attivare le misure necessarie per garantire la salvaguardia della popolazione". Il fax arrivò ai comuni dieci ore dopo che il fango aveva devastato i paesi, demolito le case e ucciso gli abitanti. Ed è proprio il fax che fornisce la drammatica risposta all'interrogativo se la sciagura fosse prevedibile o no. Per chi volesse leggerlo, sta qua.
 
Sullo stesso argomento, consiglio il videoclip pubblicato da Edoardo Farina.
 
Il resto è silenzio. E che sia silenzio. Per rispetto di 150 morti. Soprattutto, non mi va di raccontare, nonostante siano passati 10 anni, quel che vidi a Sarno quando vi arrivai.
Preferisco il silenzio anche perchè per me Sarno è una ferita non ancora chiusa.
 


 

 

 

 

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 08:38 | link | fate pure commenti (9) |
ambiente, ricordi, napoli, storie e storielle

lunedì, 05 maggio 2008
.: Dal rischio alle politiche di prevenzione :.

L'Associazione VAS Verdi Ambiente e Società, in collaborazione con A.I.C.A., Scholé Futuro e RI.B.E.S. organizza un Convegno Nazionale sulla Comunicazione Ambientale.
L'incontro "Dal rischio alle politiche di prevenzione" è in programma a Torino il 10 Maggio.
Le attività umane stanno alterando il pianeta a una velocità mai registrata prima. La popolazione mondiale è raddoppiata dal 1960 ad oggi. Per garantire lo stato di salute, legato all'interazione dell'uomo con l'ambiente, occorre che gli amministratori pubblici e privati applichino il principio di precauzione, che prevede la protezione dell'ambiente prima ancora che venga stabilita una relazione certa causa-effetto sulla pericolosità di una sostanza.
Chi comunica deve essere autorevole, eticamente corretto, deve modulare la comunicazione sul ricevente con messaggi chiari, comprensibili. I tecnici, i ricercatori, i medici devono essere in prima linea nel realizzare un tale sistema informativo. Occorre parlare dei rischi reali e potenziali per la salute legati all'inquinamento anche in situazioni non estreme, derivanti da catastrofi.
Parlare dei rischi per la salute da inquinanti in momenti di normalità permette di comunicare correttamente nei momenti di emergenza.
Non solo. Permette di intervenire prima di conseguenze drammatiche, che porteranno allo strombazzamento mediatico quando i danni saranno già consolidati. La comunicazione ambientale non dovrebbe limitarsi alla denuncia di eventi catastrofici, bensì anche presentare la perdita di salute da danno ambientale acuto e cronico. Il Convegno Nazionale sulla Comunicazione Ambientale è presieduto da Giorgio Diaferia, medico e giornalista, consigliere nazionale VAS e ISDE.
 
Per il programma del convegno: http://comunicarelambiente.blogspot.com/
 
Cronaca dall'Interno
 
Stamattina sono stato svegliato non dalla sveglia, ma dagli uccellini che canticchiavano. Nonostante questo, mi prende una sensazione di gelo, e tante altre brutte sensazioni.
Cerco di riprendermi.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:27 | link | fate pure commenti (3) |
stress, salute

mercoledì, 30 aprile 2008
.: Attraverso l'oceano. Anniversario di oggi :.

Siamo a Fatu Hiva, la più meridionale delle Isole Marchesi, in Polinesia, un posto selvaggio e meraviglioso, e siamo nel 1936.
Sotto una veranda fatta di giunco e bambu, siedono due uomini, intenti a sorseggiare un thè.
Non sono uomini famosi, ma uno di loro, il più giovane, un giorno lo sarà. Uno si chiama Henry Lie, ed è un vecchio scienziato norvegese che nella vita non ha avuto molta fortuna, perchè non si è mai venduto a nessuno, finchè un bel giorno, attorno al 1906, decise di mollare tutto ed andarsene a vivere con la moglie a Fatu Hiva, lontano dalla civiltà, dalla politica, e da tutto il resto.
Henry ha deciso che vuole passare gli anni di vecchiaia studiando e indagando su una sola cosa: siccome Fatu Hiva è a sei ore di piroga dall'isola più vicina, e tutte le Isole Marchesi sono a 1000 miglia di distanza da ogni altra terra, come è possibile che sull'isola ci siano degli animali? Da dove sono arrivati?
Di fronte a lui c'è invece un uomo che passerà alla storia come un genio. E' l'antropologo ed esploratore, nonchè futuro regista cinematografico, Thor Heyerdahl, anche lui norvegese, che però in quel momento non è ancora famoso, ma è un 22enne neolaureato che ha in testa delle strane teorie. Ed è la sua storia, che vorrei raccontare oggi.
 
I due sorseggiano il thè con calma tipicamente norvegese, e Thor come tutti i giovani è ansioso di conoscere le opinioni del vecchio ed esperto collega.
Thor: "Vedi Henry, tu cerchi di capire 'sta storia degli animali... ma a me interessa capire come l'uomo sia arrivato qui..."
Henry: "Ma daiiii, l'uomo fa una cosa in più rispetto agli animali: naviga! E navigava anche in epoca preistorica...!"
Thor: "Non basta... e da dove sarebbero arrivati qui, con delle zattere preistoriche?"
Henry: "Da quanto tempo sei qui?"
Thor: "Beh, da un anno quasi... ed io e mia moglie Liv stiamo facendo praticamente la vita dei neolitici... le uniche imbarcazioni sono piccole zattere, e con quelle non si va da nessuna parte, nel Pacifico".
Henry: "La sai la storia di Taori?"
Thor: "Chi è Taori?"
Henry: "Un vecchio indigeno dell'isola..."
Thor: "Che storia è?"
Henry: "Racconta delle leggende, che parlano di uomini antichi venuti qui con zattere e piroghe..."
Thor: "Uhm... dall'Asia, forse?"
Henry: "Sei giovane, ragazzo mio... Ricordi le statue di pietra che sono qui sull'isola, in fondo a sinistra?"
Thor: "Certo! Le conosco bene! Le studio..."
Henry: "Beh guarda... Io ne ho viste di forma simile..."
Thor: "Dove? In Melanesia? In Nuova Zelanda?"
Henry: "Ma no!! In Colombia!!"
Thor: "Ma che dici?? E come ci sono venuti dalla Colombia alla Polinesia? Con un volo charter o con un low cost? Ma insomma...."
Henry: "Fai una cosa: vai in fondo a sinistra, come se volessi andare al cesso poi però prosegui diritto, e vai fino alle statue. Guardale bene, poi... senza fumare marijuana, vai a vedere quelle in Colombia..."
Thor: "Ma anche se fosse? Come diavolo si poteva arrivare dal Sud America a qui in epoca preistorica, con imbarcazioni di fortuna? Sono migliaia di miglia in pieno Pacifico..."
Henry: "Pensaci, ragazzo mio... Pensaci..."
 
Poco tempo dopo, Henry Lie muore serenamente di vecchiaia, sempre sull'isola, e Thor decide di ripartire verso l'Asia.
Ovviamente non è convinto dell'idea di Henry, e crede che l'unico modo affinchè degli uomini primitivi possano arrivare in Polinesia sia partendo dall'Asia. Pertanto, si mette a fare ricerche antropologiche nel sud-est asiatico, finalizzate a dimostrare i contatti tra civiltà asiatiche e polinesiane.
Fallisce.
Non solo perchè non trova contatti, ma perchè più va indietro nel tempo nell'archeologia, e più trova similitudini tra civiltà locali, soprattutto delle isole, e tracce di tipo nordamericano. Durante la seconda guerra mondiale, elabora una prima ipotesi di origine "americana" delle popolazioni polinesiane.
E qui viene il bello...
 
Un bel giorno, Thor è alle Isole Pitcairn, al centro del Pacifico meridionale, e mentre esplora una grotta, trova un'incisione che lo fa traslarire. Immediatamente corre via, e va a cercare il suo collega e compagno di avventura Sven.
 
Thor: "Sven! Sveeeennn! Brutto figlio di ********!!! Sven! Dove cazzarola stai?"
Sven: "Gran rompicoglioni! Sono dietro l'albero a fingere che sia un comodo cesso d'albergo 5 stelle! Che vuoi?"
Thor: "Sven! Vieni a vedere cosa ho trovato nella grotta!"
Sven: "Aspetta che è finita la carta igienica, e devo trovare delle foglie che non siano ortiche! Intanto mi dici di che si tratta?"
Thor: "Ho trovato l'incisione! Una barca!!"
Sven: "Una barca? In un'incisione rupestre? Ma a chi vuoi darla a bere! Guarda che sono archeologo anche io! La navigazione per barche è arrivata dopo l'invenzione dei supporti di scrittura!"
Thor: "Si certo, si si è una zattera non una barca..."
Sven: "E che te ne fai? Ci andavano a pesca nei dintorni."
Thor: "Sven... credo che invece ho avuto l'illuminazione.. credo di capire come era stata progettata..."
Sven: "Aspetta che tiro su i pantaloni e parliamo, ma sappi che mi sembra una follia, quel che stai pensando..."
 
Thor mette in discussione le teorie allora correnti sulla diffusione umana, via mare, sul pianeta, e si convince che Henry Lie aveva ragione. Ma ha un problema: i detrattori della sua teoria.
 
Archeologo: "Lei si rende conto di cosa sta dicendo?"
Thor: "Si, Professore. Dico che dall'America Latina, in particolare dalla zona degli Incas, qualcuno può essere partito su una zattera ed abbia colonizzato le isole della Polinesia.
Archeologo: "Sono 4.300 miglia nautiche! Ci vuole l'aereo!"
Thor: "No, quella zattera va bene, per superare il Pacifico. Per 4.300 miglia nautiche."
Archeologo: "Lei è pazzo! Una zattera non può!"
Thor: "Io sono riuscito a ricostruire il progetto di quella zattera. Al punto in cui può essere ricostruita."
Archeologo: "Non basta! Lei userebbe materiali e metodi costruttivi di ora, del XX secolo! Non è la stessa cosa!"
Thor: "No! Io la zattera posso costruirla solo con legno di balsa, papiro, giunco. Proprio come allora."
Archeologo: "Aridaje! Ma sei fuso? La costruiresti con una tecnologia occidentale di oggi! Sei norvegese, ed i norvegesi si sa che sanno costruire le imbarcazioni!"
Thor: "Ma non è quello che voglio fare! Io vado in Perù, e la faccio costruire solo da maestranze indigene, che lavorano balsa, giunco e papiro! La faccio uguale a come doveva essere all'epoca!!!"
Archeologo: "E ma scusa tanto, cucciolone, ed una volta che hai costruito questa zattera leggera come un fuscello in Perù... cosa avresti dimostrato? Una simile zattera non può certo andare alla deriva nel Pacifico fino alla Polinesia..."
Thor: "Una volta costruita non dimostro niente. Ma quando ci sarò salito sopra, e sarò andato con essa in Polinesia, poi ne riparliamo!"
Archeologo: "E i viveri? E l'acqua? Vorrai mica una nave madre di supporto?"
Thor: "No! Nulla. Carico tutto sulla zattera, e assieme a quattro indigeni, noi andiamo in Polinesia!"
Archeologo: "Mi spiace che non potrò essere al tuo funerale, perchè te lo faranno i pescecani, in mezzo all'oceano. La prima onda che vi rovescia..."
Thor: "Professore, lei porta sfiga. Vada a fanculo. Vedrà, che ce la farò..."
 
Il progetto di Thor si basava in realtà su precise documentazioni storiche o protostoriche, ma ovviamente non bastava! I dubbi della scienza ufficiale dell'epoca si riferivano all'uso di materiali poco noti e ritenuti inaffidabili per la navigazione! Una zattera di giunco e papiro, può da sola attraversare il Pacifico?
 


 

Ecco qua il primo prototipo di zattera di Thor Heyerdahl.
Ma vediamo la sua teoria.
 
Come spiega egli stesso nella sua relazione dopo l'avventura, gli Europei affermavano di essere stati gli scopritori di quelle isole; in realtà, anche nella più piccola di esse avevano trovato orti ben coltivati, capanne, templi, strade selciate, antiche piramidi e immense statue di pietra.
La popolazione parlava una lingua sconosciuta, comune a tutto l'arcipelago e non riconducibile ai continenti circostanti. Non conosceva la scrittura, custodiva - senza saperne il significato - misteriose tavolette incise con geroglifici indecifrati, preservava la memoria dei capi con l'ausilio mnemonico di un complesso sistema di funicelle a nodi, simile a quello usato dagli Inca.
Da dove, in origine, era dunque venuto quel popolo?
Heyerdahl ipotizzò che una prima migrazione potesse essere datata intorno al 500 d.C., seguita da una seconda verso il 1100. Circa la provenienza, osservò che la civiltà di quegli antichi immigranti apparteneva ancora all'età della pietra, che perdurava soltanto nel Nuovo Mondo.
Studiando le saghe degli Inca, Heyerdahl scoprì che l'antico nome del loro dio del Sole era Kon-Tiki cioè "Tiki del Sole", o Illa-Tiki, cioè "Tiki del Fuoco", sommo sacerdote e re degli uomini fondatori di quella antica civiltà. Secondo la leggenda inca, un giorno essi furono attaccati e trucidati da una tribù capeggiata da Carlo, venuto da Coquinbottal; solo Kon-Tiki con pochi seguaci si salvò, fuggendo via mare verso occidente. Sono evidenti le coincidenze con il Tiki polinesiano, nelle cui leggende figuravano racconti e particolari topografici riconducibili al Tiki degli Inca!
Questa prima migrazione nelle isole del Sud è datata da Heyerdahl al 500 d.C., ma nell'intera Polinesia trovò indicazioni del fatto che le isole non erano rimaste a lungo possedimento della pacifica stirpe di Tiki del Sole: altre tracce gli dimostrarono che Indii colombiani dell'età della pietra, esperti di navigazione, erano arrivati con le loro canoe da guerra verso il 1100 e si erano fusi con il popolo di Tiki.
L'obiezione principale mossa alle teorie di Heyerdahl era fondata sul fatto che quegli uomini misteriosi non avevano navi con cui attraversare l'Oceano. Qui è il genio di Thor Heyerdahl: il volere dimostrare che la traversata era possibile con le zattere di legno di balsa, di cui si servivano gli aborigeni peruviani.
 
L'immagine qui accanto, è una sbiadita fotografia del 30 aprile 1947 (ecco l'anniversario!). Con cinque compagni Thor ha costruito una grande zattera con un capanno come riparo, utilizzando esclusivamente quel legno leggerissimo legato con corde vegetali, senza l'aiuto di alcun elemento metallico. E quel mattino di 61 anni fa, partendo da Callao, in Perù, fece vela verso Ovest, verso la direzione del sole morente. Kon-Tiki era ovviamente anche il nome della zattera.
Le loro tracce si perdono molto presto, all'epoca non c'erano i satelliti artificiali come oggi, ma Thor ha studiato bene, e lascia la zattera in balia della Corrente di Humboldt, una corrente marina del Pacifico che doveva essere nota anche agli antichi.
In occidente, la comunità scientifica inizia a darlo per morto, assieme al resto dell'equipaggio, già verso il 30 maggio, un mese dopo la partenza...
 
Nel pomeriggio del 30 luglio, l'equipaggio avvista l'isola di Puka Puka, nell'arcipelago delle Tuamotu e dopo un'altra settimana, 101 giorni di viaggio e 4300 miglia nautiche, viene avvistata dai radar del porto situato sull'atollo di Raroia, dove la Kon-Tiki approdò poco dopo :)
 
I detrattori non furono soddisfatti :)
Sostenevano che prima di raggiungere la Polinesia, le popolazioni sudamericane avrebbero dovuto raggiungere le Galapagos, più vicine ma disabitate. Nessun archeologo aveva mai studiato quelle isole, considerate mai abitate (per mancanza di acqua potabile durante le stagioni aride).
Nel 1952, Thor approda alle Galapagos con una nuova missione scientifica ed archeologica.
Con questa spedizione dimostra che le Galapagos erano state punto di approdo di navigatori provenienti dalle Americhe in epoca precolombiana. Individua l'isola come possibile attracco delle zattere pre-incaiche preistoriche, ritrova abitazioni precolombiane con resti di centinaia di vasi in ceramica pre-incaici dell'Ecuador e del Perù settentrionale.
Mica fuffa :)
 
Preferirei fermarmi qui, perchè abbiamo detto abbastaza da far capire di che pasta era fatto il nostro personaggio :)
Basta aggiungere che nel 1950 ha rifatto il viaggio in zattera, con troupe cinematografica al seguito, dando vita al film Kon-Tiki, che racconta tutto il viaggio, di cui è stato regista.
Negli anni '60 ha anche pubblicato un libro (ne esiste anche l'edizione italiana) che racconta la spedizione.
 
In vecchiaia, non volendosi sentire vecchio, ne ha combinate altre, tipo che nel 1970 dalla città fenicia di Safi, in Marocco, con un'imbarcazione chiamata Ra, come il Dio egizio, costruita da indiani Aymara del lago Titicaca, percorre in 57 giorni 3.270 miglia raggiungendo le Isole Barbados. Dimostra con questa impresa la fattibilità tecnica, già nell'antichità, di viaggi dal vecchio verso il nuovo mondo, suggerendo che la somiglianza culturale tra i popoli precolombiani e le popolazioni assiro-babilonesi, potrebbe non essere dovuta al caso...
E ancora, nel 1977, con una nave di giunchi, dalla Mesopotamia, in Iraq, per verificare le possibilità di navigazione dei Sumeri 4000-5000 anni fa cosa fa? Percorre 6.800 km, discendendo il fiume Tigri fino al Golfo Persico, poi nell'Oceano Indiano fino alla valle dell'Indo in Pakistan e ritorno via mare dall'Asia fino all'Africa, all'imboccatura del Mar Rosso.
Con questa impresa, dimostra la possibilità di scambi culturali e commerciali in epoche molto antiche ad opera dei popoli mesopotamici.
 
E' morto a Colla Micheri, in Andorra, il 18 aprile 2002, all'età di 88 anni, dopo una vecchiaia non proprio di riposo: pochi mesi prima era a fare uno scavo archeologico in Russia settentrionale a cercare tracce di navigazione vichinga nell'artico, la spedizione fu interrotta proprio a causa del peggioramento della sua salute.
Premio Oscar 1952 nella categoria documentari per Kon-Tiki, nomination nel 1972 per il film Ra.
 
A lui è dedicato il Museo Kon-Tiki a Oslo.
 


 

Per approfondire:
Infolibro.it
Ambasciata di Norvegia

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:00 | link | fate pure commenti (14) |
scienza, storie e storielle, ricerche

martedì, 29 aprile 2008
.: Big Brother Awards Italia 2008: Le nomination :.

Del premio Big Brother Awards Italia abbiamo già parlato pochi giorni fa qui, per raccontare il bando. Siccome molte nomination, ogni anno, arrivano da questo blog, vediamo quale è la tappa successiva.
Si è concluso il lavoro dei giurati del Big Brother Awards Italia 2008, che hanno vagliato le nomination inviate dal pubblico nelle ultime cinque settimane, e votato i vincitori nelle varie categorie del Premio.
 
Come sempre, anche quest'anno i nomi della Giuria vengono rivelati solo a lavori ultimati per evitare possibili (e già accadute) pressioni e minacce nei loro confronti; infatti il successo del Big Brother Awards, una manifestazione internazionale che si svolge in 13 paesi, pone sotto (sgraditi) riflettori quei soggetti e quelle tecnologie che hanno a vario titolo rappresentato danno o minaccia per la privacy.
I giurati con un breve curriculum professionale sono elencati qui.
 
I nomi dei vincitori dei premi (Peggior ente pubblico, Peggiore azienda privata, Bocca a stivale, Minaccia da una vita, Tecnologia più invasiva) verranno annunciati sabato 10 maggio, durante la cerimonia di assegnazione che si svolgerà a Firenze nell'ambito del convegno e-privacy 2008.
 
Uno dei vincitori avrebbe dovuto essere annunciato subito dopo il termine dei lavori della Giuria e prima della cerimonia; avrebbe dovuto essere il vincitore del premio "Lamento del Popolo", assegnato senza la mediazione della giuria a chi è stato piu' votato, cioè ha ricevuto più nomination negative. Nessuno dei candidati ha riportato abbastanza voti (meno del 20%) e quindi, come già accaduto in passato, il premio "Lamento del Popolo" quest'anno non sarà assegnato. Il Popolo ritiene evidentemente di non doversi lamentare di nessuno in particolare.
Secondo me è un madornale errore, ma pazienza.
 
Per tutti gli altri premi vengono oggi annunciati i tre candidati più votati in ogni categoria.
Ecco le nomination:
 
Per la categoria "Peggior azienda privata" i finalisti, in ordine rigorosamente alfabetico, sono:
- Facebook
- Finmeccanica
- Yahoo
 
Per la categoria "Peggior ente pubblico" i finalisti sono:
- Governo Prodi
- Ministero dell'Economia e Finanze
- Università della Calabria
 
Per la categoria "Bocca a stivale" i finalisti sono:
- Bruno Vespa, conduttore televisivo
- Partito Pirata italiano
- Francesco Rutelli, ex vicepremier
 
Per la categoria "Minaccia da una vita" i finalisti sono:
- Google Italia
- Franco Frattini, commissario E.U.
- Giuseppe Pisanu, ex ministro dell'Interno
 
Per la categoria "Tecnologia più invasiva" i finalisti sono:
- Apple Computer
- Botnet
- R.I.S, Carabinieri
 
Il premio "positivo" di "Eroe della Privacy" vede invece in lizza:
- Ask.com
- collettivo Autistici/Inventati
- Franco Pizzetti, Garante della Privacy
 
Tutti i finalisti o loro rappresentanti sono invitati alla cerimonia di premiazione, dove se vincitori potranno ritirare l'"Orwell", che pur essendo tutto d'oro come il ben più famoso "Tapiro" non è particolarmente ambito e spesso rimane abbandonato.
 
Come cerimonia il Big Brother Award è in effetti poco frequentata dai vincitori; nell'edizione 2005 però uno dei premi (debitamente incartato) fu realmente ma con molta discrezione ritirato da un membro dell'organizzazione premiata presente in sala.
 
Anche i vincitori "in contumacia" del BBA 2007 sono stati invitati, come d'abitudine, a ritirare il premi già vinti per offrire loro un'altra occasione di partecipazione.
 

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:18 | link | fate pure commenti (7) |
comunicazioni, culture, privacy

lunedì, 28 aprile 2008
.: Stalking :.

(In corsivo ci sono delle testimonianze dirette. Il nostro testimone ha chiesto di restare anonimo, ed ovviamente rispetto la sua scelta)

E' un termine inglese (letteralmente: perseguitare) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.
La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata.
Lo stalker può essere un estraneo, ma è un caso raro: il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-partner, che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto.
In altri casi ci si trova davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l'intento di stabilire una relazione sentimentale, imponendo la propria presenza ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa.
Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi o anni.

La sensazione di freddo che arriva fin nelle ossa era diventata una costante.
Ogni giorno. E con il freddo saliva l'ansia, il battito del cuore pronto a trasalire. E sembrava un infarto, ad ogni trillo del telefono, o del citofono. Ed il terrore di dover dire "ancora tu!" Mi sembrava di vivere sotto il peso dell'ossessione di quella persona. Ma era impossibile fare una denuncia o una cosa del genere, poichè non mi aveva mai messo neanche una mano addosso, per cui non c'era mai stata una aggressione o una molestia fisica...


Lo stalking è classificato giuridicamente tra le violenze di genere, ed è pertanto ritenuto una violazione dei diritti umani. Nonostante questo, soprattutto in Italia non c'è una legislazione tale da permettere di fermare lo stalker, prima che diventi un vero e proprio aggressore. Quindi, se lo stalker non aggredisce mai... diviene difficile ostacolarlo. Difficile anche dimostrare che stia ossessionando.
Alcuni comportamenti come telefonate, sms, e-mail, “visite a sorpresa” e perfino l’invio di fiori o regali, possono essere graditi segni di affetto che, tuttavia a volte, possono trasformarsi in vere e proprie forme di persecuzione in grado di limitare la libertà di una persona e di violare la sua privacy, giungendo perfino a spaventare chi ne è destinatario suo malgrado.

Mi mandava anche 70 o 80 sms al giorno. Spesso teneri e dolci, ma anche minacciosi quando vedeva che non rispondevo. Non ho idea di quanto spendesse di credito per il cellulare, o se avesse aderito appositamente ad una offerta tim. Stessa cosa con le email, il ritmo era almeno di una cinquantina al giorno, non sapevo dove trovasse il tempo di scrivere. Era una presenza costante, non riuscivo a liberarmene.

Inseguimento, molestia e persecuzione
E' stalking, ma è chiamato anche “sindrome del molestatore assillante” o “inseguimento ossessivo”. La terminologia più comune, quella di “stalking”, è stata coniata con la finalità di raffigurare simbolicamente, con un termine in lingua inglese che significa “appostarsi”, l’atteggiamento di chi mette in atto l'inseguimento ossessivo.
Il “molestatore assillante” manifesta, infatti, un complesso insieme di comportamenti che vengono ben racchiusi sinteticamente dall’espressione “fare la posta” che comprende l’aspettare, l’inseguire, il raccogliere informazioni sulla “vittima” e sui suoi movimenti, comportamenti che sono quasi sempre “tipici” di tutti gli stalkers, al di là delle differenze rilevate di situazione in situazione.
Alcuni studi compiuti su questo fenomeno hanno distinto due categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking:

1) La prima tipologia comprende le comunicazioni intrusive, che includono tutti i comportamenti con scopo di trasmettere messaggi sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli impulsi, sui desideri o sulle intenzioni, tanto relativi a stati affettivi amorosi (anche se in forme coatte o dipendenti) che a vissuti di odio, rancore o vendetta. I metodi di persecuzione adottati, di conseguenza, sono forme di comunicazione con l’ausilio di strumenti come telefono, lettere, sms, e-mail o perfino graffiti o murales.
2) Il secondo tipo di comportamenti di stalking è costituito dai contatti, che possono essere attuati sia attraverso comportamenti di controllo diretto, quali ad esempio pedinare o sorvegliare, che mediante comportamenti di confronto diretto, quali visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce o aggressioni. Generalmente non si ritrovano due tipologie separate “pure” di stalkers, ma molestie in forme miste in cui alla prima tipologia, in genere segue la seconda specie di azioni.

Perché si possa parlare di “stalking”, occorre che si verifichino tre comportamenti:

1) l’attore della molestia, lo stalker, agisce nei confronti di una persona che è designata come vittima in virtù di un investimento ideo-affettivo, basato su una situazione relazionale reale oppure parzialmente o totalmente immaginata (in base alla personalità di partenza e al livello di contatto con la realtà mantenuto);
2) lo stalker si manifesta attraverso una serie di comportamenti basati sulla comunicazione e/o sul contatto, ma in ogni caso connotati da ripetizione, insistenza e intrusività;
3) la pressione psicologica legata alla “coazione” comportamentale dello stalker e al terrorismo psicologico effettuato, pongono la vittima stalkizzata, definita anche stalking victim, in uno stato di allerta, di emergenza e di stress psicologico. Questi vissuti psicologici possono essere legati sia alla percezione dei comportamenti persecutori come sgraditi, intrusivi e fastidiosi, che alla preoccupazione e all’angoscia derivanti dalla paura per la propria incolumità.

Ero in depressione costante. Al mattino, al risveglio, il mio primo pensiero era: "Cosa farà oggi? Come farà ad essere presente ed assillarmi? Quante volte scriverà? Quante volte telefonerà? Farà la pazzia di venire qui?" Tutti i giorni. Feriali e festivi. Sempre. Si può vivere così? Si può vivere in collegamento continuo con una persona con la quale non si vuole un contatto continuo?

Identikit del molestatore assillante
La coazione che connota il comportamento di stalking, e che permette di delinearlo anche giuridicamente, ha fatto ipotizzare che tale problema fosse una forma di “disturbo ossessivo”. Tuttavia, come è stato osservato, i disturbi psicopatologici ossessivi sono connotati da vissuti egodistonici relativi ai comportamenti attuati e, conseguentemente, da un malessere provocato dalle idee, dai pensieri, dalle immagini mentali e dagli impulsi ossessivi legati alla persecuzione. Questi vissuti di disagio e di intrusione in realtà non risultano presenti in genere negli stalkers che, al contrario, tendono perfino a trarre piacere dal perseguitare.

Mi mandava messaggi di continuo. Mi telefonava di continuo. Avevo uno stress addosso che non mi permetteva neanche di relazionarmi normalmente con le persone. Temevo sempre di veder spuntare quella persona all'improvviso. Stavo perdendo tutto. Restavo chiuso in casa con il terrore di uscire. Ho perso degli amici perchè ho tenuto per giorni il telefono spento e non leggevo la mail, ho rovinato una relazione d'amore, a causa della presenza costante e incombente di quella persona. E quando a volte ho risposto al telefono, la sua voce era tranquilla, allegra. Sì, era felice della mia risposta, ne era gratificata, provava piacere. Quella persecuzione mi stava rovinando la vita. Non riuscivo ad avere relazioni normali con altre persone, senza tremare, senza subìre il condizionamento dovuto alla sua presenza...

È molto importante sottolineare che lo stalking non è un fenomeno omogeneo; pertanto, risulta difficile far rientrare i molestatori assillanti in una categoria diagnostica precisa o identificare sempre la presenza di una vera e propria patologia mentale di riferimento. Gli stalkers non sono sempre persone con un disturbo mentale e, anche se esistono alcune forme di persecuzione nascono nel contesto di un quadro psicopatologico, questa non è una condizione sempre presente così come non esiste sempre un abuso di sostanze associato al comportamento stalkizzante.
Ciò che è importante comprendere è che dietro a comportamenti di molestia simili possono celarsi motivazioni anche molto differenti tra loro. A questa conclusione si è giunti in seguito a studi che hanno esaminato il profilo psicologico di numerosi stalkers e, sulla scorta dei quali, si è giunti ad individuare cinque tipologie di stalkers, distinti in base ai bisogni e desideri che fanno da motore motivazionale.

1) Una prima tipologia di molestatore insistente è stata definita “il risentito”. Il suo comportamento è sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito ed è quindi alimentato dalla ricerca di vendetta. Si tratta di una categoria piuttosto pericolosa che può ledere prima l’immagine della persona e poi la persona stessa. Il problema più grave è legato alla scarsa analisi della realtà: perché il risentimento fa considerare giustificati i propri comportamenti che, producendo sensazioni di controllo sulla realtà, tendono a loro volta a rinforzarli.
2) La seconda tipologia di stalker è stata denominata “il bisognoso d’affetto”, una tipologia che è motivata dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l’amicizia o l’amore. La vittima in genere viene scelta attraverso una generalizzazione che la rende vicina al “partner o amico/a ideale”, una persona che si ritiene possa aiutare, attraverso la relazione desiderata, a risolvere la propria mancanza di amore o affetto. Spesso il rifiuto dell’altro viene negato e reinterpretato sviluppando la convinzione che egli abbia bisogno di sbloccarsi e superare qualche difficoltà psicologica o concreta. L’idea di un rifiuto, vissuto come un’intollerabile attacco all’Io, viene respinta con grande energia e strutturando un’alta difesa basata sull’allontanamento della percezione reale dell’altro, delle sue reazioni e della relazione reale che viene sostituita da quella immaginaria.
3) Una terza tipologia di persecutore è quella definita “il corteggiatore incompetente”, che tiene un comportamento alimentato dalla sua scarsa o inesistente competenza relazionale che si traduce in comportamenti opprimenti, espliciti e, quando non riesce a raggiungere i risultati sperati, anche aggressivi e villani. Questo tipo di molestatore è generalmente meno resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della stessa vittima, ma tende a riproporre i propri schemi comportamentali cambiando persona da molestare.
4) Esiste poi “il respinto”, un persecutore che diventa tale in reazione ad un rifiuto. È in genere un ex che mira a ristabilire la relazione oppure a vendicarsi per l’abbandono. Spesso oscilla tra i due desideri, manifestando comportamenti estremamente duraturi nel tempo che non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima: la persecuzione infatti rappresenta comunque una forma di relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile. Nella psicologia di questo tipo di “inseguitore assillante” gioca un ruolo cruciale il modello di attaccamento sviluppato che è una delle forme di tipo insicuro, in grado di scatenare angosce legate all’abbandono che creano una tendenza interiore, più o meno consapevole, a considerare l’assenza dell’altro come una minaccia di annientamento e di annullamento del Sé.
5) Infine, è stata descritta una categoria di stalker definita “il predatore” e costituita da un molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, infatti, eccita questo tipo di stalker che prova un senso di potere nell’organizzare l’assalto. Questo genere di stalking può colpire anche bambini e può essere agito anche da persone con disturbi nella sfera sessuale, quali pedofili o feticisti.

Solitamente, nella stragrande maggioranza dei casi, il meccanismo è lo stesso delle violenze di genere, pertanto di solito lo stalker è un uomo, e la vittima è una donna.
Trovarsi nel caso opposto, che è raro, essere cioè uomo-vittima, inseguito da una stalker-donna, è deprimente. Se si cerca di raccontarlo, non si viene creduti. Gli altri perdono fiducia nella vittima, poichè a livello sociale si percepisce che in qualche modo l'uomo in quanto tale debba aver dato dei segnali positivi, che hanno magari fatto scattare i meccanismi nella stalker. La mia stalker apperteneva contemporaneamente alle categorie 1) 2) e 4). Impossibile liberarsene, se non per tempi inferiori alle 48 ore. Poi tornava all'attacco. Tornava ad essere presente.
E l'incubo ricominciava. Iniziavo a stare male anche fisicamente, con palpitazioni cardiache, mal di testa, nervi sempre tesi.


La vittima e il legame con il suo Stalker
Molte persone che subiscono molestie assillanti sono donne di un’età frequentemente compresa tra i 18 e i 24 anni. Tuttavia, alcuni tipi di persecuzioni, quali ad esempio quelle legate al risentimento o alla paura di perdere la relazione che nasce dall’essere respinti, sono rivolte principalmente a donne tra i 35 e i 44 anni. In alcuni casi invece (come quello che stiamo testimoniando), le vittime sono uomini tra i