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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
Trenta anni dopo
Identità di un blog (e di chi lo scrive)
La grande truffa
Venticinque anni dopo
Ti spio anche senza risposta
Il valore della Moneta
La censura dei blog sbarca in Europa
Linea 601A (la mia banlieu)
Come muore la mia terra
Osservando Napoli
San Paolo Belsito, 4 maggio 2007
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Pezzo di cretino.
Si ho detto proprio così, hai letto bene. Ho scritto pezzo di
cretino, che altro non sei. E ti risparmio epiteti molto più
appropriati. Sono incazzato, ma non scado nella volgarità (almeno
ci provo).
Già sono incazzato per questa storia. Molto incazzato. Oggi non posso
essere "politicamente corretto". Sono troppo incazzato.
Sai anche perchè penso questo di te, ma forse è meglio se ripercorro
la breve dimostrazione.
Che sei fuori al bar, seduto sullo scooter, mentre aspetti che
tuo cognato dentro finisca la birra, è regolare, non fa alcun problema,
non stai ancora facendo guai. Stai facendo solo qualcosa che hai
pieno diritto di fare, anche se a dire il vero non stai facendo nulla.
Anche guardare dentro il bar, attraverso la vetrina, è regolare. Forse si è
fatto tardi (sono le 22.15 del 4 maggio 2007), e vuoi vedere se tuo
cognato ha finito la birra, perchè vuoi andare a casa.
Con i dovuti accorgimenti, anche la terza cosa che hai fatto è ancora
regolare. Hai visto un tipo con la fronte appoggiata sulla fronte di tuo
cognato, e che con le braccia gli stringeva la nuca. Hai pensato che
questo tipo stesse aggredendo il tuo parente acquisito, ed hai deciso
di correre dentro. Sì sì va bene, anche questo è regolare: al tuo posto avrei
fatto la stessa cosa, sarei corso dentro a vedere cosa stesse succedendo.
Tu però non hai cercato neanche per un attimo di capire cosa stesse
succedendo. Sei corso addosso al tipo che sembrava stesse
aggredendo tuo cognato, e gli hai dato uno sganassone che l'ha fatto
barcollare. Diciamo che non è del tutto regolare: sei stato un po' impulsivo
e frettoloso. Ammetilo, dai! Però, a San Paolo Belsito lo sanno tutti che
hai un carattere un po' passionale.
E' altrettanto regolare, per ovvi motivi, che il tipo a cui hai
dato lo sganassone, abbia reagito. Lo conosci, si chiama Tomek, sai dove
abita, sai dove sarebbe andato una volta lasciato il bar (a casa di un suo amico
che si chiama Giovanni, ricordate questo particolare). Scusa eh, ma è regolare
che Tomek ti abbia detto "non mi fai paura", e ti abbia dato una sberla.
A proposito, visto che lo sai che si chiama Tomek, e visto che sai che lo
conosce anche tuo cognato, perchè hai pensato che fosse un'aggressione? Sei sicuro
di averci detto proprio tutto?
Comunque, la tua azione ha avuto come risultato il causare una rissa nel bar. Se
permetti, è regolare che a questo punto il barista vi abbia sbattuti
fuori tutti. No? Certo, sa un po' di far west, di qualcosa in stile John Wayne
o Tex Willer, ma da queste parti ci siamo abituati, il far west è qui, no?
E' ancora regolare che siccome conosci Tomek, tu sapessi che stava
andando a casa di Giovanni, che abita al piano terra, a livello strada, in un
vicolo del centro storico di San Paolo Belsito.
Ascolta, non trovo affatto regolare che tu abbia deciso di passare
con lo scooter davanti la casa di Giovanni, visto che non è sul percorso che
devi fare per tornare a casa da tua moglie. Ok? Lo dico subito e apertamente.
Allo stesso modo, non è regolare che ti sei fermato lì davanti. Come
non è regolare che tu abbia urlato: "Tomek! Lascia stare mio cognato, se no
ti uccido!"
Che poi tuo cognato sia a sua volta un cretino, è per me evidente, ma su questo
ci torno dopo. Ora ho da dire altro.
Ho da dire che mai potrebbe essere regolare che tu abbia tirato fuori una
pistola da sotto il sellino dello scooter.
Anche tutto il resto non è regolare: hai sparato verso il muro della
casa di Giovanni (che in questo caso non c'entra completamente nulla! E' solo
amico di Tomek, e Tomek era andato a fargli visita!). Siccome non sai sparare,
non hai centrato il muro, ma la porta d'ingresso, che era anche aperta.
E dietro la porta c'era la moglie di Giovanni, che teneva in braccio
Karolina, la loro figlioletta che il mese prossimo compie sei anni.
Con uno dei due proiettili che hai sparato, hai centrato la testa di Karolina.
Prova a dire che è regolare, e vengo a strangolarti con le mie mani fino
in cella, di fronte a testimoni.
Il cognato è un cretino. Che provi a querelarmi se non è d'accordo.
Senti, cognatino, ma non potevi dirlo subito, che quel tuo contatto con Tomek
era un saluto affettuoso che vi stavate scambiando, prima di andare via?
Non potevi dirlo subito che non c'era nessuna aggressione? Ti rendi conto
questo equivoco che conseguenze ha avuto?
Ti auguro di portarti sempre sulla coscienza quel che è successo.
Ed ora la cosa che mi fa più rabbia.
Alle 22.45 di venerdì 4 maggio 2007, nel centro storico di San Paolo Belsito
si sono sentiti due spari, e poi uno scooter che si allontanava.
Un attimo dopo, un uomo di 26 anni (Giovanni), è uscito in strada gridando
aiuto, portando in braccio il corpicino di Karolina (ancora viva), che perdeva
sangue.
Dalle indagini, e dalle interrogazioni, fatte dai carabinieri, risulta che
il signor Giovanni ha urlato per 15 minuti, ma non c'è stata alcuna finestra
che si sia aperta. Nessuna mano si è tesa. Niente aiuti. Nessuna pietà.
Solo 15 minuti dopo è arrivata l'ambulanza (secondo la ricostruzione degli
inquirenti, sembra che a chiamare il 118 sia stato Tomek dal suo cellulare),
la bambina è stata trasportata all'ospedale di Nola, dove è morta poco
dopo l'arrivo: il proiettile le è entrato dallo zigomo sinistro, ed è fuoriuscito
dalla parte posteriore del cranio.
Dove eravate, cittadini di San Paolo Belsito, in quei 15 minuti? Avevate
tutti la TV ad alto volume?
Ed ora torniamo a noi, grande pezzo di merda che hai fatto fuori
una bambina di sei anni scarsi, senza neanche accorgertene.
L'unica cosa che va a tuo favore, e che ti fa tornare ad essere considerato
un uomo e non un verme, è che non avevi capito di aver centrato la porta,
volevi solo spaventare Tomek, no? Però, quando nel paese si è sparsa la voce
che era stata ammazzata una bambina, sei corso a costituirti, piangendo. Bene:
questo torna ad essere regolare. Hai salvato una piccola parte della
faccia.
Il tuo interrogatorio è stato più che altro un atto di ufficio, visto che
mentre camminavi verso la stanza del sostituto procuratore di Nola, non facevi
altro che piangere e confessare, raccontando anche il movente. Ma una cosa mi
è rimasta impressa. Quando il PM ti ha chiesto, con tutta calma: "Ma perchè aveva
una pistola sullo scooter?" Hai risposto, con altrettanta calma: "Non si può mai
sapere, può sempre servire".
No, questo non è regolare. Se non nel far west.
Ciao Karolina, un fiore bianco per te.
