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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Premessa: quanto segue è solo un insieme di considerazioni personali.
Pertanto è possibile che non siano condivisibili. Ricordare sempre che per ogni
cosa che scrivo non ho mai chiesto - e non chiedo - di essere d'accordo :)
Istituzioni (in alto)
Bocche cucite a palazzo Chigi. Sulla scrivania del Presidente del Consiglio,
ci sono due lettere, già aperte, lette e rilette. Una è del commissario per
l'emergenza rifiuti in Campania, e contiene le sue dimissioni. La seconda
è firmata dal ministro dell'Ambiente, in essa si difende la scelta di Macchia
Soprana come discarica di emergenza.
Ce n'è abbastanza per mettere in difficoltà un capo di governo: il ministero
dell'Ambiente avanza una richiesta duramente contestata dalla Protezione Civile,
la quale propone invece una soluzione contestata dal ministero dell'Ambiente.
Anche questo, a mio avviso, in un Paese civile non potrebbe succedere: il ministro
dell'Ambiente fa parte del Governo, quindi risponde al Presidente del Consiglio,
mentre la Protezione Civile dipende direttamente dalla Presidenza del Consiglio. In
un Paese Civile, ci si aspetterebbe che "dietro le quinte", in alto, strutture che
sono ai vertici dello Stato sappiano concertare e trovare accordi prima
del baratro.
Cosa che non hanno fatto, ed
ora chiedono la mediazione nietedimenoche di Prodi.
Personalismi
Il dottor Bertolaso l'ha messa sul piano personale. Abituato a vincere, ora
punta i piedi: "Se passa Macchia Soprana, io mi dimetto". Continua a gridare
che vuole Valle della Masseria. La realtà è un'altra: entrambi i siti non
vanno bene, anche se per motivi diversissimi, ma la scelta di Macchia
Soprana placherebbe gli animi infuocati della popolazione, dell'ANCI, e
del ministero dell'Ambiente. Per Bertolaso questo non è ammissibile, Valle
della Masseria l'ha scelta lui, e non accetta sconfitte. Mah...
Personalismi e ripicche anche dall'altro fronte, quello del ministero dell'Ambiente.
Il ministro in persona parla già di "dopo-Bertolaso", ed avanza la candidatura
a commissario di governo di Gianfranco Mascazzini, direttore generale del
ministero dell'Ambiente, ma anche l'uomo che ha firmato la perizia a favore
di Macchia Soprana, l'uomo che fa irritare Bertolaso più della popolazione.
Mascazzini non piace a Prodi, questo è evidente. Ma non perchè sia Prodi a
non volere Mascazzini: nessun Presidente del Consiglio lo vorrebbe. Un
Presidente del Consiglio qualunque, in questi casi non vuole (e non può
volere) un'alta carica di un ministero, preferisce una figura che dipenda
direttamente da palazzo Chigi, senza ministeri di mezzo, che poi in futuro
potrebbero far pesare questo ruolo (provate ad immaginare per un attimo
qualcosa di fantapolitico: un commissario straordinario dipendente dal
ministero della Giustizia, e immaginate come quel ministro farebbe pesare
la cosa...). Per questi motivi, Prodi preferisce, se proprio dovesse
rinunciare a Bertolaso, un Prefetto. E nei corridoi si fa anche un nome:
Alessandro Pansa, il Prefetto di Napoli.
Per ora Bertolaso ha rimesso il mandato nelle mani di Prodi, che è cosa
diversa dalle "dimissioni" urlate a gran voce da qualcuno, frettolosamente.
Staremo a vedere nelle prossime ore.
Movimenti
Etichettare, come quasi tutta la stampa ha fatto, la manifestazione di
sabato come "corteo contro le discariche", significa essere molto miopi,
di una miopia che è addirittura sospetta.
Un corteo dichiaratamente non "contro" qualcosa, ma un corteo "per"
chiedere delle cose: un piano rifiuti sensato, una raccolta differenziata
civile.
Alle istituzioni (sia in alto sia in basso), i movimenti non piacciono, e
lo si è visto abbondantemente. Segno che forse i movimenti stessi possono
approfittarne per fare pressione sulle istituzioni stesse.
Certo, ci si augurerebbe che i movimenti sappiano "ritarare" certi contenuti
e certi slogan, e che non commettano errori.
Tanto per fare un esempio, mi è dispiaciuto vedere qualcuno sabato a Napoli
sbandierare la prima pagina del "Mattino" pubbicata dopo il terremoto dell'80.
Quella copertina diceva "Fate presto". Se la Campania è caduta nel baratro,
è proprio perchè tutti hanno voluto far presto, e via con inceneritori
sovradimensionati la cui costruzione richiede anni e anni (mentre la monnezza
si accumula), CDR fasulli e così via. Mai come ora c'è da fare pressione nella
direzione del Fate bene, piuttosto che del "Fate presto".
Oltre a queste piccole ri-tarature, occorre anche evitare sviste. Sentire
una persona, che conosco, che anche colta e preparata, dire al microfono:
"La Campania in passato è stata meta di traffici di rifiuti tossici", significa
aver perso di vista il problema, e lo si vede dal tempo verbale sbagliato: la
Campania ora è ancora meta ecc. ecc. E questo non andrebbe ignorato, invece
i movimenti (quasi in modo compatto), ci girano attorno, preferendo attaccare
(e non è sbagliato farlo) le istituzioni.
Se non si attaccano le mafie.... (sì sì lo so, fa paura).
Sì sì lo so che Napoli non ha mai brillato per movimenti anti-mafia. E' proprio questo, quel che manca a Napoli.
Istituzioni (in basso)
Sono la Regione, i Comuni. Sono completamente allo sbando.
In Regione oramai si naviga a vista, chiedendo di giorno in giorno al
commissariato come comportarsi. Non è questo che ci si aspetterebbe dal
governo locale. D'altra parte, c'è da dire che un governo locale non
ha certo massima libertà d'azione, quando c'è di mezzo un commissariato
con poteri straordinari. Di contro, se non ci fosse un commissariato, ci
troveremmo ancora oggi con una classe dirigente che è quella che ha
provocato l'accelerazione dell'emergenza. Insomma, situazione intricata,
che non sembra risolvibile senza spazzare via tutto e ricominciare da
capo a ricostruire.
Per quanto riguarda i comuni, forse non andrebbero messi neanche tra le
istituzioni: esautorati da quasi tutti i poteri (da parte del commissariato),
si vedono trattati da Bertolaso esattamente come vengono trattati i movimenti:
polizia, manganelli e lacrimogeni, che in più di un'occasione hanno avuto
come bersaglio qualche sindaco, con tanto di fascia tricolore.
I cittadini, soprattutto nei piccoli comuni, quando c'è qualcosa che non va
vanno dal sindaco, il sindaco prova a dirlo al commissariato, e viene
mandato a quel paese...
In pratica, per il tipo di poteri che ha il commissariato, i comuni non
servono a nulla. Un peccato, perchè magari, con il coinvolgimento dei
comuni...
L'effetto si vede: qualche decina di sindaci (in prima fila quelli di
Castellammare, Frattamaggiore e Portici) hanno sottoscritto un documento
in cui annunciano che rimetteranno il loro mandato nelle mani di Prodi
perchè "insoddisfatti delle soluzioni adottate dal commissariato".
Ci sono stati, è vero, incontri tra sindaci e Bertolaso ma, come denuncia
l'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), "le riunioni tenutesi
fin ora non hanno rappresentato che un puro esercizio dialettico".
Discorso a parte meritano le province, che nel settore rifiuti non hanno
mai contato nulla ma che ora, con il nuovo decreto della presidenza
del Consiglio, assumono un ruolo determinante: i presidenti di Provincia
diventano sub-commissari. Peccato che le province non siano attrezzate
tecnicamente a questo tipo di attività.
Anche qui, staremo a vedere.
La realtà campana
Un incendio di rifiuti ogni dieci minuti. Un appello del prefetto caduto
nel vuoto. 7000 tonnellate rimaste in strada, destinate ad aumentare, 13
nuovi casi di epatite A (ma l'ASL si è affrettata a dare la colpa ad una
partita di cozze venduta nei mercatini, e potrebbe anche avere ragione),
un allarme meningite latente, e topi grandi quanto conigli. Ecco la provincia
di Napoli come l'ho vista ieri. Meglio liberare truppe di gatti nelle strade. Solo i gatti
possono salvare il mondo, in questi casi. Da sempre, sono il miglior derattizzante.
In città, dove sono rimaste solo un migliaio di tonnellate in strada, il comune
ha fatto spargere del disinfettante sui cumuli di rifiuti. In provincia
niente, ovviamente. Sarebbe carino se tanti "incazzati" si decidessero ad
uscire dalla città, e fare un giro in provincia.
Le istituzioni negano che la situazione sia grave. I movimenti non
ci sono cascati, la cittadinanza neanche (in parte).
Nella notte, camion di rifiuti speciali hanno sversato abusivamente chissà
cosa, il traffico di rifiuti nocivi è in aumento, con un business che sale
alle stelle (in miliardi di euro).
Le istituzioni negano. I movimenti anche. E c'è di più:
sabato ho anche sentito chi, facente parte di un comitato, mi ha dichiarato
candidamente: "Quando vedo i fuochi dall'asse mediano, non faccio nulla, tiro
dritto". Viva l'impegno civile.
Qualcun altro, sul fronte mafioso, si sente soddisfatto perchè finalmente è
riuscito a scoprire quale è la mia faccia, e me l'ha anche fatto sapere. Ora
probabilmente vuole indirizzo e numero di telefono.
Che sappia una cosa: anche io conosco la sua, di faccia. Qualcuno
il 5 maggio me l'ha indicata. Per ora siamo pari, con l'aggiunta che io già
so di lui indirizzo e numero di telefono, e poi stavolta
non mi fa alcuna paura.
Nota fondamentale
Mancano 5 giorni alla chiusura della discarica di Villaricca. Da quel momento,
a Napoli e provincia non sarà più possibile rimuovere i rifiuti dalle strade.
Ancora una volta, i rifiuti urbani saranno la copertura perfetta al traffico
di rifiuti tossici.
Da notare che ho usato come tempo verbale il futuro.
Aggiornamento: Ore 13.37, dimissioni di Bertolaso respinte.
Continuiamo a stare a vedere...
