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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Ecco una di quelle notizie che in Italia i giornali proprio non
vogliono dirci. Eppure, riguarda l'Italia. Riguarda noi.
Pensate che... se nei giorni scorsi vi foste trovati/e a sfogliare qualche quotidiano di
un qualunque Paese situato dall'altra parte dell'Adriatico
(Grecia, Macedonia, Kosovo, Albania, Montenegro, Croazia, Serbia,
Bosnia-Erzegovia, Slovenia), avreste trovato questa storia sulle
prime pagine. In Montenegro e Kosovo addirittura in prima pagina.
E tutti gridano allo scandalo. In nove nazioni, e non so
quanti milioni di abitanti.
E si parla di Italia.
E in Italia... silenzio!!!
Bene. Vuol dire che la raccontiamo qui.
Prima però ci vuole una breve digressione su come funziona il
mondo delle dogane di frontiera dell'Unione Europea.
(non sono esperto, se dovessi dire qualche imprecisione,
bacchettatemi)
Se io sono un cittadino di Bosnia, o magari di Serbia, e voglio
fare un viaggio in Italia, che è in UE, non mi basta presentarmi
alla frontiera con un passaporto valido, perchè verrei rispedito
indietro.
Devo invece recarmi all'ambasciata italiana del mio Paese
(a Sarajevo se sono bosniaco, a Belgrado se sono serbo), e
chiedere il visto di entrata per l'Italia. Che vale per entrare
in Italia e per girare al suo interno.
Se invece sono un turista e voglio girare mezza europa, quindi non
un solo Paese, devo chiedere un visto diverso: un visto che mi
permette di girare tutta l'UE, tutta l'area soggetta al trattato
di Shengen. Un visto che per l'appunto si chiama visto Schengen.
Quindi, se sono turco, vado ad una qualunque ambasciata di
un Paese dell'UE con il mio passaporto, e chiedo umilmente che mi
venga rilasciato il visto Schengen.
Ovviamente, se sono turco, devo andare ad un'amasciata di un Paese
UE che sta a Istanbul, non posso andare a Belgrado, o a Sarajevo
o... a Podgorica.
Ora, veniamo a noi ed alla storiaccia.
Che dalla regione sud dei balcani parta un corridoio privilegiato
di immigrazione irregolare verso i Paesi dell'Unione Europea, quindi
in area dove vige il trattato di Schengen, non è certo cosa nuova.
Sappiamo tutti bene che attraverso Kosovo e Montenegro i migranti
passano, soggetti a sfruttamenti e pagamenti spesso inimmaginabili
verso la costa della Puglia, e da lì si diffondono in tutta l'area Schengen.
Nulla di nuovo.
Sappiamo che una volta giunti in Italia, se nessuno li becca allo sbarco,
allora ok, vanno via. Se li si becca, li si rinchiude in un CPT e poi
(forse) li si rimanda indietro. Qualcuno racconta quel che gli è successo,
altri invece... sapendo che stanno per tornare indietro hanno paura
di parlare. Ma qualcuno racconta, e dice quanto diavolo ha pagato per
un trasbordo clandestino attraverso l'Adriatico.
Ma ora, attraversiamo l'Adriatico, andiamo in Montenegro, e fermiamoci
a Podgorica, capitale della Republika Crna Gora, che in serbo
vuol dire appunto Monte Negro.
A Podgorica, come in tutte le capitali, ci sono le ambasciate di tutti
gli Stati esteri, dal 3 giugno 2006, giorno dell'indipendenza (prima era
Serbia).
A Podgorica un giorno arriva un signore tedesco, che si presenta alla
polizia montenegrina, e si qualifica come poliziotto tedesco. E fin qui
tutto bene.
Proviamo ad immaginare il dialogo tra il poliziotto tedesco e quelli
montenegrini. Non se ne sa molto, ma deve essere stato qualcosa di questo
genere:
Tedesco: "Salve colleghi, in Germania, durante dei controlli,
abbiamo trovato dei cittadini extracomunitari muniti di
passaporto regolare con sopra un visto Schengen regolare".
Montenegrino: "Beh, allora direi che è tutto regolare..."
Tedesco: "No, per nulla."
Montenegrino: "Scusa collega, e cosa ci sarebbe di irregolare?"
Tedesco: "C'è che tutti i visti Schengen avevano il timbro
di Podgorica".
Montenegrino: "Beh, è normale... tutti i cittadini montenegrini
per avere il visto Schengen devono andare ad una qualunque
ambasciata di un Paese UE a Podgorica!"
Tedesco: "Appunto. Io invece ho detto che in Germania hanno
tutti il visto Schengen con il timbro di Podgorica".
Montenegrino: "Ehh? Tutti chi?"
Tedesco: "Tutti! Turchi, Kosovari, Albanesi, Kurdi, Iraniani, Pakistani,
e perfino Siriani, Ciprioti e disperati del sud est asiatico. Tutti
con il timbro di Podgorica."
Montenegrini (in coro): "Merda!!! Ma che timbro era?"
Tedesco: "Beh, signori, si tratta di visti Schengen, quindi
sono rilasciati, in questo caso abusivamente, dall'ambasciata
di un Paese UE!".
Montenegrini: "Merda! Le ambiasciate godono dell'extraterritorialità,
e non possiamo intervenire... ma scusi perchè vi siete rivolti a noi?
Dovevate rivolgervi al Ministero degli Esteri del Paese di questa
ambasciata che rilascia i visti abusivi!"
Tedesco: "Ci abbiamo provato, ma non ci hanno risposto nè calcolati. Quando
abbiamo insistito ci hanno mandato a cagare. Per questo sono venuto da voi,
dobbiamo elaborare un piano per fermarli: gli albanesi che abbiamo fermato
in Germania ci hanno raccontato quanto cazzo hanno dovuto pagare come
mazzetta per quei visti..."
Montenegrino: "Ci dice almeno di quale ambasciata si tratta? Chi è che
sta lucrando sul traffico di esseri umani?".
Tedesco: "Certo! Si tratta dell'ambasciata italiana".
Fermiamoci un attimo e respiriamo forte, perchè qui le cose si
fanno delicate. Penalmente, ma anche eticamente. E diplomaticamente.
Mettiamoci nei panni del poliziotto montenegrino, che si mette in pieno
centro di Podgorica, davanti all'ambasciata italiana, e si mette a
pedinare chiunque esca.
E pedina di qua, e pedina di là... prima o poi qualcosa deve pur
scovare.
E scova qualcuno, non montenegrino e neanche italiano, che esce
dall'ambasciata italiana e va via. E' straniero, in territorio
montenegrino. Il poliziotto lo ferma.
Poliziotto: "Mi favorisca i documenti".
Straniero: "Ecco il mio passaporto".
Il poliziotto controlla il passaporto, e poi sfoglia e
vede che ha un bel visto Schengen nuovo nuovo.
Poliziotto: "Va in Europa?"
Straniero: "Si."
Poliziotto: "Ma lei lo sa che il visto Schengen deve riceverlo
al suo Paese di residenza???"
Straniero: "ehm... dunque io... scusi ma in fondo, a lei cosa
gliene frega... io sono kosovaro, il visto per il Montenegro
come vede ce l'ho... ehm... cioè... cioè per lei qui in Montenegro
è tutto regolare, su su non faccia il fiscale...."
Poliziotto: "Guardi sto cercando di dirle che questo visto
non è valido. Poi se la beccano in UE sono cazzi suoi eh!"
Straniero: "Come non è valido??? Ho parlato telefonicamente con
l'agenzia di viaggi! La domanda per il visto l'hanno fatta
loro, ho anche pagato!"
Poliziotto: "Quale agenzia di viaggi?"
Straniero: "Quella con la quale parto per l'Europa..."
Poliziotto: "E quanto ha pagato per questo visto?"
Straniero: "Beh mi hanno detto che il costo normale per un
visto Schengen è di 2.500 euro, questo ho pagato!"
Poliziotto: "2.500 euro per un visto!!! Dove si trova questa agenzia
viaggi?"
Straniero: "E che ne so... io ho tenuto i contatti con loro solo
telefonicamente... infatti come vede sono venuto io qui a ritirarlo..."
Poliziotto: "L'arresto subito, o prima mi da il numero di telefono di
questa agenzia di viaggi?"
Trafiletto apparso sul quotidiano Danas, mentre l'operazione era ancora in corso:
"Un uomo montenegrino è sospettato per aver guadagnato circa 1 milione di euro
contraffacendo passaporti per gli albanesi del Kosovo ed altri. Secondo quanto riportato
dai media locali, l'organizzazione coinvolta ha usato un'agenzia di viaggio inesistente
che, attraverso l'Ambasciata italiana in Podgorica, ha messo in circolazione circa
400 visti Schengen prima che la polizia tedesca e del Montenegro riuscisse ad individuare la frode.
Si pensa che l'uomo, nei cui confronti è stato emesso un avviso di garanzia, abbia guadagnato
tra i 2,000€ e i 2,500€ a visto.
L'Ambasciata italiana ha già dato il via ad una investigazione interna per determinare
se qualche impiegato ha preso parte alla frode, ed ha imposto delle restrizioni
sui visti di emissione in Podgorica".
Ma il giorno dopo, le cose cambiano, appaiono le cifre vere, si capisce che l'inchiesta interna dell'ambasciata non serve e su tutti i giornali si legge:
"La polizia del Montenegro scopre una traffico di visti Schengen falsi, messi
in circolazione tramite un’agenzia di viaggi inesistente, utilizzando l'ambasciata
italiana di Podgorica. Secondo quanto riportato dai media locali, due dipendenti
dell’Ambasciata italiana in Montenegro hanno emesso circa 800 visti Schengen
destinati agli albanesi del Kosovo, con un giro di affari di oltre 1,6 milioni di euro".
Torniamo a noi.
Quindi, l’ambasciata italiana di Podgorica è rimasta coinvolta in un traffico di visti
Schengen falsi, messi in circolazione tramite un’agenzia di viaggi non registrata,
denominata Avio Travel che ha emesso circa 800 visti Schengen. Una frode grossa,
per un valore che oscillava tra i 2,000€ e i 2,500€ ciascuno, guadagno che
secondo la ricostruzione della polizia, era successivamente suddiviso tra i dipendenti
dell'ambasciata e gli intermediari, che riuscivano a percepire circa il 10% della
somma pagata.
Al momento sono stati sequestrati i documenti falsi dell’ambasciata italiana, li stanno
consegnando alla direzione dell'Interpol, ce lo racconta il quotidiano di Podgorica Dan.
Bene. Due dipendenti dell'ambasciata. Saranno due montenegrini che lavoravano come
impiegati presso l'ambasciata?
NO.
Come è giusto che sia, vogliamo i nomi.
E vogliamo che se ne parli, in Italia.
Se agli intermediari andava il 10%, ed il visto veniva venduto a 2.500 euro, vuol dire
che in tasca a questi signori finivano 2.250 euro puliti ed in nero per ogni visto. 2.250
euro strappati dalle tasche di chi? Dalle tasche di disperati, di poveri, di migranti.
No, non voglio parlare di immigrazione. Voglio parlare semmai di sfruttamento dell'immigrazione,
di traffico di esseri umani.
Vogliamo sapere chi si è arricchito.
Ma non dobbiamo cercare molto: ci ha pensato la polizia di Podgorica a scoprire chi sono.
La polizia montenegrina ha iscritto tra gli indagati Guido Rotelli e Alessio Ciccaranella,
impiegati dell'ambasciata e principali imputati, e Mersad Licina, abitante a
Rozaj e che faceva da intermediario.
Da notare la posizione di Rotelli che per un motivo che non mi è noto aveva intuito che
la rete tesa dalla polizia stava per scattare. Allora cosa ha fatto? Un attimo prima
che l'operazione iniziasse è corso a denunciare l’operazione: nel tentativo di non destare
sospetti, aveva avvisato le autorità competenti dell'accaduto depistando così le
indagini nei suoi confronti. Ma gli è andata male.
Lo stesso Rotelli è stato raggiunto dalla redazione di Podgorica del Dan per avere
maggiori informazioni sull'operazione, ma ha rifiutato qualsiasi tipo di contatto, rendendosi
così irraggiungibile da parte dei giornalisti.
Adesso, per cortesia, dimostratemi che l'inizio di questo post è sbagliato, elencandomi
le testate italiane di tutti i tipi (giornali, radio, tv) che hanno parlato qui nel
nostro Paese di questa storiaccia.
Grazie.
