Il titolo non c'è

Questi sono appunti sparsi.

Disclaimer

Tutti i testi da me realizzati, ove non diversamente specificato, sono pubblicati con licenza Creative Commons. Per informazioni sulla copia, modifica e redistribuzione dei testi ivi presenti, consultare il testo della licenza.

Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons License.

In primo piano

Rifiuti
Le vie infinite dei rifiuti

Ma chi sarà costui

Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose: fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."

ALTRENOTIZIE.ORG
 

 
raccolta articoli
 
GattaccioTV su YouTube
 

Tags

acquacalda
africa
ambiente
arte
asia
balcani
bologna
calabria
censura
comunicazioni
credenze
criminali
culture
demagogia
discariche
documenti
domande
donne
economia
europa
fascismo
firenze
fuffa
fuoco alle polveri
giochi
gioia
governo ombra
grande truffa
idee
immagini
informazione
kosovo
lavori pubblici privati
libertà
libri
lombardia
madeinitaly
mafie
milano
movimenti
multi
musica
napoli
notizie
nucleare
palladium
parigi
pensieri
poesie
politica
privacy
provocazioni
recitazione
ricerche
ricordi
riflessioni
roma
salute
scacchi
scienza
sicilia
slovenia
sonno
storie e storielle
stress
treni
ungheria
unità d italia
video
vie dei rifiuti
vita
yugoslavia

Ultimi commenti

macca in .: Varie cose, dopo ...
lorypersempre in .: Varie cose, dopo ...
MisterCima in .: Varie cose, dopo ...
1KONAN in .: Varie cose, dopo ...
iNessuno in .: Varie cose, dopo ...
storie in .: Varie cose, dopo ...
SempreAcuacheta in .: Varie cose, dopo ...
latartaruga2 in .: Varie cose, dopo ...
ilpizzo in .: Varie cose, dopo ...
samuelesiani in .: Varie cose, dopo ...

Blog Amici

A.i.u.t.o.
Abagnomaria
Ago in un pagliaio
Ai lov Nepols
Aimfor
Al aiciM
Alessia Gizzi
Alidada
AmelieSun
Amici di Roma - Associazione Culturale
Annabel
Annapaola
Anyanka blog
Aquila in volo
Aramcheck
Atyka
Batsceba
Blogfriends
BlueRoad
Botulinux
Ca' di Scatola
Calabbrog
Carmen Asteria
Cavallette
Cecilia
Ciailan
Cometa1976
Controcorrente consapevolmente
Coordinate Galattiche
Corrente Alternata
Cosí vicini, cosí lontani
Crocomania
Cryptolife
d4rkcloud
Demona
DilaniaGrini
Diodati
Dolcenera
El Giramundo
Eleonora Formisani
Entropia.....
Epistrophy
Eus
Falsi Movimenti
Farfalla Notturna
Fiocchi di Nuvole
Foglia Di Fico
Fraba
Freedom Island
FreedomPeace
Fuori tempo
Fuorifase
Gioia e rivoluzione
Glassex
Gridadicemento
Ice
Il cavallo di Troia
Il giardino segreto
Il nodo e il chiodo
Il viaggio infinito di Sibilla C
Il vizio di leggere
In cerca di me
Kappa_Pera
Kilombo
Kymma
La biblioteca di Shawshank
La casa della ssstrega
La Mano Sinistra
La mattonella di ^MalediMiele^
La Micia
La nave d'oriente
La Soglia
La tana dell'orso
La Terra
La valanga
Le suole delle scarpe
Legittimi interrogativi
Les yeux dans les yeux
Liberautopia
Littlebridges
Lizzyblack
Loft City
Luca nella rete
Mangacdg
Maredidirac
Maree
Mariaprivi
Marte
MiladyDeWinter
Mille Giorni
Moltitudini
Napoli Bloggers
Nata Libera
Nessuna Scusa
News Pusher
Nunzia Lombardi
Nuvola Rossa Cafè
Oltre la porta dell'Inferno
On The Road
One Sky Friends
Paradosso
Pasquale Orlando
Pietraluna
Pino Scaccia
Poesse
Poeta Impazzita
Poganka
Popoblog
Pralina Tuttifrutti
Preferireidino
Pressante
Quando si fa sera
Questastoria
Quotidianamente
Riotinmymind
Rubicondo
Sempre Acuacheta
Sibillacumina
Silvio Berlusconi
Solare
Spartaus
Spighetta
Storie
Storiedifantasmi
Strana... mente
Sydbarrett76
TeatrOkkupato
terraemiraggi
Tessa73
The Golem
Thomasmann
Tiptop
Tostoini
Transit
Umanità alla deriva
Varsavia caput mundi
vigili del fuoco per passione
Vintervila
Virtualblog
Volobliquo
W la fisica
Weltanshaung
Woods
Zakynthos

Oscuro passato

oggi
gennaio 2010
--- 2009 ---

--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---
--- 2004 ---

Link

Alternapoli
Altrenotizie.org
20q.net
Alan Turing
Alcatraz
Arpia
Astrolink
Bioinformatica
Bookcrossing
Bookcrossing Italia
e-laser
EcoRoma
Enzo Baldoni
Home page del progetto ILN
L'augurio di compleanno
linux.org
Misteri d'Italia
No 1984
Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise
Peacelink
physicsweb.org
ppcnerds
Punto Informatico
Servizio Antibufala
Stefano Benni
Storia in rete
TCPA FAQ
UAAR
Zeus News

Non so chi te lo fa fare, ma se proprio mi vuoi contattare...

e-mail

RSS


NapoliBloggers

BlogItalia.it
Blog-Show
SocialDust
caffeina...
Weblog Commenting and Trackback by HaloScan.com
blogstreet
blog italia, directory blog italiani
LiveBlogs!

 

testata

lunedì, 28 aprile 2008
.: Stalking :.

(In corsivo ci sono delle testimonianze dirette. Il nostro testimone ha chiesto di restare anonimo, ed ovviamente rispetto la sua scelta)

E' un termine inglese (letteralmente: perseguitare) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.
La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata.
Lo stalker può essere un estraneo, ma è un caso raro: il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-partner, che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto.
In altri casi ci si trova davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l'intento di stabilire una relazione sentimentale, imponendo la propria presenza ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa.
Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi o anni.

La sensazione di freddo che arriva fin nelle ossa era diventata una costante.
Ogni giorno. E con il freddo saliva l'ansia, il battito del cuore pronto a trasalire. E sembrava un infarto, ad ogni trillo del telefono, o del citofono. Ed il terrore di dover dire "ancora tu!" Mi sembrava di vivere sotto il peso dell'ossessione di quella persona. Ma era impossibile fare una denuncia o una cosa del genere, poichè non mi aveva mai messo neanche una mano addosso, per cui non c'era mai stata una aggressione o una molestia fisica...


Lo stalking è classificato giuridicamente tra le violenze di genere, ed è pertanto ritenuto una violazione dei diritti umani. Nonostante questo, soprattutto in Italia non c'è una legislazione tale da permettere di fermare lo stalker, prima che diventi un vero e proprio aggressore. Quindi, se lo stalker non aggredisce mai... diviene difficile ostacolarlo. Difficile anche dimostrare che stia ossessionando.
Alcuni comportamenti come telefonate, sms, e-mail, “visite a sorpresa” e perfino l’invio di fiori o regali, possono essere graditi segni di affetto che, tuttavia a volte, possono trasformarsi in vere e proprie forme di persecuzione in grado di limitare la libertà di una persona e di violare la sua privacy, giungendo perfino a spaventare chi ne è destinatario suo malgrado.

Mi mandava anche 70 o 80 sms al giorno. Spesso teneri e dolci, ma anche minacciosi quando vedeva che non rispondevo. Non ho idea di quanto spendesse di credito per il cellulare, o se avesse aderito appositamente ad una offerta tim. Stessa cosa con le email, il ritmo era almeno di una cinquantina al giorno, non sapevo dove trovasse il tempo di scrivere. Era una presenza costante, non riuscivo a liberarmene.

Inseguimento, molestia e persecuzione
E' stalking, ma è chiamato anche “sindrome del molestatore assillante” o “inseguimento ossessivo”. La terminologia più comune, quella di “stalking”, è stata coniata con la finalità di raffigurare simbolicamente, con un termine in lingua inglese che significa “appostarsi”, l’atteggiamento di chi mette in atto l'inseguimento ossessivo.
Il “molestatore assillante” manifesta, infatti, un complesso insieme di comportamenti che vengono ben racchiusi sinteticamente dall’espressione “fare la posta” che comprende l’aspettare, l’inseguire, il raccogliere informazioni sulla “vittima” e sui suoi movimenti, comportamenti che sono quasi sempre “tipici” di tutti gli stalkers, al di là delle differenze rilevate di situazione in situazione.
Alcuni studi compiuti su questo fenomeno hanno distinto due categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking:

1) La prima tipologia comprende le comunicazioni intrusive, che includono tutti i comportamenti con scopo di trasmettere messaggi sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli impulsi, sui desideri o sulle intenzioni, tanto relativi a stati affettivi amorosi (anche se in forme coatte o dipendenti) che a vissuti di odio, rancore o vendetta. I metodi di persecuzione adottati, di conseguenza, sono forme di comunicazione con l’ausilio di strumenti come telefono, lettere, sms, e-mail o perfino graffiti o murales.
2) Il secondo tipo di comportamenti di stalking è costituito dai contatti, che possono essere attuati sia attraverso comportamenti di controllo diretto, quali ad esempio pedinare o sorvegliare, che mediante comportamenti di confronto diretto, quali visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce o aggressioni. Generalmente non si ritrovano due tipologie separate “pure” di stalkers, ma molestie in forme miste in cui alla prima tipologia, in genere segue la seconda specie di azioni.

Perché si possa parlare di “stalking”, occorre che si verifichino tre comportamenti:

1) l’attore della molestia, lo stalker, agisce nei confronti di una persona che è designata come vittima in virtù di un investimento ideo-affettivo, basato su una situazione relazionale reale oppure parzialmente o totalmente immaginata (in base alla personalità di partenza e al livello di contatto con la realtà mantenuto);
2) lo stalker si manifesta attraverso una serie di comportamenti basati sulla comunicazione e/o sul contatto, ma in ogni caso connotati da ripetizione, insistenza e intrusività;
3) la pressione psicologica legata alla “coazione” comportamentale dello stalker e al terrorismo psicologico effettuato, pongono la vittima stalkizzata, definita anche stalking victim, in uno stato di allerta, di emergenza e di stress psicologico. Questi vissuti psicologici possono essere legati sia alla percezione dei comportamenti persecutori come sgraditi, intrusivi e fastidiosi, che alla preoccupazione e all’angoscia derivanti dalla paura per la propria incolumità.

Ero in depressione costante. Al mattino, al risveglio, il mio primo pensiero era: "Cosa farà oggi? Come farà ad essere presente ed assillarmi? Quante volte scriverà? Quante volte telefonerà? Farà la pazzia di venire qui?" Tutti i giorni. Feriali e festivi. Sempre. Si può vivere così? Si può vivere in collegamento continuo con una persona con la quale non si vuole un contatto continuo?

Identikit del molestatore assillante
La coazione che connota il comportamento di stalking, e che permette di delinearlo anche giuridicamente, ha fatto ipotizzare che tale problema fosse una forma di “disturbo ossessivo”. Tuttavia, come è stato osservato, i disturbi psicopatologici ossessivi sono connotati da vissuti egodistonici relativi ai comportamenti attuati e, conseguentemente, da un malessere provocato dalle idee, dai pensieri, dalle immagini mentali e dagli impulsi ossessivi legati alla persecuzione. Questi vissuti di disagio e di intrusione in realtà non risultano presenti in genere negli stalkers che, al contrario, tendono perfino a trarre piacere dal perseguitare.

Mi mandava messaggi di continuo. Mi telefonava di continuo. Avevo uno stress addosso che non mi permetteva neanche di relazionarmi normalmente con le persone. Temevo sempre di veder spuntare quella persona all'improvviso. Stavo perdendo tutto. Restavo chiuso in casa con il terrore di uscire. Ho perso degli amici perchè ho tenuto per giorni il telefono spento e non leggevo la mail, ho rovinato una relazione d'amore, a causa della presenza costante e incombente di quella persona. E quando a volte ho risposto al telefono, la sua voce era tranquilla, allegra. Sì, era felice della mia risposta, ne era gratificata, provava piacere. Quella persecuzione mi stava rovinando la vita. Non riuscivo ad avere relazioni normali con altre persone, senza tremare, senza subìre il condizionamento dovuto alla sua presenza...

È molto importante sottolineare che lo stalking non è un fenomeno omogeneo; pertanto, risulta difficile far rientrare i molestatori assillanti in una categoria diagnostica precisa o identificare sempre la presenza di una vera e propria patologia mentale di riferimento. Gli stalkers non sono sempre persone con un disturbo mentale e, anche se esistono alcune forme di persecuzione nascono nel contesto di un quadro psicopatologico, questa non è una condizione sempre presente così come non esiste sempre un abuso di sostanze associato al comportamento stalkizzante.
Ciò che è importante comprendere è che dietro a comportamenti di molestia simili possono celarsi motivazioni anche molto differenti tra loro. A questa conclusione si è giunti in seguito a studi che hanno esaminato il profilo psicologico di numerosi stalkers e, sulla scorta dei quali, si è giunti ad individuare cinque tipologie di stalkers, distinti in base ai bisogni e desideri che fanno da motore motivazionale.

1) Una prima tipologia di molestatore insistente è stata definita “il risentito”. Il suo comportamento è sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito ed è quindi alimentato dalla ricerca di vendetta. Si tratta di una categoria piuttosto pericolosa che può ledere prima l’immagine della persona e poi la persona stessa. Il problema più grave è legato alla scarsa analisi della realtà: perché il risentimento fa considerare giustificati i propri comportamenti che, producendo sensazioni di controllo sulla realtà, tendono a loro volta a rinforzarli.
2) La seconda tipologia di stalker è stata denominata “il bisognoso d’affetto”, una tipologia che è motivata dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l’amicizia o l’amore. La vittima in genere viene scelta attraverso una generalizzazione che la rende vicina al “partner o amico/a ideale”, una persona che si ritiene possa aiutare, attraverso la relazione desiderata, a risolvere la propria mancanza di amore o affetto. Spesso il rifiuto dell’altro viene negato e reinterpretato sviluppando la convinzione che egli abbia bisogno di sbloccarsi e superare qualche difficoltà psicologica o concreta. L’idea di un rifiuto, vissuto come un’intollerabile attacco all’Io, viene respinta con grande energia e strutturando un’alta difesa basata sull’allontanamento della percezione reale dell’altro, delle sue reazioni e della relazione reale che viene sostituita da quella immaginaria.
3) Una terza tipologia di persecutore è quella definita “il corteggiatore incompetente”, che tiene un comportamento alimentato dalla sua scarsa o inesistente competenza relazionale che si traduce in comportamenti opprimenti, espliciti e, quando non riesce a raggiungere i risultati sperati, anche aggressivi e villani. Questo tipo di molestatore è generalmente meno resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della stessa vittima, ma tende a riproporre i propri schemi comportamentali cambiando persona da molestare.
4) Esiste poi “il respinto”, un persecutore che diventa tale in reazione ad un rifiuto. È in genere un ex che mira a ristabilire la relazione oppure a vendicarsi per l’abbandono. Spesso oscilla tra i due desideri, manifestando comportamenti estremamente duraturi nel tempo che non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima: la persecuzione infatti rappresenta comunque una forma di relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile. Nella psicologia di questo tipo di “inseguitore assillante” gioca un ruolo cruciale il modello di attaccamento sviluppato che è una delle forme di tipo insicuro, in grado di scatenare angosce legate all’abbandono che creano una tendenza interiore, più o meno consapevole, a considerare l’assenza dell’altro come una minaccia di annientamento e di annullamento del Sé.
5) Infine, è stata descritta una categoria di stalker definita “il predatore” e costituita da un molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, infatti, eccita questo tipo di stalker che prova un senso di potere nell’organizzare l’assalto. Questo genere di stalking può colpire anche bambini e può essere agito anche da persone con disturbi nella sfera sessuale, quali pedofili o feticisti.

Solitamente, nella stragrande maggioranza dei casi, il meccanismo è lo stesso delle violenze di genere, pertanto di solito lo stalker è un uomo, e la vittima è una donna.
Trovarsi nel caso opposto, che è raro, essere cioè uomo-vittima, inseguito da una stalker-donna, è deprimente. Se si cerca di raccontarlo, non si viene creduti. Gli altri perdono fiducia nella vittima, poichè a livello sociale si percepisce che in qualche modo l'uomo in quanto tale debba aver dato dei segnali positivi, che hanno magari fatto scattare i meccanismi nella stalker. La mia stalker apperteneva contemporaneamente alle categorie 1) 2) e 4). Impossibile liberarsene, se non per tempi inferiori alle 48 ore. Poi tornava all'attacco. Tornava ad essere presente.
E l'incubo ricominciava. Iniziavo a stare male anche fisicamente, con palpitazioni cardiache, mal di testa, nervi sempre tesi.


La vittima e il legame con il suo Stalker
Molte persone che subiscono molestie assillanti sono donne di un’età frequentemente compresa tra i 18 e i 24 anni. Tuttavia, alcuni tipi di persecuzioni, quali ad esempio quelle legate al risentimento o alla paura di perdere la relazione che nasce dall’essere respinti, sono rivolte principalmente a donne tra i 35 e i 44 anni. In alcuni casi invece (come quello che stiamo testimoniando), le vittime sono uomini tra i 36 e i 45 anni. In ogni caso, oltre l'80% dei casi di stalking vede le donne come vittime.
Alcuni studi sul fenomeno in esame hanno mostrato dei risultati interessanti che servono a riflettere ulteriormente sulle caratteristiche delle vittime di stalking e sull’importanza della relazione che, spesso solo nella mente dello stalker, si instaura con tutta la capacità di influenza che può esercitare una relazione reale. A questo proposito si è riscontrato che esiste una “categoria sociale a rischio di stalking” rappresentata da tutti gli appartenenti alle cosiddette “professioni d’aiuto”, vale a dire i medici, gli psicologi, gli infermieri e ogni altra sorta di “helper”. Spesso le vittime sono anche amici dello stalker, che in passato gli hanno dato una mano a superare momenti difficili. Generando situazioni di "dipendenza" che possono poi ri-palesarsi dopo anni.

Ho provato a dire che non doveva più contattarmi in alcun modo. Ma mi sono accorto molto presto che traeva piacere da questo, e continuava a fare pressione.
Non c'è niente di peggio del finire in cura da uno bravo perchè si subiscono queste autentiche violenze psicologiche. Ma era tutto inutile, la stalker non si toglieva dai piedi. Inutile chiedere aiuto: la risposta che ottenevo era "beh sei un uomo, se lo fa è perchè le hai dato speranze, ti sei mostrato disponibile. Ci sei stato."
Finchè un giorno, il bisogno di riprendere in mano la mia vita mi fece commettere un grave errore, ma la situazione era davvero disperata. L'errore fu dirle "palesati, fatti vedere, incontrami, così lo vedi da vicino che non ci può essere nessuna relazione tra noi, tanto che sono freddo e distaccato". No, non funziona così, non c'è alcun bisogno di essere freddi e distaccati. Provate a pensare a quale meravigliosa gratificazione è per uno stalker, sentirsi dire dalla vittima "incontriamoci". Ma io avevo bisogno di risolvere la situazione e uscire dall'incubo. Ad ogni costo. Non volevo più essere vittima. Ma il problema è che prima di tutto bisogna acquisire la consapevolezza di essere vittima
.

Tecniche di comportamento Antistalking
Dal momento che non tutte le situazioni di stalking sono uguali, non è possibile generalizzare facilmente delle modalità comportamentali di difesa che devono essere adattate alle circostanze e alle diverse tipologie di persecutori. Esistono tuttavia alcune regole utili:

1) Innanzitutto, inutile negare il problema. Spesso, dal momento che nessuno vuole considerarsi una “vittima”, si tende a evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e aiutando così lo stalker, come successo al nostro testimone diretto. Il primo passo è allora sempre quello di riconoscere il problema e di adottare delle precauzioni maggiori rispetto a quelle adottate dalle persone che non hanno questo problema. Occorre informarsi sull’argomento e comprendere i rischi reali, seguendo dei comportamenti volti a scoraggiare, quando è possibile, gli atti di molestia assillante.
2) Se la molestia consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, come nel caso del nostro testimone, è necessario essere fermi nel “dire di no” una sola volta e in modo chiaro. Altri sforzi di convincere il proprio persecutore, comprese improvvisate interpretazioni psicologiche che lo/la additano come bisognoso di aiuto e di cure, saranno lette come reazioni ai suoi comportamenti e quindi rappresenteranno dei rinforzi, in quanto attenzioni. Anche una telefonata di rabbia o una risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che rinforzano lo stalking.
3) Se le molestie sono telefoniche, non cambiare numero. Anche in questo caso, le frustrazioni aumenterebbero la motivazione allo stalking. È meglio cercare di ottenere una seconda linea, lasciando che la vecchia linea diventi quella su cui il molestatore può continuare a telefonare, magari mentre azzerate la suoneria e rispondete gradualmente sempre meno.
4) Per produrre prove della molestia alla polizia, non lasciarsi prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili sui fastidi subiti.
5) È utile mantenere sempre a portata di mano un cellulare in più per chiamare in caso di emergenza.

Chi mi stava attorno, e vicino, assisteva a tutta l'ossessione continua. E paradossalmente stava male, male quanto me. Anche perchè non aveva più completa fiducia in me, visto che partiva dal presupposto che io avessi incoraggiato - o quanto meno permesso - tale comportamento.
Io stavo psicologicamente male, anche lei. stavamo tutti male. Sono stati mesi di cui difficilmente perderò il ricordo. Ancora oggi, mentre dormo, sogno il trillo del telefono. Ancora oggi, mi aumenta il battito cardiaco quando apro la posta.


Le conseguenze dello Stalking
Molto spesso, soprattutto a causa di norme giuridiche che limitano gli interventi di prevenzione alle sole situazioni di emergenza, i comportamenti di stalking possono essere protratti a lungo con conseguenze psicologiche negative principalmente per la vittima, ma anche per chi agisce e, talvolta, per chi lo osserva.
La vittima, per quanto possa essere breve il periodo in cui viene perseguitata, rischia di conservare a lungo delle vere e proprie ferite. Le conseguenze dello stalking infatti, per chi lo subisce, sono spesso diverse e si trascinano per molto tempo. In base al tipo di atti subiti e alle emozioni sperimentate possono determinarsi stati d’ansia e problemi di insonnia o incubi, ma anche flashback e veri e propri quadri di Disturbo Post Traumatico da Stress.

Il pubblico degli episodi di stalking può essere il ristretto pubblico familiare o il/la partner della vittima che, identificandosi empaticamente alla vittima, può sviluppare preoccupazioni per la persona cara o forme vicarie di paura ed ansia. In certi casi, come quello del nostro testimone, lo stalker può ottenere di distruggere la relazione sentimentale della vittima con il proprio partner.

Mi braccava. Mi braccava come una preda, per ridurmi all’angolo, rubarmi la vita. E riuscendo anche ad isolarmi. Si dice che spesso la vittima, soprattutto se donna, si vergogna di parlarne, sentendosi in colpa per la situazione e pensando di averla in qualche modo causata. Tranquilli, vale anche per gli uomini. E' esattemente la stessa situazione. Con l'aggravante che quando è l'uomo ad essere vittima di una violenza di genere, ha meno strumenti. A chi va a raccontarla? Se si ribella, e la stalker per vendetta dice che è lui che l'ha stuprata, tutti crederebbero alla donna. Forte di questo, la stalker sa profferire minacce. Minaccia di parlare con la famiglia, minaccia di parlare con la partner della vittima. Tutto questo mette in una situazione soffocante, che fa anche desiderare di morire.
Quando la stalker è una donna, può essere una ex respinta o una innamorata non ricambiata.
Anche se è più difficile che in questo caso si arrivi alla violenza fisica, ci possono essere però tutte le altre molestie: telefonate spesso mute, messaggi, finte telefonate di “telemarketing”, e-mail apparentemente innocue sotto falso nome, strane telefonate, lettere a lui, lettere anonime alle nuove fidanzate, foto porno in mailbox etc etc.
Una ragazza (niente affatto psicolabile!) che le ha provate tutte per mettersi con me, non rassegnandosi. Purtroppo non c’è nulla da fare, nessuna denuncia possibile, un fastidio enorme (e non so ancora se è finito).
Per non parlare poi del grave dolore che si riceve se ci si sfoga con un amico o con un collega di lavoro (uomo), che nella maggior parte dei casi risponderà: "scopatela, no? vedi che poi le passa".
Ma ve lo ricordate il film “Attrazione fatale”?


Per approfondire:
Osservatorio Nazionale Stalking

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 28/04/2008 09:21 | link | fate pure commenti (10) |
documenti, stress, provocazioni, ricerche


Commenti
#1    28 Aprile 2008 - 10:51
 
Ne so qualcosa. A me è successo... ho avuto uno stalker piuttosto tattico e per di piu con una posizione lavorativa che gli consentiva di fare cose piuttosto strabilianti...
Un incubo!

Per una donna inoltre si aggiunge anche la paura di aggressioni fisiche.. e naturalmente la facilità con cui nasce dentro noi donne il senso di colpa...

Ci è voluto tempo per risolvere. Un giorno capii che ero io a mettermi nella posizione per essere vittima. E' un fatto prima di tutto mentale. Se si riesce a non esserne sollecitati allora si è gia fuori da tunnel. Un po alla volta riuscii a non sentirmi spaventata, preoccupata o infastidita da tutti i suoi sms, chiamate, mms, mail minacciose, ricatti di vario tipo minacciando miei familiari o affetti..

Quando finisce dentro la vittima lo stato di ansia, di paura, di timore che egli/ella riesca a mandarci a puttane la vita, allora anche l'effetto dei suoi gesti si smonta.

che mondo gente!

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente storie

#2    28 Aprile 2008 - 11:27
 
Brrrrrrrrr letto tutto d'un fiato.
Terrore! Non mi sono mai trovata in una situazione del genere, ma credo che morirei dal terrore... :(
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente zanzaretta

#3    28 Aprile 2008 - 11:32
 
Ciao. Il tuo testimone anonimo ad un certo punto dice, riferendosi alla tipa che lo perseguita: "per niente psicolabile", su questo avrei dei dubbi. Il tuo testimone continua a "difendere" quella persona" e se stesso. Forse sono entrambi psicolabili, senza volerlo ammettere.
Beh...questo è il mio modesto parere.
:)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente rigirandola

#4    28 Aprile 2008 - 14:24
 
Cavoli se mi ricordo attrazione fatale, un film che fa passare la voglia di avventure occasionali...

Una mia amica si è trovata per un po' di tempo in questa situazione (tipologia del respinto) e certi giorni erano proprio pesanti. Adesso sembra che il tipo si sia rassegnato, speriamo bene...

Un saluto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ilpizzo

#5    28 Aprile 2008 - 14:54
 
ROMA - Il suo avvocato giura che non c'era malizia in quello sguardo ma il giudice non gli crede. Il trentenne colpevole di aver guardato con troppa insistenza una viaggiatrice del treno regionale Lecco-Sondrio, è stato condannato a dieci giorni di reclusione per molestie e 40 euro di multa.

I fatti risalgono a tre anni fa ma la sentenza è stata emessa solo ora. La vittima, una donna di 55 anni, in aula non si è presentata. Le sue accuse sono scritte in un verbale della polizia ferroviaria consegnato a un agente della stazione di Lecco. Neppure uno scambio di parole tra i due; nessun complimento. Solo quello sguardo insistente. Il giorno prima, aveva raccontato la signora, quell'uomo si era seduto vicino a lei e l'aveva costretta a spostare anche il cappotto pur di starmi vicino. E il giorno successivo, ancora sul treno, l'aveva guardato a lungo.

"Poco, troppo poco", sostiene Richard Martini, difensore dell'uomo. "Per condannare un incensurato e rispettabilissimo signore di trent'anni serve altro". Annuncia appello l'avvocato perché in quell'aula di tribunale non si è presentato un solo testimone a convalidare la tesi della donna, e perché il giorno successivo alla denuncia due agenti in borghese avevano seguito l'indiziato in viaggio verso Milano e non avevano notato nel suo comportamento nulla di esecrabile.

La sentenza, definitia "ingiusta" dall'avvocato, ha suscitato giudizi contrastanti. "Se adesso non si può neppure lanciare uno sguardo verso una bella donna, come faremo noi uomini?", ha detto un impiegato del palazzo di giustizia di Lecco. Diverso il commento di una sua collega convinta, come il giudice, che "un'occhiata appiccicosa può essere molesta quanto una frase volgare o un corteggiamento assillante". All'imputato resta il beneficio di non dover scontare la pena: i dieci giorni di condanna sono stati cancellati dall'indulto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente nome04

#6    28 Aprile 2008 - 16:07
 
Ci sono passata l'anno scorso con la mamma di un'amichetta di Chicca che era oltre l'asfissia.
Fortuna che è durata una mesata scarsa poi, a forza di negarmi/ci, sono riuscita a troncare il tutto.
Purtroppo non è stato gradevole.
Leela
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lorypersempre

#7    28 Aprile 2008 - 16:57
 
IO per uno psyco del genere ho dovuto chiudere un blog perche' mi stavo angosciando...
Inoltre, per masturbazioni assillanti al telefonino, ovviamente anonime, ho un numero fermo da diversi mesi... non mi va proprio di accenderlo, quel telefono.
Leggo qua che non e' un atteggiamento molto utile, soprattutto se la persona in questione sa chi sono (mi chiama per nome ma non capisco chi sia), ma non so che farci... mi mette angoscia accenderlo X_X
Saluti,
I.
utente anonimo

#8    28 Aprile 2008 - 20:16
 
Ma, sai, e se alla fine avessero ragione loro, i Romani?
Io ne dubito, ma, come al solito, bisogna meditare sul fatto che il "PD" si sta rivelando ben poca cosa, almeno fino ad adesso.
E paga le sue scelte.
Daniele
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente macca

#9    28 Aprile 2008 - 21:48
 
Mai dire mai nella vita, ma quando mi sono capitate persone troppo insistenti, e di matti ne ho incontrato... ho subito stroncato sul nascere.
Quello che è più inquietante in queste situazioni è quando coinvolgono anche i tuoi familiari.
Già è difficile mostrare sangue freddo e strafottenza, davanti a queste persone, dover poi spiegare ai familiari che sta succedendo è sempre molto seccante!
Mi domando se c'è una tipologia di "vittima" che prediligono...

Elisewinfox
utente anonimo

#10    30 Aprile 2008 - 02:07
 
Bè, visto che in pratica sono un caso di cronaca, questa non poteva scapparmi e allora per ben tre anni ho avuto a che fare con l'ex. Persecuzioni telefoniche, pedinamenti, aggressioni verbali non solo a me, invasioni di diverso tipo... Il più delle volte non uscivo di casa, se non accompagnata, perchè lui era sotto il mio palazzo, o fuori da un negozio o pronto a sbucarmi dietro l'angolo. Leggendo l'articolo riconosco tutto, anche dei miei errori, che tra l'altro mi verranno utili perchè quando può ricomincia.
Stavolta cercherò di essere meno "vittima", vediamo che succede (ma spero sempre che finalmente si metta con un'altra e mi lasci in pace).
Un saluto e grazie dei tuoi post, sempre utilissimi.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente hunappygirl

Commenti
: boh