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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
Trenta anni dopo
Identità di un blog (e di chi lo scrive)
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Venticinque anni dopo
Ti spio anche senza risposta
Il valore della Moneta
La censura dei blog sbarca in Europa
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Come muore la mia terra
Osservando Napoli
San Paolo Belsito, 4 maggio 2007
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Premetto per chiarezza una cosa, anzi più di una.
1) Sono napoletano, pertanto non mi si tacci di leghismo o di
razzismo nei confronti dei napoletani. Sono spesso a Napoli, non ho mai
perso i contatti con il popolo napoletano, dal quale provengo. Se qualcuno
(non napoletano) ravvisasse in questo post degli attacchi a tale popolo,
sappia
che il fatto di appartenerci non implica il volerlo/doverlo difendere ad
ogni
costo. Soprattutto quando si scopre il marcio dietro gli altarini. I
napoletani
invece conoscono bene l'humus sociale che vado a raccontare.
2) Sono napoletano, non sono Rom. Non conosco la cultura Rom ed il popolo
Rom.
Quindi non difendo il popolo Rom. E quando lo attacco, non lo
faccio
per
luoghi comuni, ma solo per cose note ed arcinote.
3) Questo non è un post politico. Parlo di gente, di base
popolare.
4) Non prendo le parti di nessuno, anche perchè nessuno lo meriterebbe:
guardandosi attorno, si vedono solo montagne di m***a.
5) Very Long Post(auguri...)
6) So di attirarmi qualche antipatia, con questo post, ma sinceramente non
me ne
frega niente.
Fine della premessa

Peppino l'elettrauto insiste nel dirmi che devo credergli: "Tu che ti
occupi
di monnezza, o' ssaje bbuon che r'è o' COBAT, no?"
Io: "Certo: il consorzio per il recupero delle batterie al piombo
usate."
Peppino: "Eh! E o' ssaje quant s'pava, a stu cazz e COBAT?"
Io: "Guarda che lo smaltimento delle batterie delle auto è una cosa
costosa,
sono piene di sostanze tossiche, non è che si possono buttare via così,
sono
rifiuti speciali... Ovvio che sia costoso."
Peppino: "Eh! E o' ssaje quant s'pava? Io faccio l'elettrauto, a volte le
devo
smaltire anche a cient'a vota! E aggià pava' pure cchiù e' mille
euro...!"
Io: "Beh? Tu paghi il consorzio mille euro, e lui si prende le batterie
e le smaltisce in discarica per rifiuti speciali..."
Peppino: "Poi però, 'na vota a settimana, venevano i Rom, e si pigliavano
le
batterie. 5 euro se erano meno di 10, e 10 euro se ne erano di
più..."
Io: "Ahhh ecco, e tu li davi ai Rom!!!"
Peppino: "Mica solo io, tutti! 1000 euro da dare al consorzio, e 10 per i Rom. Vir tu..."
Io: "E tu lo sai che è illegale?"
Peppino: "Si ma i Rom poi se le portavano nelle baracche, le smontavano, e
recuperavano tutto quello che si poteva recuperare, per rivenderselo. Il
piombo,
il ferro... Cioè facevano 'o recupero, e 'o riciclaggio! Mica chella
robba a' jettavan!"
Io: "E intanto si avvelenavano respirando le esalazioni di acido solforico
miste a piombo... e tu intanto ti intascavi i soldi destinati al
consorzio..."
Certo, ci sarebbe stato da spiegare a Peppino che quei soldi per il
consorzio non li stava pagando lui, ma il cliente, visto che è un costo
compreso in quello della batteria nuova... Ma si sa, i piccoli
commercianti
vivono di questo piccolo furtarello, direttamente dalle nostre tasche,
salvo
poi dire che i ladri sono i Rom che gli entrano
nell'appartamento. Pertanto,
Peppino lo sa benissimo che quei soldi non sono i suoi, ma continuerà ad
intascarseli. E
questa non è certo una novità: lo fanno tutti, elettrauto, gommisti,
carrozzieri,
ma anche ipermercati, benzinai, officine e tutto il resto.
Quel che invece colpisce è che la sua opinione sia che il COBAT smaltisca
in
discarica (opinione veritiera, tra l'altro), mentre il Rom fa recupero e
riciclaggio, ma di certo non in un centro di trattamento, ma nella sua
baracca,
e paga con la sua salute e con il suo sangue che si riempie di piombo.
Poi, quel che è certo, è che il Rom in quanto disperato cerca di non
buttare via
niente, e se proprio gli resta qualcosa tra i piedi, di solito lo
smaltimento
finale è nella sua stessa baraccopoli.
Ora però spostiamoci, andiamo via.
Via Argine è un lungo rettilineo, che dalle propaggini del porto, a San
Giovanni,
arriva fino all'incrocio maledetto dove Napoli si fonde con Volla e
Cercola. E la
conosco bene. Centimetro per centimetro. L'ho vista crescere e cambiare da
quando,
fino a metà anni '80, era veramente l'argine di un lagno a cielo aperto, e puzzava
di fogna, fino ad
oggi, che ha tre corsie per senso di marcia nella zona di Ponticelli. Sono
in grado
di dire cosa c'è in qualunque punto. Metro per metro. Perchè da dove
abito io,
dovunque io debba andare, devo passarci per forza, e percorrerla tutta. In
tutte le
stagioni, a tutte le ore.
Venerdì 16 maggio vi sono arrivato, venendo da Roma, verso le 19.00.
Ancora giorno,
ancora trafficata. E c'erano ancora le colonne di fumo. No non le solite,
quelle
che si alzano quando i Rom bruciano i cavi per recuperare il rame, o
quelle
più
grandi che si vedono quando la gente inferocita brucia la monnezza che non
viene
raccolta per settimane e la strada si riempie e i topi entrano in casa (e
se
proprio la polizia sta là e non permette di bruciare la monnezza, allora
la gente
da 5 euro al Rom, che la brucerà con tanti saluti al commissariato da
parte del
popolo napoletano).
No, stavolta le colonne di fumo sono diverse. Sono le colonnine residue
degli incendi
che stavolta i napoletani hanno appiccato nei campi Rom di via Virginia
Woolf.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Napoli è cambiata. Me ne sono accorto quando mi sono fermato al bar su
via
Argine, quello non lontano dal palasport. Quello dove il barista dice
sempre:
"Io non sono razzista, eh! Però ai Rom e pigliass a caveci in culo!".
E' proprio da questo barista, che si vede il cambiamento storico, epocale,
di
Napoli. Perchè stavolta ha detto: "Aggio pigliat e' Rom a caveci in
culo".
Ha omesso di dire: "Io non sono razzista".
Il che, in un napoletano da almeno sette generazioni, è profondamente
anomalo. Non
perchè Napoli non sia una città razzista, per carità. E' vero, è una
città molto
aperta all'accoglienza ed alla tolleranza, come tutte le città di mare,
ma
anche
nelle città di mare ci sono i razzisti, diciamo che la popolazione si
divide,
trasversalmente alle classi sociali, in razzisti e non razzisti. Però
entrambe
le fazioni hanno sempre premesso ogni discorso con il classico "Io non
sono
razzista,
però..."
Però c'è una differenza. Una differenza forte, che "casualmente"
giornali, tg,
governo, ecc. ecc. hanno omesso di citare: non è vero che è la prima
volta
che viene incendiato un campo Rom.
Sia chiaro, non è che io abbia avuto il tempo, e la capacità, di trovare
tutti
gli incendi avvenuti negli ultimi decenni, ma almeno nella zona di
Ponticelli,
la mia memoria me ne fa ricordare tre, e una rapida indagine telefonica,
con
chi invece ci lavora, con l'Opera Nomadi, me ne ha fatti rintracciare
altri
due
a Marano, uno a Fuorigrotta, ed uno a Secondigliano. Mica fuffa. Poi
vediamo perchè. Prima però
devo fare un'altra precisazione, per onestà: io non sono un conoscitore
della
cultura Rom e in generale di tutte le questioni riguardanti quei villaggi
stanziali i cui abitanti una volta praticavano il nomadismo. Non ho
studiato, se non pochissimo.
Quello che ho studiato, e non solo sui Rom, dei quali in realtà spesso
non
sappiamo
un'emerita mazza (e crediamo che siano romeni), ma soprattutto sugli
zingari, mi ha fatto leggere cose
che tutti sappiamo, e non sono affatto luoghi comuni. Ad esempio,
sono un popolo che, venendo dal nomadismo, culturalmente pratica il
parassitismo sociale presso le popolazioni nelle quali si imbatte. In
pratica,
non è un luogo comune o razzismo quando si dice che vivono di elemosina,
di furtarelli, di piccole attività illegali. E' tutto vero. E' un popolo
ex-nomade, che si arrangia.
Peccato che non avevano fatto i conti, quando si sono stanziati qua,
di essere venuti a contatto con un popolo che vive di furtarelli più
grandi,
di elemosine che sono molto più pingui e si chiamano estorsioni, di tutte
le
attività illegali possibili ed immaginabili, che pratica con costanza
la sopraffazione e l'intimidazione, anche di stampo mafioso, e che è in
definitiva un popolo più bastardo di loro: il popolo napoletano.
(Scusate se la dico in modo così crudo, ma non temete: faccio parte
anche io di quel popolo).
In tutte le città d'Italia, i nomadi causano problemi alla popolazione
locale, e spesso la popolazione è vittima dei reati dei nomadi. Qui,
in questi giorni, da napoletano, ho maturato l'idea che...
...non voglio arrivare a dire che sono i nomadi ad essere vittime
dei napoletani, ma poco ci manca. Poi un'idea ve la fate da voi, se
continuate a leggere Se invece non ve ne frega niente, allora non serve
neanche che leggiate fino alla fine.
Tanto per cominciare stiamo parlando di Ponticelli. Ne abbiamo
già parlato qui. Sono anni
che ne parlo. E se si parla di Ponticelli, non si sta parlando di
nomadi, da un lato, e istituzioni/polizia/politica dall'altro.
No.
Si sta parlando di nomadi, da un lato, ed emissari di Ciro Sarno
dall'altro. Perchè a Ponticelli il potere è targato Sarno, e non
ha nessuna altra targa. Altro che Stato o elezioni democratiche.
Adesso fate una pausa (perchè la questione è complicata), vi
andate a leggere questo articolo su Repubblica, poi fate un sorso
d'acqua, fate altro, vi fate un giro, e poi, una volta ripresi dallo schifo, leggete
il seguito di questo post (se non vi siete già annoiati).
Letto? Qualcuno credeva di poter essere libero di vivere in una
baracca sotto un cavalcavia e campare di delinquenza? Da altre parti
non si può perchè c'è la legge. A Ponticelli non si può perchè ci
sono
i Sarno.
Poi, politicamente, a sinistra non se ne sono accorti, a destra invece
qualcuno se n'è accorto.
L'unica frase che ci serve davvero, di quell'articolo su Repubblica, è questa:
"E per avere questo fazzoletto di terra, strappato a una discarica abusiva
a cielo aperto, le famiglie rom pagano una tangente."
Sia chiaro, non è che per i napoletani onesti che vivono lì
(e credetemi, ce ne sono molti, sono circa il 90%) le cose siano diverse.
Il "sistema
Sarno" funziona così: o ti adegui o te ne vai. Anche di questo mi sa che
ne
abbiamo già parlato in passato.
Poi ovviamente, tra Rom e estorsori, possiamo discuterne, su chi è il
più
parassita. Ovvio che lo sono entrambi, ma su chi lo è di
più...
I campi Rom a Ponticelli sono stati bruciati anche nel 1988, nel 1993, e
nel 2000.
Questi sono quelli che ricordo di persona. Tutti e tre sono successi a
causa di
tre diverse "rivolte Rom". Rivolte contro i Sarno. Perchè non volevano
pagare il
pizzo, e la mano ferma del clan si è abbattuta su di loro. Fino a domare
le rivolte.
Da notare che dove fallisce lo Stato (il controllo dei nomadi), riesce tre
volte
il clan.
Stavolta, nell'incendio dei giorni scorsi, avrete visto di sicuro nei TG i
Rom
incazzati che parlavano con i poliziotti. E sì che si sono incazzati! Non
facevano
altro che ripetere: "Ma perchè? Stiamo pagando puntuali ogni mese!"
La cosa è nota all'autorità giudiziaria. Già dieci anni fa un affiliato
dei Sarno,
divenuto collaboratore di giustizia, raccontò ai magistrati:
"Pagano una giusta cifraper poter occupare il nostro
territorio,
ci danno manodopera fondamentale, perchè fanno i lavori che i napoletani
non vogliono più fare, come bruciare i copertoni, recuperare il rame,
maneggiare sostanze tossiche."
(i grassetti li ho messi io, e mi sembra evidente il perchè)
Dunque, tiriamo un attimo le somme. I Rom prima di tutto devono pagare il
pizzo, se no gli bruciano le baracche. Poi li fanno campare dandogli le
batterie ed altri rifiuti pericolosi. Chi glieli da, questi rifiuti?
Glieli
danno commercianti ed imprenditori di Napoli est, c'è poco da fare.
Glieli
danno
i napoletani. E fin qui,
ci siamo. Poi se andiamo ad aprire una copia de "Il Giornale di Napoli"
del
8 maggio 2008, troviamo questo divertente trafiletto:
" Denunciati 20 rom per inquinamento"
"Invasioni di terreno di proprietà comunale, abbandono di rifiuti
speciali
e pericolosi. Queste le accuse a supporto delle venti denunce notificate
ad
altrettante persone, dieci uomini e dieci donne, che risiedono nel campo
rom di Ponticelli . Un accampamento illegale dove, ieri mattina hanno
effettuato un blitz i carabinieri della compagnia di Poggioreale insieme
con gli ispettori sanitari dell’Asl Napoli 1.
Ai primi riscontri, l’insediamento che si trova in via Virginia Woolf, è
risultato costruito su terreni comunali. Una baraccopoli che non avrebbe
dovuto esserci e dove, soprattutto non avrebbe dovuto esserci quel
materiale da risulta giudicato pericoloso e tossico che probabilmente
faceva parte di una scorta accumulata dai rom. Inoltre parte di questa
roba
veniva bruciata nei roghi che usualmente vengono accesi di sera nei pressi
e all’interno e di campi rom, generando anche un concreto pericolo per
gli abitanti dei palazzoni che circondavano il campo romeno"
Esatto, si sta parlando proprio di loro! Di quelli di Ponticelli! Quelli
che pagano il pizzo
ai Sarno! Allora, tiriamo una seconda somma: prima gli si chiede il pizzo,
poi li si fa lavorare
in quei lavori che "i napoletani non vogliono fare", cioè a prendersi
sostanze velenose,
e poi... li denunciamo pure.
Già, occupano un suolo comunale, ma non pagano l'affitto al comune, lo
pagano al clan. Meglio
denunciare i Rom, però... Insomma, mica si può denunciare il clan! Si
fermerebbe l'economia.
Poi discutiamo, su quale popolo, tra quello Rom e quello Napoletano, è
più civile.
Ma se qualcuno crede che sia finita... si sbaglia.
Prima gli imponiamo il pizzo, poi li facciamo lavorare con i rifiuti
tossici, poi li
denunciamo, e poi...
Il resto sembra storia nota: una ragazza Rom, che evidentemente non
era figlia di un affiliato dei
Sarno, viene vista con una bambina di sei mesi in braccio dove non doveva
stare, e giù
con una insurrezione popolare poco spontanea.
Già perchè possiamo dire quel che ci pare, ma di solito è spontanea una
reazione
che avviene subito, e non 24 ore dopo, ma non solo: come è
possibile
che spontaneamentetra le baracche di legno e lamiera si è
rischiata la
strage quando gruppi di uomini a volto coperto hanno
cosparso tutto di benzina, con una manovra molto militare, e poi
con
ripetuti lanci di molotov
hanno dato fuoco a tutto? Alcune centinaia di uomini,
donne e bambini, in un primo tempo sono “rimasti”
imprigionati all’interno del campo, successivamente sono
riusciti fortunatamente a fuggire. Un assalto para-militare in grande
stile, organizzato
e preciso nei tempi e nelle azioni. Altro che rivolta
spontanea.
Azioni criminali contro i campi Rom erano già accadute
altre volte, da Scampia a Casoria a Fuorigrotta, ed
erano rimaste impunite, ma mai un azione punitiva era
stata condotta con tanta protervia, addirittura alla luce
del sole, e con un tale livello di complicità e
copertura da parte dei
partiti e dei mass-media, come
testimonia lo scandaloso manifesto timbrato PD apparso
sui muri di Ponticelli dal titolo “Via gli
accampamenti Rom di Ponticelli”.
Evidentemente il clima è cambiato. E' cambiato
quando al fianco di razzisti e camorristi sono scesi
in campo i palazzinari che, grazie all’aumento degli
indici di edificabilità del piano regolatore varato
dalla giunta Iervolino, proprio nella zona del campo
raso al suolo stanno avviando un grande piano di
speculazione edilizia.
Ma non mettiamo altra carne sul fuoco. Fermiamoci un attimo.
Ricapitoliamo, tanto non è l'ultima ricapitolazione.
Prima gli imponiamo il pizzo, poi li facciamo lavorare con i rifiuti
tossici,
poi li denunciamo per inquinamento, e infine gli diamo fuoco (dopo vediamo
bene anche un particolare!).
Intanto non finisce qui. Perchè dopo avergli dato fuoco, li abbiamo
pure derubati.
A dare la notizia è stata per prima "Telecapri Notizie", nella sua
versione
on-line:
" NAPOLI - Cinque ragazzi, un maggiorenne e quattro minorenni, sono
stati denunciati dai carabinieri della compagnia di Poggioreale per furto
aggravato. I cinque, un 33enne, già noto alle forze dell'ordine e quattro
15enni, sono stati sorpresi e bloccati dai carabinieri in via Virginia
Wolf
mentre tentavano di rubare radio, televisori e videoregistratori lasciati
nella baraccopoli abbandonata dai nomadi a causa delle manifestazioni di
protesta dei giorni scorsi contro gli insediamenti di rom nel quartiere.
Il
maggiorenne, tra l'altro, ha partecipato attivamente alle manifestazioni
di
protesta contro i rom a Ponticelli."
Bella questa eh? No perchè io non ho problemi a dire, da napoletano, che
se i Rom
sono ladruncoli, i napoletani sono peggio di loro. Perchè questo non si
chiama furto, si chiama
sciacallaggio.
E infine, attenzione solo infine, arriva l'Autorità Giudiziaria,
quando tutti i
giochi sono ormai fatti. E gli investigatori non hanno difficoltà a
mettere in dubbio
la tesi del tentato rapimento della bambina. E può solo confermare quanto
già
dichiarato dall'Associazione Everyone, che segue i Rom da decenni. Quel che
racconta, viene in parte
riportato da vari siti e giornali, tra cui Trading Italia.
L'articolo completo (uscito anche in inglese) sta su
Step1 Magazine.
Si può leggere qualcosa anche su Pane e rose.
E qui le cose si complicano, perchè allora bisognerà vedere, e spetta
all'Autorità
Giudiziaria, e non a me/noi/voi, stabilire se c'è stata una riunione di
condominio
tra gente stanca di avere i Rom tra i piedi, oppure se qualcuno (e intuiamo chi) è andato
a
"suggerire"
la cosa, o magari se non si tratta di una montatura, ma veramente le cose
sono andate
come ce le hanno raccontate.
Non lo so come è andata, anche perchè il tempo è sempre tiranno con il
sottoscritto, e le mie permanenze napoletane purtroppo sono sempre troppo
brevi, e si fanno
sempre più brevi :(
Fatto sta che, se veramente così fosse... allora c'è poco da fare:
quando
si parla
dei Rom e delle loro caratteristiche socialmente e criminalmente
rilevanti,
si farà
bene a sottolineare che in ogni caso risultano perdenti e assoggettati, se
messi
a confronto con i napoletani.
a stessa musica, a stessa storia, nun è cagnat o' riest e nient
