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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
Trenta anni dopo
Identità di un blog (e di chi lo scrive)
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Venticinque anni dopo
Ti spio anche senza risposta
Il valore della Moneta
La censura dei blog sbarca in Europa
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Come muore la mia terra
Osservando Napoli
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L'idea di scrivere questo post mi è venuta mentre scrivevo Gira che ti rigira 2 e mi va che sia la conclusione di un percorso di post, giorno dopo giorno, sul tema centrale del momento (che non è il gossip estivo).
Avrei potuto scrivere queste cose esattamente quattro anni fa, ma sarebbe stata pura fantapolitica... invece in questi quattro anni sono successe tante cose terribilmente vere e reali... per cui non è più fantapolitica.
Questo scritto è certamente troppo lungo per essere messo su un blog. Sono gli appunti che ho preso viaggiando nei due giorni scorsi. Non so se lo leggerete tutto o no, ma magari sì e ne sarei felice... o magari qualcuno lo stampa se non può leggerlo tutto ora. In ogni caso ci tengo molto a metterlo qui e condividerlo con voi. Così come mi interessa sapere quel che ne pensate (e come al solito: guai a chi tace).
Consiglio: mettetevi comodi.
La storia che vorrei raccontare, inizia nel 2001 (veramente inizia prima, ma non posso partire dal 1840 alla corte di Maria Teresa d'Austria), in una sera di luglio, in un bar situato al porto turistico di Fiumicino.
Si beveva una birra in compagnia, e si parlava degli argomenti forti del momento che, alla vigilia del nefasto G8 di Genova, non potevano non essere che la globalizzazione ed il movimento antiglobalizzazione.
Con noi c'era Enrico. Personaggio importante di questa storia, perchè se io sono un mago, lui è un profeta.
Personalmente, già all'epoca ero un gran scassamaroni, pertanto contraddicevo di continuo le altre persone mettendo in evidenza le falle delle loro argomentazioni. Per mia scelta frequentavo e frequento solo persone intelligenti, per cui le mie provocazioni non cadevano a vuoto, ma ci si discuteva su.
La mia osservazione classica e più frequente era sempre la stessa: "Ma quale fenomeno di globalizzazione.. è una balla. Non è vero che grazie alla tecnologia si è globalizzata l'economia. L'economia non è un fenomeno naturale, è fatta dagli uomini, è artificiale. Pertanto non esiste nessuna globalizzazione: è solo che gli americani vogliono comandare tutto il mondo e stop."
Amico_1: "Ale, come al solito esageri. Che palle con questo antiamericanismo, sembri uscito dagli anni '70...!"
Compagna_di_Ale: "Non mi pare scusa... l'antiamericanismo degli anni '70 era in chiave filosovietica, Ale ha sempre sparato a zero sull'URSS! Poi lui non parla male degli americani, ma di chi si sono scelti per governare."
Enrico: "A me sembra che per certi versi, ma solo per certi versi, Ale ha ragione. Fino a 10 anni fa, c'era il blocco comunista a fare da contrappeso... ora quel blocco non c'è più... per cui gli USA sanno bene di poter assumere il controllo del mondo. Hanno la strada in discesa, chi gli si può opporre?".
Laura: "Uhm... il movimento antiglobalizzazione di sicuro no. Ad uno Stato forte si può contrapporre solo uno Stato forte."
Compagna_di_Ale: "Sì ma... gli Stati però a Seattle si sono cagati in mano eh... se la sono proprio fatta addosso!"
Ale: "Certo! Non se l'aspettavano... E' stato l'effetto sorpresa."
Amico_1: "Ma secondo voi che contromisure prendono per fermare il movimento?"
Ale: "Beh quel che vedo... è che per ora stanno cercando il morto, ma non so perchè. A Napoli c'ero, con tanto di macchina fotografica al collo e pass da giornalista, e ti assicuro che hanno sparato i lacrimogeni ad altezza d'uomo, e se colpisci uno in faccia con un candelotto, l'ammazzi. Poi a Goteborg ci hanno riprovato: durante la festa serale, quindi non durante il corteo, un poliziotto ha sparato alle spalle ad un ragazzo. Non è morto, ma sta in coma. Sabato prossimo a Genova mireranno meglio."
Amico_1: "Ma siamo matti.. no non lo faranno... sei folle."
Il sabato successivo, in piazza Alimonda, un proiettile ha attraversato il cranio di Carlo Giuliani, uccidendolo sul colpo. Ovviamente non si poteva essere sul momento certi che fosse morto davvero, pertanto gli sono passati addosso con il defender due volte.
Risultato finale: tutti assolti.
Ale: "C'è però una cosa che mi sfugge... e cioè il senso di tutto ciò..."
Enrico sorride... e dice solo: "Cioe?"
Ale: "Cioè così facendo.. se creano un martire del movimento no-global... insomma non è una bella pubblicità per Stato, Governo, Istituzioni, G8... La vedo come una strategia controproducente!"
Enrico (molto secco e deciso): "No."
Ale: "No scusa eh, non mi trovo. Ammazzano qualcuno, lo fanno passare per vittima... si attirano le antipatie dell'opinione pubblica".
Enrico: "Sei miope".
Ale: "Eh??"
Enrico: "Serve ad alzare il livello di scontro. Serve a far diventare più incazzati gli attivisti politici, soprattutto quelli delle frange più estreme. E' una provocazione, per far in modo che qualche gruppetto passi a prendere le armi. Si crea artificialmente del terrorismo. Si crea una nuova strategia della tensione. Il passo successivo è semplice: dopo aver aizzato i gruppi più estremisti, si fa in modo che il morto successivo sia un morto in divisa. Così l'opinione pubblica torna dalla parte giusta. E con i morti... uno a uno."
Ale (sgranando gli occhi e rabbrividendo): "Cioè... Enrico stai dicendo che se ammazzano un manifestante sabato... poi fanno in modo che il morto successivo sia delle forze dell'ordine?"
Enrico: "Precisamente. Ci sarebbe quasi da avvisarli, e dirgli 'state attenti, siete esposti ad una specie di fuoco amico'..".
Ale: "No. Scusami. Ma non riesco a crederci. Non può essere. Non succederà..."
Pochi mesi dopo, una domenica mattina, un pattuglia della polfer effettua un controllo sul treno regionale Roma-Firenze delle 7.15. Evento alquanto raro: non si vedeva spesso all'epoca la polizia fare controlli dei documenti sul treno. La pattuglia incappa in due persone rivelatesi appartenenti alle nuove BR, che aprono il fuoco. Resta ucciso un poliziotto. Una sola cosa non è mai stata detta: chi ha dato l'ordine alla pattuglia di fare quel controllo? E perchè? Perchè proprio su quel treno?
Compagna_di_Ale: "Ok. Così fermano un movimento. In Italia, in Europa. Negli USA l'hanno fermato già... quindi?"
Amico_1: "Quindi... è logico, l'unica contrapposizione che può esserci alla politica espansionista dell'amministrazione Bush deve venire da uno Stato o da un'unione di Stati."
Laura: "Beh, c'è l'Unione Europea!!"
Ale (perentorio): "NO!"
Enrico: "UAUAUAUAAHAHAHAHAHAH"
Ale: "Vuoi forse dire la Dis-Unione Europea!"
Laura: "Troppo divisa internamente, eh..."
Ale: "Certo. Dopo la caduta del Patto di Varsavia e dell'URSS (1989/1991), nel 1992 è nata l'UE, e subito si è posta come candidata ad essere blocco politico forte, e pertanto in grado di contrastare gli USA nella corsa all'egemonia. Ma gli analisti americani dell'amministrazione Clinton avevano già studiato il problema, ed avevano già capito, studiando la storia, come fare a dividere l'Europa... ed il loro piano è riuscito alla perfezione. Hanno spaccato irreversibilmente l'Europa e preso parte del controllo del principale oleodotto europeo. Pertanto, la guerra globale, l'Unione Europea l'ha già combattuta e persa."
Laura: "Che tecnica hanno usato..."
Enrico: "Laura, studia meglio la storia. Nel XX secolo è stato possibile spaccare in due l'Europa in due occasioni: prima e seconda guerra mondiale." Compagna_di_Ale: "Già... una guerra in Europa. Come non la si vedeva da 50 anni... Una guerra che divide e spacca i Paesi europei..."
Enrico: "D'altronde, i pretesti per una guerra mascherata da guerra umanitaria ci sono sempre..."
Facciamo un passo indietro nella storia. Nel 1999, durante la seconda amministrazione Clinton e mentre in Europa (con eccezione della Francia e pochi altri) governano tutte formazioni di centro-sinistra, gli USA fanno pressioni su tutti gli stati (nonostante l'ONU non fosse d'accordo) per scatenare in piena Europa una guerra d'aggressione contro la Federazione Yugoslava, asserendo che serve solo a riportare la pace nel Kossovo.
L'Unione Europea si divide pesantemente tra favorevoli e contrari, cala il freddo soprattutto tra Francia e Germania. Alla fine, sempre con il parere contrario dell'ONU, l'Unione Europea cede alle pressioni USA, a patto che le operazioni militari avvengano solo sul Kossovo. Bill Clinton si dichiara d'accordo. La prima notte dopo la scadenza dell'ultimatum nei confronti di Milosevic, gli strike aerei colpiscono invece tutta l'area dell'ex Yugoslavia, tradendo gli accordi USA/UE. Ma agli strike partecipano anche bombardieri di Paesi UE (Gran Bretagna). Gli strikers americani decollano ed atterrano tutti da basi situate in Paesi UE (Italia, Germania, Grecia). Ovvio che all'interno del Parlamento Europeo succede una rissa.
Lo stesso Clinton viene investito dalle polemiche, ma la cosa viene risolta facendo nascere artificiosamente nuove polemiche a causa della stagista Monica Lewinsky e delle sue arti orali. Tali polemiche si sovrappongono a quelle per la guerra, fino a cancellare queste ultime.
Vengono colpite Belgrado, Kraguievac e tutte le principali città. Vengono colpite le centrali elettriche e telefoniche, le fabbriche, soprattutto quelle tedesche (inutili le rimostranze del cancelliere tedesco), lo stabilimento Fiat/Iveco di Kraguievac (inutili le proteste della direzione del gruppo Fiat), un treno di pendolari e - giacchè ci siamo - anche l'ambasciata cinese (particolare utile nel seguito).
In definitiva, il danno economico dei bombardamenti è tutto per gli Stati e per le aziende dell'Unione Europea che avevano impiantato stabilimenti in Serbia.
Inoltre, occupando militarmente il Kossovo, gli americani puntano a prendere il controllo dell'oleodotto Istanbul-Belgrado-Trieste-Ingolstadt, che è il principale canale di arrivo del petrolio dal medioriente e dall'area caspica a tutta l'Europa occidentale. Avere il potere di chiudere il rubinetto di quell'oleodotto significa avere il potere di chiudere il rubinetto del petrolio a quasi tutta l'Europa occidentale. Nonostante i bombardamenti su tutta la Yugoslavia, nessun punto dell'oleodotto viene mai colpito, nè dalle bombe intelligenti nè da quelle stupide. Lo stesso oleodotto che aveva causato 8 anni prima la guerra intestina che ha portato alla morte tutta la Yugoslavia, o forse qualcuno se l'è bevuta che si è trattato di guerra etnica? Anche in quell'occasione, le varie fazioni ed eserciti che hanno distrutto Mostar, Tuzla, Sarajevo, Sebreniza, ecc, non hai mai torto un solo bullone all'oleodotto.
Il piano di controllo petrolifero USA però fallisce: durante l'assedio di Pristina, mentre ci sta mettendo d'accordo sul come entrare nella città (o meglio, mentre si litiga su chi deve occupare con i propri soldati la stazione di pompaggio dell'oleodotto), quell'ubriacone di Boris Eltsin fa una delle poche azioni politiche intelligenti della sua carriera densa di errori: telefona di persona al comando delle forze russe impegnate in Kossovo ed ordina ai suoi carri armati di entrare per primi e da soli nella città, conquistandola e prendendone il controllo.
Gli americani, negli anni successivi, devono per forza accordarsi con i russi circa l'oleodotto (ancora piantonato militarmente dall'ex armata rossa).
L'Unione Europea, proprio nel senso di "Unione", muore quello stesso giorno: alcuni Stati decidono di attaccarsi al carro degli americani per ottenerne benefici, altri (soprattutto la Francia) restano su posizioni europeiste indipendenti. La spaccatura è visibile ancora oggi. Di fatto, un'unione di intenti politici in Europa non esisterà mai finchè ci saranno al suo interno Stati come Italia, Danimarca, Polonia e Gran Bretagna che sono di fatto satelliti politici degli USA.
Così l'Europa ha perso la guerra contro gli USA.
Torniamo al bar di Fiumicino :)
Compagna_di_Ale: "Bene. Quindi niente Europa. La Russia non è più l'URSS.. quindi resta... la Cina!"
Enrico: "Già... la Cina. E gli americani lo sanno. Infatti dopo l'estate inizierà l'attacco alla Cina."
Ale: "Enrico ma che cazzo dici! Un attacco alla Cina non si può fare.. cioè immagina.. se la Cina decide di fare una leva militare forzata... mette su un esercito che è 10 volte tutta la NATO, ed ha anche missilistica nucleare..."
Enrico: "Vacci piano, Ale. Con calma. L'attacco alla Cina durerà almeno 20 anni... ed è fatto in varie fasi. Dai, la storia l'hai studiata... sai come si fa..."
Ale: "Sentiamo..."
Enrico: "Prima fase. Strategia Churchill, come nella seconda guerra mondiale."
Laura: "Che è?"
Per abbreviare, taglio e riassumo per sommi capi. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Gran Bretagna e Francia sapevano benissimo di non essere in grado di reggere l'urto dell'esercito nazista. Sapevano benissimo che la guerra sarebbe durata pochi mesi, al massimo un anno, e poi la svastica avrebbe sventolato sia sull'Eliseo sia su Buckingam Palace. L'esercito tedesco nel 1938/39 era qualcosa di impensabile per ogni altra nazione europea. Per resistere all'impatto e poi reagire "in contropiede", secondo Churchill (e la storia gli ha dato ragione) c'era una sola possibilità: coinvolgere al più presto gli USA nel conflitto, e costringere la Germania a "guardarsi le spalle" dall'altro lato della carta geografica. Ma dall'altro lato c'è la Russia. Pertanto, secondo Churchill (sua celebre frase storica): "senza Russia non si batte Hitler, perchè lo si batte solo prendendolo tra due fuochi".
Come fare a coinvolgere la Russia comunista e stalinista nel conflitto, al fianco della Gran Bretagna conservatrice, tradizionalista ed antimarxista? C'è un solo modo: far scoppiare un altro conflitto tra le due potenze, e per farlo scoppiare serve il mettere direttamente a contatto (e in attrito) Russia e Germania. Non appena i due blocchi confineranno direttamente tra loro, ci sarà di sicuro una scintilla che darà il via al conflitto. Pertanto la strategia passa per l'eliminazione di tutti gli Stati cuscinetto presenti tra Germania e URSS. Per tale motivo, Francia e Gran Bretagna "stanno a guardare" senza intervenire, ma limitandosi a finanziare le resistenze locali, mentre le truppe naziste fanno cadere nell'ordine Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Yugoslavia. A quel punto il gioco è fatto. Stalin e Hitler sono a contatto. Le due potenze si urtano. E Churchill aveva ragione: senza che ci giriamo attorno, Hitler perde la guerra a Leningrado, non certo a Parigi.
Laura: "Quindi... sostieni che nella prima fase si cercherà di eliminare gli Stati cuscinetto..."
Enrico: "E nel frattempo si studiano le mosse dei cinesi. Li si spia dall'alto."
Amico_1: "Ma daiii! Ci pensi? E se i cinesi se ne accorgono... sai che casino.. no sarebbe un incidente diplomatico insanabile! E' follia! Si limiteranno ai satelliti."
Enrico (gelido): "Succederà".
Poco tempo dopo, come si ricorderà, un aereo spia americano entra in avaria mentre è in missione sul territorio cinese ed è costretto ad un atterraggio di emergenza. Per mesi i cinesi si sono rifiutati di restituire l'aereo. Il caso diplomatico non è ancora sanato.
Ale: "Il problema è... tra la Cina e l'occidente ci sta di mezzo l'Asia. Quindi prima occorrerà occupare militarmente ed americanizzare l'Asia..."
Enrico: "Esatto. Per gradi. Prima il medioriente. Deve diventare pieno di americani. Poi l'Asia Centrale."
Laura: "Ma si tratta di invadere il medioriente... non deve mica essere facile... e poi con quale scusa!?"
Enrico: "Lascia fare agli analisti americani... non ci metteranno nulla ad inventare un pretesto per far scoppiare una guerra-fuffa contro tutto il medioriente... ci metteranno poco. Ora siamo in giugno 2001. Dagli qualche mese, e la prepareranno per bene..."
Laura: "A volte penso che sei folle. E' fantapolitica!"
11 settembre 2001. Dove eravate? Inizia la Grande Truffa. E chi se l'è bevuta si guardi il film di Michael Moore "9/11 Farenheit". Ci sono milioni di persone (tra cui Moore) che da anni stanno facendo notare a gran voce che Bush e Bin Laden sono amici fin dall'infanzia (sì, giocavano assieme in giardino da piccoli) e che le loro famiglie sono socie in affari da 30 anni! E Bin Laden è cittadino americano, iscritto all'anagrafe di Boston.
Tutto il resto, quel che è seguìto al 11 settembre, è storia vissuta; anzi, è cronaca degli scorsi anni. Ma anche cronaca di adesso.
Ale: "In tal modo, questa lunga guerra sarà solo funzionale a portare l'esercito USA ed i suoi alleati il più vicino al confine cinese..."
Enrico: "Precisamente. Poi toccherà all'Asia Centrale."
Compagna_di_Ale: "Solo per eliminare 'lo schermo' del mondo arabo."
Ale: "Se ci fate caso, la stanno già preparando. Basta vedere i film americani, quelli violenti e movimentati. Fateci caso davvero: una volta, tipo ai tempi di Schwarzenegger e Van Damme, il 'cattivo', che fosse terrorista, o sovversivo, o criminale, era sempre russo, o quanto meno slavo. Invece da qualche anno a questa parte è sempre palestinese o quanto meno arabo, bella forzatura dell'immaginario collettivo, no?"
Amico_1: "Accidenti. Giusto... tra 15 anni sarà cinese allora.."
Compagna_di_Ale: "C'è però una cosa che non mi torna... qui in Europa, ad esempio, abbiamo regimi democratici, con libere elezioni... insomma se nei nostri Paesi prendessero il potere partiti che non sono d'accordo con il dare man forte agli americani?"
Enrico: "Questo lo si risolve con la Strategia della Tensione..."
Ale: "Sono tristemente d'accordo."
Enrico: "Si fa in modo da terrorizzare la gente, per esempio con una serie di attentati sempre più frequenti, in modo che siano le stesse popolazioni a chiedere poteri forti e guerra contro il mondo islamico. Non dimentichiamo che proprio l'amministrazione Bush ha molti amici nel mondo islamico, primo tra tutti il suo fedele collega di affari petroliferi ed aerei Bin Laden, per cui può far leva per aizzare le frange estremiste arabe ad attaccare con atti di guerriglia urbana l'occidente e scatenare quindi una guerra giusta, in quanto guerra di reazione e di difesa. Non sarà difficile realizzare questa grande truffa del terrorismo inventato a tavolino.
Laura: "Detta così non fa una grinza..."
Enrico: "Poi scatterà la fase successiva: l'Asia Centrale."
Ale: "Eh, ma là è difficile... se si fa eccezione per la Mongolia, sono tutte Repubbliche della CSI... mica la Russia li lascia fare... no dai non ci riusciranno..."
Tra l'autunno del 2004 ed oggi, una serie di "rivoluzioni" alquanto stranamente pacifiche e quasi tutte filoamericane, hanno fatto "cadere" i governi filorussi, nell'ordine, di: Kazakhistan, Ucraina, Georgia, Kirgizistan, Uzbekistan (quest'ultima un po' anomala a dire il vero). E non dimentichiamo l'onnipresente Cecenia (polo di passaggio degli oleodotti diretti verso Istanbul, dove si agganciano all'oleodotto per Trieste/Ingolstadt. Il mondo è piccolo...).
Dopo tali "rivoluzioni", tappa successiva della Grande Truffa, se si considerano le basi americane di supporto alle operazioni in Afghanistan, ci accorgiamo che tra Kazakhistan, Kirgizistan, Turkmenistan e Tajikistan ci sono in tutto già circa 100.000 militari americani, con mezzi terrestri ed aerei, disposti a pochi chilometri dal confine cinese. Siamo al punto di contatto della strategia di Churchill.
Si aggiunga a questo anche il fronte meridionale, con la caduta della Myanmar (ex Birmania) avvenuta proprio in questi giorni. A tale proposito si legga ReporterAssociati
Laura: "Ma i cinesi non sono fessi... se ne accorgeranno."
Ale: "Se ne sono già accorti..."
Enrico: "Calma non correte, è ancora presto. Non si può fare lo scontro militare con la Cina, manco tra 10 o 15 anni... dai la Cina ha i missili con le ogive nucleari! Non è detto che ci sarà mai guerra armata... ma scusa per sconfiggere l'URSS, mica gli USA hanno combattuto una guerra armata!"
Compagna_di_Ale: "E quindi?"
Enrico: "Tutto ciò serve ad isolare la Cina, ad impoverirla, ad accerchiarla. Sarà guerra fredda, come fu fatto con l'URSS. La fase successiva della guerra fredda è o un embargo o comunque un boicottaggio economico. Può durare anche 50 anni, eh! Gli americani sanno essere pazienti, pur di arrivare ad imporre il loro diktat mondiale."
Amico_1: "No Enrico, questa è ridicola... con il costo del lavoro che hanno in Cina, riusciranno sempre a fare prodotti buoni ed a basso costo... NON SI PUO' fermare economicamente la crescita cinese!"
Qualcuno ha dimenticato tutta la questione di pochi mesi fa sulla ferma volontà di tassare i prodotti cinesi o di limitarne l'importazione con la scusa di "salvare" le nostre economie? Qualcuno non ha notato come vengono trattate le comunità cinesi in Europa, ed anche in Italia?
Compagna_di_Ale: "E poi...?"
Amico_1: "Beh, semplice... nel frattempo tieni alta la strategia della tensione tra le popolazioni occidentali, a suon di attentati. E quando gli arabi saranno tutti soggiogati, tra anni, inizieranno gli attentati cinesi, giusto per emarginare ulteriormente le comunità cinesi in Europa e USA e per forzare nell'immaginario collettivo la nascita di un nuovo nemico".
Enrico: "Vedo che hai capito il meccanismo!"
Laura: "Sì ma.. la Cina come reagirà?"
Ale: "La Cina può reagire solo in termini geopolitici. Deve essere nuova guerra fredda? In tal caso la Cina sa bene che da sola morirebbe. Anche l'URSS sapeva bene che da sola sarebbe morta, ed infatti è morta sola, dopo la caduta del Patto di Varsavia... e con Cuba disastrata. Finchè non è stata sola, ha resistito."
Compagna_di_Ale: "E con chi farebbe blocco la Cina? Con la Russia?"
Enrico (deciso): "Sì. E' la sua unica possibilità. Ed anche per la Russia lo è. Un blocco Russo-Cinese può davvero impensierire politicamente, militarmente ed economicamente gli USA. Altro che Unione Europea..."
Amico_1: "Ahahah! Russia e Cina alleate... questa poi! Non ci credo neanche se lo vedo!"
Il 2 luglio 2005 (pochi giorni fa, eh) viene firmato da Russia e Cina il trattato SCO (Shanghai Cooperation Organization) con lo scopo esplicito di contrastare il nuovo ordine mondiale imposto dagli USA e proporne uno alternativo. Entrano subito a far parte dello SCO Kyrgyzstan, Kazakhstan e Uzbekistan (tentativo di riprisitino degli Stati-cuscinetto), Iran, India e Pakistan (solo con lo status di osservatori).
Sull'argomento segnalo l'ottimo Stefano Grazioli su Poganka. Il suo post ha molti link utili.
Purtroppo devo tagliare molte cose, perchè se no scrivo un libro, altro che un post.
Ho cercato di evidenziare solo i collegamenti tra alcuni eventi. Avrei potuto scrivere anche di altri collegamenti, ad esempio della necessità dell'attentato di Istanbul, dell'importanza del far arrivare la Corea tra le finaliste ai mondiali di calcio 2002, delle recenti elezioni in Iran, di Vladimir Putin, del progetto di unione monetaria tra Russia e Bielorussia, della visita di Bush a Putin del 9 maggio scorso, della scuola di Beslan, dell'affondamento del Kursk, del perchè è stato necessario accoppare Nicola Calipari, della privatizzazione della Gazprom, delle manovre anti cinesi del dalai lama che si sposta sempre più a destra, del rogo del teatro Stanislavski, del cosa ci fanno i carabinieri a Sarajevo, dell'attacco su Madrid, di Arafat, Sharon e della questione palestinese, del perchè un traffico di uranio è passato per Rimini, del perchè è stato necessario eleggere Ratzinger papa, sui legami tra il mossad e la mafia palermitana e di altre amenità, tutte collegate tra loro e con una posizione precisa sulla scacchiera della Grande Truffa (le cui vittime siamo noi tutti), ma forse è meglio se ne parlo un'altra volta, qui oggi sono già stato troppo prolisso.
Almeno ho tracciato a grandi linee quale è il progetto di dominio globale dal lato USA, progetto ora fallito a causa della neonata reazione da parte asiatica.
Pertanto nei prossimi mesi di sicuro cambierà qualcosa...
Fortunatamente, nel mondo c'è già chi ha preso coscienza e sensibilità circa il fatto che si vada verso una nuova contrapposizione tra blocchi, per cui non l'ho notato solo io (i miei ragionamenti sulla nuova guerra fredda hanno avuto spunto da un articolo comparso giorni fa sul Times di Londra). Proprio in questo momento sto scrivendo (con tanto di link alle fonti) un breve lancio per Reporter Associati World News.
Nel frattempo potete approfondire l'argomento qua: Radio Free/Radio Liberty
Non so cosa succederà nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Ora Enrico è riuscito nel suo intento di farsi trasferire a Napoli, dove vive ed insegna storia e filosofia in un liceo. Tra qualche settimana l'incontrerò, e dopo magari saprò dirvi cosa succederà da qui a qualche tempo...
Amico_1 invece dopo un po' di tempo è sparito, immagino sarà rientrato nei ranghi sociali...
Laura è quella che più di tutti è stata bastonata dalla vita: ha trovato lavoro alla 3M, la quale industria multinazionale dopo un po' l'ha costretta a trasferirsi in un loro impianto... proprio negli USA. Non ho sue notizie da circa 6 mesi.
Compagna_di_Ale un anno dopo è diventata Ex_Compagna_di_Ale, è stata in giro per l'Europa e per l'Asia come inviata in zone di guerra per una nota agenzia fotografica, poi 15 giorni fa circa è misteriosamente ricomparsa qui a Roma. O meglio, sono ricomparso io, che ho bussato alla porta di un'amica che mi aveva invitato a cena, ed invece mi ha aperto la porta lei.
Ale invece... beh lo sapete Ale che fine ha fatto. Sta qui tutti i giorni a rompervi le scatole con le logorree che scrive, ad invitarvi a restare sempre lucidi e sereni, e stare a guardare con occhio critico, molto critico, a tutto quel che succede. Giusto per non cadere inconsapevolmente in quella che è la Grande Truffa.
Vi abbraccio con affetto!
