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Le vie infinite dei rifiuti

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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose: fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
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giovedì, 01 dicembre 2005
.: Linea 601A (la mia banlieu) :.

Segnalazioni, riprese, trackback, citazioni: Questo post è stato segnalato da:
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Evdea - "Parigi. Racconto di un viaggio."
Giramundo - "Eppure sono volti!"
Storie - "Sempre più lontano dagli occhi"
ErreNoveNove - "Ah, les Banlieues!"
Questo post è rilasciato sotto Creative Commons pertanto è copiabile in tutti i sensi :) Se possibile, però, segnalatemelo :) Grazie.
 
Premesse.
Parlerò di Francia. Che Vintervila mi fustighi pubblicamente per ogni cazzata che dico.
Questo è un very long post, non è romantico, è solo molto amaro. E' stato scritto da me apposta per questo blog, pertanto non sarà pubblicato altrove. Altrove sarà pubblicato altro (ma vi passerò il link). Qui si mette ciò che non si può pubblicare altrove.


Veramente il titolo originale del brano dei Ratti della Sabina che ispira titolo e testo di questo post (e che riporterò in corsivo qua e là sparso) è Linea 670, ma qui il numero cambia.
La Linea 670 è una linea di autobus di Roma, che dall'estrema periferia, quella "banlieu" romana fatta di casermoni enormi dove vivono ammassate migliaia di famiglie nel totale degrado (soprattutto sociale), porta in centro.
Invece quando si scende dal treno, alla stazione di La Raincy, se si riesce ad uscire dalla stazione (già... perchè io per non tradire le mie origini napoletane... ero andato fin là con un biglietto falso), occorre invece prendere la Linea 601A per arrivare a Clichy sous bois.
La sera prima eravamo stati a La Corneuve ed alla periferia di Bobigny, scoprendo che erano quartieri ben diversi da come sono stati descritti sui giornali.
 
Giocano i bambini, giocano i bambini fra carcasse d'auto, lavatrici e copertoni.
Giocano i bambini, giocano i bambini nascosti in fondo a un pozzo dove annegano i pensieri e il vento se li porta, il vento li accompagna carico di mare e di cattivi odori, il vento è un sogno grande che arriva da levante racconta le sue storie e poi scompare all'orizzonte.

 
A dire il vero di carcasse d'auto, lavatrici e copertoni per strada non se son visti, ma che ci vogliamo fare, il brano si riferisce alla periferia di Roma, di gran lunga più degradata di quella della Parigi delle rivolte. Anzi se proprio devo dirla tutta, di degrado non ce n'era molto, e per scovarlo occorre faticare non poco. Qui da noi è molto più visibile. Ci hanno descritto una Clichy-sous-bois degradata, fatta di edifici cadenti, semidistrutti, abitati dalla feccia di Parigi. Invece quel quartiere è fatto esattamente come si vede in queste foto sul sito del municipio. Ed i miei occhi hanno visto esattamente quel che si vede in queste foto.
Con la differenza che qui non arriva l'odore del mare, ma il vento sì. Un vento che sa di Parigi, sa di ricchezza, sa di opulenza, sa di francesi come chi vive qui, ma francesi... diversi. E subito scompare, quel vento. Perchè non sempre per chi vive qui è facile passeggiare per Place de l'Etoile.
Chi esce e va in centro si sente addosso gli occhi dei parigini e incollata in fronte l'etichetta "banlieusard", che non è un complimento. Le loro case sono state fatte bene e con tutti i crismi, progettate per viverci in quattro, poi sono state assegnate a famiglie di 6 o 8 persone (Internazionale.it).
Per evitare che escano dal quartiere, molte linee di mezzi pubblici terminano alle 16.00, in modo da rendere difficile spostarsi da là. Chiamatela "ghettizzazione", se volete. Io la chiamo in un altro modo.
Nonostante questo, hanno parchi pubblici, aiuole curate, scuole, negozi (tutto lì nel quartiere, eh! Guai a farsi venire l'idea di spostarsi!), formando un posto tutto sommato vivibile.
Non tanto a Clichy sous bois, ma in posti come La Corneuve ci andrei ad abitare di corsa.
Qui (foto accanto) invece non ci andrei mai ad abitare, forse neanche se mi danno un appartamento gratis (ho detto forse ;P). Ma non è Parigi. E' Roma, via Ignazio Silone, Quartiere Laurentino. E non solo per l'architettura ed i trasporti, ma anche per altri motivi sui quali tornerò tra poco.  Mi sa che occorre ricordare le rivolte per la luce elettrica e per gli ascensori, fatte appena due anni fa in quei palazzi di 16 piani... ma si sa, spesso abbiamo tutti la memoria corta, pronti a focalizzare sull'estero,  spesso senza guardare sotto casa.
 
E corre corre il tempo e balla a piedi nudi sopra le auto rubate che brillano alla luna e sull'asfalto gonfio di caldo e di sudore, di mosche e di zanzare, di vino e facce al sole. E scendono le stelle truccate come neve con maschere d'argento e tutti i denti in mostra e portano preghiere e canzoni da suonare quando l'inverno arriva ed ogni notte è una scommessa.
 
E' un posto molto triste, lo ammetto. Triste ma a suo modo dignitoso, e le persone che ci vivono sono straordinariamente normali. Certo, non è una comunità aperta. Diremmo qui da noi che tendono a farsi i fatti loro. L'unica volta in cui qualcuno mi ha parlato (eccetto quando abbiamo fatto acquisti al centro commerciale) è stato perchè hanno temuto che fossimo agenti di polizia. Analisi ingenua, la loro, dettata probabilmente dalla sorpresa di trovare due facce nuove (e bianche!) nel quartiere. In realtà sono circondati da poliziotti, ma tutti in borghese e rigorosamente di colore. Quando si allontanano di pochi chilometri, vengono subito fermati, controllati, perquisiti, quasi si trattasse di un check point in piena Gerusalemme. Già, di pochi chilometri, perchè poco più in là c'è La Raincy, quartiere fatto tutto di villette a schiera monofamiliari o al massimo bifamiliari, tutte rigorosamente a due piani, con giardino, e Mercedes o BMW parcheggiato fuori. Chiamatela ghettizzazione, se volete; io la chiamo in un altro modo.
Lo "stacco" anche panoramico tra La Raincy e Clichy sous bois è tremendamente netto. Da una fermata d'autobus alla successiva, cambia il paesaggio di colpo: le villette a schiera terminano improvvisamente, ed iniziano i blocchi di cemento da 16 piani.
Dopo essere stato a Clichy-sous-bois, passando (e pranzando in elegante ristorante italiano dove si è mangiato uno schifo) per La Raincy, facendo un confronto mentale tra i due quartieri attigui, ci siamo detti più volte "se fossi di Clichy, a questi di La Raincy gli brucerei l'auto, però dovrei essere incazzato parecchio per farlo...".
Ci hanno raccontato balle, sui giornali italiani (non credo però che ci sia malafede, credo alla solita superficialità italica). Ci hanno detto: "bruciano le automobili dei vicini di casa, spesso immigrati come i loro genitori e i loro nonni. I poveri colpiscono i poveri." ("La Repubblica", link). Sullo stesso giornale invece leggo: "La Raincy (Seine-Saint-Denis) una delle banlieue più colpite dagli scontri" ( link)
Non hanno bruciato le auto dei loro vicini poveri. Hanno bruciato le auto dei loro vicini ricchi. Ricchi e bianchi.
 

 
Hanno occhi ritagliati dentro facce da serpente, che dicono di storie in cui non c'è da perdere niente, sono gonne colorate e mani sempre pronte a scommettersi il futuro in cambio della buona sorte.
 
Già... la buona sorte vale lo scommettersi il futuro. Ci hanno raccontato di orde di ragazzini assatanati. Non erano tutti ragazzini. Tra gli arrestati figurano anche ultraventenni diplomati, alla ricerca di un lavoro. Inutilmente.
Non perchè il lavoro non ci sia, ma perchè sono "beurs".
La Francia antirazzista non ha saputo proporre altro che... far fare le assunzioni basandosi su curriculum anonimi, perchè nessuno assume chi ha il cognome africano, anche se è nato in Francia da genitori altrettanto nati in Francia, cittadino francese con diritto di voto. Ai ragazzi delle banlieues, questa storia dei curriculum anonimi piace, perchè la vedono come possibilità di trovare lavoro, di scommettersi il futuro.
Io questa idea la trovo umiliante. Sarebbe non umiliante il poter essere scelto per le proprie capacità, indipendentemente dall'origine del cognome.
Ci hanno provato, in altri modi. Ma le fiaccolate notturne non sortiscono risultati (neanche in Italia, a dire il vero). Pare che per una strana legge di natura, più sia alto il grado di "democrazia moderna" di una nazione, e più sia necessario, per farsi ascoltare, dar fuoco ad almeno un cassonetto dell'immondizia. O qualcuno ha dimenticato la "rivolta degli ascensori" al Laurentino nel 2003?
All'epoca tutti facemmo a gara per schierarci dalla parte dei manifestanti, che chiedevano il diritto ad un'abitazione dignitosa (già perchè al Laurentino 38 si sta un po' peggio che a Clichy sous bois), ma quella è un altra storia: sono manifestanti che avevano la pelle bianca e parlavano romanesco, per cui nessun problema se hanno dato fuoco a cassonetti e automobili.
Se qualcuno ha la memoria corta, se la può rinfrescare con questo articolo di Matilde Spadaro su Carta.org.
 
Gira gira il sole fra cantilene strane urlate a piena voce sui sedili della metro fra vecchie fisarmoniche mai stanche di suonare, che si aprono e si chiudono per chi le vuol sentire.
 
Quando provano ad andare in giro si trovano di fronte la polizia che fa controlli frequenti, spesso abusivi e violenti, umiliando e insultando i ragazzi.
Non è colpa della polizia in questo caso. Il problema è politico. Vengono mandati (appositamente) in quei luoghi poliziotti non formati al dialogo, ma solo alla repressione, che sono ancora più giovani e impauriti, e che se si trovano a mal partito... se la svignano (Internazionale.it).
 
Ci hanno detto che sono ragazzi violenti, aggressivi. Boh, non ho capito perchè non mi hanno fatto del male.
L'unico che forse mi avrebbe potuto far del male, è stato un ragazzo che si è accorto del fatto che avevo in mano una telecamera digitale. Si è quasi spaventato, ha iniziato ad allontanarsi abbastanza in fretta, voltandosi molto molto spesso. Gli ho fatto cenno che non l'avrei inquadrato, si è tranquillizato ma a continuato a darsela a gambe. Mi è rimasto il sospetto che se l'avessi ripreso con la telecamera mi avrebbe menato violentemente. Avreste detto che è un violento, un teppista, un delinquente, ma chi mi conosce sa bene che se qualcuno mi riprende con una telecamera senza chiedermi il permesso... posso arrabbiarmi davvero molto. Nel mio caso però non si direbbe che sono violento. Si direbbe che sto salvaguardando il mio diritto alla privacy. Che ci vogliamo fare, io ho la pelle bianca. Chiamatela ghettizzazione, se volete; io la chiamo in un altro modo.
Il Municipio sembra che si adoperi per far qualcosa, e non si evince solo dal sito internet. Siamo stati al Municipio. Non siamo riusciti a parlare con nessuno, poichè era domenica mattina, ma abbiamo notato molta informazione verso i cittadini, ed anche il manifesto di un consiglio comunale aperto ai cittadini proprio sugli eventi della rivolta. Ma a quanto pare anche il Municipio non può nulla. Ed i giovani continuano a prendere botte, insulti ed umiliazioni tutti i giorni.
Chiamatela ghettizzazione, se volete, io lo chiamo apartheid.
Li ho visti rassegnati e costretti a subire un regime di apartheid mascherato da democrazia.
Sono decenni che scoppiano rivolte nelle banlieu, per tutti i motivi finora descritti. Infatti questa ultima rivolta, in Francia, viene etichettata come "la più intensa dalla metà degli anni '80", già perchè allora (20 anni fa) ci furono danni maggiori. Più o meno ogni 10 anni c'è una rivolta, e sempre per gli stessi motivi.
 

 
E a notte sono fuochi che si alzano oltre il muro che scaldano fortune indifferenti al falso e al vero che brillano negli occhi e nell'eco lontano di parole incomprensibili urlate contro il cielo.
 
Fuochi nella notte di Parigi.
Cosa ci si aspettava? Un altro '68 che non ci sarà? Una rivolta di intellettuali? Una rivolta da parte di chi ha ideologie politiche da seguire? No. Le rivolte le fa chi le cose le subisce, e chi subisce è sempre chi è più escluso, chi non ha voce, chi quando prova a parlare viene etichettato come delinquente (se riesce a parlare). Aspettiamoci sempre d'ora in poi, rivolte di teppisti, delinquenti, gente che non ha nulla da perdere, gente messa ai margini dalla società opulenta. Non sono rivolte di poveri ed ignoranti come poteva accadere 100 anni fa. Sono rivolte di chi non vede alcuna possibilità di miglioramento per il futuro, perchè questa possibilità gli viene negata con forza e violenza. E' il mondo che cambia.
Fuochi nella notte di Parigi.
La strada istituzionale per far valere i propri diritti non è semplicemente fallita: non è mai decollata. L'apartheid è cosa dura, e unisce tutti i bianchi, di destra come di sinistra, fa succedere cose assurde come la protesta per il fatto che nella nazionale di calcio ci siano più neri che bianchi. E quando si prova la strada istituzionale e si ricevono come risposta repressione, manganellate, e l'essere definiti pubblicamente "canaglie", basta una scintilla piccola a far accendere i fuochi, i fuochi delle auto davanti alle ville di La Raincy. Se poi la scintilla è caratterizzata da due adolescenti morti folgorati, i fuochi diventano 300, e se il ministro risponde: "tanto loro sono feccia", i fuochi diventano 1500.
Bruciata anche una scuola di Clicy sous bois (video girato da me alla fine del post), ma non il Municipio, forse proprio perchè prova a fare qualcosa.
Poco tempo fa, si ragionava su questo argomento proprio su questo blog. Ho sentito voci dire, e non con tutti i torti... anzi, con molte ragioni, cose tipo: "Sì ma passando alla violenza, le loro ragioni vanno a cadere. Bruciano le auto. Sono teppisti violenti. Avranno solo repressione."
Giusto. Tutto giusto. Già ho espresso un parere circa la Rivolta degli Ascensori. Anche loro erano violenti? O non lo erano perchè erano bianchi? O forse è perchè i ragazzi delle banlieues francesi sono disoccupati, mentre notoriamente al decimo ponte del Laurentino 38 (uno dei più degradati) vivono un ufficiale di marina e degli agenti di polizia? Loro possono dar fuoco all'arredo urbano, ed i ragazzi di Parigi no?
I ragazzi di Clichy sous bois sono violenti in quanto neri? Allora per coerenza occorre dare del "nero teppista violento" anche a Nelson Mandela, anzi di più: i ragazzi di Clichy (e di altre banlieu) hanno dato fuoco alle automobili, lo slogan di Mandela invece era "Lotta armata fino alla vittoria".
La risposta è no e non solo perchè Mandela era politicizzato mentre questi ragazzi di politica non ne sanno nulla. La differenza è altrove.
La differenza sta nel fatto che mentre in Sud Africa l'apartheid era dichiarato, in Francia è subdolo, mascherato da democrazia.
Allora va bene definire violenti i ragazzi di Clichy, ma forse occorrerebbe decidersi, e sarebbe ora, di definire come violenti anche tutti i regimi di Apartheid, sotto qualunque veste essi si presentino.
Ora che ho visto con i miei occhi, è questa la mia Parigi. E' questa la mia banlieu.
 
Sono ladri, banditi, straccioni, delinquenti, vagabondi senza patria, sporchi e strafottenti...
...Sempre meglio di cravatte, di colletti e denti bianchi, che se con una mano danno...
...con l'altra prendono per venti.

 
Per approfondire:
Municipio di Clichy sous bois (ovviamente in francese)
Banlieu 93 - Fotoblog da La Corneuve/Clichy sous bois
Clichy sous bois sui blog francesi (tutto in francese, ovviamente)
Internazionale.it sulle Banlieue
CompagnaSpa - "Da che pulpito..."
Popoblog - "La Francia brucia"
Pontedincontro.it - Laurentino38

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:44 | link | fate pure commenti (51) |
parigi, storie e storielle, ricerche


Commenti
#1   01 Dicembre 2005 - 10:17
 
Bel racconto, sicuramente più illuminante del poco (e manipolato) che hanno fatto passare su tv e giornali.
Illuminante anche il paragono che hai fatto con la periferia di Roma, e pensare che quando Prodi si è azzardato a dire che una cosa del genere potrebbe succedere anche da noi tutti si sono messi a dargli dell'incoscente.
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#2   01 Dicembre 2005 - 10:23
 
è il post più lungo che abbia mai visto :-O


Un bacione e buona giornata :-)


by imma


 

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#3   01 Dicembre 2005 - 10:25
 
sono ammirata da questo magnifico reportage ! dacci poi le dritte per le prossime puntate... anche a me leggendo i paralleli con la periferia di roma mi è subito venuto in mente quello che disse prodi e il linciaggio "giornalistico" a cui è stato sottoposto per giorni e giorni.
... ogni paese ha "la violenza dei teppisti" che si merita... qui da noi danno fuoco ad auto e cassonetti e bloccano traghetti per delle squadre di calcio... ma nn dico altro perchè parlare male dell'italia in questi ultimi tempi è come sparare sulla croce rossa. una prece.
:-*
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#4   01 Dicembre 2005 - 10:45
 
Questo post io lo chiamo in un modo solo: INFORMAZIONE (peccato che la parola sia inflazionata e usata anche per ciò che informazione non è).
Era proprio quello che volevo capire: sono i giornali a ragionare come al solito per stereotipi, o è la situazione ad essere davvero così? Grazie per avermi permesso di dare una risposta.
Questo dimostra che chi dice che il giornalismo è più organizzazione, lavoro di desk che non alzarsi dalla sedia e uscire, ha torto marcio. Almeno non è quello che intendo io per giornalismo.

Complimenti per l'ottimo lavoro ;))
ps. grazie per i link al mio blog!
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#5   01 Dicembre 2005 - 10:45
 
Post eccellente Alex!
Sei riuscito a descrivere in maniera precisa le condizioni di vita nelle banlieues e hai saputo riportare in modo eccellente le sensazioni provate quando abbiamo visto quei posti con i nostri occhi, posti tanto diversi dalle informaizoni riportate dai media nei giorni della rivolta.

Sarebbe ora di chiamare le cose con il loro nome....altro che rivolta!
E sarebbe il caso considerare scandaloso lo slogan "tuot parisiens, tout citoyens" dell'amministrazione parigina... sai cosa viene voglia di fare a quei cartelloni?!?!.....


Post perfetto!!
:))


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#6   01 Dicembre 2005 - 11:05
 
Grazie. Ho visto le balieus attraverso i tuoi occhi, aperti dall'azzeccato e quanto mai opportuno paragone con l'italianissima Roma. E a ragione si può definire Apartheid (la cosa dei curriculum anonimi, ti giuro, mi ha sconvolta). C'è solo da augurarsi che post come i tuoi divengano informazione pubblica, a larga scala, in video diffusione... io ci spero. Come spero che la superficialità di chi legge/guarda venga divelta. Speriamo. Certo che se penso a un vecchio detto... ;)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AmelieRouge

#7   01 Dicembre 2005 - 12:51
 
Vi assicuro che non è stato facile...
Comunque non credo che diventerà mai informazione su larga scala... certe cose si preferisce non dirle.
Amelie, dillo pure questo vecchio detto!
Ora tocca alla periferia di Roma :)
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#8   01 Dicembre 2005 - 13:15
 
Il post è molto bello... mi piace vedere i vari punti di vista.
Parigi (ci sono stata più volte) è una città contraddittoria. Se da un lato ha assorbito (io la chiamo integrazione) "varietà di persone" nei vari posti di lavoro (non sto parlando di McDonald)... vedi "musei", "cinema", "scuole" e altro... dall'altra ha creato questa specie di Ghetti. L'apartheid è un'altra cosa.
Parliamo di Parigi, senza farci i conti in tasca, noi abbiamo fatto la stessa cosa con i meridionali (mio padre è napoletano e io ne so qualcosa), anche se molti meridionali hanno l'anima "terrona" e quindi se la cercano, con quelli che vivono in case popolari (ho vissuto per ben 24 anni in case popolari so di cosa sto parlando)... e ora lo facciamo con i cosiddetti "marocchini" (la maggior parte non viene dal Marocco... ma tanto chi se frega! Per molti sono tutti uguali). Lo facciamo ogni volta che in TV passa una notizia del genere: rumeno assassina un gioielliere... mentre si potrebbe dire: un uomo assassina un gioielliere.
Il problema "Parigi" è un po' più complicato, credo, benchè il tuo intento sia buono, sia difficile criticare un paese che non si conosce... e che vive sulla pelle questo problema da molti, molti anni (basta vedere il film "L'odio").
L'Italia è un paese di razzisti, non ci vedo questa differenza. La ghettizzazione avviene quando trattiamo "il diverso" (per cultura, lingua, tradizione) come un "deficiente"! E i "deficienti" si chiudono... e questo non è un bene... nè per loro... nè per noi.
Il problema è alla radice, qualche volta politico, spesso umano!
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Anyanka

#9   01 Dicembre 2005 - 13:20
 
Segregazione, isolamento, scarse possibilità di integrazione, pregiudizi dilaganti e razzismo mimetizzati subdolamente con una facciata esteriore che vorrebbe mostrare ben altro.
La Francia e l'Italia si somigliano tanto, in questo..
Ieri notte, pare che la puntata di Matrix sia stata oscena!Maroni che vantava le politiche del governo in materia di immigrazione e integrazione (prendendo le distanze dai rischi delineati da Prodi) e Kladi il ballerino(albanese) di Maria De Filippi.....
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Loreanne

#10   01 Dicembre 2005 - 13:48
 
Buongiorno Ale!!!!!!
Il tuo post è fa-nta-sti-co!!!! Sapevo che i giornali riportavano notizie false, come sempre. Tu sei stato capace di far chiarezza, finalmente, su una questione così strana e così complessa. I mass media hanno amplificato tutto, con il rischio che, in altre periferie, potesse accadere di peggio, visto che le notizie riportate erano di dvastazione...
E poi i Ratti...quanto li amooo!!!!!
P.s.:non finirò mai di ringraziarti....baci giganti
Stè
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#11   01 Dicembre 2005 - 13:59
 
Un maschietto di 10 e una femminuccia di 3 (che rompe già come una di vent'anni).
Che fatica, a volte mi riposo mooolto di più in uffico, ma poi bastano piccole soddisfazioni per sentirsi ripagati.
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#12   01 Dicembre 2005 - 13:59
 
Complimenti alx molto più chiaro ed eloquente dell' intera stampa Italiana... Ciao
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#13   01 Dicembre 2005 - 14:55
 
"mai potrei viver come voi
che avete sempre
la certezza
della terra
sotto i piediii!!!!!"

Baci Aleeeeeee!!!!!!
:)
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#14   01 Dicembre 2005 - 15:08
 
B e n t o r n a t o R e p o r t e r!
così mi piaci!

il tuo post? perfetto!
continua a scrivere...

S.
utente anonimo

#15   01 Dicembre 2005 - 15:14
 
@freedom: accipicchia... la stavo canticchiando giusto adesso... :S
Ma tanto, io resto sempre lo scemo del villaggio ;)

@Sibilla: Grazie!!!!
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#16   01 Dicembre 2005 - 15:15
 
Che bello! Io adoro viaggare, vedere posti nuovi, andare di qua e la...ma poi mi piace tornare a casa. Adoro talmente tanto la mia Genova che non so se riuscirei a vivere fissa da un'altra parte per troppo tempo. Come dicevi tu sul vento...Io qua a Genova, che è solitamente abbastanza ventilata, sento un odore particolare, quello del mare, d'inverno alla Foce, si sente tantissimo e ogni tanto sto li a guardare lontano..e non so sento da altre parti, e mi manca, non so perchè...ma mi manca. Baci Ale♥ By Fata_dei_cristalli
utente anonimo

#17   01 Dicembre 2005 - 15:36
 
Tutto ok,ma: siamo senza assessore (ieri sera si è dimesso, merd!) c'è la vetrina da finire (tra un paio d'ore vado), la lezione da dare, i questionari da mettere a posto, le colleghe incinte che hanno un sacco di cose da raccontare...oggi sono la confidente ufficiale della PA! Ti basta fare un fischio!
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#18   01 Dicembre 2005 - 15:53
 
Grazie davvero alex.
Se non ti spiace lo linko sul mio blog.
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#19   01 Dicembre 2005 - 17:04
 
Lo sai che l'inchino va a te!
Buona serata
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#20   01 Dicembre 2005 - 17:58
 
*censured* no, perche' mi sono ripromessa di non scrivere parolacce... ma era positiva di apprezzamento... Arriva diretto veloce e affilato come un cortellino svizzero, ti tiene la' e ti fa fare click ad ogni link interrompendo la lettura, che quasi ti dispiace ma fai click e poi torni e prosegui... vabbuo' lo sai che faccio adesso vero? Naturalmente logico diretta conseguenza...
Diavolo... bello veramente bello (questa la posso dire)
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#21   01 Dicembre 2005 - 18:03
 
@tostoini: certo che puoi...

@evdea: NO! Le censure NON sono ammesse qui!
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#22   01 Dicembre 2005 - 18:17
 
Comunque (come al solito) tutte cose interessanti... Ne discutiamo?
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#23   01 Dicembre 2005 - 18:37
 
Mi becchi in un momento di stallo...
"dopo il non si discute con chi piazza le bombe" del berlusca, sto ragionando sulla cosa... macera macera macera...
Ok una buona nalisi, la violenza nasce da quel che hai descritto, ora c'e' da chiedersi: la giustifica?
Ci sto ragionando... e' come per la locomotiva di Guccini, quel ferroviere portava il treno contro sopraffazione e ingiustizia ma andava a colpire uomini... Cosa spinge quei ragazzi alla violenza e' chiaro... ma ecco non mi riesce di finir la frase ti pigli il pensiero com'e' venuto...
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#24   01 Dicembre 2005 - 20:03
 
Ah... e sono contenta di averti dato la "carica". Dopo quattro ore sulla "comunicazione" sono cotta... forse ci faccio un post. Forse.
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#25   01 Dicembre 2005 - 21:29
 
E' un post intenso e molto interessante, che merita un commento diverso da quello che potrei inserire questa sera dal momento che ho avuto una giornata di lavoro, che mi ha stressato.
Domani torno....ora mi limito a farti i complimenti perchè sei riuscito a mettere in luce delle realtà senza cadere in quella retorica, che sembra essere diventata una prerogativa di moti giornalisti nostrani.
Una felice notte
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#26   01 Dicembre 2005 - 21:29
 
@evdea: hai toccato un problema vecchio quanto il mondo. Non tutti hanno lo stesso metro di misura circa il cosa può giustificare la violenza... non è mica facile dirlo! Ci si potrebbe scrivere sopra un libro di sociologia :)

@Anyanka: certi che mi ha dato carica. Mi hai anche dato lo spunto... per il mio prossimo lavoro di questo tipo!
Se fai quel post... sarò felicissimo di leggerlo...
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#27   01 Dicembre 2005 - 21:31
 
@laura: ok... allora ti aspetto domani...
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#28   01 Dicembre 2005 - 21:42
 
qual 'è il tuo? che fai svicoli?
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#29   01 Dicembre 2005 - 21:48
 
No non sto svicolando. Io sull'argomento cambio idea spesso. Insomma.. ho le idee confuse.
Il mio ideale di vita mi porterebbe a considerare sempre ingiustificata ogni violenza, però poi quando la subisco... non mi viene di "porgere l'altra guancia", ma di difendermi, ed anche la difesa è violenta...
E fin qui si tratta di individualità...
...figurati come si complicano le cose quando si parla di violenza di massa ;)
Dibattito interessan