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Le vie infinite dei rifiuti

Ma chi sarà costui

Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose: fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."

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martedì, 23 ottobre 2007
.: La lince dell'Appennino :.

Cronaca dall'Esterno
 
Accidenti! Ci risiamo! Come è mai possibile?
Ancora denunce per bloggers italiani, i motivi (ed il querelante)? Sempre gli stessi...
Leggere il tutto su: ZeusNews
 
La lince dell'Appennino
 
Tutte le immagini che abbiamo visto fino ad oggi (per chi le ha viste) che hanno per soggetto una lince, sa bene che si tratta sempre di foto di esemplari in cattività, almeno per quel che riguarda la nostra penisola.
Soprattutto nell'Appennino, la lince si era estinta (leggere: l'avevamo estinta) molti decenni fa. Solo sulla Alpi Giulie resiste uno sparuto numero, arrivato dalla Slovenia. Anni fa, il Gruppo Lince Italia era riuscito a rilanciare alcune coppie nell'Appennino. I risultati? Eccoli.


(cliccare sull'immagine per ingrandirla)

L'immagine che segue documenta una ripresa fotografica assolutamente eccezionale realizzata da alcuni membri del Gruppo Lince Italia sulle montagne dell’Appennino Centrale. E' la prima immagine in assoluto di una lince selvatica nella zona peninsulare dell'Italia.
La foto, nonostante sia stata ripresa da notevole distanza con un teleobiettivo da 1000 millimetri di lunghezza focale, oltre a mostrare un gruppo di cervi femmine insospettito dall'arrivo di un'estraneo, svela la presenza seminascosta di una lince appenninica all'agguato. La foto, schiarita nei colori al computer per conferire maggiore evidenza, consente di riconoscere i tratti distintivi del magnifico, rarissimo ed elusivo felino (orecchie a punta, coda mozza, mantello bruno rossiccio leggermente maculato). La località della ripresa viene ovviamente mantenuta segreta per ragioni di tutela.
 
Interrogato in merito, il Gruppo Lince Italia, che ha sempre sostenuto la presenza della lince nell’Appennino, malgrado il forte scetticismo di certi ambienti accademici, considerandola anche un’entità diversa (Lynx lynx apennina), fornirà quanto prima dettagli fondamentali sul felino, che consentono di aggiungere una specie di grande mammifero predatore alla fauna italiana.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:49 | link | fate pure commenti (7) |
ambiente, censura

giovedì, 03 maggio 2007
.: Da Bagnoli a Firenze :.

Bagnoli
 
"Vendo Bagnoli, chi la vuol comprare?". Non è solo il titolo di una canzone di Edoardo Bennato, risalente a quasi 20 anni fa. E' anche il titolo di un post di Fraba veramente ottimo, che fa il punto della situazione sul casino del litorale napoletano occidentale.
Io poi, che a quella zona ci sono legato, visto che ci ho campato dalla mattina alla sera prima per studio, e poi per lavoro, non posso certo evitare che mi pianga il cuore, al solo pensare alle tonnellate di idrocarburi policiclici aromatici sotto la sabbia, sotto il mare, sotto la strada, sotto i terreni.
Mi associo sempre a Fraba (mi raccomando, leggete il suo post), nell'invitare a leggere una lettera indirizzata al Cormez. Tenuto conto della chiarezza e della legittimità dei quesiti esposti, dubito che tale missiva sarà mai pubblicata e dubito ancor più che ad essa qualcuno (politici o pseudo-giornalisti da riporto) si degni di fornire risposta.
 
Firenze
 
Ne abbiamo già parlato in precedenza, per cui questa è la seconda chiamata.
Il 18 e 19 maggio, in Palazzo Vecchio a Firenze si svolgerà l'annuale convegno e-privacy 2007, dedicato ai problemi della privacy nell'era digitale (venerdi nel Salone dei 200 e nalla Sala degli 8, sabato nela Sala Incontri).
Durante questa due giorni sono in programma interventi di carattere tecnologico e giuridico sul tecnocontrollo come evoluzione del controllo sociale, sulle problematiche legali in riferimento alla 196/2003 ed alla data retention prevista delle leggi vigenti e future, sulla crittografia, e su altri argomenti fortemente legati alla tutela della privacy individuale e dei diritti civili in Rete, come il diritto all'anonimato e la riforma del codice penale in materia di cybercrime.
Rispetto alla prima chiamata, stavolta c'è di nuovo che è disponibile il programma completo. E gli interventi sono tutti interessanti.
Durante il Convegno, nella mattinata di sabato, avverrà la cerimonia di consegna dei Big Brother Award Italia 2007.
Questo premio internazionale, che si tiene da 6 anni in 12 paesi europei ed extraeuropei, e' un premio in negativo (come il noto "Tapiro d'oro") che viene assegnato a quelle persone, associazioni e tecnologie, che peggio hanno fatto alla privacy degli italiani nell'ultimo anno.
Maggiori informazioni su bba.winstonsmith.info/ e su bigbrotherawards.org/.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:55 | link | fate pure commenti (11) |
napoli, censura

martedì, 20 marzo 2007
.: Net Left :.

Cronaca dall'Esterno
 
Si avvicina il primo Citizen Camp
Mancano ormai pochi giorni al convegno sulla cittadinanza democratica, un barcamp tematico che si terrà sabato 24 marzo a Casalecchio di Reno (Bologna), nell'ambito del laboratorio la Città dei Cittadini. Questa è un "laboratorio sulla cittadinanza democratica - si legge in una nota - promosso da Casalecchio delle Culture, Istituzione dei servizi culturali del Comune di Casalecchio di Reno. Sabato 24 marzo, dalle 10 alle 19, blogger, giornalisti, esperti di nuove tecnologie e - soprattutto - tutti coloro che vorranno partecipare, si confronteranno al Citizen Camp, il barcamp sulla cittadinanza democratica".
Fonte: Punto Informatico.
 
Sulla liberazione di Mastrogiacomo, rinvio con piacere all'editoriale di ieri sera su Altrenotizie. Anche io mi sto chiedendo come mai si sia dato invece pochissimo spazio alla liberazione di Cosma Russo e Francesco Arena. Magari poi ci riflettiamo assieme ;)
 
Net Left
 
Il 10 marzo 2007, presso la sala della Biblioteca Alessandrina a Roma, c'è stato il primo incontro nazionale di Net Left, intitolato "per costruire la società delle reti". E' un’associazione che affronta i temi della comunicazione e dell’innovazione tecnologica nell’ottica del rinnovamento del linguaggio politico, della fondazione di nuove forme di aggregazione (anche virtuali ma non solo) e in vista di una partecipazione politica della società civile.
 
Non c'ero e non ho partecipato, non solo perchè non c'ero ma anche perchè mi sto limitando a fare da "osservatore esterno". Pertanto, vedrò come si evolverà la cosa.
Quel che riporto qui oggi, augurandomi che stimoli una bella discussione, è l'intervento tenuto in assemblea da Stefano Rodotà.
 
"La libertà dei contemporanei è sempre più profondamente intrecciata con le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. E sono almeno tre i punti di vista dai quali viene abitualmente analizzata: libertà e Internet; libertà e controlli; libertà e costruzione di una sfera irriducibile alla tradizionale distinzione tra sfera pubblica e privata.
In tutti e tre i casi si pongono rilevanti questioni politiche.
Il tema della libertà in Internet ci interroga continuamente, e mette in dubbio l’atteggiamento di chi considera l’essere in rete una sorta di “stato di natura” da tutelare ad ogni costo contro qualsiasi intervento, un luogo dove la libertà alla fine è sempre destinata a vincere, una moderna reincarnazione della spada mitologica che rimargina le ferie da essa stessa inferte. Ma la realtà ci parla anche di interventi polizieschi, di bloggers condannati, di censura, di iniziative per eliminare l’anonimato in rete, di regole pesanti sulla conservazione dei dati riguardanti gli accessi. E questo fa emergere subito una contraddizione: non si può dire giù le mani da Internet e, al tempo stesso, scandalizzarsi quando si sottolinea la necessità di garanzie contro ogni indebita invasione. Si identifica ogni regola con una restrizione della libertà, mentre la dimensione in largo senso “costituzionale” ha l’opposto significato di di apprestare proprio difese per le libertà.
 
Sullo sfondo è l’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, dove si afferma il diritto di ogni individuo alla libertà di opinione e di espressione “e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”. Oggi questo diritto è in pericolo per la pretesa di molti Stati di controllare Internet, per l’esercizio di veri poteri di censura, per le condanne di autori di quelle particolari comunicazioni in rete che sono i blog.
 
Questa situazione non può essere ignorata, soprattutto perché alcune grandi società – Microsoft, Google, Yahoo!, Vodafone – hanno annunciato per la fine dell’anno la pubblicazione di una “Carta” per tutelare la libertà di espressione su Internet. I parlamenti non possono accettare che la garanzia del free speech, che gli Stati Uniti vollero affidare al Primo Emendamento della loro Costituzione, divenga materia di cui si occupano solo i privati, che evidentemente offriranno solo le garanzie compatibili con i loro interessi. Sono urgenti in questa materia iniziative dei parlamenti nazionali, tuttavia coordinate tra loro dato il carattere transnazionale dei fenomeni da regolare, e tenendo conto che nell’Internet Governance Forum, organizzato dall’Onu alla fine dell’anno scorso, è stata esplicitamente indicata la priorità rappresentata dalla elaborazione di un Internet Bill of Rights. Una buona occasione per sollevare il problema sarà costituita dall’hearing che la Commissione Libertà Pubbliche del Parlamento europeo terrà il prossimo 26 marzo, affrontando in particolare il tema della natura di diritto fondamentale della protezione di dati personali.
 
Quali iniziative politiche dobbiamo sollecitare? Al Governo si deve chiedere se e come intende organizzare l’incontro internazionale sull’Internet Bill of Rights annunciato ad Atene, e se intende sostenere, con iniziative istituzionali adeguate, le iniziative delle “coalizioni dinamiche” che hanno avviato in rete la discussione ‘costituzionale’. Al Parlamento si deve chiedere di dedicare una frazione del suo tempo ad una discussione di indirizzo sul tema, anche perché la settimana scorsa la questione é stata esplicitamente sollevata nel corso della Conferenza internazionale dell’Unione Interparlamentare, ed ha lasciato traccia nel documento finale. Questo non vuol dire, ovviamente, che singoli e gruppi debbano rimanere silenziosi in attesa di iniziative parlamentari e governative. Al contrario, solo se dalla rete verranno segnali intensi e concreti sarà possibile esercitare su Governo e Parlamento adeguate pressioni.
 
Per quanto riguarda i controlli, un segnale confortante è venuto dal provvedimento del Garante sull’accesso del datore di lavoro alla posta elettronica dei dipendenti, frenando così le spinte verso una brutale riaffermazione del vecchio principio secondo il quale “la democrazia si ferma alle soglie dell’impresa”. Ma non è sempre così. Il diffondersi della videosorveglianza non deve essere considerata come una deriva inarrestabile, anche perché cominciano a manifestarsi reazioni dei cittadini (ultimo caso, Milano 3) che vedono in pericolo il diritto costituzionale alla libertà di circolazione. In Europa si annunciano iniziative per cancellare o comunque limitare l’anonimato in rete. Di fronte a tutto questo dev’essere ribadito con fermezza, e in ogni occasione, che la protezione dei dati è un diritto fondamentale, come vuole l’articolo 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; e che nessuna limitazione di questi diritti di libertà è ammissibile se mette in discussione il carattere democratico delle nostre società, come prevede esplicitamente l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. E, di nuovo, queste sono questioni che la politica non può eludere.
 
Così come non può sfuggire agli interrogativi, gravi, legati alla conservazione dei dati di traffico. Come si orienteranno Governo e Parlamento nel momento in cui si dovrà trasporre nel nostro ordinamento la direttiva europea in materia del 2006? Consideriamo qualche dato. Nel 2003 le intercettazioni sono state 77.500 (stime recenti parlano di più di centomila). Ma i dati relativi al traffico telefonico, già conservati, viaggiano oltre il milione di miliardi. Ora questa massa di informazioni, destinata a crescere, deve essere conservata fino al 31 dicembre 2007. E dietro questo salto quantitativo vi è un ancor più preoccupante salto qualitativo. Le intercettazioni telefoniche, piacciano o no, sono comunque mirate, hanno alla loro base uno specifico sospetto. Le grandi raccolte di informazioni, invece, prescindono da ogni valutazione preventiva, riguardano tutti, trasformano tutti in sospetti. Si può contestare il contenuto di una intercettazione. E’ assai più difficile liberarsi dal sospetto che può nascere dal nudo fatto d’aver telefonato dieci volte ad una persona.
 
E’ irresponsabile disinteressarsi di questi problemi. L’articolo 15 della Costituzione garantisce la libertà e la segretezza delle comunicazioni. Non è ammissibile, allora, che l’intera area della comunicazione elettronica venga lasciata vuota di garanzie costituzionali adeguate. Insieme alla riforma del vecchio mondo delle intercettazioni dev’essere affrontato il nuovo mondo delle grandi raccolte di informazioni personali per finalità investigative. E’ troppo chiedere al Parlamento una seria indagine conoscitiva?
 
Infine, non servono troppo parole per sottolineare una volta di più l’importanza capitale del tema dell’accesso, la sua irriducibilità al profilo pur importantissimo del servizio universale, il suo presentarsi come antidoto potente alla privatizzazione della conoscenza. Ricordo solo quel che scriveva anni fa un grande studioso del costituzionalismo americano, Theodore Lowi: “la tecnologia apre le porte, il capitale le chiude”. Se espressioni come questa sembrano troppo crude, ricordiamo almeno che la politica non può essere indifferente di fronte al modo in cui si distribuiscono i poteri nell’organizzazione sociale che si sta costruendo.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:19 | link | fate pure commenti (10) |
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giovedì, 15 marzo 2007
.: Di cretini, di europei e di cinesi :.

Cretini
 
Non ho problemi a definire cretini individui che fanno parte delle alte sfere dello Stato, individui che possono anche querelarmi. Non ho problemi: se sono irresponsabili, irresponsabili restano.
Qui di responsabili della propria irresponsabilità ce ne sono parecchi, come minimo:
1) Ai vertici del Ministero dell'Ambiente, quindi esponenti dell'attuale governo.
2) Ai vertici del Ministero dell'Interno, altri esponenti del governo.
3) Ai vertici della prefettura di un noto capoluogo di provincia campano.
4) Ai vertici del commissariato straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania.
 
Veniamo ai fatti. Perchè io non do mai dell'irresponsabile (o peggio ancora del "cretino") gratuitamente.
Del delicato problema della mediazione circa la discarica d'emergenza di Serre (SA), già ho scritto su Altrenotizie. Riassumendo i fatti, il commissariato vuole aprire una discarica dentro un'oasi WWF, e ovviamente amministrazione e popolazione locale insorgono. Copio e incollo da Altrenotizie la frase (mia) che descrive il nocciolo della contrapposizione (e non solo a Serre):
"Uno sversatoio al quale la popolazione si è opposta, come oramai avviene contro tutte le decisioni del commissariato. Il motivo è semplice: fino al 2002, l'incarico è stato assegnato al presidente della Giunta Regionale, figura eletta in modo diretto dai cittadini. Dopo il 2002, l'incarico è sempre stato assegnato a prefetti o ad altre figure istituzionali non scelte dai cittadini. Figure che, in virtù dei poteri straordinari assegnati, hanno troppo spesso impedito ogni dialogo con la cittadinanza, arrivando anche alla repressione violenta, come ad Acerra il 29 agosto 2004. Una mancanza di dialogo che ha causato una vera e propria frattura nella democrazia campana. Frattura che vede ora solo la contrapposizione: da un lato le scelte commissariali, dall'altro la cittadinanza che si oppone. Senza che nessuno mostri capacità di mediazione."
(E scusate l'autocitazione!)
Insomma, o si ricuce la frattura, con tanto di ingessatura, o ci saranno sempre e solo contrapposizioni. Normale, direi.
Un buon politico (ma anche un buon prefetto) come sanerebbe la frattura?
Di certo non come si legge su Repubblica.it:
"la situazione ha rischiato di degenerare quando le forze dell'ordine hanno cercato di sgomberare il presidio realizzato da amministratori e cittadini a ridosso del territorio, vicino a un'oasi naturalistica del Wwf, scelto per la raccolta dei rifiuti.
Sul posto sono intervenuti circa 400 tra poliziotti e carabinieri che, dalle 8 di questa mattina, hanno tentato una mediazione con i manifestanti."
(da quando in qua le mediazioni si fanno con la polizia schierata con scudi, manganelli e lacrimogeni?)
Più sotto si legge:
"Le forze dell'ordine dopo qualche ora sono riuscite ad entrare all'interno dell'area, ma i manifestanti, bruciando anche dei copertoni, hanno bloccato l'accesso ai mezzi che dovevano iniziare i lavori di messa in sicurezza. Per liberare la strada la polizia ha sollevato di peso il sindaco di Serre, Palmiro Cornetta e altri amministratori di comuni del circondario. Una donna ha anche accusato un malore."
 
Allora, senza parole inutili, diciamola in modo diretto, tanto è un concetto semplice: con un'azione di forza, non si raccoglierà certo nessun favore dalla popolazione locale, nè tanto meno si avvia un dialogo costruttivo.
Qualcuno stava cercando una delicata mediazione. Il suo lavoro è stato pregiudicato irrimediabilmente.
Il ministero dell'Interno ha certamente autorizzato l'intervento. Non poteva esserne all'oscuro. Idem il prefetto.
Cretini. Avete esteso la frattura. Avete scelto la via dell'imposizione (poco democratica), credendo che la popolazione se ne sarebbe tornata a casa.
Non sarebbe stato meglio discutere, anche per giorni e notti, e cercare un accordo?
Dopo 13 anni di emergenza, non era il caso di far pace con la popolazione e lavorare di concerto con le amministrazioni locali?
Siete stati miopi. Ma di una miopia che contraddistingue gli irresponsabili.
Se, viceversa, irresponsabili non siete, allora vuol dire che avete secondi fini.
In entrambi i casi, Vi auguro di NON essere premiati alla prossima tornata elettorale.
 
Unione Europea
 
Qualcuno grida alla vittoria, perchè in sede europea a Bruxelles pare che ci sia stata una svolta ecologista: un'accordo di principio per incrementare l'uso delle rinnovabili. Sinceramente non canto vittoria, e mi sembra che ci siano delle clausole che rendono il tutto... solo fuffa. I motivi li spiego su Altrenotizie
 
E per finire, i cinesi
 
Me l'ha fatto notare Dalianera, non in modo diretto; anzi, è stato proprio bravo: mi ha dato lo spunto per fare in modo che me ne accorgessi da solo. Ma su questo ci torniamo dopo.
Ne avevo scritto su Altrenotizie oltre un anno fa: il governo cinese pratica, a partire dal 2003, una pesante censura contro i siti web. Censura che nel tempo non ha fatto altro che aumentare. Una censura supportata dall'efficiente sistema dei proxy di Stato che consente al governo di impedire agli utenti cinesi di accedere a moltissimi siti web contenuti nelle proprie liste di blocco, mediante l'uso di un sofisticato insieme di "parole" non gradite.
A questo si aggiunga che la Repubblica Popolare cinese ha intrapreso numerose azioni di censura contro blogger, alcuni dei quali hanno subito pesanti condanne carcerarie per aver espresso opinioni ritenute pericolose.
Diversamente si agisce per i siti esteri, ai quali viene negato l'accesso o si viene deviati verso siti governativi.
Quel 13 Gennaio 2006, quando scrissi l'articolo su Altrenotizie, fu censurata nientemeno che Wikipedia. Sul caso Wikipedia si può leggere un'altro interessante articolo di Sara Nicoli, sempre su Altrenotizie.
 
Non è solo Wikipedia ad essere censurata in Cina. Anche tantissimi altri siti, da Playboy a Amnesty International, non sono visitabili dalla Cina.
E' possibile dal resto del mondo, verificare se un determinato sito sia bloccato dal sistema di proxy e firewall di Pechino. Basta andare sul sito Great Firewall of China e immettere la URL da controllare. Il sito non fa altro che collegarsi con una macchina che sta in Cina, e da lì cerca di connettersi alla URL richiesta, in modo da verificare se sia raggiungibile o se sia bloccato.
Non mancano le sorprese.
Altrenotizie non è censurato, quindi può addirittura essere letto in Cina. Repubblica.it anche. Non so ovviamente quanti cinesi sappiano leggere l'italiano, ma siccome sono un miliardo di loro... statisticamente qualcuno ci sarà. Va male a El Pais e YouTube, entrambi bloccati dal sistema censorio... ma per quel che mi riguarda...
la sorpresa è un'altra.
Sono io.
Già.
Se non fosse stato per Dalianera non me ne sarei mai accorto.
Questo blog è censurato dal governo cinese.
Con tanto di prova lampante (cliccare sull'immagine per ingrandirla).
 

 
:|
 
Vie dei rifiuti, aggiornamento
 
Scende in campo anche Alternapoli
Hanno fatto un ottimo lavoro ;)

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:47 | link | fate pure commenti (40) |
ambiente, discariche, notizie, napoli, provocazioni, censura, vie dei rifiuti

mercoledì, 29 novembre 2006
.: Ancora sulla Calabria :.

Ne abbiamo già parlato qui, poco tempo fa. Ed ecco qualche sviluppo.
Ricordate tutti di sicuro l'omicidio di un importante politico calabrese avvenuto nella locride di recete, e ricordate di sicuro la reazione civile a quel barbaro assassinio. Ricordate anche che ne è nata, ad opera di giovani volontari, l'associazione Ammazzateci Tutti.
 
Bene. La follia non ha limiti. Dopo il sequestro e l’oscuramento (sui siti di Casa della Legalità, Democrazia Legalità, Repubblica, Comunisti Italiani, Gil Botulino) della Relazione sulla Asl di Locri della Commissione d’accesso (atto amministrativo di un procedimento concluso con il Commissariamento decretato dal precedente Governo), dopo il silenzio della stampa nazionale, un nuovo atto chiaramente intimidatorio, per far tacere sui rapporti, le complicità, le infiltrazioni, le connivenze (e convivenze, anche magari per parentela), dei colletti bianchi della classe dirigente in Calabria (ma non solo) con i mafiosi.
La cosa assurda è che le intimidazioni non sono di matrice mafiosa. Infatti le carte portano i simboli dello Stato.
E' arrivata infatti una nuova notifica, sempre della stessa Procura, dello stesso pm Giuseppe Lombardo, (della Procura, non della DDA) nell’ambito del medesimo procedimento penale 2243/06.
Da questa notifica si apprende che sono indagati per i delitti di cui agli artt. 110, 117, 326 C.P.:
Vittorio Zucconi, direttore responsabile di Repubblica.it;
Elio Veltri, Roberta Anguilesi, Marco Ottonelli, direttore e giornalisti di democrazialegalita.it;
Paride Leporace direttore del quotidiano Calabria Ora;
Perrino Angelo (direttore responsabile della testata giornalistica su web canali.libero.it);
Pantano Agostino (responsabile comunisticalabria.org - organo della Segr.Regionale del PdCI);
Santalmassi Giancarlo (direttore responsabile de Il Sole 24 Ore e Radio 24);
Andreacchio Pasquale (responsabile del sito web badolato.info).
L'associazione Ammazzateci Tutti.
 
Per la serie... chi pubblica anche una parte di quel documento...
 
C'è qualcosa che non quadra.
Nella notifica si afferma che l'associazione Ammazzateci Tutti avrebbe aggirato il provvedimento di sequestro della Relazione, ripubblicandone stralci nel proprio sito internet. Quel dossier è on line dal 27 ottobre 2006 (proprio nel giorno della perquisizione armata nelle abitazioni dei giornalisti di Democrazia e Legalità a Firenze), mentre il sequestro del sito Ammazzateci Tutti è stato effettuato il 3 novembre (e notificato il 7). Quindi quale "aggiramento" del sequestro?
Non solo. Il dossier sul sito Ammazzateci Tutti contiene solo alcuni stralci di quella relazione: è un lavoro più ampio, scritto e firmato dalla "Casa della Legalità - Osservatorio sulle Mafie". L'associazione non è un Ufficio o Servizio di Stato. Pertanto, come è possibile che sia stato sequestrato in quanto "segreto di Stato?"
 
Ed ora alcune considerazioni, forse speculative, che faccio proprio basandomi su quanto affermato da "Casa della Legalità - Osservatorio sulle Mafie":
quale segreto di Stato è mettere una dopo l’altra le ditte dei soci, delle aziende che le diverse ’ndrine utilizzavano per dominare la ASL di Locri, vorremmo davvero saperlo. Le visure camerali pubbliche, naturalmente omessi i dati sensibili, sono certo strumento utile per capire, inequivocabilmente, quali altri Enti o Strutture pubbliche (scuole, ospedali, comuni, province, magari Regione con 22 indagati su 50 consiglieri,..) hanno rapporti di affari con l’onorata società. E’ questo che c’è nel dossier, per deduzione quindi, si potrebbe dire che il Segreto di Stato sta qui: rendere evidenti i legami, le connivenze e le alleanze tra la ’Ndrangheta, l’economia, le Istituzioni (cioè parte dello Stato).
Allora lo si dica.

Lo si ammetta una volta per tutte.
 
Intanto, ieri mattina è stata colpita anche Wikipedia, che permetteva di scaricare il documento.
 
Per approfondire l'argomento, consiglio:
GenovaWeb, che ricostruisce tutta la vicenda, con una cronologia molto precisa.
Se qualcuno, infine, volesse leggere quella relazione, a buon intenditor poche parole.
Ora vado a combattere la vecchiaia...

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 10:10 | link | fate pure commenti (26) |
politica, censura, ricerche

venerdì, 17 novembre 2006
.: I misteri della Calabria :.

Siccome siamo a fine settimana, vi lascio per il week end (che brutta espressione) un bell'argomento caldo caldo :)
 
Tutto è iniziato un po' di giorni fa.
Il Governo aveva nominato una "commissione d’accesso" che ha svolto un'indagine, e redatto una relazione che ha portato allo scioglimento dell’Azienda Sanitaria di Locri per infiltrazioni mafiose.
L’insediamento della commissione era stata disposta dopo l’omicidio del vice presidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno.
Sembra un'azione di Stato (o di polizia) contro la mafia, e certamente lo è, se non fosse che a partire dal giorno dopo...
 
Elio Veltri, direttore di democraziaelegalita.it, pubblica un'inchiesta sull'argomento, tra l'altro contenente ampi stralci della relazione della "commissione d'accesso". Poche ore ed arriva la polizia, ma stavolta non contro la mafia, ma contro Elio Veltri, che si vede casa perquisita, ed il sito oscurato.
Due pattuglie armate della polizia postale di Firenze, hanno bussato alla porta di Marco Ottanelli e di Roberta Anguillesi, responsabili del sito di Democrazia e Legalità, con un mandato di perquisizione del sostituto procuratore di Reggio Calabria Dr. Lombardo.
Elio Veltri scrive un comunicato, che viene pubblicato sul blog di Marco Canestrari (che potete leggere) che pone anche qualche inquietante interrogativo.
 
Un sequestro anomalo. Tanto anomalo che spinge un partito politico italiano (il PDCI), ha scrivere un articolo sull'argomento, articolo che viene pubblicato sul sito delle sezioni calabresi. C'è anche il link alla versione on-line della relazione della "commissione d'accesso"...
Passano poche ore, e la polizia irrompe anche nella sede del partito. Sequestra i computer, ed oscura le pagine sull'argomento!
La relazione è talmente bollente... ma talmente bollente... (soprattutto la "parte seconda")...
Scoppia la bufera, interrogazioni parlamentari e casini vari, ma nulla da fare: il sequesto resta! Ne parla anche Punto Informatico.
 
Il problema è che la relazione della "commissione d'accesso" fa i nomi e i cognomi... e si tratta (forse, io non essendo calabrese non lo so) di famiglie "influenti" della Calabria...
Ma oramai il polverone è alzato, e la cosa finisce sui quotidiani.
Il giornale "Calabria Ora" ne scrive a lungo, ma... pubblica alcuni stralci della relazione!
Poche ore ed arriva la polizia anche a "Calabria Ora"!
 
Domanda: ma in tutto questo alla polizia (o al ministero), si sono resi conto che la relazione bollente, essendo un documento dello Stato, sta sul sito della Presidenza Del Consiglio dei Ministri, comodamente scaricabile in formato PDF da chiunque?
Viene il dubbio che forse non se ne siano accorti?
Su quanto accaduto a "Calabria Ora" ne parla La voce di Fiore.
 
In effetti, dopo qualche ora, il documento sparisce anche dai server dello Stato.
Ma che diavolo ci sta di così scottante, in questa relazione che va a fondo in certi meccanismi funzionanti in Calabria?
Per loro sfortuna, la rete ha memoria lunga... Le tracce in rete restano, non solo restano, ma valicano le frontiere... Per cui, se qualcuno questa relazione la vuole leggere...
A buon intenditor, poche parole.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 14:20 | link | fate pure commenti (17) |
politica, censura, ricerche

giovedì, 03 agosto 2006
.: Stanchezza e fotografie :.

Diciamolo, in un pomeriggio d'estate passato al lavoro, la stanchezza si fa sentire...
 

 
Il caldo anche, si fa sentire... In molti luoghi d'Italia ha piovuto, qui no. Il cielo si è annuvolato, ma senza pioggia. Risultato? Stiamo boccheggiando.
 
Se volete passare il tempo con qualcosa di leggero, che tanto di guai ce ne sono tanti in giro, dal Libano all'Italia e fino alla Corea, leggetevi questo spettacoloso post di d4rkcloud.
 
Ora, posso anche riprendere a rompere le scatole ai lettori.
 
Negli anni '90, un modesto ma qualificatissimo professore dell'Università Sudafricana di Port Elizabeth, che si chiama Nicholas Allen, ha pubblicato diversi articoli ed un paio di libri che riguardavano la sacra sindone.
Non si tratta attenzione di libri, e di ricerche, volte a dimostrare se la sindone di Torino fosse originale o no. Assolutamente.
Il suo lavoro voleva dimostrare un'altra cosa, che riusciva anche a rendere evidente: che la sindone è di fatto la prima fotografia della storia. Di questo parlava il professor Allen: di come per mezzo della luce, l'immagine fosse rimasta impressa sul sudario. Pertanto, trattandosi di un'impressione a mezzo luce, si tratta di una fotografia.
Con il particolare che sarebbe la prima fotografia di tutti i tempi, arrivata fino a noi dal lontano 13° secolo, quindi circa 700 anni prima dell'invenzione "ufficiale" della fotografia, avvenuta alla metà dell'800.
Ahi ahi... il professor Allen però non aveva calcolato un pericoloso effetto collaterale: il suo lavoro implicava ed implica che la sindone sia un clamoroso falso.
 
Circa un anno fa, un blogger italiano ha parlato del lavoro di Allen in questo suo post, dove linka anche una serie di articoli sul sito dell'Università di Port Elizabeth, scritti dal professor Allen.
Il blogger non emette nessun giudizio di merito, si limita a fare una domanda: il lavoro del professore ha causato una forte discussione sull'argomento. In tutto il mondo, tranne in un posto. Quale? Ovviamente l'Italia. In altre nazioni sono stati pubblicati libri, si sono fatte trasmissioni televisive. Qui il nulla. Il silenzio. Eppure la sindone sta qua in Italia...
Adesso vengono le sorprese. Andate sul post di questo blogger, che ho appena linkato. Andateci sul serio, e provate a seguire i link che trovate nel post. I link agli studi del professor Allen. Trovato nulla? No? Che strano! Tutto sparito dalla rete!
 
Spiacente, ma io ho una mentalità sperimentale da sempre, per cui suggerisco un altro esperimento. Andiamo tutti su google, e mettiamo come stringa di ricerca "Nicholas Allen". Vediamo che succede.
Se cerchiamo su tutto il web, allora qualcosa, ma giusto qualcosa, la troviamo, e non è certo il primo link che esce... ma se ripetiamo la ricerca limitandoci ai siti in italiano, il professore scompare, e trovare le sue tracce diventa difficile.
Se cerchiamo in inglese, con un po' di fatica riusciamo a trovare non i suoi articoli, ma un articolo che parla di lui e del suo lavoro sulla fotografia medievale, mi riferisco a questo PDF in inglese: http://www.shroud.com/pdfs/orvieto.pdf
Il fare esperimenti non può fermarsi qua, perchè leggendo quel PDF, si scopre che il professor Allen ha scritto un libro intitolato "The Turin Shroud and the Crystal Lens", pubblicato nel 1998. Ho provato a cercarlo su Amazon. Cercatelo anche voi, Se ne trovate traccia, fatemelo sapere.
 
Chiariamo, io non ci credo al fatto che la Santa Inquisizione in persona si sia preoccupata di rimuovere tutto, ma...
...il professor Allen e le sue ricerche non entrano in Italia e stanno sparendo dalla rete in tutto il mondo.
 
Non so se si tratti di un ulteriore caso di censura ai danni del povero professore, già "cancellato" da anni da quasi qualunque pubblicazione in lingua italiana sul tema, o di altro... ma di certo fa pensare.
E infatti sto pensando.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 14:29 | link | fate pure commenti (19) |
stress, provocazioni, censura, ricerche

martedì, 01 agosto 2006
.: Gironzolando :.

Gironzolando in rete trovo questo articolo su Punto Informatico.
In pratica, negli USA dopo aver messo fuori legge il P2P, ora vogliono mettere fuori legge il social networking, come MySpace, ma anche le piattaforme blog! In pratica... qualunque posto in cui si possano esprimere idee liberamente.
Ma NO! Che avete capito!! Non si tratta di dittatura e di censura: è solo la nostra ingannevole percezione!
Infatti la legge dice chiaramente che questo viene fatto per tutelare i minorenni! Certo! Soprattutto perchè interagendo con i social network, potrebbero cadere vittime di stupri.
Chiaro?
 
Passando a cose più serie:
 
Letture consigliate del giorno:
The Golem - "Basta"
Fraba - "Nel giorno del signore"
 
ed ora...
Cronaca dall'Interno
 
Ve la ricordate, la nobildonna vero? Certo che ve la ricordate!!!
Ebbene: stamattina cosa ha fatto? E' entrata nel mio ufficio! Cose dell'altro mondo, ma come osa... E che fa? Mi sorride e dice: "Alex, hai una sigaretta?"
Io: "Certo, le ho sempre."
Lei (largo sorriso): "Me ne offri una?"
Io: "Senti, ma io ricordo benissimo che tu non fumi..."
Lei: "Va be' ogni tanto sì, diciamo due sigarette alla settimana."
Io: "E ovviamente non le compri...."
Lei: "Insomma, me la offri o no?"
 

Domanda del secolo. A vostro avviso, in questo caso cosa avrei dovuto fare??

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 10:05 | link | fate pure commenti (20) |
vita, stress, censura

mercoledì, 19 luglio 2006
.: Censure e rifiuti :.

Cronaca dall'Esterno
 
Censura online, India come la Cina?
Crescono le preoccupazioni della blogosfera indiana: il governo di New Delhi avrebbe costretto molti ISP a bloccare una innumerevole lista di indirizzi web. Inaccessibili Blogger, Typepad e Geocities.
Fonte: Punto Informatico.
 
Civitavecchia d'Estate
 
Ha messo a rischio l'incolumità dei vigili del fuoco e avrebbe potuto avere conseguenze dannose anche sull'ambiente circostante l'incendio scoppiato nel pomeriggio di ieri in un capannone in disuso ai margini dell'Aurelia, circa 7 km a nord di Civitavecchia, ora utilizzato come discarica abusiva.
Giunti sul posto, i vigili del fuoco si sono resi conto che, oltre all'immondizia, stavano andando a fuoco anche alcuni rotoli di lana di vetro e che le fiamme stavano per estendersi ai rivestimenti in amianto del soffitto, altamente tossici.
I pompieri hanno inviato una relazione alla Asl Roma F e alla polizia municipale. Come ha spiegato il responsabile della squadra intervenuta, "troppo spesso dobbiamo operare in strutture abbandonate e fatiscenti che, oltre a essere pericolanti, contengono materiali tossici, non rimossi da anni per incuria, o di dover spegnere incendi in discariche abusive, dove vengono gettati anche rifiuti speciali o vecchie bombole con residui di Gpl e quindi ancora altamente infiammabili. Situazioni pericolose più volte segnalate agli organismi preposti, ma che purtroppo si ripetono regolarmente".
(non so perchè, ma questa lamentela dei vigili del fuoco l'ho già sentita...)
Non è che nella capitale le cose vadano meglio, eh! Vedere ieri Repubblica.it per i più curiosi circa i rifiuti speciali che stanno tra la Appia e la Tuscolana.
 
Siccome sono finito, tanto per cambiare, a parlare di monnezza, faccio una considerazione temporale.
Esattamente un anno fa, scrissi qui alcune righe sui rifiuti spaziali. Oggi, ad un anno di distanza, nulla è cambiato, anzi.. le cose sono peggiorate grazie alla dismissione di alcuni satelliti (in orbita alta). Insomma, la notte alzate gli occhi e guardate il cielo: se credete di vedere stelle e pianeti, pensate che magari state guardando monnezza.
Che dite, posso prendere un caffè?
Seguiranno aggiornamenti ;)

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:40 |