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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Ho letto una storia su di te, e mi hai fatto ringiovanire di 25 anni.
Certo, nella storia che ho letto
c'era qualche data sbagliata di un mese, ma va bene lo stesso.
Anche se non sono mai stato un illegalista, mi sei sempre stato simpatico, soprattutto per le geniali idee nei campi della meccanica e della tecnica.
Riposa in pace, Jules.
"Non occorre attaccare la proprietà in sè: la gente confonderebbe un attacco volto ad eliminarla per uno volto ad impossessarsene. Occorre piuttosto attaccare i suoi simboli..."
"Banche? Uffici postali?"
"Meglio i notai."
"Ma come...?"
"I notai sono un simbolo, l'essenza stessa della proprietà . I parassiti per eccellenza. Colpirli è sempre giusto, vanno puniti per il solo fatto di esistere. Rubare ad un notaio è un atto di giustizia sociale.
Per approfondire, c'è l'ottimo libro di Paolo Valera, "I clamorosi rossi dell’automobile grigia. Memorie di Giulio Bonnot", pubblicato a Milano, per l'editrice La Folla, nel 1921. A Milano, in via Donatello, c'è ancora una libreria che lo espone in vetrina. Ma non lo compro perchè già ce l'ho.
A 97 anni è morta nella sua casetta di Muxia, in Galizia, la Signora
Maria Amalia Lopez, quella che in Spagna era nota come la
abuela bloguera, la nonna di tutti i blogger. Infatti,
la signora aveva iniziato a scrivere un blog all'età di 95 anni, su consiglio
di un nipote che la voleva aiutare a superare un momento di morale basso, dopo
la morte di alcune sue amiche. E la signora Maria Amalia aveva raccolto la
sfida! L'aveva raccolta, e a mio parere stravinta, iniziando a
scrivere il blog A mis 95
anos (i miei 95 anni). Il suo blog è stato un successo immediato, e la nonna,
con il passare delle settimane è diventata - per sua stessa ammissione - sia
una blog-dipendente (ma a quell'età ce lo si può permettere...) sia un'entusiasta,
infatti in un suo post raccontava: "Il blog mi è stato regalato per i miei 95
anni da mio nipote. Ci siamo subito messi al lavoro, e dopo pochi minuti c'era
gente che mi rispondeva. Ero stupefatta. Non l'avrei mai creduto".
Sul blog parlava di tutto. Raccontava episodi del suo secolo di vita, la
grande guerra 1915-18, l'infanzia a Muxia, la vita sotto il regime di
Franco, ma parlava anche di politica estera, delle cose della Spagna e del
mondo.
"Quando sono su internet mi dimentico delle mie malattie", ha raccontato
in un altro post, "mi fa bene, mi fa comunicare con la gente, sveglia il
cervello, dà grande forza."
Alle 6 di mattina del 20 maggio scorso, Nonna Maria Amalia ci ha lasciati,
lasciando però la password del blog al nipote, il quale ha scritto
nell'ultimo post: "Questo blog finisce qui. Dove sta ora la nonna, leggerÃ
tutti i commenti, non se ne perderà neanche uno. Riderà di alcuni, imparerÃ
cose nuove con altri, si arrabbierà con le malelingue, ma continuerà ad
essere felice di leggere tutti."
Ci mancherà , Nonna Maria Amalia, e la salutiamo con affetto.
Però, per quanto riguarda lo splendido discorso dei blog tenuti da
anziani, che personalmente leggo spesso e con molto interesse, vorrei
far notare che noi qui in Italia abbiamo la meravigliosa
Nonna
Nedda, che con i suoi 88 anni continua a regalarci quotidianamente
tanta saggezza, dolcezza, attenzione, e la preziosa meraviglia della
memoria di una vita vissuta. Infatti consiglio a tutti di leggerla :)
Ed a lei (ma a tutti i blogger over 80 che ci sono, e vi garantisco
che ce ne sono), auguro una lunga vita: ci servite, ci serve la vostra
chiave di lettura delle cose che accadono sotto i nostri occhi.
Sì sì, va bene. La tonsillite e l'influenza fanno brutti scherzi, lo so. E siccome
lo so, sapete che vi dico? Vi dico un bel chissenefrega e mi sono abbandonato
alle farneticazioni (numeriche) datemi dalla pesante infiammazione.
Ho detto numeriche. Perchè questa, in breve, è la storia di due numeri, anzi
di uno solo.
I due numeri sono 6372,8 e 6339,6. Entrambi sono numeri approssimati alla prima
cifra decimale, se no diventava un casino. Infatti, il primo in realtà è
6372,797 ma per i nostri scopi va benissimo 6372,8. Lo conosciamo tutti, perchè
ci viene detto per la prima volta in terza elementare, poi ce lo ripetono
infinite volte, alle medie, alle superiori, ecc. ecc: è il raggio medio
della Terra. Medio perchè la Terra non è una sfera perfetta, per cui ha un
raggio equatoriale diverso rispetto al raggio polare, ma quello medio è proprio
lui: 6372,8 Km.
Ricordo che quando ero piccolo mi chiedevo: "ma come avranno fatto a
calcolarlo?" Ovvio che non arrivavo ad una soluzione, perchè la domanda me la
ponevo male, come capita spesso ai bambini di terza elementare. Me la ponevo
male perchè quel numero è la misura del raggio della Terra, quindi non
è il risultato di un calcolo, e quindi non si calcola, ma si misura.
Solo che la sottigliezza tra calcolo e misura mi sfuggiva, quando
ero in terza elementare, ed in fondo è anche giusto che a quell'età sfugga
ancora, altrimenti verrebbero certi magoni... (che sfuggono ancora e sfuggiranno
per sempre anche a tanti adulti).
Poi è ovvio che se ci riflettiamo un attimo, ci accorgiamo di come sia cambiato
il mondo. Ho provato, non molto tempo fa, a porre questa domanda a qualche
bambino. La risposta (in genere) era: "Beh, ma siamo andati sulla Luna,
abbiamo i satelliti artificiali, e li usiamo per vedere le partite... quindi
sarà semplice misurare la Terra da lissù!"
La risposta è giusta...
Poi, circa due anni fa, un bambino romano che abitava nel mio palazzo, che
faceva la quarta elementare
e che parlava sempre male dei francesi, mi diede una risposta che mi
lasciò impressionato...:
Bimbo: "Ma scusa... il satellite gira attorno alla Terra?"
Io: "Certo!"
Bimbo: "Ma allora fa una specie di cerchio?"
Io: "Sì più o meno sì..."
Bimbo: "Ma allora è facile!"
Io: "Come, scusa?"
Bimbo: "Se guardo sul contachilometri del satellite la lunghezza
del cerchio... e poi lo divido per due e poi lo divido per 3,14, il risultato
è il raggio del cerchio del satellite! Se da questo raggio faccio una
sottrazione, e tolgo la distanza del satellite dalla superfice terrestre,
mi resta il raggio della Terra! E' facile!"
Che dire? Il bimbo avrebbe meritato un applauso :) Ha il senso della
misura indiretta, cioè del come arrivare a misurare il raggio
della Terra a partire da una misura diretta: la lunghezza dell'orbita
del satellite.
In realtà , il raggio della Terra era stato misurato anche prima della
messa a punto dei satelliti. Ed è facile lo stesso, basta un po' di
trigonometria, e chiunque abbia fatto la trigonometria alle scuole
superiori riesce a fare a mano questa misura.
Ma ora passiamo all'altro numero.
6339,6. Anche questo misurato in chilometri. Ed è un numero che
ha fatto la storia.
Differisce dal primo di appena 33 chilometri e 200 metri (che rispetto
ai 6300 è poca cosa, in percentuale).
Questo è un numero antico. Ed è un numero legato ad un personaggio
che la storia (e la scienza) dovrebbero ricordare un po' meglio, e un po'
di più. Questo personaggio si chiama Al-Biruni, nato a
Chorasmia, il 15 settembre 973, e in questi giorni c'è stato l'anniversario
della sua morte, avendo lasciato questo mondo il 13 dicembre
1048, cioè 960 anni fa, così tanto tempo che... che ne
siamo dimenticati.
Tanto per cominciare, ho detto che è nato a Chorasmia, e giÃ
immagino cosa avete pensato tutti: "Dove cavolo si trova
Chorasmia?"
Il fatto è che Chorasmia non esiste più, oggi è un deserto,
si trovava nell'omonima regione, che da un bel po' di secoli
non si chiama più così. Tanto per capirci, è una regione a
Nord-Ovest della Persia, all'epoca sotto il califfato degli
Abbasidi, oggi si chiama Khiva e si trova in Uzbekistan,
una delle tante repubbliche asiatiche divenute indipendenti dopo
il crollo dell'Unione Sovietica.
Cosa ha di speciale questo signor Al-Biruni?
Ha di speciale che era un genio, e senza avere strumenti di
calcolo come il computer o una calcolatrice.
Tanto per cominciare, Al-Biruni andò a scuola. All'epoca
tutti in Persia andavano a scuola ed erano acculturati. E
quando studiò Eratostene ed i suoi studi risalenti al 240 a.C
circa la forma della Terra... Al-Biruni ebbe un'illuminazione.
Eh già , perchè credete forse che a cavallo dell'anno 1000 la
forma della Terra fosse una cosa certa? Assolutamente no! C'è
chi credeva che fosse un'uovo, e c'era addiruttura chi credeva
ancora che fosse piatta, anche se la diffusione del sistema
tolemaico aveva raggiunto buoni risultati.
Bene, Al-Biruni si convinse, anche facendo dei calcoli
matematici, della sfericità della Terra, dopodichè si
disse (e disse agli altri): "se la Terra è una sfera, allora
ogni punto sulla sua superficie può essere identificato da
due coordinate! Una sarà di tipo polare, e la chiamerò latitudine,
e l'altra sarà azimutale, chiamiamola longitudine. Ed ora,
quasi quasi calcolo la latitudine di Chorasmia)".
E lo fece davvero, calcolando l'altezza massima apparentemente
raggiunta dal Sole, a mezzogiorno in punto.
Ma c'è una serie di particolari interessanti. Prima di tutto
era un mezzogiorno in punto di un giorno dell'anno 990, ed
Al-Biruni quindi aveva appena 17 anni, secondo... direte voi,
"sì ma senza un sestante come poteva calcolare l'altezza
massima apparente del sole?"
La misurò in modo indiretto, ricavandola da una
misura diretta: quella della lunghezza dell'ombra proiettata
da un bastone piantato nel terreno. Dall'altezza del sole, poi,
si può misurare l'angolo di latitudine con una banale calcolo
di goniometria che ha a che fare con il teorema di Pitagora ;)
Negli anni tra il 1997 ed il 2001, mi sono divertito spesso,
e con varie scolaresche, a rifare la misura di Al-Biruni, e
misurare la latitudine di Napoli misurando la lunghezza di un'ombra
a mezzogiorno. Poi, dopo il 2001, ho cambiato lavoro ed ho smesso
di avere a che fare con le scolaresche :)
Ma torniamo al nostro Al-Biruni.
Dovrebbe passare alla storia anche per altri motivi.
Tanto per cominciare, qualche matematico dell'epoca gli disse:
"Ma se la terra è davvero una sfera... come possiamo rappresentare
la sua superficie... visto che i nostri fogli di carta sono piani,
e non sferici?"
All'età di 22 anni, Al-Biruni scrisse uno studio sulla proiezione delle
mappe, in cui spiegò la metodologia da lui seguita per proiettare una
semisfera su un piano geometrico. La sua metodologia, è alla base
di quella usata ancora oggi per tutte le carte geografiche,
possiamo dire che le ha inventate lui ;)
Prima del compimento dei 27 anni, Al-Biruni scrisse un libro intitolato
"Cronologia", che è una collezione di studi, tra cui uno sull'astrolabio,
uno sul sistema decimale.
E a 30 anni... cosa fece?
Era l'anno 1003, ed Al-Biruni, sempre partendo dalla misura
dell'ombra di un bastoncino, alla stessa ora, ma in due differenti
località ... misurò indirettamente il raggio terrestre.
Già . Era certo della sfericità della Terra, come lo era Eratostene...
Ma Eratostene, nel 240 a.C, aveva solo potuto fare una stima del
raggio.
Eh no. Al-Biruni non era tipo da fare una stima. Lui voleva fare una
misura.
E il risultato fu:
6339,6 chilometri, il secondo numero di oggi. Sbagliò di
appena 33 chilometri e 200 metri, ma essendo l'anno 1003, senza
strumenti di calcolo, e solo partendo da due ombre a due diverse
latitudini... se permettete, è una misura di tutto rispetto!
O no?
Questa fu la più grande opera di misura dell'epoca.
Dopo, si diede alla teoria ;)
Ha lasciato scritti sull'aritmetica, sulle sommatorie
di serie numeriche, sull'analisi combinatoria, sui
numeri irrazionali, vari metodi per risolvere equazioni
algebriche... e molto altro che non sapremo mai, perchè
molti dei suoi libri, nei secoli, sono andati purtroppo
perduti. Si sa che di sicuro è stato un uomo di grande cultura,
anzi potremmo dire multiculturale: vissuto in Persia,
era un profondo conoscitore della cultura araba, ma ha studiato
profondamente sia i testi greci che quelli latini; inoltre,
viaggiando verso sud-est, era venuto a contatto con la cultura
indù, di cui si dice sia stato un grande studioso ed
estimatore.
Di lui scrive, giustamente,
Al-Balagh:
"He clearly knew, 600 years before Galileo, that the earth rotates on its axis daily and moves yearly around the sun. And for the first time in history, he made a scientific explanation of why the sun never sets in the North or South Pole."
A lui è intitolato un cratere lunare.
Di lui, e dei passi avanti che ha fatto fare all'umanitÃ
(basterebbero le carte geografiche), ci siamo invece dimenticati.
La Storia, la Scienza, la Propaganda - Convegno internazionale organizzato da ALTANUR, Associazione Culturale Interdisciplinare.
Sabato 15 novembre, alle ore 9, presso l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano – Via Monte di Dio, 14 - Napoli.
Relatori del Convegno:< r>
Il premio Nobel Brian Josephson, Emilio Del Giudice, Giulietto Chiesa
Maurizio Torrealta, Giorgio Galli, Flavio Barbiero, Giulio Calegari
Alessandro Giuliani
A presentare la il Convegno e le attività relative a tutto l’evento, che durerà dal 15 nov al 15 dicembre 2008, sarÃ
il Prof. Giuseppe Germano filologo, Prof di letteratura latina medievale presso l’Univ Federico Ii di Napoli, Vicepresidente dell’Ass.Culturale ALTANUR.
Per approfondire: Le connessioni inattese.
Traduzione dall'inglese di
Parole d'autore - Fiabe e favole dal mondo
C'era una volta un contadino di nome Ivan, e sua moglie, Maria. Essi sarebbero stati veramente felici se non fosse stato per un fatto: non avevano figlioli con cui giocare, e siccome erano ormai in età avanzata, non restava loro che guardare con ammirazione ai figli dei loro vicini, anche se non ciò non era certamente come averne dei propri.
Venne un inverno tanto duro che nessuno avrebbe mai dimenticato: la neve era così profonda che arrivava alle ginocchia di qualunque uomo, perfino del più alto. Quando finalmente ebbe smesso di nevicare, e il sole tornò a splendere, i bambini tornarono gioiosi a giocare per la strada, mentre Ivan e sua moglie stavano seduti alla finestra a rimirarli. I bambini costruirono prima una specie di piedistallo e lo impressero bene a terra con i piedi, dopodiché costruirono una donna di neve. Ivan e Maria osservavano e pensavano a molte cose. Improvvisamente, il volto di Ivan si illuminò, e, voltandosi verso sua moglie, disse: "Moglie, perché non la facciamo anche noi una donna di neve?" "Perché no?" rispose Maria, che in quel momento era molto di buon umore: "potrebbe essere divertente, anche se in realtà è una cosa del tutto inutile. Facciamo un bambino di neve, invece, e fingiamo che sia vero." "Si, facciamo così", disse Ivan. Prese il cappello e andarono tutti e due in giardino.
Così, si misero tutti e due alacremente al lavoro, per creare una bella bambola di neve; diedero forma al corpo, e poi vi lavorarono mani e piedi. In cima, vi misero una palla di neve, che sarebbe diventata la testa. "Che diamine state facendo?" chiese un passante. "Non indovini?" rispose Ivan. "Stiamo facendo una bambina di neve", rispose Maria. Avevano terminato già il naso e il mento. Avevano lasciato due fori per gli occhi, poi Ivan diede forma con molta cura alla bocca. Aveva fatto così presto, che avvertì un respiro caldo all'altezza del mento. Proseguì a formarla, e con sorpresa vide che gli occhi della bambina di neve fissavano i suoi, e le sue labbra, che erano rosse come lamponi, gli sorridevano! "Cosa succede?" gridò Ivan, "sto diventando matto, o questa cosa è stregata?" Alché la bambina di neve mosse il capo come se fosse una bambina vera. Mosse gambe e piedi nella neve come facevano tutti gli altri bambini. "Oh, Ivan, Ivan!" esclamò Maria, tremante di gioia, "il Cielo ci ha mandato una figlia finalmente!" E così dicendo si buttò verso Fiocco di Neve (questo era il nome della fanciulla di neve), e la ricoprì di baci. Così facendo, la neve si sciolse da Fiocco di Neve come un guscio d'uovo si squaglia, e davanti a loro ci fu improvvisamente una vera bimba in carne ed ossa, tra le braccia di Maria. "Oh, mia piccola cara Fiocco di Neve!" esultò Maria, e la portarono dentro con loro.
Passò del tempo, e Fiocco di Neve crebbe velocemente; cambiava di giorno in giorno, e si faceva sempre più bella. La vecchia coppia riuscivano a malapena a contenere la loro gioia, e non riuscivano a pensare ad altro. La loro casetta era sempre piena di ragazzi, poiché Fiocco di Neve piaceva a tutti, e non c'era niente al mondo che essi non avrebbero fatto per farle piacere. Era la loro bambola, ed erano sempre presi a creare nuovi abiti per lei; le insegnavano sempre nuove canzoni e giocavano con lei, ed ella era così intelligente! Notava tutto, e riusciva ad imparare una lezione in un momento. Sembrava anche più grande di quanto fosse in realtà , e, cosa più importante, era buona e ubbidiente. E così bella, anche! Aveva la pelle bianca come la neve, gli occhi blu come i non-ti-scordar-di-me, e lunghi e fluenti capelli d'oro. Soltanto le guance non avevano colore, ma erano chiare come la sua fronte.
Passò l'inverno, finché finalmente la primavera giunse a illuminare e scaldare con i raggi del sole la terra. L'erba dei prati si fece verde, e si ricominciò a sentire i passerotti cinguettare. Le ragazze del villaggio si incontravano e ballavano in cerchio, cantando, "Bella primavera, come sei venuta qui? Come sei venuta qui? Ti ha condotta qui una freccia? O è stato un aratro?" Solo Fiocco di Neve stava seduta tranquilla alla finestra della casetta. "Che cosa succede, bimba mia?" chiese Maria. "Perché sei così triste? Sei malata? Ti hanno forse trattata male?" "No," rispose Fiocco di Neve, "non è niene, mamma, nessuno mi ha fatto del male, sto bene."
La primavera aveva cacciato via l'ultima neve dai tetti, i campi erano ormai pieni di fiori, gli usignoli cantavano sugli alberi, e tutto intorno era gaio e solare. Ma più allegri diventavano gli uccelli, e più triste si faceva Fiocco di Neve. Si tenne al riparo dai compagni di gioco, e si raggomitolava quando le ombre si facevano più scure, come un lillà fa con le sue foglie. Il suo unico piacere era accoccolarsi all'ombra dei verdi salici vicino ai vivaci torrenti. Solo all'alba e al tramonto sembrava felice. Quando accadeva qualche temporale, e la terra si faceva bianca per la grandine, allora, si, che tornava ad essere la gioiosa Fiocco di Neve di sempre; ma come le nuvole passavano, e la grandine si scioglieva in acqua nel terreno, ella scoppiava a piangere a dirotto.
Passò anche la primavera, e si arrivò alla notte di San Giovanni, detta anche la Notte di Mezza Estate. Quella era la festa più importante dell'anno, quando le giovinette escono la sera e si incontrano nel bosco per ballare e cantare. Andarono a bussare alla porta di casa, e chiesero a Maria il permesso di portare anche Fiocco di Neve con loro. Ma Maria era preoccupata; non sapeva dire il perché, ma sentiva che era meglio non lasciarla andare; Fiocco di Neve non desiderava di andarci, ma Maria non si era preparata una scusa per rifiutare, così, baciò la bambina e disse: "Vai, Fiocco di Neve, e divertiti con i tuoi amici; e voi, ragazze, state attente a lei. Sapete che è la luce dei miei occhi." "Oh, non si preoccupi, ci prenderemo noi cura di Fiocco di Neve" risposero le ragazze allegramente, e poi corsero tutte insieme verso il bosco. Indossarono ghirlande, raccolsero fiori e ne fecero dei mazzolini, e cantarono canzoni, alcune malinconiche, altre allegre. Così fece anche Fiocco di Neve. Al tramonto accesero il fuoco, e si misero tutte in fila, con Fiocco di Neve in fondo a tutte. "Ora guarda noi, " dissero, "e salta come facciamo noi." E tutte a cantare e saltellare intorno al fuoco.
Improvvisamente, vicino a loro, si udì un lamento, poi un gemito sempre più forte. "Che cos'è stato?" si chiesero, guardandosi fra di loro, ma nulla. Si guardarono ancora, ma dov'era finita Fiocco di Neve? Pensarono che forse si era nascosta per gioco, e la cercarono dappertutto. La chiamarono ovunque a gran voce: "Fiocco di Neve! Fiocco di Neve!" Ma nessuna risposta. "Dove può essere? Sarà andata a casa?" Tornarono al villaggio, ma di Fiocco di Neve non c'era traccia.
Quattro giorni dopo la cercarono ovunque, da cima a fondo, guardando in ogni angolo di bosco, in ogni cespuglio, in ogni angolo, ma non c'era traccia di lei da nessuna parte. E quando, dopo molto tempo, ognuno al villaggio aveva perso ogni speranza di ritrovarla, Ivan e Maria presero a vagare per la foresta gridando: "Fiocco di Neve, mia colomba, ti prego, torna a casa!" E spesso credevano di avvertire la sua voce, ma non era mai la sua.
Che ne era stato di Fiocco di Neve? Era forse stata divorata da qualche bestia feroce, nella foresta? Era forse stata rapita e portata via in volo da qualche potente uccello? No, nessun animale l'aveva toccata, e nessun uccello l'aveva portata via. Con il primo alito di calore che le fiamme avevano emanato sul suo corpo la notte in cui ballò nel bosco con le amiche, Fiocco di Neve si era sciolta per sempre, evaporando in una picolissima e soffice foschia. Questo fu tutto quello che rimase di lei.
Del premio Big Brother Awards Italia 2008, abbiamo già parlato qui,
sia per la presentazione che per le
nominations.
Il 10 maggio, a Firenze, si è svolta la premiazione, ed ecco a voi i vincitori
dell'edizione 2008.
Premio "Peggiore azienda privata": Yahoo.
Il monitoraggio pervasivo delle attività degli utenti Internet, sia yahoo sia flickr,
eseguito a scopo commerciale secondo le rilevazioni degli esperti, non ha eguali
rispetto alle altre dotcom.
Yahoo è responsabile di un tracciamento considerato persino più estensivo
di quello dei propri competitor Google e Microsoft.
Yahoo ha a più riprese fornito in maniera "coperta" dati sui suoi utenti
al governo della Cina Popolare che li ha utilizzati per fini repressivi.
Non contento ha prima negato la cosa e poi fornito risposte parziali,
evasive e giudicate in malafede alle richieste di chiarimenti giunte dal governo
degli Stati Uniti fino a quando, chiamato a testimoniare in forma ufficiale
l'11 novembre 2007 di fronte ad una commissione del Congresso sul caso del
dissidente e giornalista cinese Shi Tao, il CEO Jerry Yang ha dovuto ammettere
di non aver detto la verità e chiedere perdono per evitare pesantissime sanzioni.
Sanzioni che gli sarebbero però state comminate non per aver contribuito a far
gettare in carcere dissidenti, ma "solo" per aver mentito di fronte al Congresso.
Premio "Peggiore ente pubblico": Ministero dell'Economia e delle Finanze
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze possiede già amplissimi strumenti di
verifica come i poteri ispettivi e l'inversione dell'onere della prova (è il contribuente
a dover dimostrare di essere "virtuoso" e non l'amministrazione a provare la
violazione di legge).
Recentemente, e senza particolari reazioni della società civile, essi sono stati
ulteriormente potenziati dalla creazione di schedature di massa (sanitarie,
bancarie ecc.) che sono chiaramente una inaccettabile "scorciatoia". Invece di
controllare palesi e diffuse prassi illegali, violano inutilmente la privacy
di milioni di cittadini onesti.
Con le ultime disposizioni attuative del famoso Articolo 50 della legge 326 del
24-11-2003 siamo tutti sotto l'occhio vigile e ferreo dello Stato per quanto
riguarda la materia sanitaria: per prendere farmaci con il servizio sanitario
veniamo schedati dettagliatamente, infine dal 2008 con l'introduzione dello
scontrino parlante (Art. 1 comma 28 della Legge 296 del 27-12-2006) per
scaricare farmaci di libera vendita siamo ancor di più schedati. E quando,
non "se" ma "quando", tutti questi dati finiranno in mani errate, come minimo ci
sarà da attendersi la pubblicità targettizzata per supposte e sciroppi; come massimo
invece non esiste un limite alle conseguenze negative.
Concludendo, con la scusa della lotta all'evasione (e senza altrettanto zelo
per la lotta agli sprechi di spesa pubblica) il governo in maniera assolutamente
bipartisan ha attivato sistemi di controllo della popolazione degni di stati
totalitari. Questo è il peggiore rischio per i diritti dei cittadini; dovesse
arrivare un "baffone" popolare troverebbe già tutto pronto per esercitare ogni
tipo di controllo sul popolo.
Ma forse l'obbiettivo è proprio questo.
Premio "Bocca a stivale": Bruno Vespa.
Il conduttore televisivo e giornalista Bruno Vespa è stato premiato per avere
trattato in modo superficiale e disinformato un tema serio come quello della Rete,
contribuendo a rafforzare un'idea negativa di questa tecnologia, e favorendo
l'acquiescenza popolare a provvedimenti repressivi e censori.
Nel corso della trasmissione del 21 febbraio 2008 della trasmissione
"Porta a Porta", coadiuvato dalla dott.ssa Graziottin, ha reiterato posizioni
già espresse l'anno precedente, facendo disinformazione a proposito delle
nuove tecnologie e di Internet, del loro impatto sulla privacy e sullo
sviluppo dei giovani.
Attraverso una serie di affermazioni allarmistiche, basate su falsi
luoghi comuni e su tesi infondate, ha contribuito ad allontanare gli italiani
dalle nuove tecnologie, incurante di ciò che può causare sia nella cultura
dei telespettatori che dell'economia italiana, già arretrata rispetto al
resto d'Europa in campo tecnologico. Ciò gli è valso pesanti critiche da parte
della blogosfera tutta ed anche l'assegnazione di questo meritatissimo,
e quest'anno molto conteso, premio.
Premio "Minaccia da una vita": Franco Frattini
Curiosamente, proprio nel ruolo di Commissario U.E. alla Giustizia,
Libertà e Sicurezza ha propagandato un'idea di Sicurezza che, violando
la Libertà dei cittadini e nuocendo alla Giustizia, prevedeva il
"monitoraggio e la censura delle parole pericolose".
Si è in piu' occasioni distinto assumendo posizioni pubbliche incivili
e liberticide, come quelle del filtraggio dei contenuti circolanti in
rete e relativi a parole afferenti al "terrorismo", e continua indefessamente
la sua opera a favore della repressione della libertà .
Premio "Tecnologia più invasiva": Banca dati DNA del R.I.S. di Parma
Il R.I.S. di Parma ha "quietamente" realizzato un biobanca per analisi del DNA
in assenza di una normativa specifica. Non se ne sa praticamente nulla
(quanti campioni ci sono, come viene utilizzata, chi e come ha accesso ai tessuti
biologici e ai database che contengono i test del DNA).
Già in passato il Reparto delle Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri e
la Polizia Scientifica risultano tra i principali promotori della Banca Dati
del DNA, un database genetico che nelle intenzioni dovrebbe contenere i profili
del più alto numero possibile di italiani e stranieri (non dei pregiudicati), al
fine di agevolare le indagini e la prevenzione anti-terrorismo.
Database del genere sono già attivi in diversi paesi. Il rischio privacy è
evidentemente legato all'abuso dei dati, alla sicurezza del database e
alla pervasività della profilazione di massa.
E per finire, il premio "in positivo:
Premio "Winston Smith - eroe della Privacy": collettivo Autistici/Inventati
Il collettivo Autistici/Inventati, nell'ambito delle sue attività ha portato avanti
per anni una indefessa e meritoria fornitura di servizi di comunicazione molto più
rispettosi della privacy di quelli commerciali od istituzionali.
Ha fatto questo in maniera totalmente volontaria e gratuita in presenza sia di difficoltÃ
economiche che di una intrusione informatica devastante giustificata come effetto
secondario di indagini giudiziarie.
Ha reagito in maniera positiva e creativa a queste problematiche e continua a dare
una possibilità a chi ritiene di dover difendere e mantenere il proprio diritto
alla privacy in Rete.
Con mezzi limitati si è impegnato nel lodevole tentativo di costruire una struttura
di comunicazione che sia resiliente ad attacchi di tipo censorio.
Per maggiori informazioni:
bba.winstonsmith.info.
Arrivederci al premio 2009 :)
Del premio Big Brother Awards Italia abbiamo già parlato pochi
giorni fa qui, per raccontare il bando. Siccome molte
nomination, ogni anno, arrivano da questo blog, vediamo quale
è la tappa successiva.
Si è concluso il lavoro dei giurati del
Big Brother Awards Italia 2008,
che hanno vagliato le nomination inviate dal pubblico nelle ultime
cinque settimane, e votato i vincitori nelle varie categorie del Premio.
Come sempre, anche quest'anno i nomi della Giuria vengono rivelati solo
a lavori ultimati per evitare possibili (e già accadute) pressioni
e minacce nei
loro confronti; infatti il successo del Big Brother Awards, una
manifestazione internazionale che si svolge in 13 paesi, pone sotto
(sgraditi) riflettori quei soggetti e quelle tecnologie che hanno a
vario titolo rappresentato danno o minaccia per la privacy.
I giurati con un breve curriculum professionale
sono elencati qui.
I nomi dei vincitori dei premi (Peggior ente pubblico, Peggiore azienda privata,
Bocca a stivale, Minaccia da una vita, Tecnologia più invasiva)
verranno annunciati sabato 10 maggio, durante la cerimonia di
assegnazione che si svolgerà a Firenze nell'ambito del
convegno
e-privacy 2008.
Uno dei vincitori avrebbe dovuto essere annunciato subito dopo il
termine dei lavori della Giuria e prima della cerimonia; avrebbe dovuto
essere il vincitore del premio "Lamento del Popolo", assegnato senza la
mediazione della giuria a chi è stato piu' votato, cioè ha ricevuto
più nomination negative. Nessuno dei candidati
ha riportato abbastanza voti (meno del 20%) e quindi, come già accaduto in passato,
il premio "Lamento del Popolo" quest'anno non sarà assegnato. Il Popolo
ritiene evidentemente di non doversi lamentare di nessuno in particolare.
Secondo me è un madornale errore, ma pazienza.
Per tutti gli altri premi vengono oggi annunciati i tre
candidati più votati in ogni categoria.
Ecco le nomination:
Per la categoria "Peggior azienda privata" i finalisti, in ordine
rigorosamente alfabetico, sono:
- Facebook
- Finmeccanica
- Yahoo
Per la categoria "Peggior ente pubblico" i finalisti sono:
- Governo Prodi
- Ministero dell'Economia e Finanze
- Università della Calabria
Per la categoria "Bocca a stivale" i finalisti sono:
- Bruno Vespa, conduttore televisivo
- Partito Pirata italiano
- Francesco Rutelli, ex vicepremier
Per la categoria "Minaccia da una vita" i finalisti sono:
- Google Italia
- Franco Frattini, commissario E.U.
- Giuseppe Pisanu, ex ministro dell'Interno
Per la categoria "Tecnologia più invasiva" i finalisti sono:
- Apple Computer
- Botnet
- R.I.S, Carabinieri
Il premio "positivo" di "Eroe della Privacy" vede invece in lizza:
- Ask.com
- collettivo Autistici/Inventati
- Franco Pizzetti, Garante della Privacy
Tutti i finalisti o loro rappresentanti sono invitati alla cerimonia di
premiazione, dove se vincitori potranno ritirare l'"Orwell", che pur
essendo tutto d'oro come il ben più famoso "Tapiro" non è particolarmente
ambito e spesso rimane abbandonato.
Come cerimonia il Big Brother Award è in effetti poco frequentata dai
vincitori; nell'edizione 2005 però uno dei premi (debitamente
incartato) fu realmente ma con molta discrezione ritirato da un membro
dell'organizzazione premiata presente in sala.
Anche i vincitori "in contumacia" del BBA 2007 sono stati invitati, come
d'abitudine, a ritirare il premi già vinti per offrire loro un'altra
occasione di partecipazione.
Parte la raccolta delle nomination per il Big Brother Award Italia 2008
Lunedì 17 marzo è partita ufficialmente la raccolta delle nomine per il Big
Brother Award Italia 2008,
che terminerà il 18 aprile.
Cos'è il BBA Italia? E' un premio "in negativo" che ormai da anni viene
assegnato in tutto il mondo a chi più ha danneggiato la privacy.
In una situazione in cui la privacy è fatta continuamente a polpette dalle nuove
tecnologie e da discutibilissime iniziative di "sicurezza", il BBA vuole puntare
il dito contro chi opera in prima linea contro la privacy, beneficiando spesso
del fatto che come ormai è abitudine i "riflettori" della pubblica attenzione sono
ben lontani da questi argomenti.
E nella migliore tradizione della Rete, il BBA è una iniziativa molto seria ma
realizzata anche con allegria; tutto il BBA è infatti permeato anche dalla voglia
di divertirsi, non certo per sdrammatizzare la situazione, ma perchè fare le
cose con allegria aiuta a farle bene. Per questo motivo, durante la cerimonia di
assegnazione, che avverrà a Firenze il 9 e 10 maggio durante il convegno
e-privacy 2008,
sono previste anche alcune sorprese.
Il meccanismo del BBA é semplice, chiunque, entro il 18 aprile, potrÃ
proporre uno o più candidati per una o più delle 5 categorie del premio.
Il form per la nomina
si trova qui.
Dal 21 al 25 aprile una giuria
voterà i vincitori delle varie categorie, scegliendo tra le nomine proposte dal pubblico.
Il 7 maggio verranno resi pubblici i tre candidati più votati in ogni categoria e l'annuncio
dei vincitori avverrà nella la cerimonia di premiazione che si terrà durante e-privacy 2008.
Il BBA nel 2007 è stato assegnato in
10 diverse nazioni oltre l'Italia.
Qui
trovate la cerimonia di premiazione dello scorso anno.
L'organizzazione del premio è a cura del Progetto Winston Smith, in collaborazione con
Privacy International,
il Consiglio del Quartiere 1 di Firenze ed altre organizzazioni.
Aspettiamo le vostre nomination!!! Più dettagli vengono forniti, più una nomination
è utile.
Un'ultima cosa; esiste anche un premio "in positivo"; se conoscete qualcuno che se
lo merita, nominatelo.