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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Anche perchè è un po' che non ne parliamo...
Partiamo da un vecchio articolo di Luigi Ripamonti, apparso sul
"Corriere della Sera" il 30 marzo scorso. In questo articolo
viene lanciato un allarme: viviamo una vita troppo medicalizzata.
Si usano cure per situazioni che molti reputano patologiche ma che in realtà sono fisiologiche. Infatti in certi ambienti medici si usa una vecchia battuta, anche divertente: "La vita è una malattia sessualmente trasmessa ad esito fatale". potrebbe essere considerata cinica, e in effetti, prendendola alla lettera lo sarebbe. Ma va detto che anche l’accanimento diagnostico se non è mortale può produrre discreti effetti collaterali. A riaccendere la miccia sulle polemiche dell’eccesso di “malattie” e di "terapie", soprattutto farmacologiche, è un articolo apparso sulla BBC on line nel quale Tim Kendall, Joint Director del National Collaboration Centre for Mental Health e uomo chiave per le decisioni sanitarie del governo britannico, esprime in un’intervista la sua preoccupazione circa la “esondante” medicalizzazione della società.
Che se ne pensa? Ne vogliamo parlare? Anche perchè questo tema apre le porte su un altro tema fondamentale: quello della misurabilità della salute.
La maggior parte dei pazienti che si presentano dal medico di famiglia ha problemi multipli, complessi e interagenti, fisici, psicologici e sociali, non sempre misurabili. Il ruolo chiave delle cure primarie è quello di integrare gli apporti di differenti professionisti in modo da rendere l'assistenza coerente e sostenibile, personalizzandola in funzione del ambiente e delle capacità del singolo paziente. In Inghilterra, dal 2003, è stato introdotto un sistema di remunerazione dei medici di famiglia ispirato al principio del Pay for Performance, basato sul raggiungimento di obiettivi di appropriatezza ed efficacia clinica, capacità organizzativa e di soddisfazione degli assistiti, denominato Quality and Outcomes Framework. Il sistema è centrato sulla valutazione dei risultati clinici relativi a una serie di malattie croniche tra cui diabete, scompenso cardiaco, cardiopatia ischemica, ictus, ipertensione, asma, epilessia. La scelta delle malattie incluse discende dalla misurabilità e dai benefici attesi in termini di salute sulla base delle evidenze scientifiche.
L’iniziativa ha registrato un indiscusso successo giacché gli obiettivi sono stati largamente raggiunti; inoltre questa strategia ha consentito di ridurre i livelli di diseguaglianza dovuta alla condizione socio-economica nell’accesso alle cure e nel controllo delle malattie, come testimoniano due articoli pubblicati su Lancet e BMJ.
Per chi voglia leggere il resto, vedere l'articolo di Alessandro Bussotti su
Salute Internazionale.
Cambiando argomento, ma sempre in gioco c'è la nostra salute, per vedere cosa succede a Ischia, vedere Altrenotizie. Con tanti auguri.
Di quale sia la vera Unità d'Italia, abbiamo già parlato di recente,
ma è già ora di tornare sull'argomento.
Partiamo da questo posto qui:
Visualizzazione ingrandita della mappa
E' uno dei laghi più belli d'Italia, incastrato come è tra le Alpi. Non puoi andargli a dire che sono un posto a tradizionale presenza mafiosa, perchè si offendono e nascondono l'argomento, affossandolo. Poi dicono che l'omertà è al sud.. Mah... Intanto, proprio in questo posto, lungo una stradina abbandonata, servita per la realizzazione della nuova Strada Statale 510 Sebina, qualcuno non si è fatto scrupolo (qualcuno che parla il dialetto locale) ad abbandonare una grossa quantità di eternit, proprio accanto al terreno di un apicultore, con una cinquantina di arnie, con la loro popolazione di api produttrici di miele destinato al consumo umano. Si tratta di circa 5 metri cubi di materiale tossico, disperso su un'area di poco più di 100 metri quadri, quindi una bella collinetta di eternit.
Molte delle lastre sono frantumate, danneggiate, e sparse sul terreno. E' inutile che lo ripeto, visto che qui di eternit e di amianto si è parlato spesso in passato: la pericolosità del materiale risiede proprio nella volatilità delle fibre d'amianto.
Nei prossimi giorni interverrà l'ARPA per i rilievi, probabilmente sarà necessario sequestrare un'area più grande, se si troveranno fibre d'amianto nel terreno.
Viva l'Italia.
Passiamo poi brevemente a Torino, dove l'ARPA ha confermato quel che si sospettava da un po' di tempo: le pietre dei marciapiedi della
Spina 1, nel quartiere Crocetta, risultano essere radioattive. Bene. Siamo finalmente arrivati anche al marciapiede radioattivo, ci mancava, nel lungo curriculum del progresso italico.
E' già iniziata la corsa ad assicurare che non c'è nessun pericolo per la salute dei cittadini, anche se a contatto con i marciapiedi gli strumenti hanno registrato livelli di radioattività cinque volte superiori alla media, ma tutti dicono e continueranno a dire che è un valore insufficiente a creare problemi alla popolazione.
Questa corsa al dis-allarme naturalmente maschera completamente quella che dovrebbe essere la vera domanda da porre: chi ha costruito quei marciapiedi, che materiale ha usato e da dove l'ha preso?
Ma questa, naturalmente, è una domanda che cade nel vuoto. Pertanto, anche in questo caso,
Viva l'Italia.
Cronaca dall'Interno
Per il 2 giugno, probabilmente anche io farò un bel ponte, per cui è possibile che ci si rilegge su questi schermi mercoledì :)
Mi raccomando, divertitevi.
Volevo dire ai campani preoccupati per l'apertura dell'inceneritore
(e non lo chiamiamo termovalorizzatore, per favore...), di non
allarmarsi troppo e di non temere affatto il mostro. Perchè
tanto, per come vanno le cose in Italia, e per l'eccezionale numero
di irregolarità nella sua costruzione, il suo sequestro
da parte della magistratura, con tanto di fermo-impianto, avverrà
molto presto :)
(Altro che Colleferro, lì sono stati dei dilettanti)
Ma proprio molto presto... Poi, il solito noto riprenderà a
dire che la magistratura gli rema contro, ma questo è un altro paio
di maniche.
Il video è solo un estratto. Chi è tanto masochista da voler
vedere l'intervista integrale, può scaricarla
da Arcoiris.
Per chi invece preferisce l'attualità fresca fresca, allora c'è il podcast
su Napolionline.org della trasmissione radiofonica Il punto della settimana.
Intanto, giusto per restare in tema, anche gli Svizzeri, si scopre, ci
danno dentro da un bel po' di anni, come racconta
Ticino News.
Quando la pattuglia della Guardia di Finanza di Sarnico (BG) è entrata
in quell'area recintata nel pieno del centro abitato Grumello del Monte,
in provincia di Bergamo, lo spettacolo non è stato di sicuro piacevole.
Sulla carta, in quel recinto - era specificato sulle carte - dovevano
esserci in custodia delle attrezzature edili, ma davanti agli occhi c'era
ben altro. Non un deposito di attrezzi per la costruzione di edifici e
strade, ma una discarica (ovviamente abusiva) di materiali tossici.
Hanno trovato eternitma anche scarti di lavorazione di piastrelle e sanitari,
e poi di tutto di più: dai materiali inerti agli elettrodomestici in
disuso. Non erano lì per sbaglio. Era la vera attività della società
proprietaria dell'area, ed era anche un'attività molto redditizia: i proprietari
avevano richiesto circa 80.000 euro ad un imprenditore che aveva
necessità di depositare nel sito rifiuti pericolosi. Il pagamento era
stato motivato proprio dallo stoccaggio di questo materiale nocivo.
Non male, vero?
Oltretutto, era in pieno centro abitato! Grumello del Monte ha 7.000 abitanti,
si trova tra Bergamo e Brescia, accanto all'autostrada A4, in una zona densamente
popolata, contando anche i comuni limitrofi, ed a breve distanza dal lago
d'Iseo.
Visualizzazione ingrandita della mappa
Il Gip presso il Tribunale di Bergamo, su richiesta della locale Procura della Repubblica
ha disposto il sequestro dell'intera area, e ci mancherebbe. Il problema è che con le leggi
attuali... i due egregi signori responsabili di questo avvelenamento collettivo rischiano
fino (al massimo) a tre anni di carcere ed una sanzione di 52.000 euro. Non sono
un giustizialista, non sono mai stato forcaiolo, ma la sanzione indica - anche se dovessero
pagare la cifra massima - che comunque ci sono andati a guadagnare... Il che costituisce un
buon esempio per chi verrà dopo di loro.
Poi, tre anni di carcere (sempre al massimo!) per aver fatto respirare amianto ad una comunità di 7000 persone...
Mah!
Ma che ci vogliamo fare, siamo in Italia.
La variante è che se prima mi arrabbiavo, ora ci rido su: siamo diventati ridicoli.
(poi però domani mi arrabbierò di nuovo).
...vedere Altrenotizie.
Scusate ma ho molto da fare...
Con tanti auguri di buon fine settimana.
Acque biologiche, che è un modo meno puzzolente per dire "quel che stava nei pozzi neri",
ma anche scarti di oli pesanti e residui combustibili. Rifiuti pericolosi e non, tossici
o meno tossici. La solita farina.
Questi sono i materiali. Poi c'è una bella ditta, pulita e onesta. Una ditta florida
per il numero di clienti. Una ditta di spurghi di pozzi neri, appunto. Ma poi arriva
la procura di Torre Annunziata, con un'inchiesta
chiamata significativamente "Operazione veleno". Perché l´impresa di espurghi, che
esiste da vent´anni sul territorio di Poggiomarino, a furia di lavorare con l'acqua
sporca...
La procura di Torre ne ha arrestati tre, assieme ad un loro giovane parente, un minorenne
impiegato al nero nella ditta. Accuse pesanti. Perché oltre a quella di smaltimento
illecito di rifiuti c´è anche l´avvelenamento delle acque e delle falde acquifere.
Si va bene, direte voi, ma che hanno fatto gli arrestati, per diventare tali, visto che
sono accusati di avere avvelenato i terreni vicini alla loro proprietà dove sversavano i rifiuti?
Va bene che erano terreni coltivati a ortaggi e frutta poi venduti sui mercati locali. Va bene che
hanno anche avvelenato il mare lungo la costa tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia... ma
è mai possibile che uno che ha la ditta di espurghi inquini tanto? In fondo... cosa fa? Scarica
merda. Cosa altro c'è nei pozzi neri, se non normalissima, naturalissima, biologica, innocente
merda?
Eh no, non era solo merda. Anzi, di merda ce ne stava poca, perchè in dieci anni fanno
appena diecimila tonnellate di rifiuti pericolosi e non sversati illecitamente.
Sia chiaro, questa non è la solita solfa della monnezza tossica campana, e sapete perchè?
Perchè diecimila tonnellate, a confronto delle decine di milioni di tonnellate che
stanno per terra nelle campagne campane, sono due briciole.
Quel che c'è di nuovo è altro.
Solitamente chi sparge rifiuti tossici è un'imprea di rifiuti, che tratta rifiuti
speciali, e poi decide di tagliare le spese di smaltimento. Stavolta no. Stavolta
il mercato, seppure contiguo, non è quello dei rifiuti, ma è quello della cacca, che
non è un rifiuto nè speciale nè urbano, ma una componente della vita di tutte le
specie animali, un concimante, una cosa che è sempre esistita e - a parte l'odore - non
ha poi fatto male a nessuno.
Semplice, innocente merda. Eppure, in mezzo alla naturale merda umana e animale, la
premiata ditta aveva nascosto altro con un metodo estremamente semplice:
la ditta aveva da una parte clienti che consegnavano rifiuti come gli oli pesanti (che
sono tossici), dall´altra aveva molti condomini di Poggiomarino che, non collegati
alla rete fognaria, richiedevano periodicamente, a pagamento, l´espurgo
dei loro pozzetti asettici. In entrambi i casi l´impresa aveva l´autorizzazione al prelievo
ma non allo smaltimento, che avrebbe dovuto affidare a ditte specializzate. Invece,
secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, pur facendosi pagare anche il servizio di
smaltimento autorizzato, in realtà non affidava a un´altra ditta i rifiuti, che venivano
invece portati su un terreno di proprietà dei titolari dell´impresa. Qui si procedeva in
due modi. Primo: svuotando le autobotti piene di liquami in tombini collegati con allacci
abusivi alle acque bianche del Comune di Poggiomarino, che confluivano così
nel fiume Sarno e quindi in mare, sul litorale tra Torre Annunziata e Castellammare. Secondo:
versando i liquami sul terreno di proprietà che veniva poi smosso, come a volerlo coltivare,
mischiando così i rifiuti al terreno fresco. In tal modo è stata inquinata la falda
acquifera per l´irrigazione dei campi limitrofi coltivati a ortaggi e frutta poi venduti
nei mercatini locali (e che avete già mangiato).
Con tanti auguri per questa nuova frontiera del mercato. Ricordatelo, se avete un
pozzo nero e chiamate qualcuno per svuotarlo.
Di solito un epilogo è un finale... pertanto è meglio,
per capire o ricordare i fatti, partire dall'inizio.
Qualcuno che qui conoscete molto bene così scrisse, analizzando
un pesante fatto di cronaca, su Altrenotizie il 6 aprile 2007
(l'articolo originale e integrale è
qui, ed i grassetti li ho messi ora):
"Tra le otto persone arrestate dalla Guardia di Finanza, che ha eseguito
ordinanze di custodia emesse su richiesta
dei pm della Divisione Distrettuale Antimafia di Napoli Raffaele Cantone
e Alessandro Milita, c’è Claudio De
Biasio, subcommissario ai rifiuti con delega agli impianti. In pratica,
il vice del Commissario Bertolaso.
L’accusa? Tra le più gravi possibili: il concorso esterno ed il
favoreggiamento di associazioni mafiose di stampo
camorristico, con un chiaro riferimento al cartello di clan dei casalesi
ed ai La Torre di Mondragone. Truffa ai
danni dello Stato, l’aver agevolato interessi patrimoniali dei due clan.
Questo quanto emerso dalle indagini, che
si sono avvalse della collaborazione di alcuni pentiti. Non è solo
quello di De Biasio, l’arresto
eccellente.
Anche Giuseppe Valente, ex presidente del Consorzio di Smalitimento
rifiuti Caserta 4 è accusato di truffa
aggravata, e ha ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari. In
manette anche i fratelli Michele e Sergio
Orsi, esponenti dei DS ma anche imprenditori nel settore dei
rifiuti, ed alcuni elementi ai vertici del clan
dei casalesi. In particolare, i fratelli Orsi sono accusati di essere
il tramite tra la camorra e la
politica casertana.
(...)
Gli esponenti dello Stato avrebbero ricevuto cospicue somme di denaro
provenienti dai profitti ricavati
dall’attività dell’azienda Eco 4, società controllata dai fratelli
Orsi alla quale è affidato il servizio
di raccolta dei rifiuti in ben 18 Comuni della provincia di Caserta.
La truffa contestata agli indagati sarebbe stata realizzata in parte con
false fatturazioni atte a creare fittizie
situazioni debitorie del consorzio Caserta 4, a vantaggio della società
dei fratelli Orsi, per un valore di
905.000 euro. Gli inquirenti hanno accertato inoltre l’esistenza di
società fittizie, la vendita simulata di
azioni, una serie di irregolarità per eludere l’eventuale rifiuto della
certificazione antimafia, la stipula di
alienazioni di azioni per un corrispettivo di 9.100.000 euro."
Mica caramelle, insomma... Sono cifre di quelle che, come si direbbe a
Napoli,
"Miettl n'derr, e vir si camminano".
Non finisce qui. Nello stesso articolo, viene scritto, più
avanti:
"Vengono contestati dai magistrati anche degli episodi di corruzione da
parte di Michele Orsi. Uno per
l’ottenimento della certificazione antimafia, in cui è coinvolto un
funzionario dell’ispettorato del lavoro di
Caserta, componente del gruppo ispettivo antimafia istituito in
prefettura; l’altro relativo al rilascio del
rinnovo del porto d’armi, ottenuto grazie a un ispettore di polizia in
servizio alla questura di Caserta.
Poi vengono i legami con la criminalità organizzata. La DDA di Napoli su
questo è certa delle accuse che muove:
c’è un patto tra gli amministratori della Eco 4 e la criminalità
organizzata di Mondragone, alla quale veniva
versata una tangente di 15.000 euro mensili per poter svolgere
l’attività nel territorio controllato dal clan."
Per quanto riguarda Claudio De Biasio, nell'articolo si ricorda
di un'intercettazione
telefonica, nella quale Michele Orsi parla con una persona non
indagata, e dice:
"Claudio De Biasio? E' uno di noi!"
Niente male, no? :)
Tutti i cattivi arrestati, dunque, ma i magistrati sanno bene che dietro
ogni
cattivo si nasconde almeno un mandante di cattivi, che tesse le fila, e che
gli arrestati casertani sono sì politici-camorristi (sì sì entrambe le
cose
in contemporanea), ma sono soltanto una punta d'Iceberg.
L'occasione per andare avanti viene proprio da uno degli arrestati: da
Michele Orsi, che non decide di diventare collaboratore di
giustizia, ma nonostante questo sceglie di dichiarare spontaneamente
al PM tutto quello che sa.
Quindi chiariamo: non è un pentito, e neanche un testimone: è un imputato che ha scelto di non essere reticente.
Bene. Orsi fa il dichiarante serio, e se li canta tutti, ma proprio
tutti.
Se li canta a livello totale. E' originario del basso casertano, e
conosce tutti
i meccanismi, e li svela ai magistrati. Racconta di come esponenti del clan
La Torre gestiscano loro, e non certo chi è stato eletto non da
loro,
il comune di Mondragone. Svela tutti i meccanismi al punto in cui il
sostituto
procuratore della DDA che ha guidato l'inchiesta partita dal racconto di
Orsi
ha scritto di aver scoperto: “Un patto scellerato fra camorra e
politica, garanti a vicenda per la loro stessa
sopravvivenza, che si autoalimentava con il sostegno di operazioni
legate al settore dei rifiuti”.
E in questo patto c'era un nome eccellente.
Sempre qualcuno che conoscete, così scrisse su Altrenotizie il
14 novembre 2007 (l'articolo integrale sta
su Altrenotizie):
"6 arresti ed un totale di 19 indagati, tra i quali figura un nome
eccellente: l’ex ministro delle Comunicazioni
Mario Landolfi, parlamentare di An e coordinatore dello stesso partito
in Campania, attuale presidente della
commissione vigilanza della Rai. (...) le contestazioni giudiziarie
rivolte al sindaco ed all’ex ministro:
concorso esterno in associazione camorristica, estorsione e corruzione
di pubblico ufficiale, aggravate dalla
finalità camorristica, truffa ai danni dello Stato. Secondo la DDA di
Napoli, Landolfi, in accordo con il sindaco
Conte, con il presidente del consorzio intercomunale CE4 Giuseppe
Valente, e con i fratelli Sergio e Michele Orsi,
amministratori della ECO4, azienda per la raccolta e smaltimento dei
rifiuti, avrebbero “convinto” un consigliere
comunale, Massimo Romano, a dimettersi dalla carica, in cambio di un
meglio remunerato posto di lavoro nella ECO4
per la moglie e per il fratello poliziotto."
Sempre nello stesso articolo, più avanti, si racconta che:
"Il quadro che inizia a formarsi è quello di un litorale domitio
soggetto alla continua e costante pressione
mafiosa, da parte del clan dominante dei La Torre, nei confronti della
Eco 4, nonché la profonda infiltrazione del
medesimo clan all’interno dell’amministrazione comunale di
Mondragone."
Beh, Landolfi continua a fare il parlamentare, perchè la gente ha fatto
la fila
per votarlo, e questo è ok e si sa... Ma il resto? Avviciniamoci
all'epilogo.
E voglio farlo in modo diretto, non ho voglia di giri di
parole.
Come avrete letto dai giornali, negli ultimi mesi le operazioni contro i
clan
casertani si sono moltiplicate, al punto in cui qualcuno crede
erroneamente che
"i casalesi li stanno arrestando". Già, erroneamente perchè hanno più
emergenti e
riservisti loro che l'esercito italiano, per cui per uno arrestato, ce
ne sono due
nuovi, e sarà sempre così finchè non si attacca l'humus sociale dove
crescono (d'altronde
sono anni che dico che la sola soluzione giudiziaria non basta). Ma in
ogni caso
le operazioni si sono moltiplicate. Grazie al boss Bidognetti pentito, e
grazie alle dichiarazioni del personaggio
di cui stiamo raccontando, Michele Orsi.
Pertanto, con queste due bocche larghe che cantano, l'attacco è
stato serio
davvero, contro i clan.
Le contromisure? Beh, i clan ancora una volta non possono fare molto da
soli,
senza un serio aiutino, che di solito si ha l'impressione che
venga
proprio dallo Stato.
No no, non sto provocando, sia chiaro. Sto guardando solo i fatti.
Già perchè qualcuno mi deve spiegare una cosa. Qualcuno mi deve spiegare
per
quale serio motivo non era stato assegnato nessuno strumento di
sicurezza e tutela... proprio per Michele Orsi.
Come racconta il suo avvocato: "Non abbiamo mai chiesto un programma di
protezione per Michele Orsi, ma abbiamo chiesto sicurezza, una tutela per
un soggetto che era un dichiarante per i PM".
Passiamo all'Epilogo, che è meglio.
In questo momento, mentre scrivo queste righe, si è appena concluso il
funerale di Michele Orsi. Concluso. Prima che il supertestimone potesse
fare altri nomi.
La mattina di domenica primo giugno, rigorosamente dopo la messa,
fuori un bar nel centro di Casal di Principe, alle spalle della scuola, in
pieno corso Dante,
due sicari in motocicletta gli hanno esploso contro tanto di quel piombo
da essere certi di chiudergli la bocca per sempre. Domenica scorsa. Già
perchè giovedì prossimo avrebbe dovuto testimoniare, presso il tribunale
di Napoli, a quel processo lì, sì proprio quello sull'emergenza
rifiuti in Campania. Per cui... doveva tacere prima di giovedì.
Poi, il 17 giugno, sarebbe stato in udienza per un altro processo, quello
De Biasio, che lo vedeva tra gli imputati.
No, non chiedete a me per quale motivo... una settimana prima
di dover testimoniare in tribunale non era sotto scorta. Io non lo so. La
domanda dovrebbe essere rivolta molto più in alto.
Il resto è fuffa. E di fuffa ne è già volata parecchio, a tutti i
livelli.
Potete trovare poca fuffa su Sole 24
ore,
e poi tanta tanta fuffa su
Il Messaggero,
Caserta Sette, e
Repubblica.
Dove potrete leggere tante frottole ed imprecisioni, potrete leggere contemporaneamente
che era un testimone (ma se è un imputato...), e un pentito (e come potrebbe un testimone
essere un pentito, e poi non lo è mai stato, un pentito), e tanta tanta fuffa a volontà.