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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Ne hanno parlato anche i TG, ma giusto per dire che la procura di Milano ha deciso di indagare senza che per ora ci siano ipotesi di reato.
Eh sì, ci tocca parlare anche di loro: delle ronde nere, quelle che fanno tornare alla memoria gli anni '20.
Quest'estate, salvo imprevisti, i volontari della Guardia Nazionale Italiana (Gni) dovrebbero iniziare a pattugliare le strade delle città italiane in applicazione del disegno di legge sulla sicurezza del governo Berlusconi. Eh sì, come ricordiamo certamente, quel disegno di legge nell'articolo 3 dice che è possibile il concorso di "associazioni di cittadini" al presidio del territorio.
Chi sono questi signori della Guardia Nazionale? Sono ex appartenenti alle forze armate e alle forze dell'ordine e normali cittadini "patrioti e nazionalisti" pronti a "servire la nostra terra e il popolo italiano" svolgendo attività di vigilanza "per potenziare la sicurezza nei centri urbani" ma anche di "protezione civile" e di "promozione e divulgazione della storia, delle lingue e delle tradizioni Italiane con particolare riferimento all'Impero Romano".
Quindi, fascismo. Nè più nè meno. E chi non vuole farsi divulgare le tradizioni dell'impero romano...? E chi non vi si riconosce? Beh, poi si vedrà. Purganti e mazzieri non gli mancano.
Hanno un Comandante Generale, il colonnello dei carabinieri in congedo Augusto Calzetta. Quello che negli anni '80, quando era ancora il Tenente Calzetta (un nome, un programma), faceva il cacciatore di anarchici (anche se magari non ce ne stava manco uno), nelle provincie di Massa e Carrara. Quello che dove capitava lui, saltavano con l'esplosivo i tralicci dell'enel, e la colpa era sempre degli anarchici. Per chi fosse curioso del personaggio, consiglio di andare a scovare le annate del settimanale anarchico "Umanità Nova" degli anni '80, soprattutto le annate '85, '86 e '87, dove il nostro la fa da padrone. Ma d'altronde, cosa doveva fare un fascista autentico, se sta a Massa Carrara, cioè in quella zona che durante la resistenza fu liberata dal fascismo ad opera dei partigiani anarchici (Brigata Malatesta in primis)? Per chi vuole approfondire, c'è google.
Le "guardie", hanno anche un Presidente Nazionale, l'alpino Maurizio Correnti, di Torino. Hanno una divisa, che sa tanto di quel che già abbiamo visto e già sappiamo: camicia grigia con cinturone e spallaccio neri, cravatta nera, pantaloni grigi con banda nera laterale nera, basco o kepì grigio con il simbolo della Gni: l'aquila imperiale romana. E non è certo un caso. Ma nell'equipaggiamento c'è, oltre ad elmetto, anfibi e guanti, anche una grossa torcia elettrica di metallo nero. Talmente grossa, che si vede anche a distanza che può essere usata come manganello. Nonostante la legge dica che quelle devono essere "associazioni di cittadini non armati". Intanto con la scusa della torcia elettrica, il manganello c'è. L'olio di ricino magari è nascosto in una borsa.
Da dove prendono i soldi? Chi c'è dietro di loro? Vorremmo saperlo, no? Di chi ci sia dietro Calzetta, lo si sa da 25 anni, ma dietro gli altri?
C'è il PNI, il Partito Nazionalista Italiano: la nascente formazione politica che sta dietro alla Gni.
Ma c'è di più: questo partito è l'unico i cui membri non girano in abiti civili, ma hanno un'uniforme, la stessa della Guardia Nazionale Italiana.
Beh, oggi quando si parla di partiti si pensa alla fuffa, all'immagine, ai simboli, alle chiacchiere da salotto televisivo, per cui quasi nessuno si
pone un problema facile facile: ma costoro hanno un programma politico? Ebbene sì, ce l'hanno, ma non presenta alcuna novità rispetto alla prima metà degli anni '20 del XX secolo. E' un programma di stampo statalista e collettivista (cioè in parole povere nazionale e socialista, vi ricorda qualcosa?) e prevede tante cose già viste: la lotta "contro il parlamentarismo corruttore" (modo populistico e demagogico già usato da Mussolini per togliere adepti agli altri partiti e infine per eliminare il parlamento), la
creazione di "un forte potere centrale dello Stato" (sì sì, si chiama dittatura), di "camere sindacali e professionali" (proprio loro! I fasci e le corporazioni! Ma dico, almeno un po' di originalità, no?), il diritto di cittadinanza e l'accesso alle cariche pubbliche "solo per chi sia di sangue italiano" (il ritorno della difesa della razza, della razza ariana e tutto il resto... ma poi dall'analisi del sangue si vede se è sangue italiano?), il divieto di pubblicazione di "giornali che contrastano con l'interesse della comunità" (olè!) e l'abolizione di tutte le organizzazioni e istituzioni "che esercitano un influsso disgregatore sulla nostra vita nazionale".
Mica male, no?
Non sono ronde. Sono bande paramilitari, quelle guidate dal colonnello Calzetta. Ma anche Calzetta è solo un fantoccio. Dietro tutto questo c'è un nome noto: il signor (se lo si può indicare con questo titolo) Gaetano Saya, una bella feccia, come non mi sono mai stancato di dire. Sì proprio lui, l'altro tipo di rifiuto tossico che imperversa per l'italia, quello umano;
ex wanna-be golpista, ex sedicente agente segreto della Nato e del Sismi, ex ‘gladiatore' ed ex massone che già nel 2003 provò a creare un gruppo paramilitare di ‘camice grigie', arrestato nel 2005 per la vicenda dei ‘servizi paralleli'. Per approfondire questo c'è sempre google.
Insomma nazionalismo spinto, ben oltre la soglia del fascismo (e non basta certo Saya che nelle interviste giura di non essere fascista), populismo e collettivismo che sa un po' di sinistra, giusto per sviare demagogicamente gente comune, che già normalmente vive nell'ambiguità politica.
Nazionalismo che - si sperava - fosse finito ben oltre i bassifondi della storia. Il ritorno dello squadrismo.
Io nella mia vita ho sempre stravolto tutto, mi sono sempre accontentato di pochi "paletti" fermi, limiti invalicabili, principi forti. Poi su tutto il resto si può discutere e sono anche pronto a cambiare idea. Tra quei "paletti fermi" sui quali sono intransigente, oltre al non giocare la Partita Spagnola a scacchi, ci sono l'antifascismo, l'antirazzismo, l'antisessismo e l'avversione ad ogni forma di nazionalismo, interno o estero. Pertanto, con questi signori non ci può essere e non ci potrà mai essere alcun margine nè di confronto nè di dialogo. Non è un tirarmi indietro, è proprio una discriminante politica.
Ed ora, prepariamoci a rispedirli nelle fogne, altrimenti nell'arco di pochi anni ce ne pentiremo. Lo insegna la Storia recente. Quella europea tra le due guerre mondiali, quella italiana degli anni della "strategia della tensione", quella balcanica degli anni '90. E la storia lo insegna: con i fascisti non si discute, e qui il sottoscritto non pratica alcuna forma di desistenza culturale.
Se qualcuno ha abbastanza stomaco, può leggere su Altrenotizie.