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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
Trenta anni dopo
Identità di un blog (e di chi lo scrive)
La grande truffa
Venticinque anni dopo
Ti spio anche senza risposta
Il valore della Moneta
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Come muore la mia terra
Osservando Napoli
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Il sostituto procuratore della DDA di Napoli, Alessandro Milita, stava
(e sta!) indagando sulle ecomafie e sugli intrecci della cosiddetta
zona grigia, cioè di quell'area tra politica e imprenditoria che
con piacere fa affari con le mafie.
Beh, è carino scoprire che anche in questo settore non si vedono
differenze tra destra e sinistra. Se fino a ieri siamo stati a
guardare, e criticare aspramente, le mosse della giunta regionale
bassoliniana, non possiamo non notare quanto avvenuto stamattina.
Nella relazione scritta da Milita si legge: "Un patto scellerato fra
camorra e politica, garanti a vicenda per la loro stessa sopravvivenza, che
si autoalimentava con il sostegno di operazioni legate al settore dei rifiuti."
E l'iscrizione nel registro degli indagati è scattata per Mario Landolfi,
ex ministro delle Comunicazioni durante il governo Berlusconi, attuale
presidente della commissione vigilanza della Rai, parlamentare di AN e
coordinatore dello stesso partito in Campania.
Assieme a lui, è stato chiesto l'arresto (rigettato dal gip) del sindaco di
Mondragone Ugo Alfredo Conte, che rimane però indagato insieme ad altre 19 persone.
L'ipotesi d'accusa, a vario titolo, è concorso esterno in associazione camorristica, estorsione e corruzione di pubblico ufficiale, aggravate dalla finalità camorristica, truffa ai danni dello Stato. In particolare, la truffa si riferisce ad una fraudolenta cessione di credito (4 milioni e 700 mila euro) vantato dalla Eco 4 dei fratelli Sergio e Michele Orsi
(dei DS, che però non disdicevano di fare affari con i signori di AN), nei confronti del Consorzio CE4 con un'operazione finanziaria che vedrebbe coinvolti anche alcuni dirigenti e funzionari di una filiale casertana della Banca Nazionale del Lavoro.
A riportare la notizia ci sono (per ora):
Pupia.tv
Caserta7
Attendiamo sviluppi. Buon lavoro alla DDA.
Seguiranno aggiornamenti, se nel frattempo non verrà insabbiato tutto.
Attenzione: la registrazione del codice ISBN è avvenuta regolarmente stamattina.
Pertanto, da questo momento, le librerie possono procedere all'ordinazione
del libro, tramite i loro canali ordinari di richiesta presso i grossisti.
Siamo nel 2007, quindi è già in vigore l'ISBN a 13 cifre.
Il record ISBN è il seguente:
Le vie infinite dei rifiuti
Alessandro, Iacuelli
ISBN-13: 978-1847531841
Il libro è già in catalogo sia su
Amazon
sia su Barnes & Noble.
Ricordo, come già detto in precedente occasione, che il grossista non fa la distribuzione
capillare alle librerie, ma distribuiscono solo alle librerie che ordinano il titolo. Pertanto,
per la diffusione, è necessario convincere le librerie ad ordinare il titolo.
A tal fine, ogni suggerimento sarà ben accolto :) Anche ogni aiuto :)
Napoli 24 marzo. Aggiornamento e seconda chiamata
Il manifesto dell'assemblea l'ho già pubblicato qui.
La sede è stata decentrata (a mio avviso non era il caso), da Napoli a
Serre Persano. Ci sarà di sicuro minore presenza civile perchè
Serre è decisamente fuori mano, ma tra gli organizzatori evidentemente
non la si pensa così.
Pertanto, l'assemblea si terrà in località Valle della Masseria, nella scuola
media del luogo.
Per arrivare a Serre:
- per chi viene in macchina: uscita casello di Campagna
dell' autostrada Salerno-Reggio Calabria, seguire
l'indicazione Oasi Persano del WWF, località Valle
della Masseria presidio/Scuola Media.
- per chi prende il treno scendere alla stazione di
Battipaglia; lì ci saranno un autobus o alcune macchine
messe a disposizione dagli amici di Serre per portare le persone.
(sono molto poco convinto, ma questa è una mia posizione
personalissima).
Comunicato stampa ufficiale
Napoli - sabato 24 marzo 2007 - Ore 10.30/18.30
Assemblea della Rete Nazionale Rifiuti Zero,
dei comitati e delle realtà campane in lotta per una gestione alternativa
dei rifiuti senza incenerimento e annesse discariche.
Di fronte all'offensiva del governo Prodi-bis che prevede la disseminazione
su tutto il territorio nazionale di inceneritori con annesse discariche e
che - attraverso il diktat del dodecalogo - prosegue la politica liberista
dei precedenti governi, "armandola" di centrali termoelettriche,
rigassificatori off shore, opere inutili, costose e dannose quali la
TAV e il MOSE;
Di fronte alle devastanti scelte di questa classe politica e di gran
parte degli amministratori locali, che rifiutano ostinatamente di
avviare soluzioni energetiche, economiche, sanitarie, ambientali alternative
al binomio inceneritori-discariche, attraverso la riduzione, il riutilizzo,
il riciclaggio dei rifiuti urbani, assimilati, industriali, così come
previsto da norme UE e nazionali e come proposto - anche con specifici
piani autoprodotti - dai comitati popolari e da realtà e associazioni di base;
Di fronte alla insostenibile situazione della gestione dei rifiuti e dei beni
collettivi nella regione Campania e in altre regioni del Meridione, che
rappresenta l'altra faccia della medaglia delle politiche regionali del
Nord e del Centro, vedi Lazio, Toscana, Romagna, Emilia, Lombardia, Piemonte, Liguria;
Per dire no all'incenerimento dei rifiuti e ai suoi effetti dannosi e per sostenere la sovranità
popolare e la democrazia dal basso che si esprimono nelle lotte per la difesa della salute, del
territorio, delle culture locali; per una diversa economia basata sulle energie realmente rinnovabili;
Per dire no alla produzione e al traffico dei rifiuti tossici e nocivi e alle ecomafie;
Per dire no all'imbroglio-truffa degli incentivi all'incenerimento (cip 6 e certificati verdi)
e agli aumenti della tariffa rifiuti, in assenza dell'avvio di una politica di riduzione,
di riutilizzo e di riciclaggio, che inizia da una seria e diffusa raccolta differenziata
domiciliarizzata (che può raggiungere facilmente percentuali del 60/70%)
Per dire no alla logica distorta dei commissari straordinari che usurpano i diritti
e la democrazia, al fine di far prevalere interessi e affari nocivi ed inquinanti;
Per affermare e sostenere forme di democrazia dal basso nella gestione dei rifiuti e dei
beni collettivi;
Per costruire collettivamente una risposta comune, dando vita ad iniziative locali
e nazionali finalizzate ad irrobustire le concrete soluzioni alternative all'incenerimento
dei rifiuti;
E' convocata per sabato 24 marzo l'assemblea della "rete nazionale rifiuti zero, dei comitati
e delle realtà campane in lotta per una gestione alternativa dei rifiuti senza incenerimento e
annesse discariche, con i seguenti punti all'ordine del giorno:
1 - La Campania quale vertenza nazionale contro inceneritori e discariche, per l'avvio di
pratiche rifiuti zero. Rilancio della Carta di Salerno. Richiesta della fine
del commissariamento per la Campania e per tutto il Meridione.
2 - No alla combustione delle biomasse (parte biodegradabile dei rifiuti da bruciare negli
inceneritori//biomasse agro-forestali);
3 - CIP 6 e Certificati Verdi; Tariffe.
4 - Discussione della ipotesi di una manifestazione nazionale in Campania: "no
alle nocività - verso rifiuti zero - per la democrazia reale";
5 - Esame del testo preparato da un apposito gruppo di lavoro: "Collegamenti con altre
realtà in lotta sulle tematiche salute/ambiente/territorio, sui beni collettivi comuni,
contro la guerra e le basi militari (Mutuo soccorso)".
Fine comunicato stampa ufficiale
Dopo lunga riflessione, il sottoscritto ha infine deciso di aderire. Ha un po' di timore
di restar deluso, ma pazienza. Hanno ragione gli amici napoletani: se si è in ballo, si deve ballare, e bisogna esserci.
Come si può notare, non è indicato il luogo. Per un motivo semplice: non si è ancora
trovato. Visto il carattere, nessuna istituzione/amministrazione si è dichiarata
disponibile ad ospitare l'evento. Evento di carattere nazionale.
Non appena sarà individuato il luogo dell'assemblea, questo sarà immediatamente
indicato su queste pagine ;)
Volevate aggiornamenti? Eccovi serviti :)
Poi ovviamente ne seguiranno altri :)
Ora però un caffè non me lo toglie nessuno... A tra poco.
Non si salvano neanche le Marche, secondo quanto scoperto dai carabinieri
del Nucleo Operativo Ecologico di Ancona, dall'essere pattumiera
dei rifiuti tossici industriali
del Nord, provenienti soprattutto da Veneto e Lombardia e smaltiti
ill o sette camion al giorno.
Dopo Campania, Puglia, Basilicata, basso Lazio e Abruzzo, con
l'operazione "Arcobaleno", coordinata dal sostituto procuratore di Pesaro
Massimo Di Patria, viene alla luce anche lo scenario inquietante
dell'Italia centrale.
Secondo quanto emerso dalle indagini, fra il 2003 e il 2006 tonnellate di scarti di
lavorazioni industriali, classificati come rifiuti speciali, tra i quali fanghi,
bitume, amianto, vernici e altri materiali pericolosi per la salute, venivano
avviati verso discariche o impianti non autorizzati dopo un semplice "lavaggio"
con acqua. Con bolle di accompagnamento falsificate, relative a materiali di
recupero industriale già trattati precedentemente.
Gran parte dei rifiuti venivano smaltiti nella discarica di Barchi, in provincia
di Pesaro e Urbino,
di proprietà della locale Comunità montana ma gestita da privati, o nella cava
"Solazzi" di Carrara di Fano. Entrambi gli impianti figurano nell'elenco
delle 56 strutture (imprese estrattive, o specializzate nel recupero e
trasporto di rifiuti), poste sotto sequestro nei giorni scorsi. Fra le più note
la Ferri Oliva srl di Orciano di Pesaro, la Luvicart di Lucrezia di Fano,
la Piemonte Recuperi, la Matteazzi srl di Noale (Venezia), la Free-Rec
di Bondeno (Ferrara), la Italmacero di Modena, la Brambilla Servizi Ambientali
spa di Lecco, la Sev srl di Verona.
Almeno in un caso, le sostanze tossiche sarebbero state smaltite all'interno
di una cava a diretto contatto con il terreno (a Carrara di Fano), senza alcuna
opera di impermeabilizzazione, e con la conseguente contaminazione
delle falde acquifere. Le 11 ordinanze di custodia
cautelare in carcere per associazione per delinquere finalizzata alla truffa
e al traffico illecito di rifiuti, firmate dal gip Daniele Paci, sono a carico
di cinque intermediari del settore rifiuti, un gestore di discarica, cinque
titolari di impianti di recupero. Oltre queste, ci sono anche ben 156 indagati.
Niente male, eh?
Cronaca dall'InFerno
Gli agenti del Comando Stazione Forestale di Terracina
hanno sequestrato una discarica abusiva di rifiuti speciali
ingombranti di circa 300 metri cubi e denunciato un uomo, I.F.
di 53 anni originario del luogo, per violazione delle norme in
materia ambientale. Un altro uomo del posto, A.G. di 64 anni,
è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, responsabile della
termodistruzione di alcuni rifiuti e materiali derivanti da
idrocarburi, provocando un’immissione di gas tossici nell’atmosfera.
In pratica, la giornata è cominciata così.
Ovviamente nei giorni di mia assenza, sono stato a Napoli, questo lo
sapete tutti.
Grazie ad un piccolo "dibattito" via mail con
Leela, ho messo un po' più a fuoco il mio punto di vista sull'argomento,
per chi vuole proprio saperlo, lo può leggere su
Altrenotizie. E se ha da dire/ridire/contestare/discutere, lo può
tranquillamente fare qui ;)
Ora mi concedo un caffè :)
A tra poco.
Abbiamo accennato venerdì alla questione riguardante Roberto Saviano, che
nei giorni scorsi ha ricevuto dure minacce da parte della Camorra, minacce che
hanno costretto il prefetto di Caserta a far allontanare Roberto dalla sua
città e a chiedere un programma di protezione.
La notizia ha trovato risonanza nazionale grazie a giornali e telegiornali,
ma si sa che le notizie dei mass media dopo una settimana già si
dimenticano.
Non solo. Le amministrazioni locali hanno volutamente isolato politicamente
il giornalista, insinuando che sia "reo" di pubblicizzare un'immagine
non proprio "da cartolina" del golfo più bello del mondo, arrivando anche
a dichiarere che sia affetto da "fissazioni".
Per altre informazioni circa quanto accaduto, riporto con piacere all'ottimo
post di Tackutoha
Purtroppo, come avviene spesso quando si parla di mafie, chi ha il
coraggio di parlare si trova isolato, completamente solo, con il
salumiere che ti dice "non venire più a fare la spesa qui", tanto per
capirci. E' questo l'isolamento grazie al quale le mafie si riproducono.
E' esattamente l'isolamento da abbattere.
Per altre informazioni circa la campagna anti-isolamento, rinvio al
sito:
http://www.sosteniamosaviano.net.
Abbiamo scritto una lettera a Roberto ed una al Presidente della Repubblica
insieme ai presidenti delle due Camere.
Chi voglia sottoscriverle, firmarle (spero dopo aver letto), le trova qui:
La lettera
Per firmare
Roberto non deve essere considerato un martire o un eroe, ma non si può
accettare il recinto che si è venuto a creare intorno a lui, un recinto
legittimato purtroppo anche da alcuni organi istituzionali.
Personalmente, ho posizioni leggermente diverse. Tanto per fare un
esempio mi associo a Tackutoha ed allo stesso Saviano nell'indicare
i nomi ed i cognomi dei veri colpevoli:
Antonio Iovine,
Francesco Schiavone,
Michele Zagaria
Non valete nulla.
Questi tre signori poggiano la loro potenza sulla vostra paura, se ne devono andare da questa terra.
Qualcuno mi ha chiesto cosa avevo da dire. Semplice: questi signori sono gli stessi del
"giro" di affari sugli animali sequestrati di cui ho parlato giovedì 12 ottobre.
Hanno aderito (tra gli altri, perchè l'elenco si allunga di ora in ora):
Proveditrasmissione
Mister Cima
Fraba
Tisbe
Massimo Mantellini
Elenco di chi ne parla sui blog
Tutto mi aspettavo, tranne di dover fare un terzo post nello stesso giorno...
Commissario ai rifiuti della Campania coinvolto in un'inchiesta
(ANSA) - ROMA, 3 ago - Il commissario per l'emergenza rifiuti in Campania Corrado Catenacci si è dimesso dall'incarico. Questo, dopo la notifica da parte della procura di Napoli di un avviso di garanzia relativo all'inchiesta che ha portato al sequestro dell'impianto Cdr di Tufino. Dopo la notifica, i vertici dell'ufficio del Commissario per l'emergenza rifiuti in Campania hanno presentato le dimissioni al capo del dipartimento della protezione civile Bertolaso.
Impressioni personali a caldo
Quando la popolazione insorse contro l'impianto di Tufino, Catenacci dichiarò pubblicamente che la gente se protesta fiancheggia la camorra, questo per mostrare forzatamente che invece quel che faceva lui era regolare.
Personalmente, di irregolarità commesse da Catenacci, negli ultimi due anni ne ho contate un paio di centinaia. Da quelle amministrative, fino a quelle che costituiscono un disastro ambientale, come a Parco Saurino e, appunto, a Tufino.
Per fortuna se n'è accorta anche la magistratura.
Seguiranno aggiornamenti. Ma non so quando.
Scusate per il secondo post nello stesso giorno, ma quando ci vuole ci vuole.
Caserta – Cinque discariche abusive sottoposte a sequestro, per un totale di 68 mila metri quadrati, e 10 persone denunciate nel casertano: e' il bilancio di un'operazione della Guardia di finanza di Aversa e Mondragone, in provincia di Caserta, finalizzata alla tutela del patrimonio ambientale.
Situazione, quella dell'ambiente, che tra emergenze rifuti, traffico di rifiuti tossici ed ecomafie, si fa sempre più difficile ed assume i crismi di un problema vitale per l'intera Regione.
Gli interventi sono stati preceduti da appostamenti e pedinamenti che hanno permesso ai militari di entrare in azione al momento opportuno, cogliendo in flagranza i responsabili proprio mentre scaricavano i rifiuti e cercavano di ricoprirli con della sabbia.
Polo di mantenimento Nord
Sappiamo di che si tratta?
Tecnicamente, un Polo di mantenimento pesante è una struttura tecnologica militare.
Oggi parliamo del Polo di mantenimento pesante Nord, che si trova a Piacenza, in viale Malta.
Cosa si fa in questo posto? Semplice: si provvede alla manutenzione e alla revisione dei mezzi corazzati dell'esercito. C'è anche un Polo di mantenimento pesante Sud, che si trova a Nola (NA) tanto per cambiare. Ma oggi parliamo di Piacenza.
Allora... i mezzi corazzati e l'artiglieria pesante da revisionare o guasti arrivano a Piacenza, entrano nell'area militare, e qui vengono rimessi a nuovo prima di rientrare in ciclo. Tranne quelli che sono talmente scassati da non poter più essere riutilizzati, ovviamente.
La prima volta che è venuto alla ribalta questo Polo è stato il 12 febbraio 2001, quando il consigliere regionale dell'Emilia Romagna Renato Delchiappo ha fatto un'interrogazione urgente in consiglio regionale.
Il testo completo dell'interrogazione sta qua.
Perchè un'interrogazione regionale? Cosa fa di strano il Polo di mantenimento Nord?
Beh... è facile, in fondo: presso il Polo si provvede alla manutenzione ed alla revisione di mezzi corazzati dell’esercito, e risultano essere ricoverati per manutenzione mezzi provenienti dalle missioni in Kosovo e in Iraq; inoltre, tali mezzi erano in dotazione nella zona di operatività del contingente italiano che risulta essere una di quelle maggiormente colpite dai proiettili all’uranio impoverito.
A questo punto il consigliere regionale emiliano si chiede, e chiede pubblicamente: ma quando presso lo stabilimento di Piacenza si fa la decontaminazione dall'uranio impoverito dei mezzi corazzati... i rifiuti tossici e radioattivi prodotti dal processo stesso di decontaminazione, che fine fanno?
E' tutto messo in sicurezza? Nessun rischio per i cittadini piacentini? Lui (il consigliere regionale) provò a chiedere delucidazioni presso il Polo, ma gli fu risposto: "Questa è roba militare, fatti gli affari tuoi", e lui preferì allora rendere pubblica la sua domanda.
Scoppia il caso sindacale. Le RSU dei dipendenti civili del Polo di mantenimento ovviamente si arrabbiano non poco e vogliono sapere dai loro datori di lavoro (militari) dove mettono le mani quando vanno a lavorare la mattina e che rischio c'è di entrare in contatto con materiale contaminato.
La magistratura piacentina invece si preoccupa di un'altra cosa: i materiali radioattivi di risulta... che fine fanno? Dove vengono mandati?
Mercoledì 31 maggio 2006
Copio/incollo una parte di articolo dal giornale Libertà (al link c'è l'articoletto completo)
Piacenza - L'ex direttore del Polo di mantenimento pesante nord, il generale Giuliano Taddei, è indagato dalla procura di Piacenza con le ipotesi di reato di corruzione e falso in relazione alla vicenda dello smaltimento di rifiuti (in parte tossici) nell'ex Pertite. Assieme all'ufficiale sarebbero indagate dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Piacenza altre sette persone. Tra di esse vi sarebbero due marescialli dell'Esercito in servizio a Piacenza e due dipendenti civili del Polo di mantenimento pesante nord, tutti residenti nella nostra provincia e uno dei quali piacentino; due imprenditori (uno residente a Bobbio e l'altro a Noceto) e un parente di uno di questi.
Allora? Adesso che con la scusa della corruzione si è riusciti a mettere piede dentro il Polo di mantenimento nord, sfondando la parete protettiva che da sempre protegge i militari, si potrebbe gentilmente sapere che ne è di quei rifiuti tossici?
Dove sono finiti? Quanti piacentini sono stati esposti all'Uranio impoverito? Solo la verità, grazie. Non ci interessano altre storie diverse dalla verità.
Macchia d'olio
Rifiuti pericolosi commercializzati come olii lubrificanti. Con questa accusa, la Guardia di Finanza di Napoli ha denunciato 87 persone e ha perquisito 48 aziende operanti tra Napoli e Caserta. Il traffico illegale avrebbe prodotto un giro d’affari di 25 milioni di euro. Nell’operazione denominata "Macchia d’olio" sono impegnati oltre 100 uomini.
Gli arresti sono stati 13, numerosi i sequestri di impianti industriali nella provincia di Napoli, soprattutto nell’area di Afragola, per associazione per delinquere. Secondo una nota della Finanza, questo genere di attività, oltre a determinare considerevole vantaggio economico per chi le realizzava, procurava "un sicuro e diretto danno all’ambiente, in quanto reimmettevano nel circuito commerciale rifiuti pericolosi invece di avviarli al trattamento e smaltimento".
Il centro operativo dell’associazione, secondo quanto affermano le Fiamme gialle, è stato individuato in una società che aveva sede a Casandrino, in provincia di Napoli, e già sequestrata nel 2003. Lì venivano miscelati, gestiti e poi venduti rifiuti speciali pericolosi, spacciati per olio lubrificante. Secondo gli investigatori, gli indagati utilizzavano documenti di trasporto non adatti alla gestione del materiale che trasportavano, sia per celarne la natura, sia per eludere la normativa sui rifiuti. Le indagini, durate alcuni anni, hanno evidenziato anche un traffico di olii provenienti dall’estero, soprattutto dalla Francia, in violazione delle norme sul pagamento delle accise, un giro di fatture false e di documenti per falsi rapporti di lavoro per la regolarizzazione degli stranieri.
Per approfondire: Google News
Seguiranno aggiornamenti ;)
Anche in Irpinia fuoco alle polveri! Segno che qualcosa forse finalmente inizia a scuotersi sul serio, non solo sul fronte dei comitati civili!
Ieri parecchi di voi sono saltati dalla sedia, me ne sono accorto dai tanti commenti in merito, che hanno preceduto questo post.
Ebbene, sì è il secondo goal in pochi giorni, ma non solo. Quando avete letto il post su Madre Terra 2 non siete saltati nè caduti, nè tantomeno le vostre figlie vi hanno detto "ma sono i rifiuti di Alex..."
Stavolta invece sì. Perchè - cosa che sapevo già - siete lettori attenti, molto attenti, a volte anche troppo attenti :P Pertanto, avete riconosciuto, nei servizi dei TG, i luoghi, le situazioni, i nomi, di un pezzo di quella terra di cui sto parlando da due mesi e mezzo.
Avete visto giusto. Quelli sono davvero i rifiuti di cui parlavo. Purtroppo però sono solo una parte, non tutti. E' la parte più "a monte", nelle zone alte dell'Irpinia, dove si toccano le province di Avellino, Napoli e Benvento.
Ora bisognerà scendere più a valle, verso Napoli, lungo la statale 7 bis. E' quella la prossima tappa, e proverò ancora a dare un piccolo contributo.
Secondo goal in pochi giorni, dicevamo. E' l'operazione Dry Cleaner e non fatemi tradurre dall'inglese. All'alba di ieri, sono state eseguite 23 ordinanze di custodia cautelare e tre ordinanze di obbligo di dimora, tutte nei confronti di persone dedite al traffico illecito nel campo dei rifiuti. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Benevento avrebbe accertato la responsabilità di operatori e liberi professionisti del settore dello smaltimento dei rifiuti, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi e disastro ambientale. Le indagini dei militari della Tutela per l’Ambiente e dell’arma territoriale sono durate circa un anno ed avrebbero consentito di fare luce su una vera e propria organizzazione criminale ben radicata sul territorio.
L’operazione ha portato anche al sequestro di quattro siti utilizzati per l’illecito sversamento di rifiuti, anche pericolosi per la salute pubblica. Il volume d’affari ammonta a diverse decine di milioni di euro.
In circa otto anni sono stati smaltiti illecitamente circa 50mila tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti dalla Campania e dalla provincia di Foggia.
L'organizzazione avrebbe dovuto smaltire gli ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi a lei affidati (legalmente), ma in realtà sversava direttamente su siti non autorizzati ubicati nelle campagne del beneventano circostanti Pesco sannita e Benevento, Altavilla Irpina, Bonito nell'Avellinese e in corsi d'acqua superficiali senza alcun trattamento sui rifiuti stessi.
E' stata individuata un'elevata quantità di rifiuti di tutti i tipi, dagli scarti agroalimentari ai fanghi delle fosse settiche, agli oli minerali esausti per finire ai rifiuti di bonifica provenienti dallo smantellamento di aree di servizio, in particolare morchie da serbatoi contenenti idrocarburi, nonché fanghi di lavanderia a secco, molto tossici, da cui il nome dell'operazione. I rifiuti provenivano da tutta la regione Campania e dalla provincia limitrofa di Foggia e lo smaltimento illecito andava avanti fin dal 1998.
Fulcro di tutti i traffici illeciti nei quali sono coinvolte a vario titolo una dozzina di imprese del ramo, una nota azienda di Bonito che veniva utilizzata sia come sito terminale di smaltimento illegale che come copertura per i propri trasporti per i quali il responsabile del gruppo rilasciava falsi attestati di smaltimento.
Secondo quanto è emerso dalle indagini, parte dei rifiuti provenivano anche dalla raccolta differenziata effettuata da alcuni comuni che, ignari, hanno continuato a pagare per il loro corretto smaltimento attività totalmente illecite.
Sono anche stati individuati dei siti "fantasma", ossia finti luoghi di destinazione dove i rifiuti avrebbero dovuto essere smaltiti o trattati, in realtà venivano poi smaltiti illegalmente in siti non autorizzati. Tra le persone coinvolte anche un chimico che forniva certificati di analisi falsi per il trasporto dei rifiuti e che suggeriva le operazioni più opportune per sviare le attività di indagine.
Proprio l'infiltrazione nel terreno e nelle acque delle sostanze inquinanti contenute in questi rifiuti ha determinato la nocività dei prodotti agricoli, con conseguente pericolo per la salute dei consumatori, costringendo l'autorità giudiziaria a configurare ed a contestare anche il "disastro ambientale".
Ed era ora!
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