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Le vie infinite dei rifiuti

Ma chi sarà costui

Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose: fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."

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venerdì, 17 ottobre 2008
.: Un saluto a Napoli, sempre più lontana :.

Testo e musica di Federico Salvatore, al quale va il mio inchino.
 
Se io fossi san Gennaro non sarei così leggero
Con i miei napoletani io m'incazzerei davvero
Come l'oste che fa i conti dopo tanto fallimento
Senza troppi complimenti sarei cinico e violento
 
Vorrei dire al costruttore del centro direzionale
Che ci può solo pisciare perchè ha fatto un orinale
Grattacieli di dolore un infarto nella storia
Forse è solo un costruttore che ha perduto la memoria
 
Nei meandri dei quartieri di madonne e di sirene
Paraboliche ed antenne sono aghi nelle vene
E nei vicoli dei chiostri di pastori e vecchi santi
Le finestre anodizzate sono schiaffi ai monumenti
 
E' come sputare in faccia ai D'angiò agli Aragona
Cancellare via le tracce di una Napoli padrona
E' lo sforzo di cagare dell'ignobile pappone
Sulle perle date ai porci da Don Carlo di Borbone
 
E' perciò che mi accaloro coi politici nascosti
Perchè solamente loro sono i veri camorristi
A cui Napoli da sempre ha pagato la tangente
E qualcuno l'ha incassata con il sangue della gente
 
E per certi culi grossi il traguardo è una poltrona
E per noi poveri fessi basta solo un Maradona
E il miracolo richiesto di quel sangue rosso chiaro
Lo sa solo Gesù Cristo che quel sangue è sangue amaro
 
Lo sa il Cristo ch'è velato di vergogna e di mistero
Da quel nobile alchimista principe di Sansevero
E con lui lo sa Virgilio il sincero Sannazzaro
Giambattista della Porta che il colpevole è il denaro
 
E nessuno dice basta per il culto della festa
E di Napoli che resta sotto gli occhi del turista
Via i vecchi marciapiedi che hanno raccontato molto
Pietre laviche e lastroni seppelliamoli d'asfalto...
...l'appalto
 
Ma non posso più accettare l'etichetta provinciale
E una Napoli che ruba in ogni telegiornale
Una Napoli che puzza di ragù di malavita
Di spaghetti cocaina e di pizza margherita
 
Di una Napoli abusiva paradiso artificiale
Con il sogno ricorrente di fuggire e di emigrare
E di un popolo che a scuola ha creato nuovi corsi
E la cattedra che insegna qual'è l'arte di arrangiarsi
 
Io non posso più accettare l'etichetta di terrone
E il proverbio che ogni figlio è nu bello scarrafone
E mi rode che Forcella è la kasba del furbone
Che ti scambia con il pacco uno stereo col mattone
 
Se io fossi San Gennaro giuro che vomiterei
La mia rabbia dal Vesuvio farei peggio di Pompei
E poichè c'ho preso gusto con la scusa del santone
Io ritengo che sia giusto fare pure qualche nome
 
Chiederei a Pino Daniele che fine ha fatto terra mia
Siamo lazzari felici quanno chiove 'a pecundria
Napule è 'na carta sporca Napule è mille paure
Ma pe' chhiste viche nire so' passate 'sti ccriature
 
Da Pontano a Paisiello Giulio Cesare Cortese
Da Basile a Totonno Petito fino a Benedetto Croce
Da Di Giacomo a Viviani poi Caruso coi Parisi
Da Toto' ai De Filippo fino a Massimo Troisi
 
C'è passato Genovesi e Leopardi con orgoglio
La romantica Matilde e Il Mattino di Scarfoglio
Filangieri Cardarelli tutto l'oro di Marotta
C'è passata la madonna che ora vedi a Piedigrotta
 
Un Luciano De Crescenzo Bellavista di Milano
E Sofia che da Pozzuoli oggi parla americano
Un Roberto De Simone che le ha preso pure il cuore
Ora cerca di sfruttarala Federico Salvatore
 
Ma non posso tollerare chi si arroga poi il diritto
Di cambiare e trasformare tutto ciò che e' stato fatto
Di chi vuol tagliar la corda con la vecchia tradizione
Di chi ha messo nella merda la cultura e la canzone
 
Io non posso sopportare che un signore nato a Foggia
Porta Napoli nel mondo e la stampa lo incoraggia
E che il critico ha concesso al neomelodico l'evento
Di buttare in fondo al cesso Napoli del novecento
 
Perchè ancora io ci credo e mi incazzo ve lo giuro
Che Posillipo e Toledo li divide un vecchio muro
Come quello di Berlino che ci spacca in due metà
Uno è figlio 'e bucchino l'altro è figlio di papa'
 
Se io fossi San Gennaro giuro che mi vestirei
Pulcinella Che Guevara e dal cielo scenderei
Per gridare alla mia gente tutto ciò che mi fa male
E finire da innocente pure io a Poggioreale
 
Perchè come Gennarino sono vecchio in fondo al cuore
La speranza Iervolino può lenire il mio dolore?
Io ho capito che la vita è solo un viaggio di ritorno
Che domani è già finito e che ieri è un nuovo giorno
 
Sembra un gioco di parole ma mi sento più sicuro
Coi progetti dal passato e i ricordi del futuro
E alla fine del mio viaggio chiedo a Napoli perdono
Se ho cercato con coraggio di restare come sono
 


Logorrea partorita da: alex321 alle ore 17/10/2008 14:56 | link | fate pure commenti (6) |
pensieri, musica, idee, video, napoli

giovedì, 19 giugno 2008
.: Ciao... :.

"Era una baracca, buia, gremita e maleodorante; il tetto arrivava quasi al suolo, le finestre erano piccole e con i vetri molto sporchi; i tavolati per dormire erano sotto il livello del terreno esterno e non c'erano paglia o trucioli".
 
"Ho ancora nel naso l'odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato. Ho ancora nelle orecchie e sin dentro il cervello il rumore della neve che crocchiava sotto le scarpe, gli starnuti e i colpi di tosse delle vedette russe, il suono delle erbe secche battute dal vento sulle rive del Don."
 
- Sergentmagiù, ghe rierem a baita?
- Da che parte è l'Italia, Sergentmagiù?
- Laggiù laggiù laggiù. La terra è rotonda, Marangoni, e noi siamo tra le stelle. Tutti.
 
"Passavano le stagioni. Passavano e ripassavano gli uccelli migratori; sulle montagne lentamente crescevano gli abeti. Nel mondo accadevano tante cose: la guerra in Corea, il ponte aereo, il Patto Atlantico, le elezioni, l’invasione delle motorette, l’automazione. Ma sulla terra le cose vanno come sempre, il sole nasce e tramonta, maturano le messi, cade la neve. Anche nella piccola casa vicina al bosco: nell’inverno si fanno mastelli di legno, nell’estate si lavora la terra e si tagliano le piante, nell’autunno si caccia. Proprio come mille anni fa e come tra mille anni ancora".
 


 

Ciao Mario,
ora cammina. Per sempre libero, nei tuoi boschi sulle Alpi.
Sei stato l'unico capace di raccontare una guerra senza usare mai la parola "nemico".
E grazie di tutto: tanti decenni fa, mi facesti crescere.
 
Per approfondire, cliccare qui oppure leggere Carlo Benedetti su Altrenotizie.
 
P.S.: Va avanti l'ottimo lavoro multi-post di Maredidirac. Il nuovo capitolo sta qua.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 19/06/2008 09:01 | link | fate pure commenti (3) |
pensieri, libri, ricordi, vita, documenti, idee, recitazione

mercoledì, 18 aprile 2007
.: Chimica e salute :.

Per prima cosa, leggete il commento scritto da Zak al #10 del post del 12 aprile scorso. Una testimonianza che tira in ballo un argomento sul quale mi riprometto di scrivere da un paio di mesi (ah! trovarci il tempo!). Ora lo trovo sul serio però, quel tempo. Colgo anche l'occasione per risponderle, a Zak:
La domanda è: "Cosa è cambiato in trent'anni in materia di tutela e di consapevolezza dei rischi?"
Risposta: molto e poco, allo stesso tempo. Molto perchè la consapevolezza c'è, anche da parte di chi fa o gestisce gli impianti industriali. Ora si sanno molte più cose di allora, ma proprio tante di più, e la consapevolezza è piena. Poco perchè la tutela ha fatto solo pochissimi passettini in avanti, e giusto a livello superficiale (vedi tute e mascherine dentro gli impianti), e contemporaneamente molti molti passi indietro, basta vedere come oggi legalmente si possa eludere una valutazione di impatto ambientale.
 
Torniamo in Campania per un attimo. Non so se tutti lo ricordate o no, quelli che seguono le mie peripezie nella monnezza forse sì. Sto parlando di Cannavacciuolo, il pastore di Acerra proprietario delle pecore avvelenate e malformate dalla diossina (che poi, per dirla tutta, mica è solo diossina, ci stanno tanti di quei policlorobifenili...). Ne parlai oltre un anno fa su Altrenotizie. Cannavacciuolo è morto. Oggi ci saranno i suoi funerali. Un saluto a chi ha avuto il coraggio di combattere. Morto ucciso proprio dall'inquinamento che voleva combattere. Ciao Vincenzo.
 
E sempre sugli impatti ambientali, si ritorna a parlare di reattori VVER, anche perchè finalmente Greenpeace si è decisa a far partire una campagna internazionale contro Enel. Su Altrenotizie il resto ;)
 
Vie dei rifiuti. Aggiornamento
La libreria italiana DeaStore è la prima ad avere disponibilità del titolo, e pertanto lo ha anche presentato in vendita.
A seguire, è diventato presente e disponibile anche su BOL.
Poi ovviamente presto seguiranno aggiornamenti. Sul campo. ;) Ora vado a prendere un caffè.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 18/04/2007 09:38 | link | fate pure commenti (15) |
ambiente, idee, vie dei rifiuti

venerdì, 02 febbraio 2007
.: Kill the post :.

Secondo voi...
qualcuno se la sentirà di affrontare questa sfida?
Io mi sento al momento molto interessato ;)
 
Poi, se a qualcuno interessa, si può partecipare ad una inchiesta sui blog in Italia.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 02/02/2007 16:50 | link | fate pure commenti (11) |
comunicazioni, idee

giovedì, 11 gennaio 2007
.: WiMax e libertà :.

Come promesso qualche giorno fa, eccomi a parlare di WiMax. Naturalmente conto sul contributo di molti di voi ;)
Prima di tutto, cerchiamo di capire cosa diavolo è questo WiMax. E' una sigla, solo una sigla, che sottende una tecnologia. La sigla è l'acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access. Chi è interessato ad approfondire, può tranquillamente consultare la relativa voce su Wikipedia. Qui, senza entrare nei dettagli tecnologici, diciamo apertamente che è una tecnologia di rete di area metropolitana senza fili che fornirà un'estensione wireless alle connessioni via cavo e xDSL per l'accesso in banda larga del cosiddetto ultimo miglio (a buon intenditor poche parole...). WiMax rispetto al Wi-Fi risulta sia più veloce sia di maggiore portata.
Nei mesi scorsi (come tra l'altro segnalai a suo tempo), sono state effettuate delle sperimentazioni in zone particolarmente montuose ed impervie, in Montenegro e in Macedonia, dimostrando un'ottima affidabilità e la capacità di portare la banda larga anche in luoghi impervi, luoghi dove l'ADSL non arriverà mai, tagliando di fatto fuori dalla comunicazione via internet certe fette di popolazione. Fette di popolazione che invece con WiMax potrebbero. Ma anche in città ci sarebbero grossi vantaggi, soprattutto per la questione "ultimo miglio".
In Italia? Che succede?
 
Partiamo dalle buone notizie. Non lo so se per tutti sono buone. Per me sì perchè sono molto interessato al Wi-Max.
Il 5 Dicembre 2006, il Ministero della Difesa ed il Ministero delle Telecomunicazioni hanno raggiunto un primo accordo per liberare le frequenze necessarie al Wi-Max. Liberare da cosa? Semplice: il Wi-Max in Italia c'è già, ma è esclusiva dell'esercito. Lo usano i militari per i loro radar. L'accordo del 5 dicembre permetterebbe di rendere disponibili le frequenze WiMax alle applicazioni civili.
Ovviamente dopo le buone notizie ci sono anche le cattive: Contemporaneamente alla notizia dell'accordo si è anche scoperto che esiste l'intenzione di assegnare le frequenze disponibili del WiMax agli operatori commerciali interessati seguendo la stessa strada già seguita per l'assegnazione delle frequenze UMTS: una bella asta pubblica.
Qualcuno potrebbe dire che non è una cattiva notizia, ma che anzi è una bella idea... pertanto forse è meglio spiegare perchè non mi piace per niente.
Il motivo per cui le aste pubbliche per le assegnazione delle frequenze non vanno bene, ad avviso di molti (me compreso) sono diventate evidenti dopo l'episodio dell'UMTS: l'alto costo delle licenze è ricaduto sugli utenti ed ha trasformato una tecnologia che era a basso costo (niente cavi, niente scavi, etc.) in un costoso giocattolo per ricchi. Tutti potete permettervi un cellulare UMTS? Non credo. Perchè costa di più. Eppure, dal punto di vista tecnologico, l'UMTS cosa addirittura un po' meno del GSM...
In quella occasione, l'asta UMTS, si è persa l'occasione di liberarsi del monopolio Telecom sulla rete fisica e di dare vita ad una ricca comunità di piccoli e medi WISP (Wireless Internet service Provider) che avrebbe avuto effetti molto positivi sulla concorrenza e sui prezzi.
 
Di fatto, l'assegnazione delle frequenze con il meccanismo delle aste rafforza il potere del più forte e consolida gli oligopoli esistenti, escludendo dal mercato gli operatori più piccoli e più nuovi. Quindi, c'è poco da fare: se si fa un'asta pubblica, tra gli assegnatari delle frequenze ci sarà Telecom.
 
Per questo, credo assieme a molti, che ci sarebbe bisogno di un meccanismo alternativo di assegnazione delle frequenze. Diverso da quello delle aste, un meccanismo che non sia di tipo economico.
Si possono ipotizzare molti meccanismi di questo tipo, dalla condivisione delle frequenze tra più operatori, alla creazione di una fondazione pubblica che si occupi delle infrastrutture e le noleggi a prezzi politici agli operatori. Quello che conta è che sia un meccanismo aperto a tutti. L'asta non lo è.
Il rischio è rappresentato proprio dal precedente UMTS.
Ovviamente, se ora il nostro governo decidesse di assegnare le frequenze WiMax con un meccanismo diverso da quello delle aste, le aziende che a suo tempo hanno acquistato le licenze UMTS a suon di miliardi si troverebbero a doversi confrontare sul mercato con una miriade di nuovi operatori che hanno ottenuto le licenze WiMax quasi gratis e che sono tecnicamente in grado di offrire alla clientela dei servizi quasi identici a quelli dell'UMTS. La resistenza di queste aziende sarà sicuramente molto elevata.
Tuttavia, a mio modestissimo avviso, che è un sì un po' provocatorio, ma non polemico, è proprio questo che deve succedere: le grandi aziende hanno avuto la loro occasione con l'UMTS (diversi anni di vantaggio) ed ora dovrebbero cedere il passo a tecnologie ed a operatori più adatti alla realtà del mercato ed alle esigenze del paese.
Del paese. Non di Telecom.
Non so se mi spiego... :)
 
Insomma... forse dovremmo far qualcosa per liberare il Wi-MAX davvero :)
 
Per approfondire:
- ZeusNews
- Punto Informatico
 
Qualche iniziativa, per ora a livello di Google bombing è stata intrapresa da AntiDigitalDivide e da "partito pirata" per Wi-MAX, che fa anche delle proposte interessanti.
 
Staremo a vedere...

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 11/01/2007 11:09 | link | fate pure commenti (19) |
riflessioni, documenti, idee, informazione, madeinitaly, ricerche

giovedì, 26 ottobre 2006
.: Tra scienza e arte :.

Ovviamente non posso tacere sul Festival della Scienza, in programma dal 26 ottobre al 7 novembre a Genova, presso il Palazzo della Borsa.
 
Interessante la mostra tematica sugli specchi, intitolata "Specchi. Scienza e coscienza allo specchio", una rivisitazione dell'oggetto (e del fenomeno) attraverso i secoli, sia dal punto di vista scientifico sia da quello artistico.
Infatti nei secoli, gli infiniti riflessi degli specchi hanno affascinato scienziati e artisti impegnati a realizzare avvincenti esperimenti e sorprendenti opere d'arte, anche se come strumento è rimasto (diciamolo!) il simbolo della vanità per antonomasia.
La mostra è suddivisa in sei sezioni, con immagini e notizie su quei capolavori scientifici e artistici dell'ingegno umano, che hanno catturato e rielaborato l'originaria forma della luce per restituirla trasformata, sovvertita, irriconoscibile: dalla "Gabbia Specchio" di Michelangelo Pistoletto al "Self-Centred Mirror" di Daniel Rozin, fino alla "Distorsions" di André Kertesz e al prisma di Vaclav Ciegler.
 
Una sezione (finanziata e organizzata da Enel) è poi dedicata al "futuro" dello strumento specchio. Infatti è dedicata al Progetto Archimede nella centrale termoelettrica di Priolo Gargallo (Siracusa) che ha proprio come protagonisti gli specchi: un impianto solare termodinamico messo a punto dall’Enea, che permetterà di produrre energia elettrica dal sole anche di notte, grazie ad un sistema composto da specchi parabolici e da tubazioni percorse da un fluido di sali che permettono di accumulare calore.
Per altre informazioni, comunicato stampa Enel
 
Quindi, riassumendo, per chi può raggiungere Genova, le coordinate sono:
Festival della Scienza
Palazzo della Borsa – Via XX Settembre 44 – Genova
Dal 26 ottobre al 7 novembre
Dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 18.00 - Sabato e festivi dalle 10.00 alle 19.00
 
Per chi non può essere a Genova, ma vuole fare una visita virtuale alla mostra, con tanto di video, ecc., può fare un giro qua tra qualche giorno: Sito della mostra, che al momento è ancora in costruzione.
 
E voi che rapporto avete con gli specchi? Li cercate e vi specchiate, o li evitate?
Ci giocate come faccio io? O vi danno le allucinazioni?

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 26/10/2006 10:23 | link | fate pure commenti (16) |
ambiente, scienza, idee

martedì, 11 aprile 2006
.: Riflessioni politiche incazzate :.

Aggiornamento/Comunicazione di servizio:
Elenco alfabetico degli eletti al Senato
Elenco alfabetico degli eletti alla Camera
(fine comunicazione di servizio)


Alcune riflessioni partortite leggendo i commenti di CompagnaSpa e Umader al post precedente, nonchè parlando al telefono ieri sera con Maredidirac.
(attenzione: contiene speculazioni mentali inutili)
 
Parto proprio da una riflessione di CompagnaSpa al commento numero #21, dove leggo: "Pensavo che la patina scintillante di Berlusconi, la sua arroganza, il suo picconare la democrazia italiana, non avrebbero portato a una vittoria di Berlusconi (perché anche il pareggio sarà una vittoria di Berlusconi). Pensavo, ingenuamente, che tutti si fossero stufati di farsi prendere in giro da lui e dai suoi numeri inventati."

Nel leggere queste parole, mi sono tornate alla mente altre parole, udite dalla voce di Maredidirac, quando la sera prima mi ha detto: "Alla gente, a tanta gente, quella patina scintillante di Berlusconi piace, piace tanto, e lo votano".
Gente che magari aspira a risalire la china sociale, e lo vede come modello di uomo ricco e di successo? Sa un po' di "I Malavoglia" del grande Verga, ma chissà, forse è davvero così.
Chi lo sa, io non so fare analisi sulle cose, so solo gettare sassolini di riflessione, vendere parole, e bombardare con provocazioni.
Ai commenti #25 e #27 Umader fa una bella analisi del sistema elettorale, ed anche dei numeri che ne sono usciti, anche stavolta emerge che le cose migliori di questo blog vengono scritte nei commenti da chi legge :)
Prendendo spunto da quel che dice Umader, siccome punta il dito, e giustamente, contro un sistema elettorale che fa pena, sono andato a curiosare a fondo nei numeri, sul sito del ministero dell'Interno, ed ho visto che nel 2001 Forza Italia è stata votata, alla Camera, da 10.923.431 italiani. Quest'anno, sempre alla Camera, 9.045.384, per cui quasi 2 milioni di italiani in più non l'hanno votato. Mi sarei augurato anche un nutrito gruppo di voti in meno dall'altra parte eh ;)
 
Già, perchè io, che la politica non la so fare, oramai le elezioni le guardo con occhio divertito. Perchè anche io sono convinto del profondo problema culturale, che si risolverà solo con elezioni nelle quali non siano presenti nè l'Unione nè la CDL, altrimenti noi, la gente, perderemo sempre.
L'Italia il treno l'ha perso nel 1992, al momento di tangentopoli, quando occorreva fare in fretta per arrestare tutti, e invece non si fece in tempo.
Così, i non arrestati si coalizzarono tra loro e capirono che la soluzione a tangentopoli doveva essere politica, non certo quella di smettere di praticare la corruzione.
Ed eccoci qua, con davanti agli occhi il risultato, con un ex-presidente dell'IRI, con le mani in pasta con il ministero dell'Industria, con la responsabilità di ristrutturazioni e privatizzazioni che hanno fatto perdere il lavoro a centinaia di migliaia di persone, ed hanno smantellato mezzo Stato sociale, che ora fa il leader "pulito" di sinistra perchè nel '92 non si fece in tempo ad incastrarlo, poi abbiamo un magnate televisivo, ex socialista craxiano, con le mani in pasta con l'allora ministero delle Poste, che ha fatto girare tangenti in tutta Europa e che non vuole dire il suo capitale iniziale da dove l'ha preso, che ora fa il leader "pulito" della destra ed accusa di essere una toga rossa chiunque lo accusi, perchè nel '92 non si fece in tempo ad incastrarlo.
Eccola servita, la par condicio.
E non saranno le elezioni anticipate verso le quali stiamo correndo a cambiare le cose. I governi governano, amministrano, fanno favori alle classi sociali che li sostengono, in cambio di potere, non rivoluzionano le cose, non cambiano la società. Semmai la preservano.
Per questo, non mi stancherò mai di dire, non è portando al governo le vostre idee che potrete cambiare le cose. Le cose le cambiate portando nella società, non al potere, le idee. Soltanto con un cambiamento culturale profondo, che vada dal non prendere tangenti se si è seduti ad una poltrona istituzionale al non parlare di fesserie, ma di fatti seri, quando si vuole essere eletti.
Quando ci troveremo con formazioni politiche che parlino di come vogliono affrontare i temi fondamentali del periodo storico che affrontano, invece di decantare fasullamente ciò che non hanno fatto nel precedente governo, basando tutto sul saper essere imbonitori, allora sì che si potrà discutere.
Quando ci troveremo con formazioni d'opposizione che si degneranno di spiegare come intendono modificare lo stato attuale delle cose, e che non reputeranno più facile e meno oneroso (per non scoprirsi) limitarsi a dare addosso al Berlusconi di turno, allora sì che si potrà discutere.
Questa sarebbe l'Italia da sogno.
Quella che non ci sarà.
Non ci sarà finchè avremo un sistema sociale e culturale così bacato.
Un sistema che si basa nel difendere con miopia acuta il proprio orticello da tre soldi, senza la lungimiranza necessaria per capire che domani l'orticello può quadruplicare di superficie, se si lavora in modo diverso.
Un sistema basato sullo sfruttare la cassa mutua per farsi un giorno in più senza lavorare, alla faccia di chi invece si ammala davvero, e magari definirsi anche come uno che "lotta per i lavoratori".
Un sistema in cui si una la televisione come arma, e non per fare informazione.

Abbiamo assistito a scene che gli umani non possono immaginare...
Il ministero dell'Interno che da i dati sullo spoglio, e in TV tutti a dare i dati capovolti giusto per creare l'idea da incubo.. salvo poi dire ore dopo che "stavamo dando le proiezioni". Chi se ne frega delle proiezioni se ci stanno già i dati definitivi?
Abbiamo visto arrestare Provenzano solo oggi, quando lo si teneva circondato da mesi e mesi, solo per segnare, a "tempo scaduto", un altro falso successo del governo uscente.
Abbiamo visto un'opposizione parlare di conflitto di interesse, fottendosene della quarta settimana, e che abbraccia la legge 30 esattamente come la abbraccia il governo.
Abbiamo visto un governo affermare che l'Italia è stata governata per 50 anni dai comunisti, dopo 20 anni di Mussolini e dopo 50 anni di democrazia cristiana, di Gladio, di piano Solo, di aerei caduti a Ustica e di presenza militare NATO (ho detto NATO, non Patto di Varsavia), e un'opposizione che non sa rispondere neanche a questa fesseria, e poi vuol farci credere di essere capace di governare.
Abbiamo visto un capo di governo proprietario di tutte le televisioni dire che tutte le televisioni gli sono contro, ed un'opposizione che non capisce un fico secco nè di televisioni nè di informazione.
Abbiamo visto un governatore di destra (Rastrelli) varare un piano rifiuti criminale, fatto apposta per far gestire alla camorra napoletana l'affare. Abbiamo visto un nuovo governatore di sinistra (Bassolino) attuare il piano Rastrelli senza modificarlo di una sola virgola.
Abbiamo visto un capo di governo dire che è necessario fare la TAV, ed un leader di opposizione dire che è necessario fare la TAV.
Abbiamo visto un governo che a fine febbraio, invece di dotare l'Italia di un Piano Energetico, ha preferito rinviare a "dopo le elezioni" la Conferenza Nazionale sull'Energia, abbiamo visto un'opposizione che in materia di Energia ha scritto nel suo programma solo delle righe vaghe, che sanno di fumo negli occhi, senza una proposta seria.

Abbiamo visto troppo "pensiero unico". Non abbiamo visto, come i giornali hanno detto all'indomani dell'ennesimo confronto televisivo, che ci sono "due modi diversi di vedere l'Italia".
Esistono due Italie e basta.
E' questo che non vogliamo, e in questa considerazione - se permettete - il colore politico diventa di secondo piano.
Per tutto questo, non crediate che un governo dell'Unione risolva problemi come precariato, costo degli alloggi, e tutte queste belle cose qui, perchè ne avrei di cose da ridire :)
O almeno: io non ci credo.
 
Trovo interessante invece che nella non lontana Ungheria, le elezioni di domenica abbiano sostanzialmente confermato la precedente coalizione di governo (di centro-sinistra): evidentemente lungo l'ansa del Danubio hanno capito che si può anche governare bene, senza farsi mandare a casa. E soprattutto senza far aumentare le bollette quando, questo inverno, Gazprom ha dato origine alla "crisi del gas".
 
Trovo ridicolo, ma di un ridicolo divertente, quel che leggo sul sito del ministero dell'Interno. Cioè rido di gusto al vedere perchè l'Unione ha scavalcato la CdL al Senato. Già perchè il "sorpasso" è avvenuto grazie ai voti degli italiani all'estero.
Ma tranne una sezione a favore della CdL (caso strano, la sezione Iraq), in tutte le sezioni estere i due poli sono quasi pari, con leggero vantaggio per l'Unione in Asia e Africa.
Allora dove vince l'Unione?
Vince in due sezioni: Cambogia, dove FI prende il 9% e l'Ulivo il 90%, e Antartide, con FI al 16% e Ulivo al 70%.
Se permettete, come posso non ridere di gusto al pensiero che le elezioni in Italia sono state decise da un pugno di persone in Cambogia e in Antartide!
 
Ora, forse sarebbe tempo di rimboccarci le maniche, e metterci a lavorare sui fatti, sui problemi reali del nostro piccolo mondo, augurandoci che destra arrogante e sinistra incompetente spariscano entrambe, al più presto possibile, dal panorama politico del Sistema Solare.
Vogliamo davvero cambiare l'Italia? Allora per cambiare un Paese come il nostro, dove ci sarebbe da cambiare la testa della gente, iniziamo da qualcosa di semplice e facile:
 
Cara Unione,
la prossima volta che ti presenti alle elezioni, potresti gentilmente provare ad esprimere qualcosa di nuovo, piuttosto che un Romano Prodi trito e ritrito, che viene fuori dal vecchio sistema politico? Se non hai vinto è proprio perchè Prodi non può matematicamente essere convincente di nulla, nè tantomeno rappresenta qualcosa di nuovo.
 
Cara Casa delle Libertà,
la prossima volta che ti presenti alle elezioni, potresti gentilmente provare ad esprimere qualcosa di nuovo, piuttosto che un Silvio Berlusconi trito e ritrito, che viene fuori dal vecchio sistema politico? Se non hai vinto è proprio perchè Berlusconi ha fatto tutta una seria di figuracce evitabili, nè tantomeno rappresenta qualcosa di nuovo.
 
Ad entrambe:
Se alle prossime elezioni trovo ancora gli stessi leader, giuro pubblicamente qui di non presentarmi alle urne.
Di contro, rinnovo oggi il mio costante impegno nelle battaglie civili, come ho sempre fatto. Senza tessere di partito in tasca. Senza partiti tra i coglioni.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 11/04/2006 15:04 | link | fate pure commenti (47) |
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giovedì, 12 gennaio 2006
.: Come avete fatto :.

Attenzione. Post di parte
 
O meglio: come avete fatto a convincermi a venire su a Milano per la manifestazione sulla 194 di sabato 14 gennaio.
Essenzialmente ne avete parlato. Ma non a difesa della 194 per partito preso. Ne avete parlato come si parla di un diritto acquisito, anzi conquistato, e che in quest'epoca nuova di riflusso (spesso integralista) religioso viene minato.
L'attacco alla 194 non è altro che il passo successivo alla vittoria astensionistica ai referendum dello scorso giugno. Come già scrissi all'epoca, ci chiediamo: dopo a chi toccherà? Alla legge sul divorzio? Al ritorno dell'Indice per il libri? Alla caccia alle streghe? Al bruciare pubblicamente Julysan in quanto eretica?
L'Italia a certe conquiste civili c'era arrivata già in ritardo, rispetto ad esempio al mondo anglosassone. Solo negli anni '70, infatti, abbiamo assistito (per chi di noi c'era... io infatti ero alle scuole elementari, per cui ho solo assistito) a delle progressive modernizzazioni, sempre a seguito di grandi battaglie civili, referendarie e non. Poi, una volta mandata in pensione la generazione degli anni '70, ecco arrivare la reazione.
Reazione abbastanza pericolosa, visto che quel che si cerca di far passare è un principio che sa un po' di medioevalità: se sei uomo decidi da te, se sei donna non puoi decidere da te, ma devi avere obbligatoriamente delle "consulenze" perchè da sola non sei in grado. Se poi pensiamo che quelle consulenze, ancora una volta, verranno dal prete (o almeno dall'attivista religioso), a prescindere dal fatto che la donna sia credente cattolica o meno..., il sapore di medioevo aumenta. Poi ovviamente può darsi che mi sbaglio.
Siete stati sufficientemente convincenti, nel farmi capire la manovra, strisciante ma non troppo, in atto.
Per questi ed altri motivi, sabato sarò a Milano.
 
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