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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Il razzismo è un'emergenza o è diventato un fatto sociale ordinario? Vi è o no una responsabilità della politica, delle istituzioni, degli intellettuali, dei media nella produzione e riproduzione dei discorsi e delle pratiche stigmatizzanti che alimentano le discriminazioni e le violenze razziste?
L'associazione Lunaria ricostruisce l'evoluzione del razzismo in Italia negli ultimi due anni in un libro bianco a partire dalla narrazione di 319 casi di razzismo quotidiano realizzata grazie al monitoraggio della stampa tra il 1 Gennaio 2007 e il 15 Aprile 2009.
Le cronache di ordinario razzismo documentate nel Libro bianco parlano da sole: testimoniano l'infondatezza della tesi che tenta di liquidare come “casi isolati” quelle violenze razziste che, per la loro gravità, riescono ad acquisire visibilità sui media e divengono oggetto del discorso pubblico.
Il razzismo in Italia non è ormai più un'emergenza, nel senso che è quotidiano e diffuso da tempo in tutte le aree del paese. Eppure, dovrebbe allarmarci la facilità con la quale tendiamo ad abituarci alla sua presenza accettandolo come un fatto sociale ordinario. Non contribuisce certo a frenare questa deriva, quel processo di legittimazione culturale, politica e sociale del razzismo di cui gli attori pubblici, in particolare istituzionali, sono i principali protagonisti: esso svolge un ruolo di primo piano nel mutamento delle modalità con le quali la società italiana si relaziona con i cittadini di origine straniera. Tale legittimazione, che ha richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale e delle istituzioni europee, ha alimentato e continua ad alimentare quei sentimenti diffusi di intolleranza e di ostilità che costituiscono l'humus favorevole per la proliferazione di atti e violenze razzisti. Nel Libro bianco viene analizzata questa evoluzione indagandone le radici storiche e soffermandosi sul ruolo che il mondo della politica, i media e il diritto speciale "riservato" ai migranti hanno svolto e svolgono nella produzione di un'immagine stigmatizzante dei cittadini di origine straniera e dei rom.
La decostruzione dei pregiudizi e degli stereotipi veicolati dal discorso pubblico e dai media viene svolta grazie a un'attenta analisi del carattere performativo del linguaggio che li contraddistingue e attraverso la narrazione di otto casi esemplari delle cronache del razzismo degli ultimi due anni. Cronache che la raccolta dei 319 casi monitorati sulla stampa riesce a rappresentare solo in piccolissima parte. Tra i molti protagonisti del razzismo quotidiano vi sono i giovani, nel ruolo di attori o di vittime. E' questa una delle tendenze più preoccupanti: dovrebbe sollecitare le istituzioni e la società civile a guardare con maggiore attenzione i disagi, ma anche le aspettative, dei "figli dell’immigrazione". Dovrebbe anche suggerire il rilancio delle politiche di inclusione sociale, una, anche se non la sola, delle scelte necessarie da intraprendere per combattere le molteplici forme del razzismo contemporaneo.
Per approfondire: Lunaria.org
Ieri è stato proprio fortissimo, il mondo dell'informazione. Dai giornali
ai telegiornali a internet (purtroppo blog compresi).
L'Italia era attraversata da una vasta
operazione anti-pedofilia, ma non una di quelle normali, perchè
sono emersi video pieni di torture. Argomento di cui occorrerebbe parlare, no?
Ma non si è fatto, non se ne è parlato (la più visitata testata on-line italiana la
dava come 16-esima notizia). Era più importante parlare di quello che la sera prima
era stato deciso in una cena familiare, tra marito e moglie, dove il marito ha chiesto
un favore alla moglie, un favore del tipo: "Senti, siccome si parla molto di me, ma
non abbastanza e tra poco c'è una campagna elettorale, potresti scrivere una lettera
in cui mi attacchi fortemente? Così si parla di me per qualche altro giorno, e
l'importante è che se ne parli, il come non importa."
Così è stato. Anche se la farsa era palesemente debole (la signora non è mai stata brava come attrice, infatti in gioventù aveva provato a fare l'attrice, ma con risultati estremamente al di sotto della mediocrità).
Fa nulla se nel frattempo, oltre alle torture ai bambini, c'erano anche
6000 sgomberati causa alluvione, l'arresto di un
importante boss mafioso (15-esima notizia sul sito che ho nominato
prima), la trasformazione definitiva in legge del cosiddetto federalismo fiscale, il lancio
di un nuovo satellite-spia russo, ed altre varie amenità.
Chiedo scusa per la brevità, per non averci messo la solita logorrea e per la
chiara vena polemica, ma sono sinceramente stanco di vedere come va il mondo
esterno, e quando sono stanco anche la voglia di scrivere non viene (il tempo
poi già è poco).
Del progetto di legge dell'on. Levi, quello che nascondeva
la bella sorpresa dell'uccisione dei blog italiani, abbiamo
già parlato di recente. Ora ci sono novità.
Levi ha ritirato la proposta di legge, e questo ci fa piacere.
Non sappiamo ancora se ci fa piacere o meno, perchè è presto per
dirlo, il resto: appena ritirata la proposta di Levi, l'on.
Roberto Cassinelli, in forza nel PDL, ha fatto subito una nuova
proposta di legge.
Siccome qua non diamo pappe pronte, anche perchè qualunque cosa
scrivessi... sarebbe solo la mia personale opinione, invito come
al solito all'autoinformazione.
Sul progetto di legge di Cassinelli c'è una buona analisi
su punto informatico, che consiglio di
leggere.
Poi, per i più pazienti e volenterosi, c'è in rete anche
l'intero testo della proposta di legge.
Ovviamente non commento, preferisco che ognuno si faccia
criticamente la sua idea. C'è però da dire che, a differenza di
Levi, Cassinelli sta commentando e discutendo la proposta di
legge proprio con la comunità dei blogger italiani. Per maggiori
informazioni su questo confronto, vedere
Ammazzablog.
Buona lettura ;) Io intanto stamattina mi sono svegliato sotto
un'intensa e spettacolare nevicata.
Mentre (con tutto il rispetto, eh!) si parla solo di vigilanza RAI, di alitalia e
di tanta tanta fuffa, alla Camera dei deputati è in discussione una proposta di legge che,
di fatto, impedirebbe a molti blog di esistere.
In particolar modo, la proposta prevede l'obbligo di "iscrizione nel Registro degli
operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete
internet".
Il pericolo è quello di costringere tutti i blogger a registrarsi al Registro
degli Operatori di Comunicazione (ROC), rischiare di intercorrere in reati
di stampa o addirittura di stampa clandestina (per tutti quelli che invece
si rifiutassero di registrarsi).
Per chi invece ha anche solo un banner pubblicitario (ad esempio i classici banner
o link di Google Adsense) il rischio è quello di essere considerati per
l’Agenzia delle Entrate come un’attività di impresa.
Insomma, chi per pura passione personale apre un blog, non sarà più libero di
dire quello che vuole (censura) e soprattutto verrebbe considerato al pari
di una impresa, con tutto ciò che ne consegue, anche per chi, come i piccoli
blogger, inseriscono dei banner pubblicitari solo per potersi permettere di pagare
il servizio di hosting e registrazione dominio.
Innanzitutto, suggerirei a chi ha un blog, ma anche a chi non ce l'ha ma magari
ha a cuore la libertà d'espressione in rete, una corretta autoinformazione, che
può essere fatta leggendo su Punto Informatico
questo articolo e poi subito dopo anche
questo.
In tal modo, si potrà valutare da soli se il fatto è serio oppure no.
Poi, per ulteriori informazioni, si puà visitare anche
Ammazzablog.
Il mio non è un invito alla mobilitazione, sia chiaro. Ma solo a sapere
le cose.
Il livello del ghiaccio nell'Artico si sta abbassando sempre di più.
E' l'allarme climatico che da anni viaggia in lungo e in largo per il
pianeta, suscitando non molte reazioni costruttive e molte polemiche di
stampo negazionista.
Che il riscaldamento globale sia totalmente a svantaggio del
pianeta e dell'ambiente, è evidente, eppure... c'è chi trae vantaggio
da questo.
Di chi stiamo parlando?
Delle aziende petrolifere che, trovando un paesaggio meno ostile, sono
più attratte a cercare territori redditizi per la propria attività estrattiva.
A raccontarcelo è uno studio dell'Istituto Polare norvegese, secondo cui il
ghiaccio intorno alla Norvegia artica, in particolare quello dell'isola di Hopen,
nell'arcipelago delle Svalbard, ha raggiunto un livello più basso
di un metro rispetto al 1960. La causa di questo progressivo abbassamento del
ghiaccio, spiega la ricerca, è il surriscaldamento globale.
Ma c'è un rovescio della medaglia, cioè c'è chi fa il tifo per il surricaldamento:
il cambiamento climatico sta rendendo la regione meno inospitale e il prezzo
del barile, che ha superato i 100 dollari, può giustificare l'esplorazione di
nuove aree, ed i costi si abbassano grazie alla diminuzione dello spessore della
calotta di ghiaccio.
Il più grande produttore di petrolio norvegese, StatoilHydro, opera nei campi nel
sud del Mare di Barents. L'azienda è posseduta al 51% dal gigante russo Gazprom,
al 25% da France's Total, mentre StatoilHydro possiede il 24%.
Per quel mi riguarda, la notizia del giorno è però un'altra, e riguarda una
bella vittoria per il movimento contro la pena di morte e per i diritti civili.
Ne parlo su Altrenotizie.
Se invece qualcuno non ha voglia di pensare alle notizie, e preferisce una
lettura poetica, riguardante la mia città natale, allora rinvio con piacere
a Eus, che come al solito ha scritto cose bellissime.
Non Rassegnata Stampa,
per chi non lo sapesse, è una web-tv (molto carina a dire il vero, ma solo per
chi ha la connessione a banda larga), fondata e portata avanti, tra mille
fatiche, da Filippo Giardina e Mauro Fratini.
Una web-tv che ha il merito di sapere essere satirica al punto
giusto. Manda su web video satirici, liberi, indipendenti e senza censura.
In questi giorni, nonostante le difficoltà, Non Rassegnata Stampa
compie un anno di vita. Complimenti a loro, è un traguardo meritato :)
Per l'occasione, organizza una diretta web di 24 ore che verrà trasmessa sul
loro sito per rivivere gli avvenimenti del 2007 e lanciare un indomito 2008.
Il loro comunicato dice testualmente:
"Un'esperienza estrema di satira, comicità, irriverenza, ironia, musica e perversione
per ricordarci che con la volontà, la passione e l'impegno è possibile immaginare
qualcosa di diverso. Un'intera
giornata dedicata a tutti noi che non ci rassegnamo ad una realtà mediatica
distorta e artisticamente depressa."
"Un anno di Non Rassegnata Stampa" sarà in diretta
sul sito
dalle ore 22 di giovedi 13 dicembre 2007 alle ore 22 di venerdì 14 dicembre presso
gli studi di The Blog TV in via Cameria n°10, a Roma.
Inoltre, come si può leggere sul sito, trattandosi di 1440 minuti di diretta,
chiunque voglia dare una mano è ben accolto. Idee? ;)
Cronaca dall'Interno
Va bene. Avrete una foto del telefono rosa, come richiesto in calce al post
di ieri da più voci.
Cronaca dall'Esterno
La censura in Rete si espande a macchia d'olio
Centoventi Internet Service Provider in 25 paesi dispongono dei filtri dei
contenuti.
Fonte: VnuNet.
Il Governo lancia il Portale dell'Open Source
Lo scopo è consentire agli enti locali di rendere pubblico quanto
realizzato in modalità open source, spingere sul riuso di quelle soluzioni
e sulla collaborazione nello sviluppo di nuovi software.
Fonte:
Punto Informatico.
Bruce Perens e Richard Stallman alla Camera dei Deputati
Il giorno 7 giugno alle ore 16, Richard Stallman e Bruce Perens saranno
ascoltati presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati.
Fonte: Arturo Di Corinto.
Big Brother Award. I risultati finali
Ne abbiamo parlato spesso qui, in pratica
abbiamo seguito passo per passo tutto l'iter. E finalmente, ecco il verdetto.
Premio "Lamento del Popolo" (già assegnato): Telecom Italia
Il vincitore ha totalizzato 12 nomination su 50, con grande distacco
rispetto al secondo in graduatoria di "lamentazioni". Il caso Tavaroli &
C. è stato indubbiamente una eccezionale violazione della privacy degli
italiani, ed il presunto coinvolgimento dei livelli dirigenziali è
senz'altro meritorio del premio. Le peripezie giudiziarie e le manovre
finanziare hanno comunque "aggravato" la situazione di Telecom Italia ed
agevolato la vittoria.
Premio "Peggiore ente pubblico": Comune di Milano
Il Comune di Milano è stato premiato per aver installato una
moltitudine di telecamere nella città di Milano, cominciando dai parchi
pubblici, e perchè le telecamere appese ai lampioni non portano nessun
cartello con l'indicazione di chi tratta i dati raccolti.
Ma la motivazione più importante è dovuta ad una recente
sponsorizzazione di un'iniziativa privata che propone ai commercianti
milanesi un rimborso del 50% per l'installazione di telecamere sul loro
pezzo di marciapiede.
Il depliant dell'iniziativa suggerisce che la sorveglianza sarà
effettuata da polizia e carabinieri invece che da privati.
L'iniziativa viene così giustificata da un importantissimo
rappresentante del Comune: "...la percezione di una maggiore sicurezza
è una sfida rilevante e una delle leve principali per migliorare
ulteriormente la qualita' della vita di Milano e dei milanesi".
Premio "Peggiore azienda privata": Telecom Italia
Migliaia di cittadini italiani sono stati intercettati da dipendenti
Telecom Italia, titolare dell'unica rete nazionale di telecomunicazioni,
senza garanzia costituzionale alcuna e senza esigenze dei servizi
segreti o altre eccezioni legate a stati d'emergenza particolare. I loro
dirigenti nella migliore delle ipotesi hanno omesso di controllare e di
preoccuparsi di cosa facevano i loro dipendenti, nella peggiore è
meglio non pensarci.
Non ci sono parole bastevoli a descrivere lo scempio della privacy
causato dalle intercettazioni; questa volta se ne sono accorti anche
l'ufficio del Garante della Privacy ed il Parlamento, che si sono
affrettati a legiferare in merito.
Non dimentichiamo neppure meriti passati; dalle manipolazioni presso il
CNAG a Super Amanda, da Radar ai sistemi per tenere sotto controllo
persino la magistratura, Telecom Italia ha invaso e violato la privacy
di tutti.
Anche la gestione del dopo scandalo è stata poco soddisfacente, e certo
ha mancato di classe; si vedano ad esempio le scuse di Tronchetti per
tutta la vicenda che sembrano dirette più agli azionisti che ai clienti
Telecom Italia ed ai cittadini italiani.
Premio "Tecnologia più invasiva": Google
Brin, uno dei fondatori di Google ama ripetere ai suoi dipendenti (od
almeno così si dice) "Don't be evil." "Non fate i cattivi". E'
diventato ormai lo slogan aziendale.
L'ammirazione generale per Google ed i servizi che rende ed il suo
successo come azienda non può rendere però insensibili alla sua
realtà, ai suoi scopi ed ai suoi progetti.
Ogni ricerca, ogni e-mail, ogni post in Google Groups viene registrato
ed analizzato, anche se nominalmente in modo anonimo, e le analisi
fatte volgono alla profilazione del navigatore. Dopo la Acxiom, che
però non offre servizi gratuiti e lo ammette chiaramente, è l'entità
al mondo potenzialmente più pericolosa per la privacy. Il recentissimo
acquisto di DoubleClick.com, gigante dell'advertising e della
profilazione online, che ingigantisce le potenzialità di data mining di
Google, sembrerebbe che il motto possa ora diventare "Don't be evil, buy
the Devil!".
Premio "Bocca a stivale": Paolo Gentiloni - Ministro delle Comunicazioni
Ministro delle comunicazioni e politico di primo piano, ritiene che le
intercettazioni siano un problema solo se divengono pubbliche o se i
giornalisti ne fanno usi "non graditi", non se ne vengono fatte troppe
o addirittura su tutti i cittadini italiani.
"... le intercettazioni sono strumento di indagini che come tale non si
può eliminare, è nel loro diventare pubbliche che nasce il problema. I
giornali dovrebbero fare una prima scrematura - ha detto ancora - anche
se non glielo può imporre la legge."
"Altra questione è, invece, quella delle intercettazioni illegali nel
quale caso cioè e ci deve essere un atteggiamento più severo."
"Ai giornalisti in ogni caso, direi che, se anche filtrano dagli uffici
giudiziari bisognerebbe pubblicarle se hanno rilevanza per le indagini."
Sulle intercettazioni "scomode" ai politici ha detto ogni tipo di
banalità dimostrando di avere scarsa competenza sul tema privacy e
libertà di stampa.
Premio "Minaccia da una vita": Parlamento italiano
Il Parlamento italiano è stato premiato per avere approvato in fretta e
furia una legge contro le intercettazioni abusive e la loro diffusione
solo quando i parlamentari si sono visti in pericolo personalmente.
Mirabile esempio di senso civico e interesse per la tutela dei diritti
della cittadinanza.
Nelle attività del Parlamento la difesa della privacy degli italiani
non è mai centrale; dal progetto del prelievo del DNA ai criminali di
Mastella fino alle scarsissime risorse dedicate al Garante, il
Parlamento dimostra anche in questa legislatura di non ritenere la
privacy un elemento centrale della società dell'informazione in cui si
diffondono le nuove tecnologie.
Di converso il Parlamento si è quasi sempre mostrato sensibile alle
istanze delle lobby dei contenuti e degli editori, approvandone leggi e
mozioni draconiane a larghissima maggioranza.
In generale il Parlamento ha sempre dimostrato molta miopia sulle
questioni tecnologiche. Quasi tutti i suoi membri rifiutano di
informarsi (perchè è una cosa "per tecnici") e poi passano norme
scritte dalle aziende senza preoccuparsi di valutare gli effetti sul
cittadino.
Premio "Winston Smith - eroe della Privacy": on Maurizio Turco
Deputato della Rosa nel Pugno in questa legislatura, ha presentato il
DDL n.1728 contro la Data Retention "Norme in materia di raccolta, uso,
conservazione e cancellazione di dati georeferenziati o
cronoreferenziati, contenenti identificatori univoci di utente,
effettuata mediante apparecchiature automatiche" proposto dal Progetto
Winston Smith.
Si tratta dell'unico atto legislativo compiuto nell'ultimo anno in
favore della privacy dei cittadini italiani.
Differisce da altre attività in quanto non cerca di normare principi
generali o di tappare buchi che altri hanno aperto, ma di agire in modo
proattivo sui motivi che spingono alla data retention anche quando non
è obbligatoria per legge col fine di scoraggiarla, e quindi ridurne la
dimensione e la tendenza alla crescita.
Il DDL n.1728 ha oggi bisogno di promotori e difensori durante il suo
iter parlamentare; il premio meritatamente assegnato all'on. Turco per
la sua iniziativa è anche l'auspicio di un suo futuro supporto al DDL
al fianco dei promotori.
Varie amenità campane
Scatti geniali da parte di
Edoardo Farina e MisterCima. Foto da vedere. Assolutamente. ;)
Non lo so se sia casuale o meno, ma ho il forte dubbio che potrebbe non
esserlo. Il dubbio, non la certezza. Quindi essendo in dubbio, meglio se
mi confronto con voi qui.
Che in una città come Napoli, realtà di grandi dimensioni, dove le energie
e le persone disposte a mettersi in gioco certo non mancano (anche se non
sono la maggioranza della popolazione), chiuda una testata d'informazione
indipendente già suona stonato... ma per carità, sono cose che possono
succedere.
Se nell'arco di una settimana ne chiudono due, allora se permettere subito
salta la pulce all'orecchio. O no?
(il fatto poi che entrambe abbiano chiuso subito dopo avere intervistato
il sottoscritto, fa venire il dubbio supplementare che sia io a portare
sfiga, ma questa è un'altra storia.)
Fatto sta, che in rapida sequenza sono cadute prima
Alternapoli e poi
Miniver. Unite da una
circostanza (oltre l'intervista al sottoscritto): quella di non avere
"dietro" un padrino politico o una lobby economica, ma di essere voci
libere.
La città ha un milione di abitanti, e se si aggiunge l'hinterland si
arriva a due milioni e mezzo di abitanti; pertanto è un po' difficile che
non si trovino persone disposte a scrivere. Certamente ci deve essere dietro
anche altro. Nel caso di Miniver potrebbe trattarsi di carenza di lettori,
ma da questo problema Alternapoli appare piuttosto immune.
Napoli non è un bacino facile? Certamente è vero, ma non so se si tratti
di questo.
Fatto sta che questa doppia chiusura è stata davvero un dispiacere, oltre
che un danno per tutto il settore dell'informazione indipendente nonchè
un segnale preoccupante.
Quali potrebbero essere le altre ipotesi plausibili?
Non sto provocando. Sto chiedendo sul serio.
Qualcuno potrebbe interpretarla come una provocazione perchè
notoriamente alcuni redattori sia di Alternapoli sia di Miniver
leggono questo blog. E' vero, ci conosciamo, per cui avrei potuto
anche alzare il telefono direttamente, ma preferisco una chiacchierata
qui, così magari altre persone possono dare qualche idea, o suggerire
qualcosa.