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Rifiuti
Le vie infinite dei rifiuti

Ma chi sarà costui

Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose: fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."

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mercoledì, 20 maggio 2009
.: 16.000 :.

A Napoli, alla fine del secolo scorso, per far sparire migliaia di tonnellate di rifiuti tossici usarono l'interno dei 16.000 pilastri (esternamente in cemento armato) che reggono il Centro Direzionale.
A L'Aquila, l'avete visto dai telegiornali. In tutto circa 16.000 pilastri.
A Milano stanno già festeggiando: grazie all'Expo, ci sono da fare palazzi per un totale di 16.000 pilastri.
D'altronde, i cantieri dell'alta velocità, la quarta corsia della A4 tra Milano-Bergamo non sono bastati.
Su questo, e non sul Risorgimento, è stata realizzata davvero l'Unità d'Italia.
E allora prepariamoci, la festa sta per cominciare.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 20/05/2009 08:59 | link | fate pure commenti (5) |
ambiente, provocazioni, madeinitaly, mafie, lavori pubblici privati, unità d italia

martedì, 20 maggio 2008
.: Il nucleare fasullo di Scajola :.

Le recenti dichiarazioni del ministro Scajola ci raccontano una cosa: la riproposizione della costruzione di centrali nucleari. Ma... chissà perchè, non di centrali nucleari qualsiasi, quanto piuttosto di centrali nucleari che non sono realizzabili. Tra l'altro, sono le stesse proposte 5 anni fa, sempre da lui, regolarmente rimaste sulla carta.
 
In realtà è sufficiente considerare il caso del deposito nazionale delle scorie, che verosimilmente l'Italia non sarà mai in grado di realizzare, per capire che le centrali nucleari basate sulla tecnologia della fissione non si faranno mai. I veti politici (e affaristici) delle autorità locali e la reazione popolare non lo permetteranno. Ma non solo, si tratta di opere talmente mastodontiche (e costose!) che ricordano il famoso Ponte sullo Stretto...
Tuttavia esistono anche ulteriori motivi.
 
Tanto per cominciare, l'Italia non ha più una base industriale né una tecnologia nucleare. La prima dovrebbe essere ricostruita, e per fare una base industriale buona... ci vogliono vari decenni, la seconda andrebbe importata dall'estero, con gravi costi e chissà quale contropartita per chi ce la da. Con buona pace per chi dice che il nucleare ci renderebbe indipendenti dall'estero.
 
I tempi lunghissimi di costruzione implicano costi elevati in termini di anticipo di capitali che verrebbero ripagati molti decenni dopo. E qui si schiude un mondo di pensieri nella testa, circa la provenienza di tali capitali...
 
Da numerosi studi è emerso che i costi di chiusura delle centrali nucleari da dismettere non è valutabile con precisione e rischia di essere molto più salato del previsto.
Guardiamo allora cosa succede all'estero. La Francia, ad esempio, rinvia il problema dilatando il periodo di servizio da 30 a 40 anni e forse addirittura a 60 anni. Con un rischio per la sicurezza... non calcolabile. Il fatto è che il rischio cade sulla testa di chi si troverà lì tra 60 anni... Uno studio della British Nuclear Decommissiong Authority ha nel 2006 valutato in 105 miliardi di euro il costo per la chiusura delle centrali nucleari inglesi. E infatti la Gran Bretagna sta chiudendo le centrali, e uscendo pian piano dal nucleare, come la Spagna, come tanti altri (Finlandia esclusa).
 
Passiamo ai costi. Quelli preventivati dagli "esperti" pro nucleare sono altamente ottimistici. I sette anni dichiarati per la costruzione delle centrali non sono realistici.
La centrale nucleare francese in costruzione in Finlandia è già in ritardo di 2 anni (con gravi costi supplementari) e non è ancora pronta. Circa i tempi/costi di realizzazione di un impianto di vecchia concezione, (perchè attenzione, quando in Italia si parla di nucleare, si parla puntualmente di roba vecchia, se volete ne parliamo), esiste un recente studio del MIT. In questo studio si sostiene che i tempi effettivi di costruzione sono di 109 mesi senza contare le autorizzazioni.
In un paese come l'Italia paralizzata da ritardi cronici, burocrazia, veti incrociati, interessi lobbistici, i tempi e quindi i costi sono destinati a gonfiarsi a dismisura. Tutto sarebbe ovviamente a spese del debito pubblico o del cittadino. Ecco perchè mi ricorda il Ponte sullo Stretto, o tutte le varie "grandi opere", che spesso grandi non sono... Vogliamo ricordare ad esempio la Fiera di Milano?
 
E di argomenti ce ne sarebbero ancora, primo tra tutti l'aumento esponenziale del costo dell'Uranio e del suo rapido esaurirsi (è un materiale molto raro, più del petrolio).
 
Insomma, la volontà del ministro di riproporre le centrali nucleari sembra rispondere a una logica di centralizzazione e rafforzamento del controllo politico. Ma con il vero potere dell'energia che sarebbe ancora una volta nelle mani di investitori esteri.
Se volete, possiamo in futuro tornare sull'argomento. Per ora, chi volesse approfondire, può leggere questo dossier su Altrenotizie.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 20/05/2008 09:07 | link | fate pure commenti (11) |
nucleare, madeinitaly, lavori pubblici privati

giovedì, 17 aprile 2008
.: Podgorica-Germania, serve un... :.

Ecco una di quelle notizie che in Italia i giornali proprio non vogliono dirci. Eppure, riguarda l'Italia. Riguarda noi.
Pensate che... se nei giorni scorsi vi foste trovati/e a sfogliare qualche quotidiano di un qualunque Paese situato dall'altra parte dell'Adriatico (Grecia, Macedonia, Kosovo, Albania, Montenegro, Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovia, Slovenia), avreste trovato questa storia sulle prime pagine. In Montenegro e Kosovo addirittura in prima pagina.
E tutti gridano allo scandalo. In nove nazioni, e non so quanti milioni di abitanti.
E si parla di Italia.
E in Italia... silenzio!!!
Bene. Vuol dire che la raccontiamo qui.
Prima però ci vuole una breve digressione su come funziona il mondo delle dogane di frontiera dell'Unione Europea.
(non sono esperto, se dovessi dire qualche imprecisione, bacchettatemi)
 
Se io sono un cittadino di Bosnia, o magari di Serbia, e voglio fare un viaggio in Italia, che è in UE, non mi basta presentarmi alla frontiera con un passaporto valido, perchè verrei rispedito indietro.
Devo invece recarmi all'ambasciata italiana del mio Paese (a Sarajevo se sono bosniaco, a Belgrado se sono serbo), e chiedere il visto di entrata per l'Italia. Che vale per entrare in Italia e per girare al suo interno.
Se invece sono un turista e voglio girare mezza europa, quindi non un solo Paese, devo chiedere un visto diverso: un visto che mi permette di girare tutta l'UE, tutta l'area soggetta al trattato di Shengen. Un visto che per l'appunto si chiama visto Schengen. Quindi, se sono turco, vado ad una qualunque ambasciata di un Paese dell'UE con il mio passaporto, e chiedo umilmente che mi venga rilasciato il visto Schengen.
Ovviamente, se sono turco, devo andare ad un'amasciata di un Paese UE che sta a Istanbul, non posso andare a Belgrado, o a Sarajevo o... a Podgorica.
Ora, veniamo a noi ed alla storiaccia.
 
Che dalla regione sud dei balcani parta un corridoio privilegiato di immigrazione irregolare verso i Paesi dell'Unione Europea, quindi in area dove vige il trattato di Schengen, non è certo cosa nuova.
Sappiamo tutti bene che attraverso Kosovo e Montenegro i migranti passano, soggetti a sfruttamenti e pagamenti spesso inimmaginabili verso la costa della Puglia, e da lì si diffondono in tutta l'area Schengen.
Nulla di nuovo.
Sappiamo che una volta giunti in Italia, se nessuno li becca allo sbarco, allora ok, vanno via. Se li si becca, li si rinchiude in un CPT e poi (forse) li si rimanda indietro. Qualcuno racconta quel che gli è successo, altri invece... sapendo che stanno per tornare indietro hanno paura di parlare. Ma qualcuno racconta, e dice quanto diavolo ha pagato per un trasbordo clandestino attraverso l'Adriatico.
Ma ora, attraversiamo l'Adriatico, andiamo in Montenegro, e fermiamoci a Podgorica, capitale della Republika Crna Gora, che in serbo vuol dire appunto Monte Negro.
A Podgorica, come in tutte le capitali, ci sono le ambasciate di tutti gli Stati esteri, dal 3 giugno 2006, giorno dell'indipendenza (prima era Serbia).
A Podgorica un giorno arriva un signore tedesco, che si presenta alla polizia montenegrina, e si qualifica come poliziotto tedesco. E fin qui tutto bene. Proviamo ad immaginare il dialogo tra il poliziotto tedesco e quelli montenegrini. Non se ne sa molto, ma deve essere stato qualcosa di questo genere:
 
Tedesco: "Salve colleghi, in Germania, durante dei controlli, abbiamo trovato dei cittadini extracomunitari muniti di passaporto regolare con sopra un visto Schengen regolare".
Montenegrino: "Beh, allora direi che è tutto regolare..."
Tedesco: "No, per nulla."
Montenegrino: "Scusa collega, e cosa ci sarebbe di irregolare?"
Tedesco: "C'è che tutti i visti Schengen avevano il timbro di Podgorica". Montenegrino: "Beh, è normale... tutti i cittadini montenegrini per avere il visto Schengen devono andare ad una qualunque ambasciata di un Paese UE a Podgorica!"
Tedesco: "Appunto. Io invece ho detto che in Germania hanno tutti il visto Schengen con il timbro di Podgorica".
Montenegrino: "Ehh? Tutti chi?"
Tedesco: "Tutti! Turchi, Kosovari, Albanesi, Kurdi, Iraniani, Pakistani, e perfino Siriani, Ciprioti e disperati del sud est asiatico. Tutti con il timbro di Podgorica."
Montenegrini (in coro): "Merda!!! Ma che timbro era?"
Tedesco: "Beh, signori, si tratta di visti Schengen, quindi sono rilasciati, in questo caso abusivamente, dall'ambasciata di un Paese UE!".
Montenegrini: "Merda! Le ambiasciate godono dell'extraterritorialità, e non possiamo intervenire... ma scusi perchè vi siete rivolti a noi? Dovevate rivolgervi al Ministero degli Esteri del Paese di questa ambasciata che rilascia i visti abusivi!"
Tedesco: "Ci abbiamo provato, ma non ci hanno risposto nè calcolati. Quando abbiamo insistito ci hanno mandato a cagare. Per questo sono venuto da voi, dobbiamo elaborare un piano per fermarli: gli albanesi che abbiamo fermato in Germania ci hanno raccontato quanto cazzo hanno dovuto pagare come mazzetta per quei visti..."
Montenegrino: "Ci dice almeno di quale ambasciata si tratta? Chi è che sta lucrando sul traffico di esseri umani?".
Tedesco: "Certo! Si tratta dell'ambasciata italiana".
 
Fermiamoci un attimo e respiriamo forte, perchè qui le cose si fanno delicate. Penalmente, ma anche eticamente. E diplomaticamente.
Mettiamoci nei panni del poliziotto montenegrino, che si mette in pieno centro di Podgorica, davanti all'ambasciata italiana, e si mette a pedinare chiunque esca.
E pedina di qua, e pedina di là... prima o poi qualcosa deve pur scovare. E scova qualcuno, non montenegrino e neanche italiano, che esce dall'ambasciata italiana e va via. E' straniero, in territorio montenegrino. Il poliziotto lo ferma.
Poliziotto: "Mi favorisca i documenti".
Straniero: "Ecco il mio passaporto".
Il poliziotto controlla il passaporto, e poi sfoglia e vede che ha un bel visto Schengen nuovo nuovo.
Poliziotto: "Va in Europa?"
Straniero: "Si."
Poliziotto: "Ma lei lo sa che il visto Schengen deve riceverlo al suo Paese di residenza???"
Straniero: "ehm... dunque io... scusi ma in fondo, a lei cosa gliene frega... io sono kosovaro, il visto per il Montenegro come vede ce l'ho... ehm... cioè... cioè per lei qui in Montenegro è tutto regolare, su su non faccia il fiscale...."
Poliziotto: "Guardi sto cercando di dirle che questo visto non è valido. Poi se la beccano in UE sono cazzi suoi eh!"
Straniero: "Come non è valido??? Ho parlato telefonicamente con l'agenzia di viaggi! La domanda per il visto l'hanno fatta loro, ho anche pagato!"
Poliziotto: "Quale agenzia di viaggi?"
Straniero: "Quella con la quale parto per l'Europa..."
Poliziotto: "E quanto ha pagato per questo visto?"
Straniero: "Beh mi hanno detto che il costo normale per un visto Schengen è di 2.500 euro, questo ho pagato!"
Poliziotto: "2.500 euro per un visto!!! Dove si trova questa agenzia viaggi?"
Straniero: "E che ne so... io ho tenuto i contatti con loro solo telefonicamente... infatti come vede sono venuto io qui a ritirarlo..."
Poliziotto: "L'arresto subito, o prima mi da il numero di telefono di questa agenzia di viaggi?"
 
Trafiletto apparso sul quotidiano Danas, mentre l'operazione era ancora in corso:
 
"Un uomo montenegrino è sospettato per aver guadagnato circa 1 milione di euro contraffacendo passaporti per gli albanesi del Kosovo ed altri. Secondo quanto riportato dai media locali, l'organizzazione coinvolta ha usato un'agenzia di viaggio inesistente che, attraverso l'Ambasciata italiana in Podgorica, ha messo in circolazione circa 400 visti Schengen prima che la polizia tedesca e del Montenegro riuscisse ad individuare la frode.
Si pensa che l'uomo, nei cui confronti è stato emesso un avviso di garanzia, abbia guadagnato tra i 2,000€ e i 2,500€ a visto.
L'Ambasciata italiana ha già dato il via ad una investigazione interna per determinare se qualche impiegato ha preso parte alla frode, ed ha imposto delle restrizioni sui visti di emissione in Podgorica".
 
Ma il giorno dopo, le cose cambiano, appaiono le cifre vere, si capisce che l'inchiesta interna dell'ambasciata non serve e su tutti i giornali si legge:
 
"La polizia del Montenegro scopre una traffico di visti Schengen falsi, messi in circolazione tramite un’agenzia di viaggi inesistente, utilizzando l'ambasciata italiana di Podgorica. Secondo quanto riportato dai media locali, due dipendenti dell’Ambasciata italiana in Montenegro hanno emesso circa 800 visti Schengen destinati agli albanesi del Kosovo, con un giro di affari di oltre 1,6 milioni di euro".
 
Torniamo a noi.
Quindi, l’ambasciata italiana di Podgorica è rimasta coinvolta in un traffico di visti Schengen falsi, messi in circolazione tramite un’agenzia di viaggi non registrata, denominata Avio Travel che ha emesso circa 800 visti Schengen. Una frode grossa, per un valore che oscillava tra i 2,000€ e i 2,500€ ciascuno, guadagno che secondo la ricostruzione della polizia, era successivamente suddiviso tra i dipendenti dell'ambasciata e gli intermediari, che riuscivano a percepire circa il 10% della somma pagata.
Al momento sono stati sequestrati i documenti falsi dell’ambasciata italiana, li stanno consegnando alla direzione dell'Interpol, ce lo racconta il quotidiano di Podgorica Dan.
 
Bene. Due dipendenti dell'ambasciata. Saranno due montenegrini che lavoravano come impiegati presso l'ambasciata?
NO.
Come è giusto che sia, vogliamo i nomi.
E vogliamo che se ne parli, in Italia.
Se agli intermediari andava il 10%, ed il visto veniva venduto a 2.500 euro, vuol dire che in tasca a questi signori finivano 2.250 euro puliti ed in nero per ogni visto. 2.250 euro strappati dalle tasche di chi? Dalle tasche di disperati, di poveri, di migranti.
No, non voglio parlare di immigrazione. Voglio parlare semmai di sfruttamento dell'immigrazione, di traffico di esseri umani.
Vogliamo sapere chi si è arricchito.
Ma non dobbiamo cercare molto: ci ha pensato la polizia di Podgorica a scoprire chi sono.
 
La polizia montenegrina ha iscritto tra gli indagati Guido Rotelli e Alessio Ciccaranella, impiegati dell'ambasciata e principali imputati, e Mersad Licina, abitante a Rozaj e che faceva da intermediario.
Da notare la posizione di Rotelli che per un motivo che non mi è noto aveva intuito che la rete tesa dalla polizia stava per scattare. Allora cosa ha fatto? Un attimo prima che l'operazione iniziasse è corso a denunciare l’operazione: nel tentativo di non destare sospetti, aveva avvisato le autorità competenti dell'accaduto depistando così le indagini nei suoi confronti. Ma gli è andata male.
Lo stesso Rotelli è stato raggiunto dalla redazione di Podgorica del Dan per avere maggiori informazioni sull'operazione, ma ha rifiutato qualsiasi tipo di contatto, rendendosi così irraggiungibile da parte dei giornalisti.
 
Adesso, per cortesia, dimostratemi che l'inizio di questo post è sbagliato, elencandomi le testate italiane di tutti i tipi (giornali, radio, tv) che hanno parlato qui nel nostro Paese di questa storiaccia.
Grazie.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 17/04/2008 08:31 | link | fate pure commenti (44) |
storie e storielle, madeinitaly, balcani, lavori pubblici privati

mercoledì, 06 febbraio 2008
.: Affitti senza senso :.

Ci resto un po' di stucco, quando leggo sui giornali delle follie che avvengono a Roma.
Roma ha problemi abitativi enormi, con affitti che superano ogni limite, non solo della speculazione, ma anche del buon senso, e costi di vendita inimmaginabili, soprattutto entro il perimetro del grande raccordo anulare.
Il problema è reale, ed i senza tetto aumentano. Chi deve provvedere?
Scende in campo la Regione Lazio, e fin qui mi sembra giusto. La Regione è proprietaria di 700 abitazioni, e decide di pubblicare un bando, il 20 dicembre scorso, per la loro assegnazione. Fin qui, mi pare giusto.
E siccome Roma ha problemi seri per quanto riguarda l'accesso al mercato abitativo, sul bando si legge che i canoni di locazione sono "Al pari delle case popolari di proprietà del comune o di enti vari", quindi sono notevolmente più bassi rispetto ai normali prezzi praticati.
Anche questo, mi sembra giusto.
Bene, direte voi. 700 famiglie in difficoltà potranno avere un'abitazione dignitosa. C'è qualcosa che funziona.
Peccato che...
Già. Peccato che....
(occhio che mi sto incazzando)
 
Peccato che in quello stramaledetto bando c'è anche una sezione che rigurada i requisiti che devono avere i cittadini per poter partecipare al bando stesso.
E tra questi requisiti c'è scritto che i cittadini che vogliono presentare domanda devono dimostrare di avere reddito superiore ai 125.000 euro all'anno.
 
(e secondo voi, se avevo un reddito superiore a 125.000 euro all'anno, avevo bisogno del bando della Regione per trovare casa?)
(e secondo voi, chi ha difficoltà a pagare l'affitto ed ha bisogno della casa popolare della Regione guadagna 125.000 euro all'anno?)
 
Io, da cittadino che non parteciperà al bando in quanto carente di questo prerequisito) (il sottoscritto guadagna quei soldi in poco più di 5 anni di lavoro, e non all'anno), pretendo di sapere la logica quale è!
E non si tratta neanche di appartamenti di periferia, ma sono appartamenti ubicati in zone centrali o semicentrali ma anche sul litorale laziale. Appartamenti in centro per ricchi? Bene! Non ci sarebbe nulla di male se per queste abitazioni venisse richiesto un canone mensile proporzionato ai valori di mercato. Ma non è così, accidenti!
(ora sono incazzato davvero)
 
I canoni di locazione sono bassi, con la differenza che ci andranno a vivere dei milionari.
(ma che pagassero di più!!!)
 
La logica? Secondo la Regione Lazio è molto semplice: la scelta di affittuari benestanti è finalizzata (o meglio dovrebbe essere finalizzata) alla valorizzazione del patrimonio abitativo.
(!!!!)
(ma se li volete benestanti, fateli pagare il prezzo intero! non una tariffa avvantaggiata!)
 
125.000 euro lordi all'anno, tenendo conto della fascia irpef e di tutto il resto, vuol dire che si tratta di gente che guadagna 8.000 euro al mese! E no! Non va bene così.
E non va bene neanche che stia bene a tutti. Infatti a lamentarsi è stata soltanto l'Unione Inquilini, che in un comunicato ha dichiarato che "E' politicamente assurdo e contrario sia alle norme sindacali che agli accordi di legge".
Già, la legge. Quella legge (Legge regionale 4/2006) che impone (e l'ha fatta la Regione stessa!!) che nelle assegnazioni di case vengano tutelate le fasce più deboli.
Ah beh certo. Questi poverini, con 125.000 euro/anno devo essere davvero una fascia debolissima.
Per chi voglia imprecare un po', consiglio di leggere questo articolo su Repubblica.it.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 06/02/2008 09:07 | link | fate pure commenti (20) |
politica, storie e storielle, madeinitaly, lavori pubblici privati

mercoledì, 02 maggio 2007
.: Ancora guai :.

A pochi giorni dalla tragedia di Gragnano, e proprio durante la festa del primo maggio, la penisola sorrentina si mette di nuovo in mostra, e non per il suo panorama da cartolina.
Già, 1 Maggio, festa dei lavoratori. Siamo proprio a Sorrento, dove fervono i preparativi per una festa che animerà tutta la città.
Ci sono tutti gli elementi: la festa del lavoro, la festa cittadina, il giorno festivo, la giornata di primavera, il paesaggio incantevole.
Tutti gli elementi della morte.
Si sta lavorando a mettere le illuminazioni nelle strade. Quelle per le feste. Ovviamente attorno alla chiesa principale, ci sono più luminarie: sarà il centro della festa.
Un braccio elevatore, utilizzato da tre operai per montare l'illuminazione nei pressi della Chiesa, all'improvviso si è spezzato. E' caduto. Incidente sul lavoro, ancora una volta. Ma non basta. Il carico cade su due donne, due passanti, Claudia Russo e Teresa Reale, entrambe sono morte sul colpo. Avevano appena assistito alla messa e osservavano, come tanti, i preparativi annuali alla festa di paese. Feriti anche i tre operai, tra cui i due figli del titolare della ditta, e l'autista di un autobus, colpito di rimbalzo dall'enorme peso del braccio elevatore.
Non c'è che dire, un primo maggio esemplare.
Poi ovviamente si scatenano le chiacchiere, su morti bianche, lavori pubblici, sicurezza, responsabilità della ditta, eccetera. Tutte chiacchiere che oggi non ho alcuna voglia di leggere.
 
Per approfondire:
Il Giorno
La Stampa

Vie dei rifiuti - t1. Seconda chiamata
Caserta News

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 02/05/2007 09:54 | link | fate pure commenti (12) |
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giovedì, 22 marzo 2007
.: Galileo Italia :.

Ne avevamo già parlato sia qui sia su Altrenotizie: Galileo Italia ha annunciato da tempo il licenziamento di 109 dipendenti sui 220 attualmente impiegati. La causa? L'acquisizione dell'azienda da parte di una società finanziaria americana, le cui speculazioni ora rischierebbero di mandare all'aria una realtà che opera dal 1993.
 
Domani, 22 Marzo, i sindacati si incontreranno presso la Regione Lazio con l'azienda, con lo scopo di trovare un accordo. Sarà difficile trovare un accordo, le organizzazioni sindacali puntano alla salvaguardia del posto di lavoro e la Regione dovrebbe da mediatore tra le parti, che ripartiranno dalle posizioni di mancato accordo raggiunte in sede di contrattazione libera.
Per il 22 ed il 23 Marzo sono state indette due giornate di sciopero di 8 ore con una manifestazione presso la Nuova Fiera di Roma.
Per approfondire, i lavoratori di Galileo Italia a rischio licenziamento hanno aperto un blog su splinder. ;)
 
Cronaca dall'Interno
 
Stanotte ho sognato che sudavo vino rosso. Che numeri devo giocare al lotto?
Si prospettano giornate piene, da qui in avanti. Molto piene. Forse è meglio, almeno sguazzo.
Vado a prendere un caffè, poi torno subito ;)

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 22/03/2007 09:01 | link | fate pure commenti (13) |
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mercoledì, 30 agosto 2006
.: Ischia 4 mesi dopo :.

Mi decido a rivelare che il post di ieri sull'abusivismo edilizio mi serviva solo come "introduzione" a questo post qui, mi serviva per "entrare nell'argomento".
 
Sono passati 4 mesi da quel 30 aprile.
Quattro mesi bastati a smentire sindaco, abitanti, eccetera. Quattro mesi per far diventare pubblico quel che già era noto da dieci anni almeno. Solo che se prima lo dicevi pubblicamente ti beccavi una querela.
Sembra di rivedere a distanza di anni le stesse scene che mi videro presente a Sarno tra i soccorritori. Stesso dramma, stessa natura del dramma.
Nella notte fra il 29 e 30 aprile 2006 è caduta su Barano d’Ischia una pioggia insistente, che però non ha mai superato i 47 millimetri. Una portata considerata quindi non rovinosa, ma che è diventata mortale per una famiglia di Via Arenella, in un'area, quella del Monte Vezzi, che aveva perso le difese naturali sotto le fiamme di incendi dolosi e sotto i colpi dell'abusivismo edilizio.
Dopo, e soltanto dopo, come succede spesso nel nostro Paese, si scopre che la zona franata era inserita nelle cartografie con la sigla R4, cioè "ad alto rischio". Tradotto significa che non bisognava permettere a nessuno di abitare in quel posto.
Poche ore dopo la tragedia si viene a conoscenza che la casa travolta dal fango era abusiva. Niente di più ovvio nell'isola degli abusivi.
Ricordo come si arrabbiò il sindaco di Ischia, che nelle ore successive alla tragedia urlò con forza all'Italia intera che "l’abusivismo non c’entra. Il crollo è stato determinato da una disgrazia, sull’isola non esistono ecomostri. Non ci sono scempi ma solo abusivismo di necessità". Vedere il post di ieri sull'argomento. Infatti quel post mi serviva esattamente a scrivere questo.
Povero sindaco, i numeri e le carte raccolte dal magistrato che ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di disastro colposo a carico di "persone da identificare", lo smentiscono terribilmente: 28.900 case nei sei comuni dell’isola, oltre 27.000 abusi acclarati.
Ritornando al post di ieri, questi numeri non possono minimamente essere giustificati con la forza della disperazione, di chi non ha casa ed è costretto ad arrangiarsi da sé. O no? Sembra chiaro che i fabbricati non abusivi siano solo una piccola minoranza.
Rabbrividisco davanti al caso di Forio d’Ischia: su 8.767 case ci sono 9.240 abusi. Un record tutto campano, forse l’unico comune italiano dove ci sono più abusi che case.
Non è da meno Casamicciola. Anche qui le domande di condono superano il totale delle case: 5.779 istanze contro le 3.602 abitazioni. Anche il Comune di Ischia si specchia in numeri da brividi: 9.000 case e 7.352 abusi.
Purtroppo però siamo un paese senza memoria, e quindi succede che le immagini della tragedia, delle lacrime dei familiari vengono dimenticate e dopo pochi giorni sull’isola si continua a costruire come niente fosse successo.
Qui non ero presente, ma è bastato leggere, mesi fa, un'inchiesta sul quotidiano "Il Mattino" di Napoli, dove si mostrava come ogni mattina al porto di Ischia giungano nuovi camion da Pozzuoli. Trasportano cemento, mattoni.
Dopo pochi giorni i carabinieri hanno scoperto e sequestrato 10 manufatti in realizzazione. Il più eclatante è a Barano d’Ischia, un manufatto grezzo di oltre mille metri quadrati, destinato a diventare un albergo. A Casamicciola rinvenuti altri tre manufatti illegali nel bosco. A fine maggio 2006, a Serrara Fontana, su un fondo rustico, dove è stata realizzata una casa abusiva, i proprietari con una pala meccanica procedevano al taglio del costone per realizzare una via che, dalla strada provinciale porta alla casa abusiva. Già, il costone della montagna! Che prima o poi, poichè le Leggi della gravità e della meccanica dei fluidi non sono aggirabili come le leggine umane, franerà.
Ad Ischia nulla è cambiato. Non è neanche stato capito che l'edilizia selvaggia non solo deturpa il paesaggio, ma è anche fonte di pericolo.

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martedì, 29 agosto 2006
.: Abusivismi edilizi :.

Preso (con poche modifiche) dal dossier "Mare monstrum 2006" di Legambiente
 
Abusivismo di necessità, si diceva un tempo, facendo riferimento alle costruzioni realizzate per venire incontro alle esigenze di prima casa di tanti cittadini costretti a fare i conti con un’amministrazione particolarmente severa e un’ottusa burocrazia. Chissà se nella realtà è mai esistito un fenomeno del genere, se l’abusivismo edilizio è nato veramente come risposta ai sacrosanti problemi abitativi di tante persone, o piuttosto, com’è più probabile, se non si sia trattato della costruzione di necessità di una seconda o terza casa, di una pratica diffusa che ha sempre optato per la strada più semplice: “io intanto costruisco...”... poi tanto sono sempre arrivati i condoni.
Quel che è certo è che le caratteristiche del fenomeno in questi ultimi anni hanno sgombrato il campo da ogni equivoco. Non c’è più dilemma, non ci sono più interrogativi inevasi o dubbi amletici: l’abusivismo edilizio del terzo millennio è l’abusivismo del superfluo. Niente più miseri rustici tirati su in una notte, niente appartamenti monofamiliari con rifiniture dozzinali e senza intonaco. La nuova frontiera è l’abusivismo di lusso. Si compiono abusi per aumentare la dotazione di stanze dell’esclusivo albergo in costiera, per costruire ville signorili, per trasformare piccole cabine in altrettante camere da letto vista mare, si scava nella roccia e si costruisce al riparo dai teloni usati per coprire gli agrumeti. C’è chi si cimenta anche a costruire abusivamente aeroporti, strade, cimiteri e quant’altro la fervida fantasia dei nostri concittadini suggerisce.
Il premio per l’originalità va sicuramente a quel signore che si stava tranquillamente attrezzando la villa al mare con una seggiovia, una vera e propria seggiovia per la quale erano già stati installati “nove supporti in ferro a forma di U rovesciata delle dimensioni di metri 6 di altezza e metri 2,50 di larghezza”, così come si legge dal verbale dei Carabinieri della compagnia di Amalfi che non volevano credere ai loro occhi quando hanno scoperto l’abuso. Il passo successivo sarebbe stato la sistemazione dei cavi per far scorrere i seggiolini, uno in discesa e uno in salita. Ancora qualche giorno, insomma e avremmo potuto assistere a un’altra scenetta surreale: il viavai di bagnanti in pinne e maschera comodamente trasportati dal giardino di casa alla spiaggia.
Cuore pulsante di tanto attivismo a base di mattoni e cemento è sicuramente la costiera amalfitana che si è conquistata una posizione di rispetto fra gli ecomostri nazionali. Una sorta di riconoscimento all’opera collettiva di singoli e amministrazioni locali che ha portato nel 2005 la Sezione Aeronavale della Guardia di Finanza a sequestrare opere per oltre 24.000 metri quadrati e un valore superiore ai 25 milioni di euro. E così i comuni della costiera più abusiva d’Italia hanno trascinato la Campania a scalare ben due posti nella classifica delle regioni con più abusi sul demanio marittimo conquistando, sia pur di un’incollatura sulla Sicilia, la vetta di questa poco onorevole classifica.
Viva l'Italia.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 29/08/2006 09:56 | link | fate pure commenti (28) |
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