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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Ecco una di quelle notizie che in Italia i giornali proprio non
vogliono dirci. Eppure, riguarda l'Italia. Riguarda noi.
Pensate che... se nei giorni scorsi vi foste trovati/e a sfogliare qualche quotidiano di
un qualunque Paese situato dall'altra parte dell'Adriatico
(Grecia, Macedonia, Kosovo, Albania, Montenegro, Croazia, Serbia,
Bosnia-Erzegovia, Slovenia), avreste trovato questa storia sulle
prime pagine. In Montenegro e Kosovo addirittura in prima pagina.
E tutti gridano allo scandalo. In nove nazioni, e non so
quanti milioni di abitanti.
E si parla di Italia.
E in Italia... silenzio!!!
Bene. Vuol dire che la raccontiamo qui.
Prima però ci vuole una breve digressione su come funziona il
mondo delle dogane di frontiera dell'Unione Europea.
(non sono esperto, se dovessi dire qualche imprecisione,
bacchettatemi)
Se io sono un cittadino di Bosnia, o magari di Serbia, e voglio
fare un viaggio in Italia, che è in UE, non mi basta presentarmi
alla frontiera con un passaporto valido, perchè verrei rispedito
indietro.
Devo invece recarmi all'ambasciata italiana del mio Paese
(a Sarajevo se sono bosniaco, a Belgrado se sono serbo), e
chiedere il visto di entrata per l'Italia. Che vale per entrare
in Italia e per girare al suo interno.
Se invece sono un turista e voglio girare mezza europa, quindi non
un solo Paese, devo chiedere un visto diverso: un visto che mi
permette di girare tutta l'UE, tutta l'area soggetta al trattato
di Shengen. Un visto che per l'appunto si chiama visto Schengen.
Quindi, se sono turco, vado ad una qualunque ambasciata di
un Paese dell'UE con il mio passaporto, e chiedo umilmente che mi
venga rilasciato il visto Schengen.
Ovviamente, se sono turco, devo andare ad un'amasciata di un Paese
UE che sta a Istanbul, non posso andare a Belgrado, o a Sarajevo
o... a Podgorica.
Ora, veniamo a noi ed alla storiaccia.
Che dalla regione sud dei balcani parta un corridoio privilegiato
di immigrazione irregolare verso i Paesi dell'Unione Europea, quindi
in area dove vige il trattato di Schengen, non è certo cosa nuova.
Sappiamo tutti bene che attraverso Kosovo e Montenegro i migranti
passano, soggetti a sfruttamenti e pagamenti spesso inimmaginabili
verso la costa della Puglia, e da lì si diffondono in tutta l'area Schengen.
Nulla di nuovo.
Sappiamo che una volta giunti in Italia, se nessuno li becca allo sbarco,
allora ok, vanno via. Se li si becca, li si rinchiude in un CPT e poi
(forse) li si rimanda indietro. Qualcuno racconta quel che gli è successo,
altri invece... sapendo che stanno per tornare indietro hanno paura
di parlare. Ma qualcuno racconta, e dice quanto diavolo ha pagato per
un trasbordo clandestino attraverso l'Adriatico.
Ma ora, attraversiamo l'Adriatico, andiamo in Montenegro, e fermiamoci
a Podgorica, capitale della Republika Crna Gora, che in serbo
vuol dire appunto Monte Negro.
A Podgorica, come in tutte le capitali, ci sono le ambasciate di tutti
gli Stati esteri, dal 3 giugno 2006, giorno dell'indipendenza (prima era
Serbia).
A Podgorica un giorno arriva un signore tedesco, che si presenta alla
polizia montenegrina, e si qualifica come poliziotto tedesco. E fin qui
tutto bene.
Proviamo ad immaginare il dialogo tra il poliziotto tedesco e quelli
montenegrini. Non se ne sa molto, ma deve essere stato qualcosa di questo
genere:
Tedesco: "Salve colleghi, in Germania, durante dei controlli,
abbiamo trovato dei cittadini extracomunitari muniti di
passaporto regolare con sopra un visto Schengen regolare".
Montenegrino: "Beh, allora direi che è tutto regolare..."
Tedesco: "No, per nulla."
Montenegrino: "Scusa collega, e cosa ci sarebbe di irregolare?"
Tedesco: "C'è che tutti i visti Schengen avevano il timbro
di Podgorica".
Montenegrino: "Beh, è normale... tutti i cittadini montenegrini
per avere il visto Schengen devono andare ad una qualunque
ambasciata di un Paese UE a Podgorica!"
Tedesco: "Appunto. Io invece ho detto che in Germania hanno
tutti il visto Schengen con il timbro di Podgorica".
Montenegrino: "Ehh? Tutti chi?"
Tedesco: "Tutti! Turchi, Kosovari, Albanesi, Kurdi, Iraniani, Pakistani,
e perfino Siriani, Ciprioti e disperati del sud est asiatico. Tutti
con il timbro di Podgorica."
Montenegrini (in coro): "Merda!!! Ma che timbro era?"
Tedesco: "Beh, signori, si tratta di visti Schengen, quindi
sono rilasciati, in questo caso abusivamente, dall'ambasciata
di un Paese UE!".
Montenegrini: "Merda! Le ambiasciate godono dell'extraterritorialità,
e non possiamo intervenire... ma scusi perchè vi siete rivolti a noi?
Dovevate rivolgervi al Ministero degli Esteri del Paese di questa
ambasciata che rilascia i visti abusivi!"
Tedesco: "Ci abbiamo provato, ma non ci hanno risposto nè calcolati. Quando
abbiamo insistito ci hanno mandato a cagare. Per questo sono venuto da voi,
dobbiamo elaborare un piano per fermarli: gli albanesi che abbiamo fermato
in Germania ci hanno raccontato quanto cazzo hanno dovuto pagare come
mazzetta per quei visti..."
Montenegrino: "Ci dice almeno di quale ambasciata si tratta? Chi è che
sta lucrando sul traffico di esseri umani?".
Tedesco: "Certo! Si tratta dell'ambasciata italiana".
Fermiamoci un attimo e respiriamo forte, perchè qui le cose si
fanno delicate. Penalmente, ma anche eticamente. E diplomaticamente.
Mettiamoci nei panni del poliziotto montenegrino, che si mette in pieno
centro di Podgorica, davanti all'ambasciata italiana, e si mette a
pedinare chiunque esca.
E pedina di qua, e pedina di là... prima o poi qualcosa deve pur
scovare.
E scova qualcuno, non montenegrino e neanche italiano, che esce
dall'ambasciata italiana e va via. E' straniero, in territorio
montenegrino. Il poliziotto lo ferma.
Poliziotto: "Mi favorisca i documenti".
Straniero: "Ecco il mio passaporto".
Il poliziotto controlla il passaporto, e poi sfoglia e
vede che ha un bel visto Schengen nuovo nuovo.
Poliziotto: "Va in Europa?"
Straniero: "Si."
Poliziotto: "Ma lei lo sa che il visto Schengen deve riceverlo
al suo Paese di residenza???"
Straniero: "ehm... dunque io... scusi ma in fondo, a lei cosa
gliene frega... io sono kosovaro, il visto per il Montenegro
come vede ce l'ho... ehm... cioè... cioè per lei qui in Montenegro
è tutto regolare, su su non faccia il fiscale...."
Poliziotto: "Guardi sto cercando di dirle che questo visto
non è valido. Poi se la beccano in UE sono cazzi suoi eh!"
Straniero: "Come non è valido??? Ho parlato telefonicamente con
l'agenzia di viaggi! La domanda per il visto l'hanno fatta
loro, ho anche pagato!"
Poliziotto: "Quale agenzia di viaggi?"
Straniero: "Quella con la quale parto per l'Europa..."
Poliziotto: "E quanto ha pagato per questo visto?"
Straniero: "Beh mi hanno detto che il costo normale per un
visto Schengen è di 2.500 euro, questo ho pagato!"
Poliziotto: "2.500 euro per un visto!!! Dove si trova questa agenzia
viaggi?"
Straniero: "E che ne so... io ho tenuto i contatti con loro solo
telefonicamente... infatti come vede sono venuto io qui a ritirarlo..."
Poliziotto: "L'arresto subito, o prima mi da il numero di telefono di
questa agenzia di viaggi?"
Trafiletto apparso sul quotidiano Danas, mentre l'operazione era ancora in corso:
"Un uomo montenegrino è sospettato per aver guadagnato circa 1 milione di euro
contraffacendo passaporti per gli albanesi del Kosovo ed altri. Secondo quanto riportato
dai media locali, l'organizzazione coinvolta ha usato un'agenzia di viaggio inesistente
che, attraverso l'Ambasciata italiana in Podgorica, ha messo in circolazione circa
400 visti Schengen prima che la polizia tedesca e del Montenegro riuscisse ad individuare la frode.
Si pensa che l'uomo, nei cui confronti è stato emesso un avviso di garanzia, abbia guadagnato
tra i 2,000€ e i 2,500€ a visto.
L'Ambasciata italiana ha già dato il via ad una investigazione interna per determinare
se qualche impiegato ha preso parte alla frode, ed ha imposto delle restrizioni
sui visti di emissione in Podgorica".
Ma il giorno dopo, le cose cambiano, appaiono le cifre vere, si capisce che l'inchiesta interna dell'ambasciata non serve e su tutti i giornali si legge:
"La polizia del Montenegro scopre una traffico di visti Schengen falsi, messi
in circolazione tramite un’agenzia di viaggi inesistente, utilizzando l'ambasciata
italiana di Podgorica. Secondo quanto riportato dai media locali, due dipendenti
dell’Ambasciata italiana in Montenegro hanno emesso circa 800 visti Schengen
destinati agli albanesi del Kosovo, con un giro di affari di oltre 1,6 milioni di euro".
Torniamo a noi.
Quindi, l’ambasciata italiana di Podgorica è rimasta coinvolta in un traffico di visti
Schengen falsi, messi in circolazione tramite un’agenzia di viaggi non registrata,
denominata Avio Travel che ha emesso circa 800 visti Schengen. Una frode grossa,
per un valore che oscillava tra i 2,000€ e i 2,500€ ciascuno, guadagno che
secondo la ricostruzione della polizia, era successivamente suddiviso tra i dipendenti
dell'ambasciata e gli intermediari, che riuscivano a percepire circa il 10% della
somma pagata.
Al momento sono stati sequestrati i documenti falsi dell’ambasciata italiana, li stanno
consegnando alla direzione dell'Interpol, ce lo racconta il quotidiano di Podgorica Dan.
Bene. Due dipendenti dell'ambasciata. Saranno due montenegrini che lavoravano come
impiegati presso l'ambasciata?
NO.
Come è giusto che sia, vogliamo i nomi.
E vogliamo che se ne parli, in Italia.
Se agli intermediari andava il 10%, ed il visto veniva venduto a 2.500 euro, vuol dire
che in tasca a questi signori finivano 2.250 euro puliti ed in nero per ogni visto. 2.250
euro strappati dalle tasche di chi? Dalle tasche di disperati, di poveri, di migranti.
No, non voglio parlare di immigrazione. Voglio parlare semmai di sfruttamento dell'immigrazione,
di traffico di esseri umani.
Vogliamo sapere chi si è arricchito.
Ma non dobbiamo cercare molto: ci ha pensato la polizia di Podgorica a scoprire chi sono.
La polizia montenegrina ha iscritto tra gli indagati Guido Rotelli e Alessio Ciccaranella,
impiegati dell'ambasciata e principali imputati, e Mersad Licina, abitante a
Rozaj e che faceva da intermediario.
Da notare la posizione di Rotelli che per un motivo che non mi è noto aveva intuito che
la rete tesa dalla polizia stava per scattare. Allora cosa ha fatto? Un attimo prima
che l'operazione iniziasse è corso a denunciare l’operazione: nel tentativo di non destare
sospetti, aveva avvisato le autorità competenti dell'accaduto depistando così le
indagini nei suoi confronti. Ma gli è andata male.
Lo stesso Rotelli è stato raggiunto dalla redazione di Podgorica del Dan per avere
maggiori informazioni sull'operazione, ma ha rifiutato qualsiasi tipo di contatto, rendendosi
così irraggiungibile da parte dei giornalisti.
Adesso, per cortesia, dimostratemi che l'inizio di questo post è sbagliato, elencandomi
le testate italiane di tutti i tipi (giornali, radio, tv) che hanno parlato qui nel
nostro Paese di questa storiaccia.
Grazie.
E' una data, un giorno, che ha segnato una delle tante
vergogne umane (ma madeinitaly) durante la
Guerra d'Etiopia.
L'Italia invade l'Etiopia, violando l'articolo 16 dello
statuto della Società delle Nazioni. Il Paese africano
tenta una debole resistenza, ma viene sopraffatto. Il
31 marzo, le truppe etiopi tentano di rompere il
fronte italiano, è il giorno della Battaglia di Maychew.
E' il giorno in cui le truppe italiane respingono i
nemici non a fucilate, ma usando gas asfissianti,
vietati dalla convenzione internazionale sugli armamenti.
A dire il vero, la Convenzione di Ginevra vieta anche
le bombe all'iprite, ma l'esercito italiano decise di
farne uso lo stesso.
Le bombe all'iprite sono state utilizzate dalle truppe sotto il comando
del generale Graziani, ma alcuni recenti studi riconducono la
responsabilità direttamente a Mussolini, che in diversi ordini telegrafati
ai comandanti al fronte ne ha autorizzato l'uso.
L'Iprite è un solfuro di dicloro-etile, liquido di color bruno-giallognolo,
puzza come un misto di aglio o senape.
E' un vescicante d'estrema potenza, possedendo la spiccata
tendenza a legarsi alle molecole organiche. E' liposolubile, quindi
penetra in profondità nella pelle; dopo che gli strati superiori,
ancora sani, sono andati incontro al fisiologico ricambio, si presentano
sulla superficie cutanea le cellule colpite e non proliferanti, cosicché
si aprono devastanti piaghe.
Concentrazioni di appena 0,15 mg d'iprite (ho detto 0,15 milligrammi!) per
litro d'aria risultano letali in circa dieci minuti; concentrazioni
minori producono le sopracitate gravi lesioni, dolorose e di difficile
guarigione.
La sua azione è lenta (da quattro ad otto ore) ed insidiosa, poiché
non si avverte dolore al contatto. Essendo estremamente penetrante,
agisce sulla pelle anche attraverso gli abiti, il cuoio e la gomma.
In caso di esposizione a dosi molto elevate provoca danni gravissimi
all'apparato respiratorio ed all'apparato ematopoietico. La morte può
sopraggiungere in tal caso in una settimana circa, a causa di
un'immunodepressione acquisita per leucopenia, e secondariamente per
le lesioni cutanee, che aprono la porta ad infezioni diffuse.
L'unica terapia è quella sintomatica in camera sterile, al fine d'evitare
le infezioni che risulterebbero altrimenti letali.
Eventuali sopravvissuti presenteranno per tutta la vita estese cicatrici
deturpanti.
Per chi volesse approfondire lo scenario e i fatti, c'è la voce
Guerra d'Etiopia su Wikipedia.
Rome - Emma Marcegaglia, a former would-be ballerina is set to become head of Italy's main employers grouping Confindustria making her the first woman to lead the most influential lobby in Italy's male-dominated business community.
(...)
Marcegaglia studied ballet as a child but eventually obtained a business degree at New York University before returning to Italy to take up a post at Marcegaglia S.p.A, a steel works factory founded by her father Steno near the northern city of Mantua.
Tratto da: Earthtimes.org
(Ma proprio i nostri industriali non riescono a farsi rappresentare
da altri se non nani e ballerine? Su su, è vero che abbiamo una classe imprenditoriale
tra le più miopi del mondo, ma almeno scegliere qualcuno che avesse tirato su
un'azienda da se [e non rilevare quella già avviata da papà], e che si fosse
interessato a qualcosa di diverso da danza e balletto...
Ma forse, questo è il livello italico.)
(ricordiamo di chiedere alla classe industriale italica, cosa ne fanno dei
loro rifiuti, ma non dei sacchetti, quanto magari delle big bag delle loro
attività produttive. Anche nel settore dell'acciaio).
(cmq l'hanno eletta solo perchè è una paladina della direttiva Bolkenstein,
del precariato, e dell'antisindacalismo più miope ed ottocentesco).
Cronaca dall'Interno
Ora me ne vado.
Alcuni impegni lavorativi mi portano in trasferta oltre le Alpi, in terra
francese. Non so se da lì avrò opportunità di essere presente qui, quindi
non so :)
E sto anche pensando con orrore, a che schifezza di caffè siano
in grado di fare lì, e quindi a cosa mi ritroverò a bere. :/
Stendiamo un velo. E passiamo a qualcosa di più frivolo, e quindi anche
più inutile.
Dopo mesi e mesi, ho dato uno sguardo alle statistiche di accesso al blog,
cosa che non faccio quasi mai, poichè non me ne frega quasi niente. Ebbene,
ho notato un dato strano: quello delle provenienze delle visite.
Facendo i conti, mi aspettavo una classifica di provenienza (in ordine
decrescente di accessi) di questo tipo:
1) Roma
2) Napoli
3) Milano
4) Torino
5) Firenze
Invece.... il risultato reale è strabiliante!!! Eccolo qua:
1) Roma
2) Milano
3) Casoria
4) Napoli
5) Portici
6) Torino
7) Firenze
8) Bresso
9) Afragola
10) Cusano Milanino
Da Casoria arrivano più visite che da Napoli :) E si tratta di... ehm...
qualche centinaio di visite nell'arco di una settimana. Ora, poichè non
conosco nessuno a Casoria... chi è che viene a leggere tutti i giorni
qua, da Casoria?
Analogamente, sono impressionanti le prestazioni di Bresso e Cusano Milanino,
con varie decine di visite a settimana... Mah :)
Ora, devo preparare un po' di cose per la partenza, e poi via.
Se non mi vedete tornare, è perchè evidentemente è caduto l'aereo.
Un'interrogazione urgente al presidente della Regione Campania e all'assessore alla sanità per fare chiarezza sulla problematica delle infiltrazioni camorristiche nel settore della sanità in Campania.
A presentarla è il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Salvatore Ronghi.
"Per l'enorme quantità di danaro che gestisce, sembra che il settore della sanità sia un obiettivo sensibile per le organizzazioni malavitose che, nel corso del tempo, si sarebbero infiltrate in maniera capillare nel sistema degli appalti, partecipando per il tramite di ditte compiacenti o con imprese prestanome nelle gare di appalto relative a quei servizi esternalizzati dalle Aziende Sanitarie e, particolarmente, ai servizi di pulimento", spiega Ronghi
(ah Ronchi, cmq si dice "servizi di pulizia", e non "servizi di pulimento"), citando
l'esempio "dell'Asl Napoli 5 che è stata commissariata proprio per infiltrazioni camorristiche ed è divenuta oggetto delle indagini dell'Alto Commissariato contro la corruzione per gli appalti concessi da questa Asl e da altri enti pubblici della Campania".
Sulla base di queste considerazioni, chiede di conoscere "se le aziende che operano presso le Asl rispondano a tutti i requisiti richiesti, se siano stati consegnati i certificati antimafia e se tali verifiche abbiano interessato particolarmente le aziende operanti nell´Asl Napoli 5 per il lotto Castellammare di Stabia Mare - Torre Annunziata, per il quale la gara per l'affidamento dei servizi di pulimento sarebbe in itinere".
In realtà, se proprio vogliamo dirla tutta, per quanto riguarda la ASL NA5, le
infiltrazioni della criminalità organizzata sono già accertate da tempo. Ad affermarlo è la
commissione parlamentare Antimafia, che infatti in un suo recente documento scrive che:
"Le conclusioni alle quali è giunta la commissione per l'accesso (inviata a novembre 2005 dalla Prefettura presso l'Asl Napoli 5) dimostrano che occorrono interventi urgentissimi sull'Azienda sanitaria. Si tratta di fatti gravi che non possono essere ulteriormente ignorati dagli organismi competenti. Per tale ragione si sollecita il ministero dell'Interno e la prefettura di Napoli ad intervenire quanto prima."
Staremo a vedere.
Dopo il commissariamento della ASL NA4 di qualche anno fa, che fu il primo caso in tutta Italia di
commissariamento di una ASL per motivi di infiltrazione mafiosa, ora toccherà probabilmente anche
alla NA5. E ci sarà da ridere :)
Ovvero, quando è lo Stato a comportarsi male
Ci sono delle mie note alla fine.
ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 Febbraio 2008
Disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per consentire il passaggio alla gestione ordinaria. (Ordinanza n. 3657).
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l'art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto il decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 aprile 2005, n. 53;
Visto l'art. 1, comma 6, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21;
Visto il decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290;
Vista la legge 5 luglio 2007, n. 87, con la quale e' stato convertito, con modificazioni, il decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti;
Considerato che occorre procedere alla ricognizione dei debiti e dei crediti maturati fino al 31 dicembre 2007 dalla struttura del commissario delegato ed assicurare nel contempo la gestione della struttura commissariale e dei rapporti giuridici ad essa imputati;
Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 luglio 2007, n. 3601, recante ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania;
Visto, da ultimo, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 2007, con il quale lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti della regione Campania e' stato prorogato al 30 novembre 2008;
Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3637 del 31 dicembre 2007 e quelle ivi richiamate;
Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3653 in data 30 gennaio 2008, con cui il prefetto dott. Goffredo Sottile e' stato nominato commissario delegato per la liquidazione della gestione commissariale e per la gestione e conseguente liquidazione dei rapporti giuridici in corso fino alla cessazione dello stato d'emergenza;
Considerata la particolare urgenza di assumere iniziative volte al completamento dell'impianto di termodistruzione nel comune di Acerra, per il completamento del sistema dello smaltimento dei rifiuti urbani nel territorio della provincia di Napoli, indispensabile al superamento della situazione emergenziale in atto;
Visti gli esiti della riunione tenutasi il 12 febbraio 2008 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Segretariato generale a cui ha partecipato, tra l'altro, il commissario delegato di cui all'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008; Vista la nota del commissario delegato di cui all'ordinanza di protezione civile n. 3653/2008 pervenuta in data 14 febbraio 2008;
Dispone:
Art. 1.
1. Per l'espletamento delle iniziative previste dall'art. 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3653 del 30 gennaio 2008 il commissario delegato ivi richiamato e' autorizzato ad avvalersi di un soggetto attuatore che opera sulla base di indicazioni impartite dallo stesso commissario con ordinanza commissariale che ne definira' anche il compenso ed al quale e' riconosciuto, previo concerto del commissario, il potere di firma in caso di assenza del commissario medesimo.
2. Al commissario delegato, in relazione ai compiti conferiti, e' riconosciuto un compenso pari al trattamento economico mensile in godimento al netto dei contributi previdenziali previsti per legge, con oneri posti a carico della contabilita' speciale intestata al medesimo, oltre al rimborso delle documentate spese di viaggio dalla sede di residenza alla sede di servizio, nonche' le spese di vitto e alloggio nella sede di servizio ed eventuali spese di missione, nei limiti previsti per i dirigenti generali dello Stato ed in deroga alla legge 18 dicembre 1973, n. 836.
3. Ai commi 1, 4, 5 e 6 dell'art. 1 dell'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008 le parole «11 gennaio 2008» sono sostituite dalle parole «31 dicembre 2007».
4. Tenuto conto della complessita' delle attivita' da porre in essere ai sensi dell'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008 il commissario delegato e' autorizzato ad avvalersi di un consulente di elevata e comprovata professionalita' ed in possesso di specifiche competenze economiche-finanziarie, a cui e' corrisposto un compenso in misura pari al 50% del trattamento spettante al commissario delegato oltre l'eventuale trattamento di missione. All'art. 1, comma 8, dell'ordinanza di protezione civile n. 3343 del 12 marzo 2004 e successive modificazioni ed integrazioni, le parole «cinque consulenti» sono sostituite dalle seguenti: «tre consulenti».
5. La Presidenza del Consiglio dei Ministri puo' destinare alla struttura emergenziale personale comandato in servizio presso i propri uffici senza mutare la natura del comando e il titolo giuridico abilitante.
6. Per le esigenze connesse all'emergenza rifiuti nella regione Campania il Ministero dell'interno e' autorizzato a disporre l'invio in missione, con oneri a proprio carico, di una unita' di personale appartenente alla carriera prefettizia, gia' in posizione di fuori ruolo e titolare di incarico dirigenziale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Art. 2.
1. Ai fini della riscossione dei crediti vantati dal commissario delegato per l'emergenza rifiuti nella regione Campania nei confronti dei comuni della stessa regione per i costi di smaltimento dei rifiuti, il Ministero dell'interno, sulla base degli importi comunicati dal commissario delegato, provvede a trattenere quota parte delle somme da attribuire ai predetti comuni a titolo di trasferimenti erariali.
2. Il Ministero dell'interno provvede al versamento delle somme di cui al comma 1 direttamente sulla contabilita' speciale intestata al commissario delegato di cui all'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008.
3. L'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3584 del 20 aprile 2007 e' abrogata.
Art. 3.
1. Per accelerare il rientro in un contesto di ordinarieta' della situazione d'emergenza inerente allo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per contenere le spese del personale comunque impiegato per le predette finalita', sono soppressi il comma 2 dell'art. 1 dell'ordinanza di protezione civile n. 3605 del 9 agosto 2007 e l'art. 1 dell'ordinanza di protezione civile n. 3529 del 30 giugno 2006.
2. Il commissario delegato di cui all'art. 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3653 del 30 gennaio 2008, provvede al completamento degli adempimenti di natura amministrativa e contabile relativi ai contenziosi ancora in corso, gia' posti in capo al prefetto di Napoli ai sensi dell'art. 1, comma 1, dell'ordinanza di protezione civile n. 3361 del 2004.
3. Entro sette giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza, il prefetto di Napoli provvede al passaggio delle consegne trasmettendo tutta la pertinente documentazione al commissario delegato di cui al comma 2, provvedendo altresi' al trasferimento delle residue disponibilita' finanziarie nella contabilita' speciale istituita ai sensi dell'art. 1, comma 5, dell'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008, in deroga alle vigenti disposizioni in materia di contabilita' speciale.
Art. 4.
1. Per accelerare le iniziative finalizzate al superamento dello stato d'emergenza, in particolare, per consentire la messa in esercizio in tempi rapidi dell'impianto di termodistruzione sito nel comune di Acerra, e' autorizzato il trattamento e lo smaltimento di rifiuti contraddistinti dai codici CER 191212, 190501 e 190503 presso detto impianto, assicurando comunque il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti gia' fissati nel provvedimento di autorizzazione.
La presente ordinanza sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 20 febbbraio 2008
Il Presidente: Prodi
Note (mie). Gli articoli 1. 2. e 3. sono la solita fuffa, cioè la copia (con qualche aggiustamento)
delle vecchie ordinanze del 2007 e 2008. C'è una sola cosa che conta: l'art. 4. Conta la parte in
grassetto: i rifiuti (speciali!) contraddistinti da quei codici CER, come hanno dimostrato sia
la chimica, sia la termodinamica, sia la magistratura, non possono essere bruciati. Il motivo
è semplice: perchè bruciandoli è matematicamente impossibile assicurare quel che nel articolo 4 ho
messo sottolineato. Peccato che l'articolo stesso vuole assicurare proprio quella parte che è
inassicurabile.
Oltre questo, sempre la chimica e la magistratura hanno anche dimostrato che i rifiuti in
questione (il CDR fasullo, perchè è di quello che si parla! Si sta parlando delle famose
ecoballe irregolari! Ma anche della FOS irregolare e del compost non a norma) non rispondono alle caratteristiche di quei codici CER.
E dire che tutta la questione del disastro industriale campano (perchè è di quello che si
parla, mica dell'emergenza rifiuti, che è un'altra cosa), è iniziata proprio perchè è stato
prodotto CDR che non può essere termo-qualcosa-bruciato...
Non c'è che dire. In poche righe ci sono tante di quelle perle...
Come mi disse una volta in treno un ragazzo extracomunitario, "queste cose al mio Paese,
nel Congo, non succedono!".
E dire che di queste robe, cioè cacchette politiche-industriali, non ne volevo manco più
parlare, visto che lasciano di solito il tempo che trovano, ma stavolta non lo lasciano
affatto, e si supera ogni
limite di decenza. Insomma, avrei preferito parlare di emergenza rifiuti, piuttosto che
di disastri industriali che vengono ora bellamente autorizzati, nel silenzio e nell'indifferenza
della stampa.
Qui invece, in nome di una falsa emergenza, prolungata apposta per fare soldi, si
aggrava quella vera, e si sacrifica al profitto industriale un territorio con due
milioni di abitanti.
Per chi invece fosse interessato alla storia (anche vecchia) dell'emergenza rifiuti, c'è questa pallosa trasmissione
su Arcoiris.tv
(consiglio lo streaming, perchè sono 305 mega di roba).
Partiamo dalle Marche.
La guardia di finanza di Pesaro ha scoperto tre discariche abusive, che contenevano, fra l’altro, materiali tossici ed hanno denunciato otto persone. In totale, si tratta di circa 13 mila metri quadrati di superficie, suddivisi in tre aree ubicate nei comuni di Pesaro, Tavullia e Gabicce Mare.
Non molto quindi, come superficie, ma c'è da notare che a Pesaro erano stati abbandonati rottami di macchinari ed attrezzature industriali, fusti di olio combustibile e persino un autocarro.
Due le denunce: il proprietario del terreno trasformato in discarica, che è anche un imprenditore, e il padrone dell’autocarro, un cittadino peruviano che ha avviato un’attività nell’edilizia. La discarica abusiva di Tavullia ospitava rifiuti provenienti dalla demolizione, soprattutto di autoveicoli, pneumatici ed una vecchia Ford. Gli uomini delle fiamme gialle hanno denunciato tre persone: il proprietario del terreno, proprietario anche di un’impresa edile, un imprenditore, titolare di un’azienda di tinteggiatura, ed il proprietario dell’autovettura dismessa.
A Gabicce Mare, infine, i finanzieri hanno rinvenuto 300 tonnellate di scarti della lavorazione del marmo, 2.200 di amianto ed altri scarti provenienti da cantieri edili. L’area trasformata in discarica è di una società facente capo a tre persone, tutte denunciate.
Passando al settore delle frodi alimentari, i NAS hanno fatto una serie di sequestri, e sapete
di cosa? Di olio extravergine di oliva falso. E non è mica fuffa, questa! Ce ne parla
esaurientemente
Abagnomaria.
Ce ne sono tanti. E non sono errori, sono orrori. Non mi riferisco ad
errori di battitura, ma proprio... di orrori apparsi sulla stampa.
Mi riferisco quindi ai contenuti.
Ecco il primo, viene dritto dritto dai grandi inquinatori d'Italia, che
fanno lobby da molto tempo. Lo potere leggere su
Milanofinanza
Il secondo è più politico e vede protagonista la signora "la classe non è
acqua" Santanchè. Lo leggete su
Womenews
Sul come è andata sabato, preferisco non parlare (almeno non ora): se posso,
cerco di avitare autopubblicità ed autoreferenzialità.
Al mio posto, ne parla degnamente il mio compagno di merende
Fraba.
Unica nota. Per chi dice che il traffico illecito di tossico-nocivi verso
la Campania è una cosa che appartiene al passato, si faccia un giro su
IrpiniaNews. Ripreso brevemente anche da
quotidiano.net.
Ovviamente, seguiranno aggiornamenti. Non ora, perchè ho dormito pochissimo, e
se non prendo altri tre caffè per via endovena svengo.
Ci resto un po' di stucco, quando leggo sui giornali delle
follie che avvengono a Roma.
Roma ha problemi abitativi enormi, con affitti che superano
ogni limite, non solo della speculazione, ma anche del buon senso,
e costi di vendita inimmaginabili, soprattutto entro il perimetro
del grande raccordo anulare.
Il problema è reale, ed i senza tetto aumentano. Chi deve
provvedere?
Scende in campo la Regione Lazio, e fin qui mi sembra
giusto. La Regione è proprietaria di 700 abitazioni, e decide di
pubblicare un bando, il 20 dicembre scorso, per la loro assegnazione. Fin qui, mi pare giusto.
E siccome Roma ha problemi seri per quanto riguarda l'accesso al
mercato abitativo, sul bando si legge che i canoni di locazione sono
"Al pari delle case popolari di proprietà del comune o di enti vari",
quindi sono notevolmente più bassi rispetto ai normali prezzi praticati.
Anche questo, mi sembra giusto.
Bene, direte voi. 700 famiglie in difficoltà potranno avere un'abitazione
dignitosa. C'è qualcosa che funziona.
Peccato che...
Già. Peccato che....
(occhio che mi sto incazzando)
Peccato che in quello stramaledetto bando c'è anche una
sezione che rigurada i requisiti che devono avere i cittadini
per poter partecipare al bando stesso.
E tra questi requisiti c'è scritto che i cittadini che vogliono
presentare domanda devono dimostrare di avere reddito superiore
ai 125.000 euro all'anno.
(e secondo voi, se avevo un reddito superiore a 125.000 euro
all'anno, avevo bisogno del bando della Regione per trovare casa?)
(e secondo voi, chi ha difficoltà a pagare l'affitto ed ha bisogno
della casa popolare della Regione guadagna 125.000 euro all'anno?)
Io, da cittadino che non parteciperà al bando in quanto carente di
questo prerequisito) (il sottoscritto guadagna quei soldi in poco
più di 5 anni di lavoro, e non all'anno), pretendo di sapere
la logica quale è!
E non si tratta neanche di appartamenti di periferia, ma
sono appartamenti ubicati in zone centrali o semicentrali ma anche sul
litorale laziale. Appartamenti in centro per ricchi? Bene! Non ci sarebbe
nulla di male se per queste abitazioni venisse richiesto
un canone mensile proporzionato ai valori di mercato. Ma non è
così, accidenti!
(ora sono incazzato davvero)
I canoni di locazione sono bassi, con la differenza che ci
andranno a vivere dei milionari.
(ma che pagassero di più!!!)
La logica? Secondo la Regione Lazio è molto semplice:
la scelta di affittuari benestanti è finalizzata (o meglio dovrebbe essere finalizzata)
alla valorizzazione del patrimonio abitativo.
(!!!!)
(ma se li volete benestanti, fateli pagare il prezzo intero! non una
tariffa avvantaggiata!)
125.000 euro lordi all'anno, tenendo conto della fascia irpef e di
tutto il resto, vuol dire che si tratta di gente che guadagna 8.000 euro
al mese! E no! Non va bene così.
E non va bene neanche che stia bene a tutti. Infatti a lamentarsi è stata
soltanto l'Unione Inquilini, che in un comunicato ha dichiarato che
"E' politicamente assurdo e contrario sia alle norme sindacali che agli accordi
di legge".
Già, la legge. Quella legge (Legge regionale 4/2006) che impone
(e l'ha fatta la Regione stessa!!) che nelle assegnazioni di case vengano
tutelate le fasce più deboli.
Ah beh certo. Questi poverini, con 125.000 euro/anno devo essere davvero
una fascia debolissima.
Per chi voglia imprecare un po', consiglio di leggere questo articolo
su Repubblica.it.
L'Agenzia Europea per l'Ambiente (EEA) ha recentemente pubblicato la IV Valutazione
dell'Ambiente, uno studio in cui affronta alcune tematiche di interesse mondiale,
quali ad esempio la qualità dell'aria, le polveri sottili, i cambiamenti climatici e
lo stato dell'ambiente marino.
Che il clima stia cambiando è ormai un fatto
universalmente noto. La temperatura media mondiale continua ad aumentare. Recenti
studi e ricerche scientifiche hanno definitivamente confermato che i cambiamenti
climatici che hanno avuto luogo negli ultimi anni sono parte di un processo che
perdurerà anche in futuro. Sono già ampiamente visibili i pesanti effetti che questo
fenomeno sta avendo sulla società e sulle risorse naturali, effetti che sembrano
destinanti a divenire sempre più significativi. I settori e gli ecosistemi che ne
risentiranno sono molti. Ciò che è peggio è che a subire i danni maggiori saranno
inevitabilmente i Paesi in via di sviluppo.
Per leggere la valutazione:
Reports.europa.eu
Per leggere in italiano sulla qualità dell'aria: Arpa Toscana
Cronaca dall'Italia industriale
I Carabinieri del NOE di Salerno e della stazione di Calabritto hanno sequestrato
un'area di circa 50.000 MQ in uso ad una società di commercializzazione di veicoli
nuovi ed usati, in cui veniva gestiti illecitamente veicoli fuori uso e rifiuti
costituiti dai relativi componenti e materiali.
In contemporanea, a Milano hanno denunciato il legale
rappresentante di una società operante nel settore della gestione di rifiuti
pericolosi e non per traffico illecito di rifiuti.
Stesso giorno (cioè ieri) a Reggio Calabria e a Maierato
sono stati denunciati il socio e l'amministratore unico di una società dedita alla
produzione di calcestruzzo per aver realizzato, in area sottoposta a vincolo
paesaggistico, una discarica abusiva di rifiuti, per aver attivato un impianto di
lavorazione del calcestruzzo in assenza di autorizzazione, per scarico illecito di
acque reflue e getto pericoloso di cose.
A Lecce, insieme all'Agenzia delle Dogane
di Taranto, nell'ambito di controlli finalizzati al riscontro della compatibilità
del pet coke con la normativa vigente, i carabinieri hanno accertato che tale combustibile
presenta un tenore di zolfo superiore al 6%.
(Fonte: Comunicati stampa del Comando Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente)