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Le vie infinite dei rifiuti

Ma chi sarà costui

Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose: fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."

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martedì, 01 settembre 2009
.: Per tornare a casa con la coscienza pulita? :.

Partiamo da un dato di fatto, un dato proprio numerico, verificabile da tutti sul sito dell'Istat, o magari con google ;).
Centinaia di migliaia di cittadini sono impegnati oggi in associazioni, comitati, campagne, movimenti, per fare quella che a seconda dei casi viene definita politica dal basso, o politica diffusa. Qualcuno la chiama con un brutto termine: politica molecolare, ma a me non piace, è proprio brutto. Sappiamo bene tutti che roba è: si tratta di organizzazioni e persone che si danno da fare per influenzare le scelte generali, ottenere il ripetto e la promozione dei diritti fondamentali, per la difesa del proprio territoro, per concorrere nel posto dove vivono alle scelte quotidiane degli amministratori pubblici, o per un modello di società diverso.
No non temete, non voglio annoiare dando ancora una volta la definizione di politica, quella la si trova in un qualunque manuale di filosofia per il liceo. Non voglio annoiare con queste cose anche perchè in Italia c'è una pericolosa confusione, praticamente da quando esiste la Repubblica.
Infatti, qui da noi quando si usa la parola politica la si associa generalmente ai partiti, e spesso solamente ad essi. Come se al di fuori dell'essere irregimentati nei partiti... non si facesse politica. Ovvio che se questo succede è a causa di un errore. Non posso ovviamente sbilanciarmi e dire se semplicemente errore o se malafede, anche perchè in quel momento c'erano delle condizioni storiche un po' particolari, e forse di meglio non si poteva fare. Già, perchè questa deviazione che ha generato l'equazione "politica=partiti" è contenuta nella nostra Costituzione, in particolare nell'articolo 49, dove dichiara che i cittadini possono "associarsi liberamente nei partiti per concorrere a determinare la politica nazionale". Eh sì, dice proprio così. Dice "i partiti", non le associazioni, i comitati, i movimenti. Per questo motivo, e per tanti altri che riguardano la storia delle istituzioni e della società nel secondo dopoguerra, i partiti hanno goduto di un primato che ha avuto due risvolti importanti:
1) vantaggi e privilegi economici, rendite di potere, occupazione delle istituzioni.
2) nell'immaginario colletivo i partiti sono diventati custodi e depositari della politica tutta.
 
Nell'immaginario collettivo. Perchè la realtà non è precisamente così. Tra la seconda metà degli anni '80 e gli anni '90, sono nati gruppi di volontariato, associazioni e comitati impegnati nella politica diffusa. Secondo il censimento Istat del 2001, citato all'inizio del post e da me usato come fonte per i numeri, il primo in Italia di tutto ciò che è no-profit (il secondo è previsto per il 2009, cioè è in corso), fino al 1999 di gruppi come questi ne sono nati oltre 120.000. Centoventimila. Cioè molti di più della somma delle sedi locali di tutti i partiti italiani.
Oggi, in totale, sono più di 220.000, secondo dati ufficiosi perchè il secondo censimento Istat è in corso d'opera, le organizzazioni senza scopo di lucro impegnate nella società civile, con milioni di cittadini coinvolti. Si tratta, per un certo numero di queste organizzazioni, della politica in prima persona (qualcuno si ricorda di Don Milani?), contro la delega della politica separata. E la sinistra non c'entra, è inutile dire che è la militanza comunista rimasta orfana del PCI, come si dice spesso da destra, infatti questo concetto l'ha inventato Don Milani che frequentava due posti: le parrocchie e gli oratori, non certo le case del popolo e le feste dell'Unità.
Ma torniamo ai partiti. Qualcuno più diligente di me (Giulio Marcon), si è messo a fare i conti, ed ha calcolato che siano all'incirca 10.000 le persone, tra funzionari di partito, appartenenti alle formazioni politiche, impegnate nella politica tradizionale, cioè nei partiti; a queste vanno aggiunte le poche decine di migliaia di attivisti, i militanti dei partiti. Quanti saranno in tutto? Facciamo 40.000?
Invece, pure in un'accezione ristretta, cioè per quanto riguarda l'impegno in attività di pressione, rivendicazione, advocacy, eccetera, sono oltre 400.000 coloro che fuori dai partiti fanno politica, e cioè si impegnano in organizzazioni, campagne e movimenti volti alla realizzazione dei beni comuni e dell'interesse generale. Il rapporto mi sa che è oltre 10 a 1.... Non male vero? Ed è una sottostima, perchè ho tenuto fuori appositamente il mondo del volontariato poichè in Italia chi fa volontariato... sono circa 2.600.000 (due milioni e seicentomila) persone, per cui... la politica nei partiti finirebbe travolta. Ovviamente ho lasciato fuori gli altri tipi di associazionismo, che qui non interessano poichè non dedicati al bene comune, come le logge massoniche e le associazioni religiose, sia di stampo orientalista che occidentalista.
 
Cosa è tutta questa massa di gente che si impegna, magari in piccolo nel proprio quartiere, per qualcosa che è politico ed è così diffuso? E' quella che si chiama società civile, e spesso si parla nel modo sbagliato di lei. Anche perchè "lei", in fin dei conti, siamo noi. E può essere pericolosa (vedere battaglie civili negli anni '70! Neanche il Vaticano riuscì a spuntarla sul divorzio e sul diritto matrimoniale!), talmente pericolosa che si cerca sempre di tenerla irregimentata...
 
Nel secondo dopoguerra, la società civile è riemersa in Italia (e non solo) con una forza straordinaria. Milioni di persone hanno partecipato alla vita politica e democratica del Paese. Movimenti, associazioni, gruppi di base, campagne, hanno dimostrato di essere capaci non solo di interpretare la volontà di partecipazione della società civile intera, ma anche di essere all'origine di trasformazioni sociali e politiche, nuovi modelli e comportamenti sia culturali sia civili sia economici (il cosiddetto terzo settore oggi fa economia per 38 miliardi di euro l'anno, e non sono caramelle), profonde innovazioni istituzionali, addirittura nuove leggi. Nella storia dei movimenti civili si registra costantemente una potenzialità di trasformazione e innovazione che si traduce, spesso in modo sotterraneo e in tempi differiti, in cambiamenti istituzionali, politici, sociali, ma non per questo meno reali.
Si tratta di una politica diffusa, orizzontale. Una politica non fatta tramite gruppi di sintesi come i partiti, piuttosto fatta per gruppi di affinità. Una politica in cui l'obiettivo non è il potere da conquistare, ma diritti da ottenere e trasformazioni sociali da realizzare.
Questo arcipelago di organizzazioni, esperienze e persone non solo rimette in discussione, e di esempi ce ne stanno tanti anche ai giorni nostri, il sistema di equazioni "politica=partiti" e "partiti=potere", ma rimette in discussione anche un'altra equazione sbagliata ma in cui tutti credono, quella "pubblico=statale".
Infatti, molte di queste esperienze sociali hanno un'immediata valenza pubblica, eppure non hanno bisogno di essere (scusatemi la parola bruttissima) statizzate, o di ricevere un riconoscimento giuridico o formale per poter definire il proprio ruolo come "pubblico". Sono infatti già parte della dimensione "pubblica" nel momento in cui realizzano, o cercano di promuovere la realizzazione, dei beni comuni, promuovono i diritti (e spesso anche i bisogni), perseguono un interesse generale. L'espressione politica diffusa, che mi piace di più rispetto a quell'altra brutta espressione, fa riferimento ad uno spazio sociale e civile, cioè un campo di soggetti e di azioni quotidiane, non particolaristici e non corporativi, in cui proprio i beni comuni e l'interesse generale diventano il principale obiettivo.
 
Questo la politica, i politici, quelli reali e quelli aspiranti, lo sanno bene. Per questo molti fondano la propria propaganda e il proprio consenso, elettorale o di piazza, richiamandosi alla "società civile", evocandola, o arrogando a sè di rappresentarla. E' il caso dell'Italia dei Valori di Di Pietro, nel caso dei partiti, o di movimenti tipo Grillo e dintorni, o di riviste intellettuali come Micromega: tutti questi soggetti proclamano di parlare a nome della "società civile", tentano di assoldarla nelle loro file (ma almeno fino ad ora solo quelli più civilmente ingenui ci sono cascati). Fortunatamente, sono ottimista, e quindi percepisco, anche analizzando superficialmente l'andamento delle cose... che questi tentativi di irregimentazione e furto del concetto di società civile non dureranno a lungo (ma ce ne saranno altri... come ce ne sono sempre stati). Tanto per cominciare, appena l'attuale capo del governo tira le cuoia e se ne va all'inferno, ci toglieremo dai piedi Di Pietro, che non avrà più motivo di stare in politica senza mostrare la sua vera faccia di nuova destra. Per Grillo e soprattutto Micromega (anche se per motivi diversissimi) dovremo aspettare che vada all'inferno il Partito Democratico, ma tanto quello ha già dimostrato di saper fare da sè... Gli altri, sinistra e destra al di fuori della dicotomia PD-PDL, all'inferno ci sono andati già.
In realtà società civile vuol dire un'altra cosa: vuol dire quel rivolo di centinaia di migliaia di gruppi che, spesso a livello locale, lavorano sul territorio. Si tratta insomma di chi si impegna, richiamandosi ad una propria identità definita, a partire dai probemi che si individuano, che stanno più a cuore tra le migliaia di questioni della società di oggi, e diventano l'oggetto della propria azione. Ed è un'azione reale, non il "fare gli alternativi", come se fosse un gioco. E' reale perchè incide sulla realtà. Quindi, è quello che si fa a partire dal volto delle persone che incontriamo e riconosciamo, e non dai simulacri astratti che costruiamo su di loro, quei simulacri che poi pretendono di inglobare tutto.
 
Va bene, ho annoiato abbastanza, cerchiamo di tirare le somme.
L'associazionismo in Italia, sempre nel senso di attivismo sociale e politico, rappresenta un'importante realtà di partecipazione democratica e politica. In Italia oggi ci sono quasi 7000 (settemila) associazioni di tutela dei diritti, 35.000 (trentacinquemila) di promozione sociale, 26.000 (ventiseimila) di volontariato, 1400 (millequattrocento) di solidarietà internazionale, 4.000 (quattromila) ambientaliste. E ce ne sono tante altre che si occupano di: tutela dei più deboli, affermazione dei diritti e dei bisogni (e sulla differenza tra diritti e bisogni necessiterebbe un altro post, ma la cosa mi annoia tremendamente perchè dovrebbero essere concetti acquisiti), per la trasformazione della società. Svolgono attività di interesse generale, perseguendo la realizzazione di beni comuni che possono inquadrarsi in obiettivi altrettanto generali quali la salvaguardia dell'ambiente, la promozione o la difesa del welfare, lo sviluppo sostenibile.
In definitiva, si tratta quindi di cittadini attivi che si muovono per l'affermazione di una cornice di diritti, a partire dall'assunzione dei propri doveri sociali di impegno civile e di responsabilità comune verso gli altri e verso il pianeta. Anche proponendo dei cambiamenti.
Poi, se qualcuno di recente ha scritto che queste cose servono perchè "poi tutti contenti si torna a casa con la coscienza pulita per sentirsi così alternativi!"... beh, massima libertà di pensarlo, per carità, ma fortunatamente non servirà certo a fermare questo fiume di impegno civile di qualche milione di persone che contribuiscono a dei miglioramenti reali. Ma poi, chiedo e mi chiedo, possibile mai che questo fiume di persone faccia tutto questo per sentirsi la coscienza a posto, e magari pulita con il sapone di Marsiglia? In ogni caso, si tratta di un fiume di persone di cui se permettete, nel pieno rispetto della mia autonomia intellettuale e senza abbracciare mai particolari bandiere, faccio parte, come ho spiegato nello scorso post.
 
Se qualcuno ha voglia di approfondire gli argomenti che, per ovvi motivi di spazio, qui ho appena tracciato, consiglio volentieri qualche lettura interessante, e che affronta tutto questo meglio di come saprei fare io:
 
G. Cotturri: "Potere sussidiario. Sussidiarieità e federalismo in Italia e in Europa", Carocci, Roma, 2001.
J. Holloway: "Cambiare il mondo senza prendere il potere", Intra-Moenia, Napoli, 2003.
E. Lévinas: "Totalità e infinito", Jaca Book, Milano, 1980.
A. Melucci: "L'invenzione del presente", Il Mulino. Bologna, 1982.
A. Melucci: "Diventare persone", Gruppo Abele, Torino 2000.
M. Revelli: "Oltre il novecento", Einaudi.
G. Marcon: "Come fare politica senza entrare in un partito", Feltrinelli 2005.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 01/09/2009 10:47 | link | fate pure commenti (10) |
politica, movimenti

venerdì, 28 agosto 2009
.: Progetto Cambiamo :.

Il "Progetto Cambiamo" riunisce quattro gruppi di associazioni (ambientaliste, animaliste, che operano nel sociale e nel contesto della scuola) che condividono l'idea di cooperare, al di là delle singole identità e specificità, per creare un sistema socioeconomico ed un modello di sviluppo che siano più sostenibili, più equi, più rispettosi della diversità biologica e culturale, più attenti alle strategie di risparmio e alle politiche di gestione delle limitate e preziose risorse del Pianeta.
 
Malgrado la comunanza di prospettive, ognuno di questi attori tende ad agire separatamente, individualmente, devolvendo energie, riproducendo strutture, strategie e metodi comunicativi che potrebbero essere invece condivisi e risultare potenziati da tale sinergia.
Il "Progetto Cambiamo" si prefigge di creare un punto di incontro permanente tra queste realtà, favorendo la creazione di una rete trasversale che operi tramite eventi destinati a raccogliere grandi afflussi di visitatori, e preveda delle riunioni periodiche tra i vari operatori.
 
Il 18-19-20 Settembre a Zinasco (PV) avrà luogo una grande festa realizzata nel contesto del Progetto, nella quale concerti musicali, spettacoli teatrali, giocolerie e animazioni, mostre di fotografia naturalistica, mercatini agroalimentari e artigianali si fonderanno con seminari, tavole rotonde, convegni e proiezioni di documentari su temi ambientali.
Ai bambini - non soltanto italiani perchè ci saranno anche piccoli ospiti dalla Russia - e al tema della scuola e della didattica verranno dedicati grandi spazi ed attenzioni.
Inoltre, in un incontro con i sindaci del bacino pavese verrà proposta la possibilità di creare un consorzio per conseguire risultati di assoluta eccellenza nella raccolta e gestione differenziata dei rifiuti urbani.
 
Seguiranno aggiornamenti ;)
 
Programma completo della manifestazione ed informazioni dettagliate sul sito: www.cambiamo.org

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 28/08/2009 09:07 | link | fate pure commenti (8) |
ambiente, comunicazioni, movimenti

giovedì, 02 luglio 2009
.: Libro bianco sul razzismo in Italia :.

Il razzismo è un'emergenza o è diventato un fatto sociale ordinario? Vi è o no una responsabilità della politica, delle istituzioni, degli intellettuali, dei media nella produzione e riproduzione dei discorsi e delle pratiche stigmatizzanti che alimentano le discriminazioni e le violenze razziste?
L'associazione Lunaria ricostruisce l'evoluzione del razzismo in Italia negli ultimi due anni in un libro bianco a partire dalla narrazione di 319 casi di razzismo quotidiano realizzata grazie al monitoraggio della stampa tra il 1 Gennaio 2007 e il 15 Aprile 2009.
Le cronache di ordinario razzismo documentate nel Libro bianco parlano da sole: testimoniano l'infondatezza della tesi che tenta di liquidare come “casi isolati” quelle violenze razziste che, per la loro gravità, riescono ad acquisire visibilità sui media e divengono oggetto del discorso pubblico.
Il razzismo in Italia non è ormai più un'emergenza, nel senso che è quotidiano e diffuso da tempo in tutte le aree del paese. Eppure, dovrebbe allarmarci la facilità con la quale tendiamo ad abituarci alla sua presenza accettandolo come un fatto sociale ordinario. Non contribuisce certo a frenare questa deriva, quel processo di legittimazione culturale, politica e sociale del razzismo di cui gli attori pubblici, in particolare istituzionali, sono i principali protagonisti: esso svolge un ruolo di primo piano nel mutamento delle modalità con le quali la società italiana si relaziona con i cittadini di origine straniera. Tale legittimazione, che ha richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale e delle istituzioni europee, ha alimentato e continua ad alimentare quei sentimenti diffusi di intolleranza e di ostilità che costituiscono l'humus favorevole per la proliferazione di atti e violenze razzisti. Nel Libro bianco viene analizzata questa evoluzione indagandone le radici storiche e soffermandosi sul ruolo che il mondo della politica, i media e il diritto speciale "riservato" ai migranti hanno svolto e svolgono nella produzione di un'immagine stigmatizzante dei cittadini di origine straniera e dei rom.
La decostruzione dei pregiudizi e degli stereotipi veicolati dal discorso pubblico e dai media viene svolta grazie a un'attenta analisi del carattere performativo del linguaggio che li contraddistingue e attraverso la narrazione di otto casi esemplari delle cronache del razzismo degli ultimi due anni. Cronache che la raccolta dei 319 casi monitorati sulla stampa riesce a rappresentare solo in piccolissima parte. Tra i molti protagonisti del razzismo quotidiano vi sono i giovani, nel ruolo di attori o di vittime. E' questa una delle tendenze più preoccupanti: dovrebbe sollecitare le istituzioni e la società civile a guardare con maggiore attenzione i disagi, ma anche le aspettative, dei "figli dell’immigrazione". Dovrebbe anche suggerire il rilancio delle politiche di inclusione sociale, una, anche se non la sola, delle scelte necessarie da intraprendere per combattere le molteplici forme del razzismo contemporaneo.
Per approfondire: Lunaria.org

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 02/07/2009 09:19 | link | fate pure commenti (2) |
documenti, movimenti, informazione

lunedì, 22 giugno 2009
.: Festa della decrescita. Impressioni a caldo :.

Non solo a caldo, ma anche scarse, per ora, perchè non ho avuto il tempo materiale di scrivere.
Il posto è eccezionale. Chi è appassionato di montagna e natura, faccia prima o poi un bel giro in Val Borbera. E' in provincia di Alessandria, non lontano dal confine con la Liguria. Si raggiunge facilmente dall'autostrada Milano-Genova. E' una valle bellissima, con flora e fauna eccezionali, paesaggi notevoli, si può fare dell'ottimo escursionismo (non io, che viaggiavo con la carrozzina per Viola).
La manifestazione è stata riuscitissima, a mio personale avviso. Qualcuno potrebbe dire che i vari eventi previsti hanno accumulato notevoli ritardi, il che è vero, ma fa parte dell'atmosfera decrescente, che prima di tutto deve essere "rilassata", e non certo a fare le corse. Questo ha avuto di sicuro un effetto negativo, visto che ho dovuto "tagliare" proprio il mio intervento e fare un po' di corse, per recuperare il ritardo e far partire lo spettacolo teatrale successivo, ma va bene così lo stesso: certi concetti chiave sono riuscito a trasmetterli, anche se di fretta. Tutto sommato, bene così.
E, sempre tutto sommato, il bilancio della festa è certamente positivissimo: è venuta gente non solo da tutta Italia, ma anche dai Paesi limitrofi, prima di tutti la Francia. Quindi, l'augurio che si tratti di una tappa intermedia di una lunga serie di appuntamenti che sono sia di socialità sia di approfondimento, con tante cose interessanti.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 22/06/2009 09:08 | link | fate pure commenti (1) |
ambiente, movimenti

martedì, 16 giugno 2009
.: Festa decrescita in val Borbera :.

Ne abbiamo già parlato in tempi recenti, ma adesso - fortunatamente - è tutto ufficiale, per cui posso fare un richiamino in vista del fine settimana :)
Il 20/21 Giugno a Carrega e Cabella Ligure (AL), la festa si fa :) Ci saranno tanti interventi e tante occasioni per discutere; ci saranno artisti, musicisti, spettacoli teatrali, laboratori del saper fare, tavole rotonde e seminari, e tante altre iniziative.
Il sito con tutte le informazioni è quello del Laboratorio della Fabula, dove potete trovare tutte le informazioni, dalle indicazioni stradali, al programma di tutte le cose che ci sono (lo trovate linkato, è in PDF).
Chi c'è? Tanta gente, e tante associazioni, trovate qualcosa qui, mentre tavole rotonde, conferenze e seminari stanno qua.
E tanto altro ancora (vedere sul sito).
Insomma, chi è in zona, e chi vuol passare un finesettimana carino e divertente, è invitato ;)

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 16/06/2009 09:01 | link | fate pure commenti |
ambiente, documenti, movimenti

martedì, 26 maggio 2009
.: Un po' di cose :.

1. Terra futura 2009
 
A Firenze, alla Fortezza da Basso, dal 29 al 31 Maggio 2009 si terrà la 6° edizione della mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale "Terra Futura". A Roma, presso la sede FAO, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della 6° edizione dell’evento.
Terra Futura è promossa e organizzata da Fondazione culturale Responsabilità Etica Onlus, Regione Toscana e Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale s.c., in partnership con Acli, Arci, Caritas Italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete e Legambiente. Protagonisti dell’ampia e articolata rassegna espositiva, con i loro progetti ed esempi concreti di un vivere diverso, associazioni e realtà del non profit, enti locali e istituzioni, imprese. Come sempre articolata e importante la proposta del calendario culturale, con convegni, dibattiti e seminari che vedranno intervenire a Firenze numerosi esperti e testimoni provenienti dal mondo della politica, dell’economia e della ricerca scientifica, dal terzo settore, dalla cultura e dallo spettacolo. Diversi e coinvolgenti i laboratori interattivi in cui i visitatori potranno sperimentare le buone pratiche.
Per informazioni e per approfondire: Terrafutura.it.
 
2. Relazioni on-line del Terzo Convegno Nazionale sul Monitoraggio degli Incidenti Stradali
 
Sono disponibili on line le relazioni presentate al 3° Convegno Nazionale sul Monitoraggio degli Incidenti Stradali “Casualità e causalità nell’ambito dell’incidentalità Stradale: come intervenire” svoltosi nei giorni 26 e 27 Febbraio 2009. Il Convegno si è svolto in 3 sessioni: “I dati e la loro produzione”, “Le cause degli incidenti stradali e la percezione del rischio” e “Gli interventi”.
Sono disponibili le seguenti relazioni:
- Dati internazionali sull’incidentalità stradale
- Le nuove prospettive dell’indagine sugli incidenti stradali. I dati dell’anno 2007
- Le cause degli incidenti stradali e la percezione del rischio
- Il fattore umano nella determinazione degli incidenti stradali: le evidenze scientifiche
- La simulazione di guida per l'analisi della sicurezza dell'esercizio viario
E molte molte altre ancora, che non elenco per motivi di spazio.
Per approfondire: OsservatorioIncidenti.it.
 
3. (Importante) I nuovi dati di incidenza e mortalità per tumore in Italia.
 
Pubblicati i nuovi dati nello studio sui tumori dell'AIRTUM, che aggiorna l'analisi al periodo 2003-2005. Ancora una volta si nota come le consolidate carenze nella Prevenzione Primaria e nell'applicazione del Principio di Precauzione non pagano, ma sono pagate dal malato e dalla collettività.
Per scaricare il documento (in PDF): RegistriTumori.it.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 26/05/2009 08:59 | link | fate pure commenti (4) |
notizie, movimenti, salute

giovedì, 14 maggio 2009
.: La festa della decrescita :.

Carrega Ligure e i paesi della Comunità montana Val Borbera (Al) ospitano la festa del movimento della decrescita felice dal 19 al 21 giugno 2009.
Un incantevole angolo di Piemonte al confine tra la Liguria la Lombardia e l’Emilia Romagna si trasformerà per quattro giorni in un grande laboratorio/vetrina di tutti i temi/capisaldi del movimento, una occasione per stare insieme, riflettere, sperimentare, discutere.
 
Gli elementi saranno:

Nelle prossime settimane verrà reso noto il calendario dettagliato.
Per trovare maggioni informazioni, consiglio il sito del movimento Decrescita felice, ma anche Grigiotorino. MDF 2009 è organizzata dal Laboratorio della Fabula.
Torneremo sull'argomento ;)

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 14/05/2009 09:04 | link | fate pure commenti (9) |
ambiente, documenti, movimenti

lunedì, 09 marzo 2009
.: Non abbiamo bisogno del nucleare :.

Al Presidente della Repubblica,
Al Presidente del Senato,
Al Presidente della Camera Deputati,
Al Presidente del Consiglio,
Ai Parlamentari tutti
 
Noi cittadini e cittadine italiane, visto il “Piano Triennale per lo Sviluppo”, approvato dal Consiglio dei Ministri, che lancia “il ritorno all’energia nucleare”, facciamo presente che:
 
a. Il popolo italiano ha votato a larghissima maggioranza, con i 3 referendum del 1987, l'uscita definitiva dell'Italia dall'avventura nucleare, come hanno deciso anche Austria e Polonia (che non hanno avviato le loro centrali già costruite), Danimarca, Grecia, Norvegia e Irlanda (che hanno rinunciato alla loro costruzione), Germania, Belgio, Olanda, Spagna e Svezia (che hanno deciso di non costruire più centrali nucleari nel loro territorio, puntando sulle energie rinnovabili).
 
b. Il nucleare non ci libera dalla dipendenza dall'estero: l’uranio è una fonte esauribile; per far funzionare le centrali dovremmo importarlo e il suo prezzo sta salendo ancora più rapidamente del petrolio: dal 2001 al 2007 si è moltiplicato per dieci.
 
c. Non esiste il nucleare “sicuro” e “pulito”: i reattori di “quarta generazione” sono previsti tra 25-35 anni (dopo il 2030, attorno al 2040); intanto il governo vuole costruire centrali di “terza generazione” che non hanno risolto né il problema della sicurezza ( non c'è solo Cernobyl, ma decine di incidenti gravissimi come quelli che hanno provocato 7 morti nelle centrali giapponesi tra il 1995 e il 2005) né di come smaltire le scorie che restano radioattive per centinaia e migliaia di anni.
 
d. La strada maestra sono le energie rinnovabili: Germania, Spagna, Austria, Grecia, Danimarca e tanti altri stati, europei e non, si stanno liberando dalla schiavitù del petrolio investendo grandi risorse sull'energia solare termica, fotovoltaica e a concentrazione, sull’energia eolica e sul risparmio e razionalizzazione degli attuali consumi. In Italia basterebbe coprire di pannelli fotovoltaici solo lo 0,1% (un millesimo) del territorio nazionale (utilizzando un decimo di tetti, pensiline, barriere autostradali ecc.) per soddisfare il 20% del fabbisogno nazionale di energia elettrica.
 
e. Il nucleare è fuori mercato, vive grazie a sovvenzioni statali e militari: Le stime Usa per i nuovi impianti danno il costo del kWh nucleare a 6.3 cent, addirittura il 20% in più dei 5,5 cent del gas o 5,6 del carbone (anche questi, peraltro, dannosi per la salute e l’ambiente). Per questo negli Usa, nonostante gli enormi incentivi stanziati da Bush, nessun privato ci investe dal 1976. L'unico reattore in costruzione in Europa è in Finlandia, perchè quello stato carica sul proprio bilancio (dei contribuenti) smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale (che costa quasi come la costruzione). Gli altri 8 stati che, nel mondo, investono nel nucleare, lo fanno, quasi tutti, per produrre anche materia prima per le bombe: Cina, India, Russia, Pakistan, Giappone, Argentina, Romania e l'Iran, attualmente nel mirino degli Usa, perchè non è suo alleato.
 
Perciò chiediamo ai massimi rappresentanti di Stato e Parlamento di non tradire la volontà popolare e non imboccare, con i nostri soldi, questo costosissimo vicolo cieco.
 
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Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09/03/2009 00:21 | link | fate pure commenti (7) |
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: boh