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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Eh sì, ero giovane all'epoca....
Buon fine settimana :)
Dedicato a Napoli.
Testo e musica di Federico Salvatore, al quale va
il mio inchino.
Se io fossi san Gennaro non sarei così leggero
Con i miei napoletani io m'incazzerei davvero
Come l'oste che fa i conti dopo tanto fallimento
Senza troppi complimenti sarei cinico e violento
Vorrei dire al costruttore del centro direzionale
Che ci può solo pisciare perchè ha fatto un orinale
Grattacieli di dolore un infarto nella storia
Forse è solo un costruttore che ha perduto la memoria
Nei meandri dei quartieri di madonne e di sirene
Paraboliche ed antenne sono aghi nelle vene
E nei vicoli dei chiostri di pastori e vecchi santi
Le finestre anodizzate sono schiaffi ai monumenti
E' come sputare in faccia ai D'angiò agli Aragona
Cancellare via le tracce di una Napoli padrona
E' lo sforzo di cagare dell'ignobile pappone
Sulle perle date ai porci da Don Carlo di Borbone
E' perciò che mi accaloro coi politici nascosti
Perchè solamente loro sono i veri camorristi
A cui Napoli da sempre ha pagato la tangente
E qualcuno l'ha incassata con il sangue della gente
E per certi culi grossi il traguardo è una poltrona
E per noi poveri fessi basta solo un Maradona
E il miracolo richiesto di quel sangue rosso chiaro
Lo sa solo Gesù Cristo che quel sangue è sangue amaro
Lo sa il Cristo ch'è velato di vergogna e di mistero
Da quel nobile alchimista principe di Sansevero
E con lui lo sa Virgilio il sincero Sannazzaro
Giambattista della Porta che il colpevole è il denaro
E nessuno dice basta per il culto della festa
E di Napoli che resta sotto gli occhi del turista
Via i vecchi marciapiedi che hanno raccontato molto
Pietre laviche e lastroni seppelliamoli d'asfalto...
...l'appalto
Ma non posso più accettare l'etichetta provinciale
E una Napoli che ruba in ogni telegiornale
Una Napoli che puzza di ragù di malavita
Di spaghetti cocaina e di pizza margherita
Di una Napoli abusiva paradiso artificiale
Con il sogno ricorrente di fuggire e di emigrare
E di un popolo che a scuola ha creato nuovi corsi
E la cattedra che insegna qual'è l'arte di arrangiarsi
Io non posso più accettare l'etichetta di terrone
E il proverbio che ogni figlio è nu bello scarrafone
E mi rode che Forcella è la kasba del furbone
Che ti scambia con il pacco uno stereo col mattone
Se io fossi San Gennaro giuro che vomiterei
La mia rabbia dal Vesuvio farei peggio di Pompei
E poichè c'ho preso gusto con la scusa del santone
Io ritengo che sia giusto fare pure qualche nome
Chiederei a Pino Daniele che fine ha fatto terra mia
Siamo lazzari felici quanno chiove 'a pecundria
Napule è 'na carta sporca Napule è mille paure
Ma pe' chhiste viche nire so' passate 'sti ccriature
Da Pontano a Paisiello Giulio Cesare Cortese
Da Basile a Totonno Petito fino a Benedetto Croce
Da Di Giacomo a Viviani poi Caruso coi Parisi
Da Toto' ai De Filippo fino a Massimo Troisi
C'è passato Genovesi e Leopardi con orgoglio
La romantica Matilde e Il Mattino di Scarfoglio
Filangieri Cardarelli tutto l'oro di Marotta
C'è passata la madonna che ora vedi a Piedigrotta
Un Luciano De Crescenzo Bellavista di Milano
E Sofia che da Pozzuoli oggi parla americano
Un Roberto De Simone che le ha preso pure il cuore
Ora cerca di sfruttarala Federico Salvatore
Ma non posso tollerare chi si arroga poi il diritto
Di cambiare e trasformare tutto ciò che e' stato fatto
Di chi vuol tagliar la corda con la vecchia tradizione
Di chi ha messo nella merda la cultura e la canzone
Io non posso sopportare che un signore nato a Foggia
Porta Napoli nel mondo e la stampa lo incoraggia
E che il critico ha concesso al neomelodico l'evento
Di buttare in fondo al cesso Napoli del novecento
Perchè ancora io ci credo e mi incazzo ve lo giuro
Che Posillipo e Toledo li divide un vecchio muro
Come quello di Berlino che ci spacca in due metà
Uno è figlio 'e bucchino l'altro è figlio di papa'
Se io fossi San Gennaro giuro che mi vestirei
Pulcinella Che Guevara e dal cielo scenderei
Per gridare alla mia gente tutto ciò che mi fa male
E finire da innocente pure io a Poggioreale
Perchè come Gennarino sono vecchio in fondo al cuore
La speranza Iervolino può lenire il mio dolore?
Io ho capito che la vita è solo un viaggio di ritorno
Che domani è già finito e che ieri è un nuovo giorno
Sembra un gioco di parole ma mi sento più sicuro
Coi progetti dal passato e i ricordi del futuro
E alla fine del mio viaggio chiedo a Napoli perdono
Se ho cercato con coraggio di restare come sono
Cose serie
Flash mob antirazzista. Domani a Milano. Per approfondire, e capire come è nata questa bella iniziativa, trovate tutto su
Infondoasinistra.
Cose meno serie
Almeno, a differenza di oggi, negli anni '60 guardare uno spot
pubblicitario in TV faceva scappare un sorriso, e allora sorridiamo
tutti, oggi che le cose sono cambiate (o siamo cambiati noi?).
Invece oggi se ci azzardiamo ad accendere il televisore, ci troviamo
davanti a palloni gonfiati, pieni di inutilità politica e sociale, come
stigmatizzato tempo fa dalla trasmissione Blob, una delle poche
che si salvava.
E per finire, meglio stendere un velo pietoso sulla musica.
Da questo punto di vista, meglio la Bulgaria.
Allarme in Belgio per una fuga radioattiva verificatasi in un istituto che produce radioisotopi per uso medico a Fleurus, località ad una cinquantina di chilometri a sud di Bruxelles, nella zona di Charleroi. L'incidente risale al 24 agosto, ma solo in questi giorni le autorità competenti hanno deciso di avvertire la popolazione. Insieme agli avvisi ai cittadini che vivono nell'area, l'Agenzia belga per il controllo nucleare ha informato la Commissione europea delle misure prese, così come previsto a livello UE dal sistema di allerta rapida Ecurie.
La fuga radioattiva, avvenuta nel laboratorio dell'Istituto di radio-elementi (Ire) di cui è presidente l'ex commissario europeo Philippe Busquin, era stata segnalata nella notte tra domenica 24 e lunedì 25 agosto. In un primo momento, il 26 agosto scorso, l'incidente era stato classificato al livello 3 (guasto grave) della scala internazionale Ines, che comprende 7 livelli. Solo ieri sera l'Agenzia belga per il controllo nucleare ha optato però per misure di protezione più stringenti, dopo aver analizzato alcuni campioni di erba. A questo punto è partita la comunicazione anche all'esecutivo Ue e di conseguenza a tutti gli altri Stati membri.
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Cronaca dall'Interno
Dal Vangelo secondo Blade Runner:
Ho fatto cose brutte. Cose per cui il Dio della biomeccanica non ti farebbe entrare in paradiso.
Proverbio del giorno:
Se vuoi che qualcosa riesca bene, falla da te.
Angolo della musica
"Se l’Italia avesse un minimo di dignità e d’onore
l’alta Puglia non sarebbe il luogo del culto di Padre Pio
ma di Matteo Salvatore"
(Alessio Lega)
(La morte bianca - Matteo Salvatore)
(Lu bene mio - interpretata da Vinicio Capossela in omaggio a Matteo Salvatore)
Comm'è bella a muntagna stanotte
bella accussi nun l'aggio vista maie!
'N'anema pare rassignata e stanca
sotto cuperta 'e chesta luna janca.
Tu che nun chiagne e chiagnere me faie,
tu, stanotte addò staie?
Voglio a te!
Voglio a te!
Chist' uocchie te vonno
n' ata vota vedè!
Comm'è calma 'a muntagna stanotte
cchiù calma 'e mo nun l'aggio vista maie!
e tutto dorme, tutto dorme o more,
e i sulo viglio, per chè veglia Ammore.
Tu che nun chiagne e chiagnere me faie,
tu, stanotte addò staie?
Voglio a te!
Voglio a te!
Chist' uocchie te vonno
n' ata vota vedè!
Fare 400 Km nell'arco di una giornata solo per incontrare un avvocato, e
mettere in sua presenza una maledettissima firma, non è certo il massimo
nella vita. Forse era meglio restare a lavorare :)
Oltretutto, siccome la mia auto è un mezzo mobile, sempre nel senso
che metà si muove e metà resta ferma al punto di partenza, ha praticamente
tutto a metà. Tanto per fare un esempio, uno sportello si chiude, e l'altro
no. E quello che resta aperto, manco a farlo apposta, è dal lato guida.
L'altra sera, il mio coinquilino l'ha sistemato magicamente: non so come
abbia fatto, e non lo sa nemmeno lui; sa che dopo vari tentativi
infruttuosi, l'ha toccato con un dito e lo sportello si è chiuso. Ma non
so quanto reggerà. Speriamo non si apra sull'autostrada :)
Oggi è 21 novembre 2007. Esattamente 130 anni fa, il 21 novembre 1877, un
signore statunitense (un grande genio!) di nome
Thomas Edison annunciò di aver inventato un apparecchio che può registrare suoni,
e di averlo chiamato fonografo. Se ci pensiamo un attimo, è una di quelle
invenzioni che ha cambiato la società, anzi la civiltà umana.
L'idea a Edison era venuta, come un vero e proprio lampo di genio, mentre
stava lavorando ad altro. Aveva appena realizzato un ripetitore telegrafico
in grado di incidere i punti e le linee tipiche del codice morse, su un disco, disegnando
una traccia a spirale con una piccola punta (oh! Sbaglio o a noi, che siamo nati 100 anni dopo,
già ricorda molto da vicino il disco di vinile per la musica?). In tal modo, uno stesso
messaggio poteva essere ripetuto più volte senza l'intervento dell'operatore, semlicemente
facendo girare il disco.
Quindi, l'idea era solo per il codice morse del telegrafo. Ma il 17 luglio 1877 Edison
sbagliò qualcosa e fece girare il disco troppo velocemente. Talmente veloce che...
si accorse che se il disco ruotava ad una velocità sufficientemente alta, la puntina
emetteva vibrazioni che ricordavano il timbro della voce umana. Fu la "scintilla",
il lampo di genio, che fece nascere l'idea di usare questo principio per poter registrare la
voce umana.
Il primo fonografo di Edison era costituito da un rullo di ottone di circa 10 cm
di diametro e di lunghezza, sostenuto da un asse filettato. Sul cilindro era
tracciato un solco a spirale di 2,5 mm di larghezza e la superficie del cilindro
era ricoperta da un foglio di stagnola. Durante la registrazione, il cilindro ruotava
e la stagnola veniva sfiorata dalla puntina collegata alla membrana vibrante. La
puntina, seguendo le oscillazioni della membrana, incideva una traccia più o meno
profonda nella stagnola che, tesa sopra al solco, poteva cedere sotto la pressione. Per
la riproduzione, il processo sarebbe stato inverso, con l'unica differenza che in questo
caso veniva utilizzata una seconda membrana, molto più elastica, posta all'altra
estremtià dell'apparecchio. Il solco nella stagnola con le sue variazioni di
profondità, faceva vibrare la membrana restituendo il suono registrato. Il
funzionamento era quindi alternativamente di registratore o riproduttore.
Chi vide l'apparecchio, sbeffeggiò Edison, mostrandosi scettico. L'inventore
ottenne un coro di gente che gli disse che quell'invenzione era una
stronzata! :)
Chi volesse dare uno sguardo al fonografo di Edison, può vederlo
qui.
Tutti gli scettici, tutti coloro che pensarono che l'invenzione non era seria,
si sarebbero ricreduti appena dieci anni dopo quando, nel 1887,
Emile Berliner
brevettò il Grammofono che usava dischi al posto dei cilindri, e che aprì la
strada verso i moderni giradischi.