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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
Trenta anni dopo
Identità di un blog (e di chi lo scrive)
La grande truffa
Venticinque anni dopo
Ti spio anche senza risposta
Il valore della Moneta
La censura dei blog sbarca in Europa
Linea 601A (la mia banlieu)
Come muore la mia terra
Osservando Napoli
San Paolo Belsito, 4 maggio 2007
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...ma solo ora arrivo davanti ad un computer connesso alla rete :)
Dunque...
Mattinata intensa, dopo una domenica sonnacchiosa.
La mattina è passata in una conferenza stampa in centro di
Roma, ovviamente si parlava di monnezza, quindi non potevo
di certo mancare (poichè modestamente monnezza siamo).
Poi dopo, saltando rigorosamente il pranzo, ho vagato a vuoto
per Roma, con la mente persa in milleeuno pensieri, non sempre
belli.
Ora eccomi qua, con tante di quelle cose arretrate... che
gli umani non possono neanche immaginare.
Cronaca dall'Interno: nuvoloso con pioggia (anche se su Roma
c'è un sole primaverile). Nella mente alcune cose vanno male,
ed ho mille recriminazioni da farmi. No, non ce l'ho con il
mondo, poichè a sbagliare so fare benissimo da solo. E gli
errori si pagano.
Ora però, un caffè ci sta tutto. Se no non si fa nulla.
Quanto segue non è farina del mio sacco. Sia chiaro fin da ora.
E' una lettera vecchia di oltre 20 anni, scritta da un parente
acquisito (e poi perduto) dalla famiglia di mio
padre, e finita nelle mie mani.
La pubblico qui, oggi, perchè verosimilmente è stata scritta proprio
il 27 novembre, di 27 anni fa. A quattro giorni dalla tragedia.
La metto qui, così com'è.
Ho le mani che sanguinano. Scorticate.
Nonostante i guanti pesanti. Non sono serviti a non rompermi le mani. Si sono invece
rotti i guanti. Devo scrivere piano, perchè ho le dita che mi fanno male.
La sera di domenica 23, ero in auto. Andavo a Bari, dove avrei dovuto essere per
lavoro il giorno dopo. Siccome dovevo essere lì presto, verso le 9.00 del mattino di
lunedì, e di solito all'alba la zona tra Campania e Puglia è piena di nebbia, ho
preferito partire la domenica sera, poco prima delle 19.00, dopo aver salutato la
mia compagna, e la nostra bellissima figlia di 4 mesi.
All'ora del terremoto ero in autostrada, più o meno all'altezza
di Lacedonia, quindi molto vicino all'epicentro. Nonostante questo, non mi accorsi
di nulla. Sono passato a breve distanza dall'epicentro del più grande terremoto della
fine del'900, senza praticamente avvertirlo.
Ho saputo del terremoto solo quando mi sono fermato ad un'area di servizio.
Ho cercato di mettermi in contatto con la mia famiglia, ma inutilmente, il black out
telefonico era totale. Dalle poche notizie che siamo riusciti ad apprendere dalla
radio dell'autogrill, che era sintonizzata su Radio Uno, capii che si trattava di
qualcosa di grosso, e che c'erano di sicuro molti morti, sparsi su tre grandi
provincie di due Regioni d'Italia. Ed io ero lì. Ero sano, e non potevo certo restare
su quell'area di servizio.
Così, con buona pace per il mio impegno di lavoro del giorno dopo, anche se la mia famiglia mi credeva
in viaggio verso Bari, uscii dall'autostrada, con in mente un nome, ripetuto più volte
dalla radio: Castelnuovo di Conza.
Vi sono arrivato solo a mezzanotte.
Quando uscii dall'autostrada piombai nel buio più fitto. I paesi, di solito
illuminati, erano al buio. Niente luci. Intere vallate senza elettricità. Il terremoto
doveva aver interrotto tutte le linee. Un buio surreale, ed allucinante.
Lo spettacolo che mi si parò di fronte a Castelnuovo, è stato il più allucinante della mia
vita, con cumuli di macerie dappertutto. Mi fermai vicino a quella che
sembrava essere una caserma. E lo era, erano carabinieri. Entrai e mi dichiarai disponibile
come volontario per i primi
soccorsi. I carabinieri mi spiegarono che era difficile, perchè non avevano alcuna
attrezzatura, niente fotoelettriche, niente luci artificiali, e al buio non si poteva
fare nulla. Non avevo neppure da mangiare.
Per inziare a scavare, fummo costretti ad aspettare l'alba.
I primi raggi del sole hanno rivelato uno spettacolo inimmaginabile: dappertutto c'erano
macerie e sole macerie, pochissime le case
in piedi. Ci mettemmo a scavare con le mani, con l'unica protezione dei guanti che, a noi
volontari, i carabinieri avevano dato in dotazione, e con mezzi di fortuna, insieme
agli abitanti che si erano salvati ed in grado di lavorare. La maggioranza era però come
inebetita. Sembravano in trance. Quando ci vedevano ci tiravano verso le proprie abitazioni, urlando e
piangendo, perché li aiutassimo a trovare i propri cari sepolti vivi. Purtroppo, invece
dei superstiti, man mano che scavavamo, cominciarono ad affiorare i primi cadaveri, ma
riuscimmo qua e là a trovare qualcuno ancora
vivo. Lavoravamo senza soste. Non si può spiegare in che stato eravamo già dopo
qualche ora. I guanti divennero inservibili subito, si lacerarono a furia di scavare tra le
macerie. Avevamo gli occhi lucidi per le lacrime, tanto era la drammaticità che
si viveva e tanta la commozione nel vedere i corpi straziati e i parenti piangere la
perdita chi di un figlio, chi della moglie, chi di un genitore. Passammo tutto il giorno del 24 così. Solo a sera
mangiammo mezza scatoletta di tonno a testa, e i sopravvissuti
stavano peggio di noi.
Sinceramente, lo ammetto: ero galvanizzato dalla sensazione di fare qualcosa
di buono. Il giorno dopo sono arrivati i primi veri soccorsi, da Napoli, da Foggia, da Roma. Ho
scaricato camion, cucinato e lavato piatti, ho portato
abiti e cibo nelle campagne vicine, mentre i carabinieri e la protezione civile
scavavano ancora.
Il 25 abbiamo ripreso a scavare perchè i carabinieri hanno avuto altro da fare,
un grosso problema: quello dei cani randagi. Operavano in piccoli branchi. Durante i
primi giorni, li abbiamo sorpresi a mangiare i cadaveri. Ma li abbiamo visti
attaccare anche i superstiti, e qualche volta hanno attaccato anche noi. Quindi, i
carabinieri si sono dovuti occupare del
tenere lontani i cani, anche sparando.
Rimarrò qui ancora 12 giorni, poi arriveranno altri volontari, dicono, a darci
il cambio. Quando tornerò, non spaventatevi. Sarò scandalosamente sporco. Qui ci
si lava solo il viso, con la neve, facendola sciogliere su una stufa a legna. L'acquedotto
è ancora interrotto, e non si sa per quanto tempo non arriverà l'acqua. Arrivano le
autobotti da Napoli, è vero, ma quell'acqua va usata per bere.
Insomma, non spaventatevi, mi troverete con la barba lunga e con qualche chilo in meno. I
miei vestiti, andranno direttamente nella spazzatura.
Per fortuna ci hanno detto che oggi arriverà un furgone della Posta, così potrò
almeno mandarvi questa lettera, visto che i telefoni ancora non funzionano ed i
carabinieri non hanno il tempo di mandare comunicazioni che non siano strettamente
di servizio.
Vi abbraccio tutti, e torno a scavare.
Questa settimana è stata particolarmente stancante.
Mi sento a pezzi. Complice la giornata distruttiva di
mercoledì scorso, dalla quale non mi sono ancora ripreso
e non ho ripreso energie. Che il fine settimana mi serva
a questo (si spera).
Poi, l'Italia va a rotoli, tra un ex governante che fa un
partito e fa implodere la sua stessa colazione (non quella
avversaria, che sa già implodere da sola), ed un re citrullo che chiede risarcimenti senza
avere prima saldato i suoi, di debiti con la giustizia,
civile e penale, e soprattutto senza fare il calcolo di quanto lui dovrebbe
risarcire al Paese. Sullo sfondo, una penisola ed una società che sono già implose,
dove gli unici capitali in grado di generare investimenti fruttuosi,
occupazione e reddito, sono quelli di provenienza mafiosa, cioè quelli
dell'unico settore
che non implode.
Giorni fa pensavo che sarebbe meglio lasciar perdere l'Italia
e salvare l'Ungheria, ma poi, tempo dopo
questo post e
questo articolo, mi sono ritrovato in mailbox una mail
(a dire il vero bella) scritta in un misto ungherese/italiano di qualcuno che è ungherese per davvero ed è neonazista
per davvero. Il riassunto della mail in pratica è qualcosa di spettacolare: "Sì sì va bene, siamo un
po' nazi, ci piace Hitler, però non siamo cattivi. Siamo buoni, sono gli
altri che dicono che siccome siamo nazi allora siamo cattivi".
Beh che dire, in un Paese che è veramente bipolare, e che potrebbe esprimere
belle cose, trovarsi davanti a due coalizioni i cui leader raccontano i loro
modelli... fa cadere le braccia. Se Gyurcsány dichiara: "il mio modello politico di
riferimento è Massimo D'Alema" e Orbàn dichiara: "il mio modello politico ispiratore
è Francesco Storace", vuol dire che anche l'Ungheria è perduta. Amen. Pace
all'anima loro. E' solo l'ennesima esportazione sbagliata del made in Italy.
Intanto, il militante dello Jobbik
(qui c'è il loro notiziario in inglese,
ma non è la stessa cosa del sito), l'organizzazione di estrema destra di
cui si parla, mi ha anche mandato il link a questo interessante video che, a
suo dire, è la prova che... sì certo, usano ancora bandiere e distintivi
bianchi e rossi (il simbolo del governo filo hitleriano di Szalasi tra il 1943 e il 1945, ma
è un simbolo molto più antico con radici medioevali), ma in fondo sono buoni. Ai
posteri l'ardua sentenza (ed il farsi un'idea). Io (per ora) mi astengo dal
fare commenti.
Io invece consiglio i primi tre minuti del prossimo video.
Interessante la benedizione delle bandiere da parte di un
sacerdote ortodosso.
Io intanto gli ho scritto una rispostina a tono. Vediamo che ne dicono.
Ora, è tempo di caffè. Poi di lavorare. Poi di studiare l'Operazione Matrix
appena conclusa dalla magistratura: 25.000 tonnellate di rifiuti speciali che
dalla Calabria sono andati a finire (indovina un po'?) in Campania.
Fare 400 Km nell'arco di una giornata solo per incontrare un avvocato, e
mettere in sua presenza una maledettissima firma, non è certo il massimo
nella vita. Forse era meglio restare a lavorare :)
Oltretutto, siccome la mia auto è un mezzo mobile, sempre nel senso
che metà si muove e metà resta ferma al punto di partenza, ha praticamente
tutto a metà. Tanto per fare un esempio, uno sportello si chiude, e l'altro
no. E quello che resta aperto, manco a farlo apposta, è dal lato guida.
L'altra sera, il mio coinquilino l'ha sistemato magicamente: non so come
abbia fatto, e non lo sa nemmeno lui; sa che dopo vari tentativi
infruttuosi, l'ha toccato con un dito e lo sportello si è chiuso. Ma non
so quanto reggerà. Speriamo non si apra sull'autostrada :)
Oggi è 21 novembre 2007. Esattamente 130 anni fa, il 21 novembre 1877, un
signore statunitense (un grande genio!) di nome
Thomas Edison annunciò di aver inventato un apparecchio che può registrare suoni,
e di averlo chiamato fonografo. Se ci pensiamo un attimo, è una di quelle
invenzioni che ha cambiato la società, anzi la civiltà umana.
L'idea a Edison era venuta, come un vero e proprio lampo di genio, mentre
stava lavorando ad altro. Aveva appena realizzato un ripetitore telegrafico
in grado di incidere i punti e le linee tipiche del codice morse, su un disco, disegnando
una traccia a spirale con una piccola punta (oh! Sbaglio o a noi, che siamo nati 100 anni dopo,
già ricorda molto da vicino il disco di vinile per la musica?). In tal modo, uno stesso
messaggio poteva essere ripetuto più volte senza l'intervento dell'operatore, semlicemente
facendo girare il disco.
Quindi, l'idea era solo per il codice morse del telegrafo. Ma il 17 luglio 1877 Edison
sbagliò qualcosa e fece girare il disco troppo velocemente. Talmente veloce che...
si accorse che se il disco ruotava ad una velocità sufficientemente alta, la puntina
emetteva vibrazioni che ricordavano il timbro della voce umana. Fu la "scintilla",
il lampo di genio, che fece nascere l'idea di usare questo principio per poter registrare la
voce umana.
Il primo fonografo di Edison era costituito da un rullo di ottone di circa 10 cm
di diametro e di lunghezza, sostenuto da un asse filettato. Sul cilindro era
tracciato un solco a spirale di 2,5 mm di larghezza e la superficie del cilindro
era ricoperta da un foglio di stagnola. Durante la registrazione, il cilindro ruotava
e la stagnola veniva sfiorata dalla puntina collegata alla membrana vibrante. La
puntina, seguendo le oscillazioni della membrana, incideva una traccia più o meno
profonda nella stagnola che, tesa sopra al solco, poteva cedere sotto la pressione. Per
la riproduzione, il processo sarebbe stato inverso, con l'unica differenza che in questo
caso veniva utilizzata una seconda membrana, molto più elastica, posta all'altra
estremtià dell'apparecchio. Il solco nella stagnola con le sue variazioni di
profondità, faceva vibrare la membrana restituendo il suono registrato. Il
funzionamento era quindi alternativamente di registratore o riproduttore.
Chi vide l'apparecchio, sbeffeggiò Edison, mostrandosi scettico. L'inventore
ottenne un coro di gente che gli disse che quell'invenzione era una
stronzata! :)
Chi volesse dare uno sguardo al fonografo di Edison, può vederlo
qui.
Tutti gli scettici, tutti coloro che pensarono che l'invenzione non era seria,
si sarebbero ricreduti appena dieci anni dopo quando, nel 1887,
Emile Berliner
brevettò il Grammofono che usava dischi al posto dei cilindri, e che aprì la
strada verso i moderni giradischi.
Una premessa importante: non ho alcuna intenzione di fare un
post splatter. Ok? Non è il mio stile. Ma sto un po' incazzato:
l'apprendere certe notizie mi addolora, e mi fa rabbia.
Mi fanno rabbia le guerre dimenticate. Ma se mi incazzo per
le guerre lontane... mi incazzo al triplo quando la guerra
dimenticata in questione è nel cuore dell'Europa, cioè in
pratica dietro casa.
In linea d'aria siamo a poco più di 300 Km da città come
Bari e Brindisi, ancora meno rispetto ad una megalopoli come
Atene.
No, non è l'Afghanistan, non è l'Iraq. E' l'Europa. Forse per questo
non c'è neanche un servizio in nessun TG. Forse è per questo se solo
saltuariamente si vede un trafiletto a pagina 16 di qualche quotidiano.
Fatto sta, che si è appena conclusa l'operazione Tempesta di Montagna
nella regione del Tetovo, nel cuore della Macedonia, le indagini in corso
tentano di far luce sulla dinamica dell'accaduto e sulle forze coinvolte
nella guerriglia. Molte le contraddizioni della versione ufficiale
rilasciata dal Ministero degli Interni macedone, smentita da dichiarazioni
discordanti provenienti da differenti fronti.
Tanto per capirci, stiamo parlando di
questa zona della Macedonia.
La prima contraddizione rispetto alla versione ufficiale del Governo
Macedone giunge dall'Organizzazione della Sicurezza Nazionale Albanese,
parte dell'Armata Nazionale Albanese, gruppo paramilitare della resistenza
albanese in Macedonia, rilasciando una dichiarazione all'Agenzia di stampa INA.
Il gruppo paramilitare afferma che l'attacco nei confronti della comunità
albanese sarebbe da attribuire alle forze serbe e macedoni,
probabilmente costituite da mercenari smentendo
la versione ufficiale macedone, rilasciata Ministro degli Interni Gordana
Jankulovska, secondo il quale la formazione militare della missione era
composta da una squadra di etnia mista macedone-albanese.
Questa dichiarazione non rappresenta il solo lato oscuro della vicenda, in
quanto vi sono implicazioni molto più delicate, che coinvolgono tutta
la situazione della regione kosovara. Che resta una bomba senza sicura, in
piena Europa.
Che diavolo è successo? E' successo che nelle prime ore del 7 novembre,
la cittadina di Brodec, nella regione albanese della Macedonia di Tetovo, è
stata protagonista di un combattimento armato tra la polizia macedone e un
gruppo armato di etnia albanese.
Qualcosa, ce la racconta senza dubbio la TV Macedone:
Le unità speciali macedoni, appoggiate da elicotteri, si sono scontrate
nella regione montana di Shar con degli appartenenti all'ex esercito di
Liberazione Nazionale, AKSH. Gli scontri hanno avuto inizio verso l'alba
del mercoledì con l'uccisione di Xhavit Morina, ex Comandante dell'Armata
Nazionale Albanese, mediante un attacco aereo, per poi agire sul
territorio con grossi mezzi blindati di sicurezza che hanno così sparato in
direzione dei gruppi armati posizionati nei pressi dei villaggi. Ma uno dei gruppi armati gli ha abbattuto un elicottero.
Per chi è interessato ad approfondire, consiglio
questo video dell'emittente di Stato macedone A1.
Il combattimento armato ha causato la distruzione di molte case che sono
state avvolte dalle fiamme, mentre sono state danneggiate le linee telefoniche
e sono state interrotte le vie comunicazione con il villaggio, chiudendo anche
le vie di fuga della popolazione. Secondo le dichiarazioni dei
testimoni oculari vi sono stati morti e feriti da entrambe le parti.
Anche se dalle fonti di Stato macedoni giunge la notizia che l'operazione
è stata chirurgica e professionale, ci sono molti dubbi
documentati dalle immagini.
L'AKSH invece non è d'accordo. Dice che tra gli attaccanti c'erano
mercenari stranieri, e insiste sul fatto che ci sia stato un
eccesso di violenza gratuita.
Il 13 novembre, l'AKSH diffonde a tale proposito questo video
comunicato (ehm... non provate a capire la lingua, non serve :P )
Tanto per cominciare, che ci sia stata violenza gratuita da parte
di persone appartenenti o alla polizia macedone o ai mercenari
serbi è documentato da un video girato da un'emittente
indipendente locale.
Il video non lo metto, non metto neanche il link, perchè contiene scene di violenza fisica che culminano in un omicidio,
pertanto si sconsiglia la visione ad un pubblico non adulto e/o debole di
stomaco. A me non ha fatto bene vederlo.
Probabilmente, la testimonianza più tragica è un'altra. E' contenuta in un
video amatoriale, nel quale si vede con quale violenza gli attaccanti si siano
accaniti sugli uomini del AKSH.
Attenzione: il video contiene immagini di cadaveri con evidenti ferite da
granate sul corpo. Se ne sconsiglia la visione, in generale. Io personalmente sono
stato mezz'ora con la nausea.
Per i forti di stomaco, sta qua.
Così magari, prima di farci spingere da politica e media a focalizzare solo
sulle violenze in medio oriente... può darsi che proviamo a guardare anche
quelle del nostro vecchio caro continente.
Da un punto di vista politico, c'è da notare come l'Unione Europea sulle
questioni balcaniche sia completamente fratturata. Ma di questo parlammo già
due anni fa su questo blog. Poi oggi non ho voglia di parlare di politica. Magari
un'altra volta.
Fatto sta che dalla seconda metà degli anni '90, una situazione esplosiva nel Kosovo meridionale,
anzichè essere sistemata (non dimentichiamo che nel '99 la NATO aveva intavolato
una guerra di aggressione che ha distrutto la biologia dell'Adriatico) si è estesa
in Macedonia ed in alcune aree del Montenegro. Se non si chiama fallimento questo...
Seguiranno aggiornamenti, quando ne avrò voglia.
La sciatteria della gente.
La sospensione della civiltà.
Questa è l'Italia.
(e mi sarei anche rotto le scatole)
Cose serie
La qualità del sistema sanitario
Dal 7 al 10 Novembre 2007 a Reggio Emilia si svolgerà il XVII Congresso
Internazionale della Società Italiana per la Qualità dell'Assistenza Sanitaria
(SIQuAS - VRQ) che tratterà il tema "La qualità del Sistema Sanitario. Strategie per
un sistema di welfare equo ed etico: il ruolo dei servizi sanitari".
Si parlerà di: "La partecipazione dei cittadini", l'organizzazione sanitaria
è inserita in un contesto sociale all'interno del quale si possono fare e si fanno
azioni per coinvolgere tutti, compresi i pazienti; ed è alla società che si può (si
deve) rendere conto dei risultati. "Appropriatezza": alcune delle azioni a maggior
contenuto tecnico sono di competenza dell'organizzazione sanitaria: la visione
processuale sistemica e la rete dei servizi aggiunge valore al prodotto per il
cittadino-utente-paziente. "Organizzazione": perché la rete dei servizi funzioni
bene ci vuole qualità, e questa deve iniziare dalla formazione degli operatori per
poi essere garantita, promossa e diventare un valore fondante (etico) del sistema.
"Efficacia": per migliorare la salute dei cittadini nessuno può fare il suo compito
al di fuori di un sistema, e le azioni sono più efficaci se coordinate e integrate,
cioè se ciascuno fa bene la sua parte. L'integrazione organizzativa dei servizi
introduce efficienza, efficacia e trasparenza. "Accountability": il sistema
organizzativo gestito attraverso i processi ha significato solamente se è in grado
di rendere conto dei risultati mediante la misurazione sistematica di indicatori di
esito e quindi di clinical governance.
Per maggiori informazioni: http://www.siquas.it/
A 20 anni da Montreal: la situazione della fascia dell'ozono
In contemporanea al XX anniversario della firma del protocollo di Montreal, il
trattato internazionale che regola le emissioni di Clorofluorocarburi (CFC) in
atmosfera, proprio nella Giornata mondiale per la salvaguardia dello strato d'Ozono,
il segretario generale della World Meteorological Organization (WMO) Michael Jarraud
lancia un grido di allarme per mantenere alta l'attenzione sul problema
dell'assottigliamento dello strato che protegge la vita sulla Terra dagli effetti
delle radiazioni ultraviolette. "Le prossime due decadi saranno decisive per
verificare l'effetto delle decisioni prese a Montreal nel 1987. I cambiamenti
climatici cambiano radicalmente le condizioni atmosferiche rispetto al momento
segnato dall'impoverimento della fascia di ozono. Aumentare l'integrazione delle
informazioni che usano modelli numerici di previsione con i metodi di osservazione
esistenti è diventata un'operazione altamente critica nel distinguere gli effetti
dovuti alle modificazioni del clima da quelli dovuti dalle sostanze dannose per
l'ozono". A fine agosto la WMO ha pubblicato "Antarctic Ozone Bulletin", il rapporto
annuale dell'Agenzia sullo stato della fascia di Ozono nella stratosfera sopra
l'Antartide, il punto cruciale per studiare l'andamento dei livelli dell'Ozono.
Per approfondire: http://www.wmo.int
Cronaca dall'Esterno
Gambino, decreto per il comitato diritto d'autore
Si insedieranno il 25 ottobre le due Commissioni speciali che
si occuperanno del riassetto normativo del Diritto d'autore con
particolare riferimento all'impatto dell'Information Technology.
Fonte: Arturo Di Corinto.
Due licenze open source per Microsoft
L'Osi ha dichiarato conformi ai criteri dell'Open Source
due licenze proposte dal colosso di Redmond.
Fonte:
Zeus News.
Cronaca dall'Interno
C'è qualcosa che non quadra.
Ieri sera, verso mezzanotte, nella zona di Roma in cui abito c'erano circa
9 gradi, ed una leggera nebbiolina. Serata d'autunno che sembra già inverno.
La finestra era socchiusa (odio le finestre chiuse) e in camera faceva
freddo. E in questo freddo umido, avevo una zanzara che mi volteggiava
davanti al naso.
No no, non è normale. Non quadra per nulla...
Sulla grande fuffa circa la legge Levi, forse tornerò, forse no. Visto
che mi pare appunto solo fuffa, la legge stessa. Anzi, è fuffa che serve a
deviare l'opinione pubblica, soprattutto quella presente in rete, da ben altre
cose.
Ricordo, per chi se lo fosse dimenticato, l'appuntamento a Vicenza per
venerdì prossimo. Se ne parla qui.
Ed ora, siccome sto schiattando dal freddo, corro a prendere un caffè
bollente.
Non mi interessa il fatto che mi attirerò più di un'antipatia. D'altronde,
e lo ripeto per la millemilesima volta, non ho mai nè chiesto nè imposto
a nessuno di essere d'accordo con me o con le mie idee.
Anzi, non ho mai chiesto a nessuno neanche di leggermi o di linkarmi :)
Che in Italia si faccia un uso smodato di strategia della tensione, non c'è
bisogno che sia io a dirlo, visto che oramai compare anche ufficialmente sui libri
di storia. Dal 1969 in poi, quando c'è il rischio di qualcosa che potrebbe
smuoversi, ecco arrivare qualcosa di più, che mette tensione. Di solito sono
bombe o minacce di stampo terroristico.
Senza rifare la storia, perchè è nota, su queste pagine negli anni scorsi
abbiamo anche raccontato come il concetto di strategia della tensione sia stata
la migliore invenzione della politica italiana, al punto di essere stata
esportata in tutto il mondo, e funziona bene per tenere buona la gente, ma
anche per spostare l'opinione pubblica da un argomento all'altro.
Ed oggi, in Italia, siamo pronti ad una nuova strategia della tensione?
O qualcuno crede che possano essere veritiere le stelle a cinque punte con
proiettile allegato recapitate
a due noti magistrati? (un po' chiacchieroni, però)
Se i due indagassero su chi usa la stella a cinque punte, allora (certo,
semplificando molto), la letterina minatoria ci potrebbe anche stare. Ma si da
il caso che uno dei due indagasse su cose che hanno tirato in ballo uno
dei ministri più cari agli italiani, e l'altra stesse indagando su certe cose
che avvengono dietro le quinte delle banche Antonveneta e BNL.
Quindi, gli unici che potrebbero avere interesse a minacciarli... vengono da
ambienti (partiti, ministeri, banche) che sinceramente con la stella a cinque
punte non mi pare che abbiano molto a che fare.
Pertanto, nessuna rivendicazione, anche presentata da stampa, magistratura,
ecc. ecc. bla bla bla (tanto ora saranno tutti bravi con le parole) come
verissima, sarà considerata neanche vagamente attendibile dal
sottoscritto.
Cronaca dall'Esterno
Oh, qualcuno se n'è accorto, finalmente, che c'è qualcosa che non
va nella gestione nucleare giapponese!
Vedere: Greenreport
Cose serie
Un minuto di silenzio per le vittime di Beslan è stato osservato alle
1:05 del pomeriggio in tutta la provincia dell'Ossezia nord. A
quell'ora tre anni fa si udì la prima esplosione nella scuola n° 1,
dopo la quale scattò l'assalto finale delle forze di sicurezza russe
contro i partigiani ceceni asserragliati dentro l'edificio. Gli ostaggi
tenuti per tre giorni nella palestra della scuola, senza bere, mangiare
o poter andare in bagno erano circa 1200. I morti furono almeno 331,
ma ancora oggi numerose famiglie aspettano i propri cari "scomparsi"
nell'inferno degli scontri di quel giorno. Circa 720 o feriti di cui
135 rimasti invalidi.
Per commemorare la triste ricorrenza, 331 palloncini bianchi sono stati
lanciati in aria, mentre dagli altoparlanti fuori la scuola di Beslan si
elencavano i nomi delle vittime e suonavano le campane. Il vescovo russo
ortodosso di Stavropol e Vladikavkaz, Feofan, ha celebrato una panichida
(officio di commemorazione funebre) nel cortile della scuola. Nella palestra,
invece, una lunga processione di circa 4mila persone ha sfilato fino alla
croce di legno posta al centro della sala. Qui per tre giorni si sono
recati come in pellegrinaggio migliaia di persone, studenti, parenti
delle vittime, comuni cittadini e poche autorità statali. Hanno portato
fiori, candele e bottiglie d'acqua perché gli ostaggi di Beslan più di
ogni altra cosa hanno sofferto la sete. Sulle mura diroccate della palestra
sono affissi i ritratti di chi vi ha perso la vita. Presente alla
commemorazione di oggi anche il presidente della Nord Ossezia, Teimuraz
Mamsurov e alcuni parlamentari russi.
E non aggiungo parole.
E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione.
(Arancia meccanica)
Quando la volpe vede il coniglio in trappola, corre veloce verso il coniglio ma non per aiutarlo.
(Hannibal)
Attenta piccola: se io perdo le staffe, tu perdi la testa! Siamo intesi?
(Alice nel paese delle meraviglie)
Ma tu ci sei nato sotto forma di viscido sacco di merda o hai studiato per diventarlo?
(Full metal jacket)
Ho fatto delle cose brutte. Cose per cui il dio della biomeccanica non ti farebbe entrare in paradiso.
(Blade runner)
Perchè solo i veri amici ti possono tradire.
(Il padrino)
Mortacci Ugo. Vadi, mancava solo lei.
(Fantozzi alla riscossa)
Rosà, 'a vita è 'nu surris'...
(Il camorrista)
A lungo andare, con un coltello nella schiena, sta meglio morto.
(Invito a cena con delitto)
Non sarà Beethoven, mamma, però ha un ritmo!!!
(Gli aristogatti)
Quando la femmina, che per sua natura è tanto perversa, diventa sublime per la sua santità,
essa può essere il più nobile veicolo della grazia...
(Il nome della rosa)
Ho visto quello che ero e so cosa sarò. Ho visto tutto: non c'è più niente da vedere.
(Dancer in the dark)
Se sbagli il primo colpo puoi non avere il tempo di sbagliare il secondo...
(I magnifici sette)
Poichè tutto rimanga com'è bisogna che tutto cambi...
(Il gattopardo)