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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
Trenta anni dopo
Identità di un blog (e di chi lo scrive)
La grande truffa
Venticinque anni dopo
Ti spio anche senza risposta
Il valore della Moneta
La censura dei blog sbarca in Europa
Linea 601A (la mia banlieu)
Come muore la mia terra
Osservando Napoli
San Paolo Belsito, 4 maggio 2007
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In Italia, l’ultimo inverno di guerra è terribile.
Gli Alleati sono bloccati sulla Linea Gotica, che taglia la penisola da est ad
ovest all’altezza della Toscana, mentre le atrocità dei nazisti ai danni della
popolazione civile si moltiplicano.
Solo all’inizio della primavera il generale Alexander lancia l’offensiva
finale: il 21 aprile gli anglo-americani entrano a Bologna e si aprono definitivamente
la strada verso la valle del Po.
Le bande partigiane, contemporaneamente, attaccano le città ancora occupate,
dove la popolazione civile insorge contro i nazisti e i fascisti. Entro il
25 aprile i centri maggiori (Milano, Bologna, Genova, Venezia) vengono
liberati, alcuni giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate.


Comunicato del Comitato di Liberazione Nazionale - 21 aprile 1945
Ai Cln, ai comitati di agitazione, ali operai, ai tecnici, agli impiegati: Direttive
per l'insurrezione nazionale, n. 1, 21 aprile 1945
Ad integrazione dei compiti militari previsti per le formazioni del Corpo volontari della libertà, il pieno successo dell'insurrezione nazionale che deve liberare le nostre terre dall'oppressione e dal saccheggio nazifascista richiede l'attiva e cosciente partecipazione di tutte le popolazioni delle città e delle campagne. Dei compiti di una particolare importanza spettano in questo campo alla massa degli operai, dei tecnici, degli impiegati, concentrati nei maggiori stabilimenti industriali. Perché tali compiti possano essere assolti con la massima efficienza, è necessario che tutti si attengano alle presenti direttive del Comitato di liberazione nazionale, ed a quelle che verranno successivamente impartite.
Alla proclamazione dello sciopero insurrezionale, gli operai, gli impiegati, i tecnici, i lavoratori tutti dovranno portarsi tutti, ognuno al proprio stabilimento, alla propria officina, al proprio cantiere o ufficio.
Gli stabilimenti rappresentano il centro di mobilitazione e la fortezza dell'insurrezione nazionale. E' dalle fabbriche, dai cantieri, dalle officine che le squadre dei lavoratori, dei patrioti partiranno per dare man forte ai Gap, alle Sap, ai partigiani per ingrossare le file dei combattenti, per occupare i punti più importanti della città, per scacciare dai loro nidi di resistenza i nazifascisti.
Per leggerlo integralmente:
Anpi Roma
Ed ora, le cose serie.
Per questo 25 aprile, vorrei raccontare brevemente qualcosa di una persona di
cui non si sa quasi nulla. Una persona alla quale non sono intitolate strade,
non sta nei libri di storia, ma che ha dato un contributo fortissimo alla
Resistenza. Oggi vorrei raccontare, anche se mi fa male e mi fa venire le
lacrime, brevemente di
Irma Marchiani Detta "Paggetto", detta anche "Anty"
Irma-Paggetto era una casalinga, ma anche una pittrice. Nata a Firenze il 6 febbraio 1911. Di estrazione
e cultura antifascista e libertaria.
Nei primi mesi del 1944 è informatrice e staffetta di gruppi partigiani formatisi
sull'Appennino modenese. Nella primavera dello stesso anno entra a far parte del
Battaglione "Matteotti", Brigata "Roveda", Divisione "Modena", all'interno di
questa formazione partigiana, partecipa ai combattimenti di Montefiorino.
Nei giorni seguenti, succede qualcosa di spiacevole.
Un partigiano della sua
divisione, un ragazzo appena diciottenne, viene ferito gravemente. Irma, assumendosi
un grave rischio, tenta di farlo ricoverare in ospedale. Ma l'ospedale è pieno di
italiani che collaborano con i tedeschi... Viene riconosciuta e denunciata al drappello delle SS più vicino, viene catturata. Viva la delazione.
Le truppe di occupazione nazista la traducono immediatamente nel
campo di concentramento di Corticelli (Bologna), dove viene seviziata, stuprata,
condannata a morte senza processo, poi la condanna viene trasformata in un'altrettanto
dura deportazione in Germania.
Ma forse i tedeschi non avevano fatto i conti con lo spirito combattivo di
Anty.
Così, la partigiana 33enne durante una notte senza luna riesce a fuggire dal
campo di concentramento :)
Dopo la fuga, ricercata un po' da tutti, rientra nella sua formazione partigiana,
di cui è nominata dapprima commissario, poi ne diviene il vice-comandante. E' stata la prima donna ad avere un compito di comando in una brigata partigiana. Il suo
ruolo era contemporaneamente di infermiera, propagandista e combattente. Irma è
fra i protagonisti di numerose azioni nel Modenese, fra cui quelle di Monte Penna,
Bertoceli e Benedello.
L'autunno 1944 vede i tedeschi in ritirata attestarsi fortemente nel modenese,
immediatamente al di sopra della linea gotica. La Divisione Modena effettua varie
azioni di guerriglia ma l'11 novembre 1944, mentre con la formazione ridotta
senza munizioni tenta di attraversare le linee, viene di nuovo catturata, assieme ad
una staffetta che si chiamava Gaetano Ruggeri, da una pattuglia tedesca in perlustrazione.
Viene condotta a Rocca Cometa, dove viene riconosciuta. Viene trasferia a Pavullo nel
Frignano.
Viene processata il 26 novembre I944, a Pavullo, da ufficiali tedeschi
del Comando di Bologna, senza alcun diritto alla difesa. Infatti non è un processo lungo. Il processo inizia alle 15.00, e
termina alle 16.30. Le viene concesso solo di scrivere una lettera e di fumare una
sigaretta, poi viene fucilata alle ore 17, da un plotone tedesco, nei pressi delle
carceri di Pavullo, con Renzo Costi, Domenico Guidani e Gaetano Ruggeri.
Oggi è Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria.
Di lei, ho trovato una lettera, indirizzata al fratello, che da bene l'idea della
tempra della persona.
Sestola, da la "Casa del Tiglio", 1° agosto 1944
Carissimo Piero, mio adorato fratello, la decisione che oggi prendo, ma da tempo cullata, mi detta che io debba scriverti queste righe. Sono certa mi comprenderai perché tu sai benissimo di che volontà io sono, faccio, cioè seguo il mio pensiero, l'ideale che pur un giorno nostro nonno ha sentito, faccio già parte di una Formazione, e ti dirò che il mio comandante ha molta stima e fiducia in me. Spero di essere utile, spero di non deludere i miei superiori. Non ti meraviglia questa mia decisione, vero?
Sono certa sarebbe pure la tua, se troppe cose non ti assillassero. Bene, basta uno della famiglia e questa sono io. Quando un giorno ricevetti la risposta a una lettera di Pally che l'invitavo qui, fra l'altro mi rispose "che diritto ho io di sottrarmi al pericolo comune?" E' vero, ma io non stavo qui per star calma, ma perché questo paesino piace al mio spirito, al mio cuore. Ora però tutto è triste, gli avvenimenti in corso coprono anche le cose più belle di un velo triste. Nel mio cuore si è fatta l'idea (purtroppo non da troppi sentita) che tutti più o meno è doveroso dare il suo contributo. Questo richiamo è così forte che lo sento tanto profondamente, che dopo aver messo a posto tutte le mie cose parto contenta. "Hai nello sguardo qualcosa che mi dice che saprai comandare", mi ha detto il comandante, "la tua mente dà il massimo affidamento; donne non mi sarei mai sognato di assumere, ma tu sì". Eppure mi aveva veduto solo due volte.
Saprò fare il mio dovere, se Iddio mi lascierà il dono della vita sarò felice, se diversamente non piangere e non piangete per me.
Ti chiedo una cosa sola: non pensarmi come una sorellina cattiva. Sono una creatura d'azione, il mio spirito ha bisogno di spaziare, ma sono tutti ideali alti e belli. Tu sai benissimo, caro fratello, certo sotto la mia espressione calma, quieta forse, si cela un'anima desiderosa di raggiungere qualche cosa, l'immobilità non è fatta per me, se i lunghi anni trascorsi mi immobilizzarono il fisico, ma la volontà non si è mai assopita. Dio ha voluto che fossi più che mai pronta oggi. Pensami, caro Piero, e benedicimi. Ora vi so tutti in pericolo e del resto è un po' dappertutto. Dunque ti saluto e ti bacio tanto tanto e ti abbraccio forte.
Tua sorella Paggetto
Ringrazia e saluta Gina.
Quando il 26 novembre viene condannata alla fucilazione immediata, le viene dato il
tempo di scrivere solo poche righe.
Irma le indirizza a sua sorella.
Carcere di Pavullo, 26.11.1944
Mia adorata Pally, sono gli ultimi istanti della mia vita. Pally adorata ti dico a te saluta e bacia tutti quelli che mi ricorderanno.
Credimi non ho mai fatto nessuna cosa che potesse offendere il nostro nome. Ho sentito il richiamo della Patria per la quale ho combattuto, ora sono qui... fra poco non sarò più, muoio sicura di aver fatto quanto mi era possibile affinché la libertà trionfasse.
Baci e baci dal tuo e vostro Paggetto
Vorrei essere seppellita a Sestola.
Una scheda che la riguarda sta sul sito dell'
ANPI.
L'originale della lettera scritta prima della fucilazione è questa:
...non mi pronuncio.
L'aereo non è caduto, ma il mezzo mobile si è fermato
su un cavalcavia autostradale, ed ha avuto bisogno del
carro attrezzi.
Poi vi racconto, sia di questo sia di come è andata
a Parigi :)
Per quel che succede ora in diretta (e che sto
seguendo con interesse, anche se non da tifoso, in quanto
non votante), direi che restano valide le riflessioni di due
anni fa: quelle della mattina del 11 aprile 2006, e quelle
del
pomeriggio.
Due anni fa, seguimmo l'evento assieme. Se vogliamo farlo anche oggi, e ragionarci
chiacchierare assieme, io ci sono. Per ora la mia impressione
è che ancora una volta ci sia un'Italia spaccata in due.
Ed ora, seguono aggiornamenti :)
(forse)
Cronaca dall'Esterno
Il Progetto Winston Smith, ALCEI e molte altre ONG europee
hanno aderito ad una importante iniziativa presso la Corte
di giustizia europea che tenta di scardinare la direttiva
EU sulla data retention ed i suoi figli perversi, come il
famigerato Decreto Pisanu.
L'iniziativa dell'associazione Vorratsdatenspeicherung
(no non provate a pronunciarne il nome, è inutile) merita
tutto il supporto possibile.
Per approfondire:
Punto Informatico.
Cronaca dall'Interno
La prossima volta che mi invitano a fare una presentazione
in libreria a Roma in un orario che si sovrappone ad una partita
di calcio della Roma, magari della Champions League, mando tutti a quel paese.
Non sono eventi sovrapponibili, c'è poco da fare, e non posso
permettermi sempre il lusso di perdere tempo, e beccarmi anche
il traffico.
Angolo politico pre-elettorale
L'ottimo Golem
è riuscito a farmi sorridere ben tre volte, stamattina:
una,
due e
tre
Adesso mi prendo un caffè, e poi si inizia a ragionare...
:)
Premessa: non chiedo a nessuno di essere d'accordo con me, non l'ho mai fatto e non l'ho faccio neanche ora. Qui esprimo solo un punto di vista personale. Se non siete d'accordo, liberissimi di non esserlo. Ma non provate a convincermi sul cambiare idea. Che ognuno si tenga le proprie. Grazie.
Negli anni scorsi, ad ogni tornata elettorale questo blog, che
come sapete non si occupa certo di politica in modo fisso, ha
sempre seguito gli eventi in diretta, con commenti dei risultati
il giorno stesso, eccetera, come fatto
alle politiche 2006.
Questa volta non sarà così. O almeno forse.
C'è una somiglianza inquietante tra i programmi delle
due principali forze che si contenderanno la guida del futuro
esecutivo: stesse ricette, stesso ricorso al populismo, stesso
semplicismo, stessa autoreferenzialità, stessa
demagogia.
Gli altri partiti o micro-coalizioni, sono ridotti a nanetti, e sembrano
accontentarsi di una stentata sopravvivenza su qualche poltrona sparsa qua e là, piuttosto che provare ad
aggredire i due partiti-colossi.
Ad aggravare le cose, il continuo ricorso all'emergenza elettorale.
Sono oramai quindici anni che ogni volta che si vota, la si mette sul piano del
"bisogna andare assolutamente a votare, perchè è una situazione di emergenza,
queste sono le elezioni più importanti di tutta la storia del Paese".
E una volta perchè "E' emergenza, bisogna fermare Berlusconi". E una volta
perchè "E' emergenza, bisogna togliere il Paese dal controllo comunista". Tutte
frottole. Queste sono elezioni come tutte le altre, nè più nè meno importanti.
Non c'è nulla di importante. Tranne per un fatto...
Da un lato, abbiamo l'uomo che secondo la stima elaborata dalla rivista Forbes
nel 2008 è il terzo uomo più ricco d’Italia e il 90° più ricco del mondo, con
un patrimonio stimato in 9,4 miliardi di dollari USA.
Ha iniziato a lavorare nel 1961 nel settore dell'edilizia, sempre di tipo
speculativo, in associazione delinquenziale con un banchiere svizzero che
fornisce i capitali attraverso la finanziaria Finanzierungsgesellschaft
für Residenzen AG di Lugano. I capitali sono anonimi, e non si sa da
dove siano venuti.
Il resto è storia nota, ma nonostante il nostro sia al centro degli intrallazzi
italici dal 1961 (accidenti! 47 anni fa!!), oggi si propone ancora una
volta come il nuovo.
Dall'altro lato, abbiamo il figlio di un dirigente della RAI, che non
risulta avere mai lavorato da nessuna parte, se non in incarichi
retribuiti di tipo politico. Si è occupato di propaganda nel Partito
Comunista Italiano, poi ha diretto il giornale del Partito Comunista Italiano,
ha fatto carriera come funzionario del Partito Comunista Italiano.
Vive di politica da 30 anni.
Ma gli italiani se ne sono dimenticati, e quindi nonostante sia sulla
scena da 30 anni, oggi si propone ancora una volta come il nuovo,
lasciando anche intendere che non è mai stato comunista. E non dimentichiamo
un particolare: sempre da 30 anni, è anche un caro amico del terzo uomo
più ricco d'Italia di cui abbiamo parlato prima, cioè del suo diretto
avversario.
Carino questo fatto, amici nella vita, avversari sulla scena politica.
(in pratica dovremmo votare o per Berlusconi, o per l'amico di Berlusconi,
entrambi presentano lo stesso programma... le parole sono diverse, ma il
programma è lo stesso).
Sullo sfondo, un'Italia dove oramai tra destra e sinistra non si vede
più la differenza, dove si impone sempre più un pensiero unico,
fatto di tante cose: di limitazione delle libertà civili, di un'offensiva
clerical-oscurantista, e tutte altre belle cose che sono spinte in modo
pressochè identico da tutte le formazioni politiche esistenti, non solo
dalle due principali.
Un solo esempio che valga per tutti:
Berlusconi: "C'è da fare in modo che ricominci la crescita del Paese".
Veltroni: "La crescita, lo sviluppo, è il nodo fondamentale del nostro
programma elettorale".
Bertinotti: "Occorre combattere il precariato per stimolare la crescita
del Paese".
Santanchè: "Solo con l'Italia degli italiani si potrà avere una vera
crescita".
Personalmente sono per la decrescita, allora quando è iniziata
la campagna elettorale, ho preparato una lista di tutti i candidati
premier e poi mi sono detto: "Non appena uno pronuncia la parola
crescita, lo depenno. In tal modo, resterà solo quello che
voterò". Li ho depennati tutti il primo giorno stesso.
Ed era solo l'esempio della crescita, del PIL, dello sviluppo.
Stendiamo un velo pietoso sul resto, dalla legge 30, all'energia,
all'ambiente, alle infrastrutture, ecc. ecc... E non voglio tirare in ballo la politica estera o altre cose importanti.
In pratica, a 'sto giro il panorama è di un desertico squallore.
Non è un'elezione importante, come vogliono farci credere. E' invece
l'atto riproduttivo, proprio in senso sessuale, di un sistema
politico autoreferenziale, che si accoppia con se stesso, e nel quale
le nostre schede elettorali hanno il semplice ruolo di singoli
spermatozoi.
Allora, non me ne vogliano quelli che intendono andare comunque
a votare, che vogliono esercitare questo diritto (perchè di diritto
si tratta, e non ho voglia di fare discussioni su questo punto),
ma io a questo gioco non ci sto. Pertanto quest'anno,
per la prima volta dopo dodici anni, non andrò a votare. Ma non
è propaganda per l'astensione. E' solo un fatto mio personale.
Per evitare di avere all'ultimo momento la tentazione demoniaca
di partecipare all'orgia ed andare a votare, mi sono messo al
sicuro, andando all'estero (ancora una volta in Francia) giusto nei
giorni in cui i seggi saranno aperti. Partirò poco prima dell'apertura, e rientrerò alla chiusura delle urne.
Scusate, ma a 'sto giro non ce la faccio proprio.
E con questo, buon voto a tutti :)
Partiamo dalle cose serie.
Il Decreto Legge sulle morti sul lavoro. Potete leggerne la scheda
su Repubblica, in particolare qui.
Sono sinceramente un po' agghiacciato da certi particolari.
Principalmente da quell'articolo in cui si dice che (è la spiegazione data in
conferenza stampa dal ministro Scotti):
"nei casi in cui è previsto l'arresto, se l'imprenditore rimette tutte le cose a posto gli si applica una sanzione pecuniaria da 8 a 24 mila euro".
Cioè cerchiamo di capirci. Se è previsto l'arresto, significa che c'è un lavoratore che è morto
(e questo è il fatto di base), e che è stata accertata una grossa colpa da parte del
gestore dell'attività lavorativa, se no che arresto sarebbe? C'è un reato che è fatalmente
imparentato all'omicidio.
Qualcuno mi spieghi (io non ci arrivo) perchè l'arresto viene tramutato in multa, se il morto
è sul lavoro (di solito se il morto è in strada l'arresto non viene tramutato in multa), e
soprattutto qualcuno mi spieghi cosa intendeva dire il ministro Scotti quando ha detto
"se l'imprenditore rimette tutte le cose a posto"! Che vuol dire? Che se riporta
in vita il morto... allora l'arresto diventa multa?
Mah!
Ma Romano Prodi spiega: "Questo decreto non ha intenti punitivi, non mette nel mirino le imprese ma mette al centro la tutela della persona umana e il suo diritto a un lavoro il più sicuro possibile".
Ah bene. Due perle in una frase sola.
Meglio se per qualche minuto non ci penso. Magari un caffè mi aiuta.
Cronaca dall'Esterno
Ecologia Urbana
Cos'è Ecologia Urbana? Una rivista per divulgare a 3 livelli (scientifico, didattico
e culturale in genere) le tematiche, le attività ed i risultati delle ricerche di
ecologia urbana, in particolare negli aspetti riguardanti lo sviluppo sostenibile e
la biodiversità. Un tentativo per portare nel nostro Paese un rinnovamento
culturale, che rivolga alla natura l'attenzione che le compete, anche al fine di
elevare l'autentica qualità della vita.
In questo numero si parla di "Impermeabilizzazione e
consumo dei suoli nelle aree urbane", "Impatto della rete stradale sulla
popolazione riproduttiva di Rospo smeraldino Bufo viridis in Puglia",
"Censimento invernale dell'avifauna nelle strade di Parigi", 34
recensioni di testi su biodiversità, pianificazione urbanistica, biodiversità
urbana, verde e natura urbana, percezione dei cittadini, infrastrutture e
biodiversità, avifauna; cronaca naturalistica delle città italiane.
Per approfondire:
www.ecologia-urbana.com
V Edizione di Terra Futura
Dal 23 al 25 Maggio 2008 a Firenze presso la Fortezza da Basso si terrà la 5°
edizione di "Terra Futura", la mostra convegno internazionale delle buone pratiche
di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Salvaguardia del pianeta terra,
sviluppo umano e beni comuni saranno come sempre al centro di "Terra Futura".
Progetti ed esempi concreti di un vivere diverso, che spaziano dalla tutela
dell'ambiente alle energie alternative rinnovabili, dall'impegno per la pace alla
cooperazione internazionale, dal rispetto dei diritti umani alla finanza etica, al
commercio equo... Nell'ampia rassegna espositiva saranno presenti associazioni e
realtà del non profit, imprese eticamente orientate, enti locali e istituzioni, a
testimoniare come comportarsi in modo "alternativo" sia possibile in ogni ambito
dell'abitare, del produrre, del coltivare, dell'agire, del governare.
Per approfondire: www.terrafutura.it
Lettura consigliata del giorno
Abagnomaria - "Riduzione dei rifiuti facendo la spesa".
Ovvero, quando è lo Stato a comportarsi male
Ci sono delle mie note alla fine.
ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 20 Febbraio 2008
Disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per consentire il passaggio alla gestione ordinaria. (Ordinanza n. 3657).
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l'art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l'art. 107 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto il decreto-legge 17 febbraio 2005, n. 14, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 aprile 2005, n. 53;
Visto l'art. 1, comma 6, del decreto-legge 30 novembre 2005, n. 245, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio 2006, n. 21;
Visto il decreto-legge 9 ottobre 2006, n. 263, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 dicembre 2006, n. 290;
Vista la legge 5 luglio 2007, n. 87, con la quale e' stato convertito, con modificazioni, il decreto-legge 11 maggio 2007, n. 61, recante interventi straordinari per superare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l'esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti;
Considerato che occorre procedere alla ricognizione dei debiti e dei crediti maturati fino al 31 dicembre 2007 dalla struttura del commissario delegato ed assicurare nel contempo la gestione della struttura commissariale e dei rapporti giuridici ad essa imputati;
Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 luglio 2007, n. 3601, recante ulteriori disposizioni urgenti per fronteggiare l'emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania;
Visto, da ultimo, il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 2007, con il quale lo stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti della regione Campania e' stato prorogato al 30 novembre 2008;
Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3637 del 31 dicembre 2007 e quelle ivi richiamate;
Vista l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3653 in data 30 gennaio 2008, con cui il prefetto dott. Goffredo Sottile e' stato nominato commissario delegato per la liquidazione della gestione commissariale e per la gestione e conseguente liquidazione dei rapporti giuridici in corso fino alla cessazione dello stato d'emergenza;
Considerata la particolare urgenza di assumere iniziative volte al completamento dell'impianto di termodistruzione nel comune di Acerra, per il completamento del sistema dello smaltimento dei rifiuti urbani nel territorio della provincia di Napoli, indispensabile al superamento della situazione emergenziale in atto;
Visti gli esiti della riunione tenutasi il 12 febbraio 2008 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Segretariato generale a cui ha partecipato, tra l'altro, il commissario delegato di cui all'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008; Vista la nota del commissario delegato di cui all'ordinanza di protezione civile n. 3653/2008 pervenuta in data 14 febbraio 2008;
Dispone:
Art. 1.
1. Per l'espletamento delle iniziative previste dall'art. 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3653 del 30 gennaio 2008 il commissario delegato ivi richiamato e' autorizzato ad avvalersi di un soggetto attuatore che opera sulla base di indicazioni impartite dallo stesso commissario con ordinanza commissariale che ne definira' anche il compenso ed al quale e' riconosciuto, previo concerto del commissario, il potere di firma in caso di assenza del commissario medesimo.
2. Al commissario delegato, in relazione ai compiti conferiti, e' riconosciuto un compenso pari al trattamento economico mensile in godimento al netto dei contributi previdenziali previsti per legge, con oneri posti a carico della contabilita' speciale intestata al medesimo, oltre al rimborso delle documentate spese di viaggio dalla sede di residenza alla sede di servizio, nonche' le spese di vitto e alloggio nella sede di servizio ed eventuali spese di missione, nei limiti previsti per i dirigenti generali dello Stato ed in deroga alla legge 18 dicembre 1973, n. 836.
3. Ai commi 1, 4, 5 e 6 dell'art. 1 dell'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008 le parole «11 gennaio 2008» sono sostituite dalle parole «31 dicembre 2007».
4. Tenuto conto della complessita' delle attivita' da porre in essere ai sensi dell'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008 il commissario delegato e' autorizzato ad avvalersi di un consulente di elevata e comprovata professionalita' ed in possesso di specifiche competenze economiche-finanziarie, a cui e' corrisposto un compenso in misura pari al 50% del trattamento spettante al commissario delegato oltre l'eventuale trattamento di missione. All'art. 1, comma 8, dell'ordinanza di protezione civile n. 3343 del 12 marzo 2004 e successive modificazioni ed integrazioni, le parole «cinque consulenti» sono sostituite dalle seguenti: «tre consulenti».
5. La Presidenza del Consiglio dei Ministri puo' destinare alla struttura emergenziale personale comandato in servizio presso i propri uffici senza mutare la natura del comando e il titolo giuridico abilitante.
6. Per le esigenze connesse all'emergenza rifiuti nella regione Campania il Ministero dell'interno e' autorizzato a disporre l'invio in missione, con oneri a proprio carico, di una unita' di personale appartenente alla carriera prefettizia, gia' in posizione di fuori ruolo e titolare di incarico dirigenziale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Art. 2.
1. Ai fini della riscossione dei crediti vantati dal commissario delegato per l'emergenza rifiuti nella regione Campania nei confronti dei comuni della stessa regione per i costi di smaltimento dei rifiuti, il Ministero dell'interno, sulla base degli importi comunicati dal commissario delegato, provvede a trattenere quota parte delle somme da attribuire ai predetti comuni a titolo di trasferimenti erariali.
2. Il Ministero dell'interno provvede al versamento delle somme di cui al comma 1 direttamente sulla contabilita' speciale intestata al commissario delegato di cui all'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008.
3. L'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3584 del 20 aprile 2007 e' abrogata.
Art. 3.
1. Per accelerare il rientro in un contesto di ordinarieta' della situazione d'emergenza inerente allo smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per contenere le spese del personale comunque impiegato per le predette finalita', sono soppressi il comma 2 dell'art. 1 dell'ordinanza di protezione civile n. 3605 del 9 agosto 2007 e l'art. 1 dell'ordinanza di protezione civile n. 3529 del 30 giugno 2006.
2. Il commissario delegato di cui all'art. 1 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3653 del 30 gennaio 2008, provvede al completamento degli adempimenti di natura amministrativa e contabile relativi ai contenziosi ancora in corso, gia' posti in capo al prefetto di Napoli ai sensi dell'art. 1, comma 1, dell'ordinanza di protezione civile n. 3361 del 2004.
3. Entro sette giorni dalla pubblicazione della presente ordinanza, il prefetto di Napoli provvede al passaggio delle consegne trasmettendo tutta la pertinente documentazione al commissario delegato di cui al comma 2, provvedendo altresi' al trasferimento delle residue disponibilita' finanziarie nella contabilita' speciale istituita ai sensi dell'art. 1, comma 5, dell'ordinanza di protezione civile n. 3653 del 2008, in deroga alle vigenti disposizioni in materia di contabilita' speciale.
Art. 4.
1. Per accelerare le iniziative finalizzate al superamento dello stato d'emergenza, in particolare, per consentire la messa in esercizio in tempi rapidi dell'impianto di termodistruzione sito nel comune di Acerra, e' autorizzato il trattamento e lo smaltimento di rifiuti contraddistinti dai codici CER 191212, 190501 e 190503 presso detto impianto, assicurando comunque il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti gia' fissati nel provvedimento di autorizzazione.
La presente ordinanza sara' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 20 febbbraio 2008
Il Presidente: Prodi
Note (mie). Gli articoli 1. 2. e 3. sono la solita fuffa, cioè la copia (con qualche aggiustamento)
delle vecchie ordinanze del 2007 e 2008. C'è una sola cosa che conta: l'art. 4. Conta la parte in
grassetto: i rifiuti (speciali!) contraddistinti da quei codici CER, come hanno dimostrato sia
la chimica, sia la termodinamica, sia la magistratura, non possono essere bruciati. Il motivo
è semplice: perchè bruciandoli è matematicamente impossibile assicurare quel che nel articolo 4 ho
messo sottolineato. Peccato che l'articolo stesso vuole assicurare proprio quella parte che è
inassicurabile.
Oltre questo, sempre la chimica e la magistratura hanno anche dimostrato che i rifiuti in
questione (il CDR fasullo, perchè è di quello che si parla! Si sta parlando delle famose
ecoballe irregolari! Ma anche della FOS irregolare e del compost non a norma) non rispondono alle caratteristiche di quei codici CER.
E dire che tutta la questione del disastro industriale campano (perchè è di quello che si
parla, mica dell'emergenza rifiuti, che è un'altra cosa), è iniziata proprio perchè è stato
prodotto CDR che non può essere termo-qualcosa-bruciato...
Non c'è che dire. In poche righe ci sono tante di quelle perle...
Come mi disse una volta in treno un ragazzo extracomunitario, "queste cose al mio Paese,
nel Congo, non succedono!".
E dire che di queste robe, cioè cacchette politiche-industriali, non ne volevo manco più
parlare, visto che lasciano di solito il tempo che trovano, ma stavolta non lo lasciano
affatto, e si supera ogni
limite di decenza. Insomma, avrei preferito parlare di emergenza rifiuti, piuttosto che
di disastri industriali che vengono ora bellamente autorizzati, nel silenzio e nell'indifferenza
della stampa.
Qui invece, in nome di una falsa emergenza, prolungata apposta per fare soldi, si
aggrava quella vera, e si sacrifica al profitto industriale un territorio con due
milioni di abitanti.
Per chi invece fosse interessato alla storia (anche vecchia) dell'emergenza rifiuti, c'è questa pallosa trasmissione
su Arcoiris.tv
(consiglio lo streaming, perchè sono 305 mega di roba).
Ci resto un po' di stucco, quando leggo sui giornali delle
follie che avvengono a Roma.
Roma ha problemi abitativi enormi, con affitti che superano
ogni limite, non solo della speculazione, ma anche del buon senso,
e costi di vendita inimmaginabili, soprattutto entro il perimetro
del grande raccordo anulare.
Il problema è reale, ed i senza tetto aumentano. Chi deve
provvedere?
Scende in campo la Regione Lazio, e fin qui mi sembra
giusto. La Regione è proprietaria di 700 abitazioni, e decide di
pubblicare un bando, il 20 dicembre scorso, per la loro assegnazione. Fin qui, mi pare giusto.
E siccome Roma ha problemi seri per quanto riguarda l'accesso al
mercato abitativo, sul bando si legge che i canoni di locazione sono
"Al pari delle case popolari di proprietà del comune o di enti vari",
quindi sono notevolmente più bassi rispetto ai normali prezzi praticati.
Anche questo, mi sembra giusto.
Bene, direte voi. 700 famiglie in difficoltà potranno avere un'abitazione
dignitosa. C'è qualcosa che funziona.
Peccato che...
Già. Peccato che....
(occhio che mi sto incazzando)
Peccato che in quello stramaledetto bando c'è anche una
sezione che rigurada i requisiti che devono avere i cittadini
per poter partecipare al bando stesso.
E tra questi requisiti c'è scritto che i cittadini che vogliono
presentare domanda devono dimostrare di avere reddito superiore
ai 125.000 euro all'anno.
(e secondo voi, se avevo un reddito superiore a 125.000 euro
all'anno, avevo bisogno del bando della Regione per trovare casa?)
(e secondo voi, chi ha difficoltà a pagare l'affitto ed ha bisogno
della casa popolare della Regione guadagna 125.000 euro all'anno?)
Io, da cittadino che non parteciperà al bando in quanto carente di
questo prerequisito) (il sottoscritto guadagna quei soldi in poco
più di 5 anni di lavoro, e non all'anno), pretendo di sapere
la logica quale è!
E non si tratta neanche di appartamenti di periferia, ma
sono appartamenti ubicati in zone centrali o semicentrali ma anche sul
litorale laziale. Appartamenti in centro per ricchi? Bene! Non ci sarebbe
nulla di male se per queste abitazioni venisse richiesto
un canone mensile proporzionato ai valori di mercato. Ma non è
così, accidenti!
(ora sono incazzato davvero)
I canoni di locazione sono bassi, con la differenza che ci
andranno a vivere dei milionari.
(ma che pagassero di più!!!)
La logica? Secondo la Regione Lazio è molto semplice:
la scelta di affittuari benestanti è finalizzata (o meglio dovrebbe essere finalizzata)
alla valorizzazione del patrimonio abitativo.
(!!!!)
(ma se li volete benestanti, fateli pagare il prezzo intero! non una
tariffa avvantaggiata!)
125.000 euro lordi all'anno, tenendo conto della fascia irpef e di
tutto il resto, vuol dire che si tratta di gente che guadagna 8.000 euro
al mese! E no! Non va bene così.
E non va bene neanche che stia bene a tutti. Infatti a lamentarsi è stata
soltanto l'Unione Inquilini, che in un comunicato ha dichiarato che
"E' politicamente assurdo e contrario sia alle norme sindacali che agli accordi
di legge".
Già, la legge. Quella legge (Legge regionale 4/2006) che impone
(e l'ha fatta la Regione stessa!!) che nelle assegnazioni di case vengano
tutelate le fasce più deboli.
Ah beh certo. Questi poverini, con 125.000 euro/anno devo essere davvero
una fascia debolissima.
Per chi voglia imprecare un po', consiglio di leggere questo articolo
su Repubblica.it.
Sinceramente delle sorti del governo e dell'ex-ministro della
giustizia non è che me ne freghi molto. Pertanto non sono preparato
sull'argomento :) Per chi vuole leggerne
di più, consiglio vivamente:
Cinzia Frassi su Carta
Giovanna Pavani su Altrenotizie.
Cronaca dall'Interno
No. No no no e no. E quando dico no, è no.
Tempo di scelte. E non era il momento, perchè si da il caso che in questo
periodo avessi altro da fare. E poi, quando si tratta di scelte, forse
a volte è anche il caso di pensare un po' a se stessi, no? Soprattutto
se si tratta di cose che impattano sul futuro.
Comunque, lasciamo perdere le considerazioni mentali e veniamo al dunque:
Qualcuno mi spieghi come diavolo è possibile che stanotte (notte tra il
21 e il 22 gennaio!!!!) una zanzara mi abbia volteggiato sulla
testa! Possibile che siamo diventati un Paese tropicale fino a questo
punto?
Come è possibile?
E non veniamocene con la solita risposta del tipo "viviamo tempi di
grandi cambiamenti climatici". Per carità, capisco la questione dei
cambiamenti climatici... ma da qui alle zanzare in gennaio mi sa che ce ne
vuole...
Parliamone, magari. Ma dopo il caffè. :)
Seguiranno aggiornamenti.
Una premessa importante: non ho alcuna intenzione di fare un
post splatter. Ok? Non è il mio stile. Ma sto un po' incazzato:
l'apprendere certe notizie mi addolora, e mi fa rabbia.
Mi fanno rabbia le guerre dimenticate. Ma se mi incazzo per
le guerre lontane... mi incazzo al triplo quando la guerra
dimenticata in questione è nel cuore dell'Europa, cioè in
pratica dietro casa.
In linea d'aria siamo a poco più di 300 Km da città come
Bari e Brindisi, ancora meno rispetto ad una megalopoli come
Atene.
No, non è l'Afghanistan, non è l'Iraq. E' l'Europa. Forse per questo
non c'è neanche un servizio in nessun TG. Forse è per questo se solo
saltuariamente si vede un trafiletto a pagina 16 di qualche quotidiano.
Fatto sta, che si è appena conclusa l'operazione Tempesta di Montagna
nella regione del Tetovo, nel cuore della Macedonia, le indagini in corso
tentano di far luce sulla dinamica dell'accaduto e sulle forze coinvolte
nella guerriglia. Molte le contraddizioni della versione ufficiale
rilasciata dal Ministero degli Interni macedone, smentita da dichiarazioni
discordanti provenienti da differenti fronti.
Tanto per capirci, stiamo parlando di
questa zona della Macedonia.
La prima contraddizione rispetto alla versione ufficiale del Governo
Macedone giunge dall'Organizzazione della Sicurezza Nazionale Albanese,
parte dell'Armata Nazionale Albanese, gruppo paramilitare della resistenza
albanese in Macedonia, rilasciando una dichiarazione all'Agenzia di stampa INA.
Il gruppo paramilitare afferma che l'attacco nei confronti della comunità
albanese sarebbe da attribuire alle forze serbe e macedoni,
probabilmente costituite da mercenari smentendo
la versione ufficiale macedone, rilasciata Ministro degli Interni Gordana
Jankulovska, secondo il quale la formazione militare della missione era
composta da una squadra di etnia mista macedone-albanese.
Questa dichiarazione non rappresenta il solo lato oscuro della vicenda, in
quanto vi sono implicazioni molto più delicate, che coinvolgono tutta
la situazione della regione kosovara. Che resta una bomba senza sicura, in
piena Europa.
Che diavolo è successo? E' successo che nelle prime ore del 7 novembre,
la cittadina di Brodec, nella regione albanese della Macedonia di Tetovo, è
stata protagonista di un combattimento armato tra la polizia macedone e un
gruppo armato di etnia albanese.
Qualcosa, ce la racconta senza dubbio la TV Macedone:
Le unità speciali macedoni, appoggiate da elicotteri, si sono scontrate nella regione montana di Shar con degli appartenenti all'ex ese