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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Tratto da Altrenotizie.org
Pare che sia l'ultima novità , in fatto di controllo degli spazi pubblici. Evidentemente non sono sufficienti i milioni di telecamere posizionate nelle strade di quasi tutte le città del mondo, comprese le nostre. Evidentemente il controllo va esteso, e non basta vedere i volti di coloro che salgono sui treni o prendono l'autobus. L'esperimento pilota, per ora, riguarda la città americana di Baltimora, dove la MTA, Maryland Transportation Administration, la società che gestisce i trasporti pubblici, ha richiesto tutte le autorizzazioni legali per poter installare microfoni atti a captare e registrare tutte le conversazioni di passeggeri e personale sui treni metropolitani e sugli autobus della città .
Se qualcuno si meraviglia, o magari grida subito al mancato rispetto per la privacy, dovrebbe allora notare che già oggi è spiato da continui occhi elettronici, le telecamere CCTV, ad ogni passo che compie. In quanto tempo è stato possibile far accettare all'opinione pubblica di essere spiata in modo invasivo dalle CCTV? Certamente pochissimo: dopo tutto, la gente ha iniziato semplicemente a passeggiare per strada ignorando gli occhi elettronici che spiano. Quindi, si sono detti a Baltimora, perché non dovrebbe essere accettato, dopo un sistema "osserva-tutto", anche un sistema "ascolta-tutto"?
In effetti, a Baltimora non si rileva alcuna particolare reazione negativa da parte della società civile o della stampa. Sui quotidiani locali si legge piuttosto il comunicato ufficiale della MTA che recita: "The MTA is considering installing audio surveillance equipment on its buses and trains to record conversations of passengers and employees, according to a letter sent by the MTA's top official to the state Attorney General's Office."
In proposito, l'Amministratore delegato della società Wiedefeld, ha dichiarato che "la MTA ha già installato da anni impianti CCTV in grado di registrare in video tutto ciò che avviene sui veicoli delle sue flotte ferroviarie e su gomma. Come deterrente all'attività criminale, e per ridurre altre situazioni di rischio a bordo dei veicoli, la direzione dell'agenzia ha considerato di aggiungere anche la registrazione audio, a quella video già in uso".
Ma anche all'interno della stessa MTA le voci non sono concordi. Infatti, la signora Beverly Swaim-Staley, segretaria generale dell'MTA, ha dichiarato lunedì 17 agosto alla stampa che dal suo punto di vista la proposta è da ritirare, anche perché si teme l'opinione legale che potrebbe arrivare dall'avvocatura generale dello Stato del Maryland. Secondo la signora Swaim-Staley, "la questione andrebbe rivista a livello legislativo, prima che la MTA possa avere delle conseguenze di tipo legale da un'iniziativa del genere".
La dichiarazione, quindi, va letta come un "ci piacerebbe tantissimo farlo, ma temiamo che la gente si arrabbi, per cui speriamo che qualcuno prima faccia una bella legge che ci permetta di farlo senza che nessuno possa protestare". Nessuna parola circa le libertà civili che andrebbero eliminate salendo su un autobus o sulla metropolitana di Baltimora.
La questione è venuta alla luce perché è stata riportata dalla testata online Maryland Politics Watch, unica a dare spazio alla vicenda. Come conseguenza, anche le testate su carta di Baltimora hanno dovuto "inseguire" la notizia e riportarla pubblicamente. Il contrasto legale è evidente, così com’é evidente che la mossa, a dire il vero pionieristica, dell'MTA può costituire un utilissimo precedente in tutto il mondo, per tutti quelli che intendono aumentare il controllo sulla società e diminuire le libertà civili. Immaginiamo facilmente anche da noi quanti abbraccerebbero con gioia una simile proposta. Per ora, la MTA si è limitata a chiedere un parere "di legalità " ai dipartimenti del Maryland che si occupano di giustizia, ma la cosa potrebbe eventualmente avere un excalation ed espandersi a livello federale.
Stranamente, non sono molti i critici di questa iniziativa. Tra questi c'è il giornalista Paul Gordon, che ha scritto sul suo piccolo quotidiano on-line: "Altro che Stati Uniti d'America, l'idea di permettere legalmente di registrare le conversazioni su un mezzo pubblico, è una cosa che neanche nella vecchia Unione Sovietica si sarebbe vista". Quel che è certo, è che anche per l'installazione delle telecamere CCTV tutto iniziò così, con qualcuno che chiedeva un parere legale per un "eventuale" uso di questa tecnologia. Sappiamo com’é andata a finire.
Ovviamente non abbiamo a disposizione una sfera di cristallo, per cui non possiamo sapere se tra qualche anno saremo ascoltati perennemente oppure no. In ogni caso, è meglio prepararsi per tempo ed iniziare ad allenarsi a salire sugli autobus e sulle metropolitane, parlare solo di sesso, possibilmente con una discreta dose di turpiloquio, e magari decantare le performance erotiche segrete dei/delle partners degli addetti al controllo dell'audio. Magari veniamo invitati a Villa Certosa.
E' passato molto tempo, da
quell'autunno 2005, eppure, visto come è evoluta
nel frattempo la società , anche in rete, credo sia opportuno oggi, tre anni e
mezzo dopo, riproporre il manuale sull'uso della posta elettronica sicura che proposi allora. Credo
che oggi, più di allora, sia importante salvaguardare la propria privacy, e
soprattutto... stamattina mi va di proporlo :)
Pertanto, buona lettura. :)
P.S.: Non provateci se avete deciso di usare una gmail. Google basa il
suo business sulla posta proprio sul leggere sistematicamente ed analizzare le mail
che transitano su gmail, pertanto... per usare la posta sicura su gmail c'è bisogno
di alcune operazioni noiose (tipo criptare i file sul proprio hard-disk) che non
sono immediate e semplici... Ma se qualcuno vuole cimentarsi, mi faccia un
fischio ;)
Tanti e tanti anni fa, mentre il '900 declinava verso la sua fine, un
famosissimo scrittore italiano, considerato tra i più grandi di tutti
nonostante sia ancora vivente, così scrisse:
Il problema non è tanto assicurare la privacy a coloro che la
sollecitano (pochi rispetto al totale della popolazione),
bensì di farla considerare un bene prezioso a coloro che vi hanno
entusiasticamente rinunciato.
Questa frase è stata la signature della mia mail per
circa 3 anni. Oggi però inizio ad avere dei dubbi. Il primo
dubbio ce l'ho da un pezzo, ed è riassumibile nella seguente
frase: far considerare la privacy un bene prezioso a coloro
che vi hanno entusiasticamente rinunciato... è una battaglia
persa.
Adesso però mi è sorto un altro dubbio, ed è un dubbio grave,
molto grave (vi prego non fucilatemi subito). Il dubbio è
il seguente: ma in fondo, la gente che alla privacy ha
entusiasticamente rinunciato, se la merita la difesa della
privacy? Oggi inizio a pensare che forse non la merita neanche.
Normalmente, quando leggo i post sui blog leggo anche i
commenti, mentre quando vado a leggere gli articoli sui
giornali leggo solo gli articoli. Ieri ho fatto l'errore
di leggerli.
L'articolo in questione è intitolato (e linkato qui)
Il Grande Fratello a Roma.
Super-centrale per sorvegliare la città . Consiglio
comunque di leggerlo, soprattutto alle persone che la
privacy ce l'hanno a cuore. E' un po' fumoso e confuso, essendo
stato scritto senza molte competenze tecniche, ma l'idea viene
fornita bene, ed anche una valutazione su quanti soldi ci siano
dietro... ma questa dei soldi è un'altra storia.
Quel che mi ha lasciato esterefatto è qualcosa che ho trovato
nei commenti.... In assoluto ordine sparso, ho letto cose
di questo tipo.
Solo i disonesti, gli stupidi ed i 'faziosi' possono rifiutarle in nome della più stupida delle scuse, e cioè la privacy. Una 'montatura' che ci fà riempire montagne di fogli per ogni cosa, dalla banca all'assicurazione dell'auto, dal contratto telecom al libretto di risparmio postale..... una cosa che al normale cittadino, a tutti i normali, fà dire solo: che palle !!! a che serve ?? a me non interessa !! ed è così perchè oltre a ricevere qualche pubblcità alla fine innocua, si sà che solo uno stupido può interessarsi di chi si comporta 'normalmente'
Personalmente non sono nè disonesto nè fazioso, probabilmente sono stupido, visto che
ancora mi viene il sangue amaro per delle cose di base, come la libertà e la privacy,
che oggi sono in fase di dismissione... Però, etichettare la privacy come
"la più stupida delle scuse" è oggettivamente esagerato. Quelle montagne di fogli? Sono
evidentemente troppo poche e non bastano, visto che permettono comunque a quelle pubblicitÃ
"innocue" di raggiungerci. Peccato che dietro quell "innocue" ci siano nascoste societÃ
di marketing addette alla profilazione degli utenti, cioè di noi tutti, che ci etichettano,
classificano e, in fin dei conti, guadagnano vendendo i nostri dati, cioè in definitiva
i cavoli nostri, quelli privati. E non sono certo fatte di stupidi, queste aziende,
nonostante si interessino proprio di chi si comporta normalmente. Poi, per quanto riguarda
i fogli sulla privacy in banca... beh figuriamoci se non ci fossero, e se il mio nome,
associato alle coordinate bancarie, non fosse protetto... Con questi fogli da firmare, ci
troviamo lo stesso a che fare con questo, figuriamoci senza.
Mi chiedo come mai
chi ha scritto queste righe non dica pubblicamente che medicine assume, tanto per fare un
esempio; di sicuro non potrà dire "perchè sono fatti miei", visto che per lui questa è
una scusa stupida. Gli propongo una cosa importante: quando va nel bagno a produrre le
proprie feci, dovrebbe non solo lasciare porta e finestra aperta, ma anche collocare una
telecamera che proietti la scena all'esterno. Che male ci sarebbe? Le feci le facciamo
tutti (tranne certi stitici), non c'è di sicuro niente da nascondere, trattandosi di
una cosa naturale, che non è disonesta, nè faziosa, nè stupida. Chiudersi nel bagno
non è certamente un fatto di privacy, visto che la privacy è la più stupida delle
scuse, no?
Ed io che perdo ancora tempo, quando scrivo lettere d'amore, a fare in modo che
le legga solo io e la destinataria... Sono davvero stupido, se voglio evitare che
le leggano altri....
Ben vengano le telecamere... ovunque Mi dispiace per quelli che hanno qualcosa
da nascondere!!! Il privato va bene a casa.
Questa non è originale. La disse già Adolf Hitler appena preso il potere. La tappa successiva
fu il dar fuoco ai libri. Anche per
lui vale la stessa cosa: se non ha nulla da nascondere perchè non defeca in pubblico, e
tiene nel cassetto le lettere d'amore che spediva alla sua fidanzata? Forse perchè
"il privato va bene a casa"? Ecco quella mentalità italiana che fa sì che la maggior
parte delle violenze sulle donne e sui bambini avvengano in famiglia. Ma poi sono
i soliti maledetti romeni, no? Perbenismo fuori, e vizi e magagne rigorosamente in
privato.
Ma gente così, la privacy la merita? Il dubbio ce l'ho ed è forte. Molto
forte.
Per fortuna gli altri commenti sono intelligenti...
Per quanto riguarda invece il fatto in sè, cioè che l'Unione Industriali di Roma
sta per incassare una montagna di soldi pubblici (nostri) per questo progetto,
beh... mi limito solo a dire che normalmente chi decide di fare una rapina... usa
un rimedio anti-telecamere che esiste da decenni prima delle telecamere stesse: il
passamontagna. Quindi, che si lasciasse perdere la più stupida delle scuse: la
sicurezza.
Il 16 luglio 2008, è stata resta nota la relazione annuale al Parlamento per il 2008 del Garante per la protezione dei dati personali. E' stata presentata da Francesco Pizzetti, presidente dell'Autorità garante, e principalmente sottolinea come il nostro Paese sia arretrato e inconsapevole, soprattutto per quanto attiene banche dati e social network. E' stata una relazione severa, nella quale il Garante da un lato evidenzia la necessità di sviluppo e di modernizzazione del Paese, dall'altro stigmatizza la "diffusa indifferenza per la protezione dei dati in settori delicatissimi quali credito, sanità , amministrazione finanziaria, strutture di servizio". Tanto è vero che in uno dei passaggi chiave della presentazione, Pizzetti ha dichiarato: "Un Paese che non conosce neppure quali e quante sono le sue banche dati e che non sa proteggerle è un Paese arretrato, che espone a gravi rischi non solo i cittadini ma anche gli operatori della giustizia, della sicurezza, dell'amministrazione finanziaria, solo per citare alcuni tra i settori più delicati nei quali in questi anni si sono verificati rilevanti furti o usi illeciti di dati".
Pizzetta ha parlato di una necessaria semplificazione, evidenziando i passi già compiuti soprattutto in materia di informative e consensi e sottolineando come in una realtà complessa quale è quella italiana occorrano regole semplici, chiare, comprensibili per tutti. Come i lucchetti aperti e chiusi che indicheranno se i dati debbano essere trattati solo nei limiti ristretti delle finalità per le quali essi sono stati forniti o se possono essere utilizzati per finalità di altra natura. Ma la semplificazione auspicata dal Garante non deve prescindere dalla sicurezza. Pizzetta ha sottolineato come l'Authority incoraggi le iniziative che hanno l'obiettivo di facilitare a tutti l'accesso ai servizi on line, moltiplicando gli sportelli telematici, ma ha anche chiesto di essere interpellata per quanto atterrà alle modalità di attuazione. Collaborazione e vigilanza sono le due parole d'ordine.
Nel rispetto dei cittadini, il Garante ha sottolineato come le nuove forme di controllo, dall'installazione di videocamere alla rilevazione di dati biometrici, debbano "rispondere davvero a effettive necessità ; che i dati raccolti devono essere conoscibili solo dai soggetti che ne hanno titolo; che devono essere protetti da accessi e utilizzazioni illecite; che devono essere conservati solo per il tempo strettamente necessario; che i cittadini devono essere informati delle garanzie sulle quali possono contare".
Ma se istituzioni e aziende devono adeguare il loro operato, anche i singoli cittadini non devono abbassare la guardia. Pizzetta parla di giovani "nativi di Internet" forse inconsapevoli dei rischi e della portata di certi comportamenti. Parla di Google e delle possibili derive di innovazioni senza dubbio utili come la localizzazione geo-satellitare, ma parla anche di social networks, da Youtube a Myspace, e Facebook, che "consentono a milioni e milioni di persone di scambiarsi notizie, informazioni, immagini, destinate poi a restare per sempre sulla rete. Il che può determinare in futuro, specie nel momento dell'accesso al lavoro, rischi anche gravi per giovani e giovanissimi, che spesso usano queste tecnologie con spensieratezza e inconsapevolezza". Pertanto calca la mano sulla necessità di un futuro più attento e informato.
Sulla questione delle intercettazioni, che periodicamente tiene banco anche sulla scena politica italiana, il Garante fa un "appello accorato" ai media: "Fermatevi e riflettete. Questa non è vera informazione, non è trasparenza, non è un servizio che si fa all'opinione pubblica e alla democrazia". Pizzetti punta l’indice contro la "società dello spettacolo" nella quale "si moltiplicano i talk show basati su fatti ed episodi della politica, della vita sociale, delle relazioni interpersonali, che mettono in piazza, nei moderni fori telematici, vicende spesso anche privatissime", dove "vengono esposte a una discussione inevitabilmente superficiale, informazioni raccolte in indagini giudiziarie, in attività mediche di cura e diagnosi, strettamente legate alle condizioni fisiche e psichiche delle persone. Cose che richiederebbero di essere valutate con cognizione dei fatti, nelle sedi opportune, da chi ha gli strumenti adatti per coglierne a pieno il significato".
Troppi processi mediatici, è la convinzione di Pizzetti, processi mediatici che provocano una pericolosa commistione tra realtà e reality. "Non è giusto, in nome di una trasparenza che diventa prima di tutto spettacolo, e talvolta persino morbosità , invocare la legittimità di ogni invasione nella sfera più intima e riservata delle persone". Di fronte a questo dilagare di informazioni private spettacolarizzate il Garante ha pochi strumenti a disposizione ma "non manca tuttavia di intervenire ogni volta che è necessario. Nella maggior parte delle occasioni con moniti e raccomandazioni; in casi estremi con provvedimenti di divieto o di blocco". Infine Pizzetti fa una richiesta politicamente
esplicita: "La tutela delle persone ci spinge anche a chiedere al Parlamento, e specificamente ai presidenti delle due Camere, misure opportune per evitare che nelle interrogazioni e nelle interpellanze pubblicate in rete dopo anni, siano riportati dati e fatti che, utili per il dibattito parlamentare di allora, possono però continuare a ledere gravemente le persone citate".
Altro tema scottante di questi mesi è quello relativo al prelievo delle impronte digitali. Su questo argomento, il Garante richiede moderazione, evitando criteri discriminatori e in particolare nel caso di minori "le cautele devono essere moltiplicate". Pizzetti si sofferma sulla necessità di regolamentare conservazione ed uso dei dati concernenti il Dna. L’utilizzo dei dati biometrici, "anche nella forma del prelievo delle impronte digitali, si va diffondendo a macchia d’olio, sia nel mondo del lavoro sia in altri ambiti. Il Garante non può che ripetere un fermo e chiaro invito alla moderazione nell’uso di questi strumenti, in quanto potenzialmente lesivi della dignità delle persone. È assolutamente necessario che si eviti di fare ricorso a queste tecniche secondo criteri discriminatori, specialmente di natura etnica o religiosa, che contrastino con la nostra Costituzione e con le Carte dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino che il nostro Paese ha siglato".
Tornando ancora alle intercettazioni, Pizzetti lo definisce un fenomeno che nei modi e nella misura è "un'anomalia tutta italiana", e sottolineando che le intercettazioni "oltre che uno strumento di indagine", sono "anche una delle forme più invasive della nostra sfera personale". Un approccio a tutto tondo, quello dell'Authority, che sottolinea come i due punti caldi in tema di tutela della privacy siano da un lato la pubblicazione, dall'altro la diffusione delle intercettazioni; non solo i giornalisti, quindi, e la necessità di un richiamo forte alla deontologia professionale, ma anche un richiamo alla diffusione a monte, negli uffici giudiziari. Per questo Pizzetti rinnova "l'appello a che il disegno di legge sulle intercettazioni sia completato prevedendo l`obbligo di adottare specifiche misure tecniche rigorose di protezione, da definire anche in collaborazione col Garante". Chiede troppo?
Cambiando argomento: ve lo ricordate il bannerino che molti sponevano sui loro blog,
quello con la faccia del Papa? :) No no qui non è mai apparso perchè a queste cose non
ci credo, però ovviamente poi ognuno fa quel che gli pare.
Bene. L'autore è minacciato di denuncia (lo racconta
qua),
e racconta un po' di sue impressioni qua. ;)
Viva l'Italia. Anche se l'Italia non c'entra, ma si tratta come noto di uno Stato estero :)))
E nonostante il gran caldo, mi prendo un caffè.
Del premio Big Brother Awards Italia 2008, abbiamo già parlato qui,
sia per la presentazione che per le
nominations.
Il 10 maggio, a Firenze, si è svolta la premiazione, ed ecco a voi i vincitori
dell'edizione 2008.
Premio "Peggiore azienda privata": Yahoo.
Il monitoraggio pervasivo delle attività degli utenti Internet, sia yahoo sia flickr,
eseguito a scopo commerciale secondo le rilevazioni degli esperti, non ha eguali
rispetto alle altre dotcom.
Yahoo è responsabile di un tracciamento considerato persino più estensivo
di quello dei propri competitor Google e Microsoft.
Yahoo ha a più riprese fornito in maniera "coperta" dati sui suoi utenti
al governo della Cina Popolare che li ha utilizzati per fini repressivi.
Non contento ha prima negato la cosa e poi fornito risposte parziali,
evasive e giudicate in malafede alle richieste di chiarimenti giunte dal governo
degli Stati Uniti fino a quando, chiamato a testimoniare in forma ufficiale
l'11 novembre 2007 di fronte ad una commissione del Congresso sul caso del
dissidente e giornalista cinese Shi Tao, il CEO Jerry Yang ha dovuto ammettere
di non aver detto la verità e chiedere perdono per evitare pesantissime sanzioni.
Sanzioni che gli sarebbero però state comminate non per aver contribuito a far
gettare in carcere dissidenti, ma "solo" per aver mentito di fronte al Congresso.
Premio "Peggiore ente pubblico": Ministero dell'Economia e delle Finanze
Il Ministero dell'Economia e delle Finanze possiede già amplissimi strumenti di
verifica come i poteri ispettivi e l'inversione dell'onere della prova (è il contribuente
a dover dimostrare di essere "virtuoso" e non l'amministrazione a provare la
violazione di legge).
Recentemente, e senza particolari reazioni della società civile, essi sono stati
ulteriormente potenziati dalla creazione di schedature di massa (sanitarie,
bancarie ecc.) che sono chiaramente una inaccettabile "scorciatoia". Invece di
controllare palesi e diffuse prassi illegali, violano inutilmente la privacy
di milioni di cittadini onesti.
Con le ultime disposizioni attuative del famoso Articolo 50 della legge 326 del
24-11-2003 siamo tutti sotto l'occhio vigile e ferreo dello Stato per quanto
riguarda la materia sanitaria: per prendere farmaci con il servizio sanitario
veniamo schedati dettagliatamente, infine dal 2008 con l'introduzione dello
scontrino parlante (Art. 1 comma 28 della Legge 296 del 27-12-2006) per
scaricare farmaci di libera vendita siamo ancor di più schedati. E quando,
non "se" ma "quando", tutti questi dati finiranno in mani errate, come minimo ci
sarà da attendersi la pubblicità targettizzata per supposte e sciroppi; come massimo
invece non esiste un limite alle conseguenze negative.
Concludendo, con la scusa della lotta all'evasione (e senza altrettanto zelo
per la lotta agli sprechi di spesa pubblica) il governo in maniera assolutamente
bipartisan ha attivato sistemi di controllo della popolazione degni di stati
totalitari. Questo è il peggiore rischio per i diritti dei cittadini; dovesse
arrivare un "baffone" popolare troverebbe già tutto pronto per esercitare ogni
tipo di controllo sul popolo.
Ma forse l'obbiettivo è proprio questo.
Premio "Bocca a stivale": Bruno Vespa.
Il conduttore televisivo e giornalista Bruno Vespa è stato premiato per avere
trattato in modo superficiale e disinformato un tema serio come quello della Rete,
contribuendo a rafforzare un'idea negativa di questa tecnologia, e favorendo
l'acquiescenza popolare a provvedimenti repressivi e censori.
Nel corso della trasmissione del 21 febbraio 2008 della trasmissione
"Porta a Porta", coadiuvato dalla dott.ssa Graziottin, ha reiterato posizioni
già espresse l'anno precedente, facendo disinformazione a proposito delle
nuove tecnologie e di Internet, del loro impatto sulla privacy e sullo
sviluppo dei giovani.
Attraverso una serie di affermazioni allarmistiche, basate su falsi
luoghi comuni e su tesi infondate, ha contribuito ad allontanare gli italiani
dalle nuove tecnologie, incurante di ciò che può causare sia nella cultura
dei telespettatori che dell'economia italiana, già arretrata rispetto al
resto d'Europa in campo tecnologico. Ciò gli è valso pesanti critiche da parte
della blogosfera tutta ed anche l'assegnazione di questo meritatissimo,
e quest'anno molto conteso, premio.
Premio "Minaccia da una vita": Franco Frattini
Curiosamente, proprio nel ruolo di Commissario U.E. alla Giustizia,
Libertà e Sicurezza ha propagandato un'idea di Sicurezza che, violando
la Libertà dei cittadini e nuocendo alla Giustizia, prevedeva il
"monitoraggio e la censura delle parole pericolose".
Si è in piu' occasioni distinto assumendo posizioni pubbliche incivili
e liberticide, come quelle del filtraggio dei contenuti circolanti in
rete e relativi a parole afferenti al "terrorismo", e continua indefessamente
la sua opera a favore della repressione della libertà .
Premio "Tecnologia più invasiva": Banca dati DNA del R.I.S. di Parma
Il R.I.S. di Parma ha "quietamente" realizzato un biobanca per analisi del DNA
in assenza di una normativa specifica. Non se ne sa praticamente nulla
(quanti campioni ci sono, come viene utilizzata, chi e come ha accesso ai tessuti
biologici e ai database che contengono i test del DNA).
Già in passato il Reparto delle Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri e
la Polizia Scientifica risultano tra i principali promotori della Banca Dati
del DNA, un database genetico che nelle intenzioni dovrebbe contenere i profili
del più alto numero possibile di italiani e stranieri (non dei pregiudicati), al
fine di agevolare le indagini e la prevenzione anti-terrorismo.
Database del genere sono già attivi in diversi paesi. Il rischio privacy è
evidentemente legato all'abuso dei dati, alla sicurezza del database e
alla pervasività della profilazione di massa.
E per finire, il premio "in positivo:
Premio "Winston Smith - eroe della Privacy": collettivo Autistici/Inventati
Il collettivo Autistici/Inventati, nell'ambito delle sue attività ha portato avanti
per anni una indefessa e meritoria fornitura di servizi di comunicazione molto più
rispettosi della privacy di quelli commerciali od istituzionali.
Ha fatto questo in maniera totalmente volontaria e gratuita in presenza sia di difficoltÃ
economiche che di una intrusione informatica devastante giustificata come effetto
secondario di indagini giudiziarie.
Ha reagito in maniera positiva e creativa a queste problematiche e continua a dare
una possibilità a chi ritiene di dover difendere e mantenere il proprio diritto
alla privacy in Rete.
Con mezzi limitati si è impegnato nel lodevole tentativo di costruire una struttura
di comunicazione che sia resiliente ad attacchi di tipo censorio.
Per maggiori informazioni:
bba.winstonsmith.info.
Arrivederci al premio 2009 :)
Del premio Big Brother Awards Italia abbiamo già parlato pochi
giorni fa qui, per raccontare il bando. Siccome molte
nomination, ogni anno, arrivano da questo blog, vediamo quale
è la tappa successiva.
Si è concluso il lavoro dei giurati del
Big Brother Awards Italia 2008,
che hanno vagliato le nomination inviate dal pubblico nelle ultime
cinque settimane, e votato i vincitori nelle varie categorie del Premio.
Come sempre, anche quest'anno i nomi della Giuria vengono rivelati solo
a lavori ultimati per evitare possibili (e già accadute) pressioni
e minacce nei
loro confronti; infatti il successo del Big Brother Awards, una
manifestazione internazionale che si svolge in 13 paesi, pone sotto
(sgraditi) riflettori quei soggetti e quelle tecnologie che hanno a
vario titolo rappresentato danno o minaccia per la privacy.
I giurati con un breve curriculum professionale
sono elencati qui.
I nomi dei vincitori dei premi (Peggior ente pubblico, Peggiore azienda privata,
Bocca a stivale, Minaccia da una vita, Tecnologia più invasiva)
verranno annunciati sabato 10 maggio, durante la cerimonia di
assegnazione che si svolgerà a Firenze nell'ambito del
convegno
e-privacy 2008.
Uno dei vincitori avrebbe dovuto essere annunciato subito dopo il
termine dei lavori della Giuria e prima della cerimonia; avrebbe dovuto
essere il vincitore del premio "Lamento del Popolo", assegnato senza la
mediazione della giuria a chi è stato piu' votato, cioè ha ricevuto
più nomination negative. Nessuno dei candidati
ha riportato abbastanza voti (meno del 20%) e quindi, come già accaduto in passato,
il premio "Lamento del Popolo" quest'anno non sarà assegnato. Il Popolo
ritiene evidentemente di non doversi lamentare di nessuno in particolare.
Secondo me è un madornale errore, ma pazienza.
Per tutti gli altri premi vengono oggi annunciati i tre
candidati più votati in ogni categoria.
Ecco le nomination:
Per la categoria "Peggior azienda privata" i finalisti, in ordine
rigorosamente alfabetico, sono:
- Facebook
- Finmeccanica
- Yahoo
Per la categoria "Peggior ente pubblico" i finalisti sono:
- Governo Prodi
- Ministero dell'Economia e Finanze
- Università della Calabria
Per la categoria "Bocca a stivale" i finalisti sono:
- Bruno Vespa, conduttore televisivo
- Partito Pirata italiano
- Francesco Rutelli, ex vicepremier
Per la categoria "Minaccia da una vita" i finalisti sono:
- Google Italia
- Franco Frattini, commissario E.U.
- Giuseppe Pisanu, ex ministro dell'Interno
Per la categoria "Tecnologia più invasiva" i finalisti sono:
- Apple Computer
- Botnet
- R.I.S, Carabinieri
Il premio "positivo" di "Eroe della Privacy" vede invece in lizza:
- Ask.com
- collettivo Autistici/Inventati
- Franco Pizzetti, Garante della Privacy
Tutti i finalisti o loro rappresentanti sono invitati alla cerimonia di
premiazione, dove se vincitori potranno ritirare l'"Orwell", che pur
essendo tutto d'oro come il ben più famoso "Tapiro" non è particolarmente
ambito e spesso rimane abbandonato.
Come cerimonia il Big Brother Award è in effetti poco frequentata dai
vincitori; nell'edizione 2005 però uno dei premi (debitamente
incartato) fu realmente ma con molta discrezione ritirato da un membro
dell'organizzazione premiata presente in sala.
Anche i vincitori "in contumacia" del BBA 2007 sono stati invitati, come
d'abitudine, a ritirare il premi già vinti per offrire loro un'altra
occasione di partecipazione.
Cronaca dall'Esterno
Il Progetto Winston Smith, ALCEI e molte altre ONG europee
hanno aderito ad una importante iniziativa presso la Corte
di giustizia europea che tenta di scardinare la direttiva
EU sulla data retention ed i suoi figli perversi, come il
famigerato Decreto Pisanu.
L'iniziativa dell'associazione Vorratsdatenspeicherung
(no non provate a pronunciarne il nome, è inutile) merita
tutto il supporto possibile.
Per approfondire:
Punto Informatico.
Cronaca dall'Interno
La prossima volta che mi invitano a fare una presentazione
in libreria a Roma in un orario che si sovrappone ad una partita
di calcio della Roma, magari della Champions League, mando tutti a quel paese.
Non sono eventi sovrapponibili, c'è poco da fare, e non posso
permettermi sempre il lusso di perdere tempo, e beccarmi anche
il traffico.
Angolo politico pre-elettorale
L'ottimo Golem
è riuscito a farmi sorridere ben tre volte, stamattina:
una,
due e
tre
Adesso mi prendo un caffè, e poi si inizia a ragionare...
:)