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Le vie infinite dei rifiuti

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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose: fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."

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lunedì, 28 aprile 2008
.: Stalking :.

(In corsivo ci sono delle testimonianze dirette. Il nostro testimone ha chiesto di restare anonimo, ed ovviamente rispetto la sua scelta)

E' un termine inglese (letteralmente: perseguitare) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.
La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata.
Lo stalker può essere un estraneo, ma è un caso raro: il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-partner, che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto.
In altri casi ci si trova davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l'intento di stabilire una relazione sentimentale, imponendo la propria presenza ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa.
Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi o anni.

La sensazione di freddo che arriva fin nelle ossa era diventata una costante.
Ogni giorno. E con il freddo saliva l'ansia, il battito del cuore pronto a trasalire. E sembrava un infarto, ad ogni trillo del telefono, o del citofono. Ed il terrore di dover dire "ancora tu!" Mi sembrava di vivere sotto il peso dell'ossessione di quella persona. Ma era impossibile fare una denuncia o una cosa del genere, poichè non mi aveva mai messo neanche una mano addosso, per cui non c'era mai stata una aggressione o una molestia fisica...


Lo stalking è classificato giuridicamente tra le violenze di genere, ed è pertanto ritenuto una violazione dei diritti umani. Nonostante questo, soprattutto in Italia non c'è una legislazione tale da permettere di fermare lo stalker, prima che diventi un vero e proprio aggressore. Quindi, se lo stalker non aggredisce mai... diviene difficile ostacolarlo. Difficile anche dimostrare che stia ossessionando.
Alcuni comportamenti come telefonate, sms, e-mail, “visite a sorpresa” e perfino l’invio di fiori o regali, possono essere graditi segni di affetto che, tuttavia a volte, possono trasformarsi in vere e proprie forme di persecuzione in grado di limitare la libertà di una persona e di violare la sua privacy, giungendo perfino a spaventare chi ne è destinatario suo malgrado.

Mi mandava anche 70 o 80 sms al giorno. Spesso teneri e dolci, ma anche minacciosi quando vedeva che non rispondevo. Non ho idea di quanto spendesse di credito per il cellulare, o se avesse aderito appositamente ad una offerta tim. Stessa cosa con le email, il ritmo era almeno di una cinquantina al giorno, non sapevo dove trovasse il tempo di scrivere. Era una presenza costante, non riuscivo a liberarmene.

Inseguimento, molestia e persecuzione
E' stalking, ma è chiamato anche “sindrome del molestatore assillante” o “inseguimento ossessivo”. La terminologia più comune, quella di “stalking”, è stata coniata con la finalità di raffigurare simbolicamente, con un termine in lingua inglese che significa “appostarsi”, l’atteggiamento di chi mette in atto l'inseguimento ossessivo.
Il “molestatore assillante” manifesta, infatti, un complesso insieme di comportamenti che vengono ben racchiusi sinteticamente dall’espressione “fare la posta” che comprende l’aspettare, l’inseguire, il raccogliere informazioni sulla “vittima” e sui suoi movimenti, comportamenti che sono quasi sempre “tipici” di tutti gli stalkers, al di là delle differenze rilevate di situazione in situazione.
Alcuni studi compiuti su questo fenomeno hanno distinto due categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking:

1) La prima tipologia comprende le comunicazioni intrusive, che includono tutti i comportamenti con scopo di trasmettere messaggi sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli impulsi, sui desideri o sulle intenzioni, tanto relativi a stati affettivi amorosi (anche se in forme coatte o dipendenti) che a vissuti di odio, rancore o vendetta. I metodi di persecuzione adottati, di conseguenza, sono forme di comunicazione con l’ausilio di strumenti come telefono, lettere, sms, e-mail o perfino graffiti o murales.
2) Il secondo tipo di comportamenti di stalking è costituito dai contatti, che possono essere attuati sia attraverso comportamenti di controllo diretto, quali ad esempio pedinare o sorvegliare, che mediante comportamenti di confronto diretto, quali visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce o aggressioni. Generalmente non si ritrovano due tipologie separate “pure” di stalkers, ma molestie in forme miste in cui alla prima tipologia, in genere segue la seconda specie di azioni.

Perché si possa parlare di “stalking”, occorre che si verifichino tre comportamenti:

1) l’attore della molestia, lo stalker, agisce nei confronti di una persona che è designata come vittima in virtù di un investimento ideo-affettivo, basato su una situazione relazionale reale oppure parzialmente o totalmente immaginata (in base alla personalità di partenza e al livello di contatto con la realtà mantenuto);
2) lo stalker si manifesta attraverso una serie di comportamenti basati sulla comunicazione e/o sul contatto, ma in ogni caso connotati da ripetizione, insistenza e intrusività;
3) la pressione psicologica legata alla “coazione” comportamentale dello stalker e al terrorismo psicologico effettuato, pongono la vittima stalkizzata, definita anche stalking victim, in uno stato di allerta, di emergenza e di stress psicologico. Questi vissuti psicologici possono essere legati sia alla percezione dei comportamenti persecutori come sgraditi, intrusivi e fastidiosi, che alla preoccupazione e all’angoscia derivanti dalla paura per la propria incolumità.

Ero in depressione costante. Al mattino, al risveglio, il mio primo pensiero era: "Cosa farà oggi? Come farà ad essere presente ed assillarmi? Quante volte scriverà? Quante volte telefonerà? Farà la pazzia di venire qui?" Tutti i giorni. Feriali e festivi. Sempre. Si può vivere così? Si può vivere in collegamento continuo con una persona con la quale non si vuole un contatto continuo?

Identikit del molestatore assillante
La coazione che connota il comportamento di stalking, e che permette di delinearlo anche giuridicamente, ha fatto ipotizzare che tale problema fosse una forma di “disturbo ossessivo”. Tuttavia, come è stato osservato, i disturbi psicopatologici ossessivi sono connotati da vissuti egodistonici relativi ai comportamenti attuati e, conseguentemente, da un malessere provocato dalle idee, dai pensieri, dalle immagini mentali e dagli impulsi ossessivi legati alla persecuzione. Questi vissuti di disagio e di intrusione in realtà non risultano presenti in genere negli stalkers che, al contrario, tendono perfino a trarre piacere dal perseguitare.

Mi mandava messaggi di continuo. Mi telefonava di continuo. Avevo uno stress addosso che non mi permetteva neanche di relazionarmi normalmente con le persone. Temevo sempre di veder spuntare quella persona all'improvviso. Stavo perdendo tutto. Restavo chiuso in casa con il terrore di uscire. Ho perso degli amici perchè ho tenuto per giorni il telefono spento e non leggevo la mail, ho rovinato una relazione d'amore, a causa della presenza costante e incombente di quella persona. E quando a volte ho risposto al telefono, la sua voce era tranquilla, allegra. Sì, era felice della mia risposta, ne era gratificata, provava piacere. Quella persecuzione mi stava rovinando la vita. Non riuscivo ad avere relazioni normali con altre persone, senza tremare, senza subìre il condizionamento dovuto alla sua presenza...

È molto importante sottolineare che lo stalking non è un fenomeno omogeneo; pertanto, risulta difficile far rientrare i molestatori assillanti in una categoria diagnostica precisa o identificare sempre la presenza di una vera e propria patologia mentale di riferimento. Gli stalkers non sono sempre persone con un disturbo mentale e, anche se esistono alcune forme di persecuzione nascono nel contesto di un quadro psicopatologico, questa non è una condizione sempre presente così come non esiste sempre un abuso di sostanze associato al comportamento stalkizzante.
Ciò che è importante comprendere è che dietro a comportamenti di molestia simili possono celarsi motivazioni anche molto differenti tra loro. A questa conclusione si è giunti in seguito a studi che hanno esaminato il profilo psicologico di numerosi stalkers e, sulla scorta dei quali, si è giunti ad individuare cinque tipologie di stalkers, distinti in base ai bisogni e desideri che fanno da motore motivazionale.

1) Una prima tipologia di molestatore insistente è stata definita “il risentito”. Il suo comportamento è sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito ed è quindi alimentato dalla ricerca di vendetta. Si tratta di una categoria piuttosto pericolosa che può ledere prima l’immagine della persona e poi la persona stessa. Il problema più grave è legato alla scarsa analisi della realtà: perché il risentimento fa considerare giustificati i propri comportamenti che, producendo sensazioni di controllo sulla realtà, tendono a loro volta a rinforzarli.
2) La seconda tipologia di stalker è stata denominata “il bisognoso d’affetto”, una tipologia che è motivata dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l’amicizia o l’amore. La vittima in genere viene scelta attraverso una generalizzazione che la rende vicina al “partner o amico/a ideale”, una persona che si ritiene possa aiutare, attraverso la relazione desiderata, a risolvere la propria mancanza di amore o affetto. Spesso il rifiuto dell’altro viene negato e reinterpretato sviluppando la convinzione che egli abbia bisogno di sbloccarsi e superare qualche difficoltà psicologica o concreta. L’idea di un rifiuto, vissuto come un’intollerabile attacco all’Io, viene respinta con grande energia e strutturando un’alta difesa basata sull’allontanamento della percezione reale dell’altro, delle sue reazioni e della relazione reale che viene sostituita da quella immaginaria.
3) Una terza tipologia di persecutore è quella definita “il corteggiatore incompetente”, che tiene un comportamento alimentato dalla sua scarsa o inesistente competenza relazionale che si traduce in comportamenti opprimenti, espliciti e, quando non riesce a raggiungere i risultati sperati, anche aggressivi e villani. Questo tipo di molestatore è generalmente meno resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della stessa vittima, ma tende a riproporre i propri schemi comportamentali cambiando persona da molestare.
4) Esiste poi “il respinto”, un persecutore che diventa tale in reazione ad un rifiuto. È in genere un ex che mira a ristabilire la relazione oppure a vendicarsi per l’abbandono. Spesso oscilla tra i due desideri, manifestando comportamenti estremamente duraturi nel tempo che non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima: la persecuzione infatti rappresenta comunque una forma di relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile. Nella psicologia di questo tipo di “inseguitore assillante” gioca un ruolo cruciale il modello di attaccamento sviluppato che è una delle forme di tipo insicuro, in grado di scatenare angosce legate all’abbandono che creano una tendenza interiore, più o meno consapevole, a considerare l’assenza dell’altro come una minaccia di annientamento e di annullamento del Sé.
5) Infine, è stata descritta una categoria di stalker definita “il predatore” e costituita da un molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, infatti, eccita questo tipo di stalker che prova un senso di potere nell’organizzare l’assalto. Questo genere di stalking può colpire anche bambini e può essere agito anche da persone con disturbi nella sfera sessuale, quali pedofili o feticisti.

Solitamente, nella stragrande maggioranza dei casi, il meccanismo è lo stesso delle violenze di genere, pertanto di solito lo stalker è un uomo, e la vittima è una donna.
Trovarsi nel caso opposto, che è raro, essere cioè uomo-vittima, inseguito da una stalker-donna, è deprimente. Se si cerca di raccontarlo, non si viene creduti. Gli altri perdono fiducia nella vittima, poichè a livello sociale si percepisce che in qualche modo l'uomo in quanto tale debba aver dato dei segnali positivi, che hanno magari fatto scattare i meccanismi nella stalker. La mia stalker apperteneva contemporaneamente alle categorie 1) 2) e 4). Impossibile liberarsene, se non per tempi inferiori alle 48 ore. Poi tornava all'attacco. Tornava ad essere presente.
E l'incubo ricominciava. Iniziavo a stare male anche fisicamente, con palpitazioni cardiache, mal di testa, nervi sempre tesi.


La vittima e il legame con il suo Stalker
Molte persone che subiscono molestie assillanti sono donne di un’età frequentemente compresa tra i 18 e i 24 anni. Tuttavia, alcuni tipi di persecuzioni, quali ad esempio quelle legate al risentimento o alla paura di perdere la relazione che nasce dall’essere respinti, sono rivolte principalmente a donne tra i 35 e i 44 anni. In alcuni casi invece (come quello che stiamo testimoniando), le vittime sono uomini tra i 36 e i 45 anni. In ogni caso, oltre l'80% dei casi di stalking vede le donne come vittime.
Alcuni studi sul fenomeno in esame hanno mostrato dei risultati interessanti che servono a riflettere ulteriormente sulle caratteristiche delle vittime di stalking e sull’importanza della relazione che, spesso solo nella mente dello stalker, si instaura con tutta la capacità di influenza che può esercitare una relazione reale. A questo proposito si è riscontrato che esiste una “categoria sociale a rischio di stalking” rappresentata da tutti gli appartenenti alle cosiddette “professioni d’aiuto”, vale a dire i medici, gli psicologi, gli infermieri e ogni altra sorta di “helper”. Spesso le vittime sono anche amici dello stalker, che in passato gli hanno dato una mano a superare momenti difficili. Generando situazioni di "dipendenza" che possono poi ri-palesarsi dopo anni.

Ho provato a dire che non doveva più contattarmi in alcun modo. Ma mi sono accorto molto presto che traeva piacere da questo, e continuava a fare pressione.
Non c'è niente di peggio del finire in cura da uno bravo perchè si subiscono queste autentiche violenze psicologiche. Ma era tutto inutile, la stalker non si toglieva dai piedi. Inutile chiedere aiuto: la risposta che ottenevo era "beh sei un uomo, se lo fa è perchè le hai dato speranze, ti sei mostrato disponibile. Ci sei stato."
Finchè un giorno, il bisogno di riprendere in mano la mia vita mi fece commettere un grave errore, ma la situazione era davvero disperata. L'errore fu dirle "palesati, fatti vedere, incontrami, così lo vedi da vicino che non ci può essere nessuna relazione tra noi, tanto che sono freddo e distaccato". No, non funziona così, non c'è alcun bisogno di essere freddi e distaccati. Provate a pensare a quale meravigliosa gratificazione è per uno stalker, sentirsi dire dalla vittima "incontriamoci". Ma io avevo bisogno di risolvere la situazione e uscire dall'incubo. Ad ogni costo. Non volevo più essere vittima. Ma il problema è che prima di tutto bisogna acquisire la consapevolezza di essere vittima
.

Tecniche di comportamento Antistalking
Dal momento che non tutte le situazioni di stalking sono uguali, non è possibile generalizzare facilmente delle modalità comportamentali di difesa che devono essere adattate alle circostanze e alle diverse tipologie di persecutori. Esistono tuttavia alcune regole utili:

1) Innanzitutto, inutile negare il problema. Spesso, dal momento che nessuno vuole considerarsi una “vittima”, si tende a evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e aiutando così lo stalker, come successo al nostro testimone diretto. Il primo passo è allora sempre quello di riconoscere il problema e di adottare delle precauzioni maggiori rispetto a quelle adottate dalle persone che non hanno questo problema. Occorre informarsi sull’argomento e comprendere i rischi reali, seguendo dei comportamenti volti a scoraggiare, quando è possibile, gli atti di molestia assillante.
2) Se la molestia consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, come nel caso del nostro testimone, è necessario essere fermi nel “dire di no” una sola volta e in modo chiaro. Altri sforzi di convincere il proprio persecutore, comprese improvvisate interpretazioni psicologiche che lo/la additano come bisognoso di aiuto e di cure, saranno lette come reazioni ai suoi comportamenti e quindi rappresenteranno dei rinforzi, in quanto attenzioni. Anche una telefonata di rabbia o una risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che rinforzano lo stalking.
3) Se le molestie sono telefoniche, non cambiare numero. Anche in questo caso, le frustrazioni aumenterebbero la motivazione allo stalking. È meglio cercare di ottenere una seconda linea, lasciando che la vecchia linea diventi quella su cui il molestatore può continuare a telefonare, magari mentre azzerate la suoneria e rispondete gradualmente sempre meno.
4) Per produrre prove della molestia alla polizia, non lasciarsi prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili sui fastidi subiti.
5) È utile mantenere sempre a portata di mano un cellulare in più per chiamare in caso di emergenza.

Chi mi stava attorno, e vicino, assisteva a tutta l'ossessione continua. E paradossalmente stava male, male quanto me. Anche perchè non aveva più completa fiducia in me, visto che partiva dal presupposto che io avessi incoraggiato - o quanto meno permesso - tale comportamento.
Io stavo psicologicamente male, anche lei. stavamo tutti male. Sono stati mesi di cui difficilmente perderò il ricordo. Ancora oggi, mentre dormo, sogno il trillo del telefono. Ancora oggi, mi aumenta il battito cardiaco quando apro la posta.


Le conseguenze dello Stalking
Molto spesso, soprattutto a causa di norme giuridiche che limitano gli interventi di prevenzione alle sole situazioni di emergenza, i comportamenti di stalking possono essere protratti a lungo con conseguenze psicologiche negative principalmente per la vittima, ma anche per chi agisce e, talvolta, per chi lo osserva.
La vittima, per quanto possa essere breve il periodo in cui viene perseguitata, rischia di conservare a lungo delle vere e proprie ferite. Le conseguenze dello stalking infatti, per chi lo subisce, sono spesso diverse e si trascinano per molto tempo. In base al tipo di atti subiti e alle emozioni sperimentate possono determinarsi stati d’ansia e problemi di insonnia o incubi, ma anche flashback e veri e propri quadri di Disturbo Post Traumatico da Stress.

Il pubblico degli episodi di stalking può essere il ristretto pubblico familiare o il/la partner della vittima che, identificandosi empaticamente alla vittima, può sviluppare preoccupazioni per la persona cara o forme vicarie di paura ed ansia. In certi casi, come quello del nostro testimone, lo stalker può ottenere di distruggere la relazione sentimentale della vittima con il proprio partner.

Mi braccava. Mi braccava come una preda, per ridurmi all’angolo, rubarmi la vita. E riuscendo anche ad isolarmi. Si dice che spesso la vittima, soprattutto se donna, si vergogna di parlarne, sentendosi in colpa per la situazione e pensando di averla in qualche modo causata. Tranquilli, vale anche per gli uomini. E' esattemente la stessa situazione. Con l'aggravante che quando è l'uomo ad essere vittima di una violenza di genere, ha meno strumenti. A chi va a raccontarla? Se si ribella, e la stalker per vendetta dice che è lui che l'ha stuprata, tutti crederebbero alla donna. Forte di questo, la stalker sa profferire minacce. Minaccia di parlare con la famiglia, minaccia di parlare con la partner della vittima. Tutto questo mette in una situazione soffocante, che fa anche desiderare di morire.
Quando la stalker è una donna, può essere una ex respinta o una innamorata non ricambiata.
Anche se è più difficile che in questo caso si arrivi alla violenza fisica, ci possono essere però tutte le altre molestie: telefonate spesso mute, messaggi, finte telefonate di “telemarketing”, e-mail apparentemente innocue sotto falso nome, strane telefonate, lettere a lui, lettere anonime alle nuove fidanzate, foto porno in mailbox etc etc.
Una ragazza (niente affatto psicolabile!) che le ha provate tutte per mettersi con me, non rassegnandosi. Purtroppo non c’è nulla da fare, nessuna denuncia possibile, un fastidio enorme (e non so ancora se è finito).
Per non parlare poi del grave dolore che si riceve se ci si sfoga con un amico o con un collega di lavoro (uomo), che nella maggior parte dei casi risponderà: "scopatela, no? vedi che poi le passa".
Ma ve lo ricordate il film “Attrazione fatale”?


Per approfondire:
Osservatorio Nazionale Stalking

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:21 | link | fate pure commenti (10) |
documenti, stress, provocazioni, ricerche

venerdì, 18 gennaio 2008
.: Me ne sbatto :.

- faccio il gatto e me ne sbatto
- di Mastella che grida al complotto me ne sbatto
- del Papa che non va alla sapienza me ne sbatto
 
- me ne sbatto dei treni in ritardo
- me ne sbatto di Alitalia svenduta
- me ne sbatto da buon gatto
 
- della pioggia me ne sbatto
- della neve me ne sbatto
- di Veltroni e Berlusconi me ne sbatto
 
- me ne sbatto del partito della libertà
- me ne sbatto del partito democratico
- me ne sbatto anche degli altri (di partiti)
 
- dei personaggi TV me ne sbatto
- dei reality show me ne sbatto
- dei telegiornali me ne sbatto
 
- me ne sbatto del campionato di calcio
- me ne sbatto della moda
- me ne sbatto della superficialità
 
- dei sudoku me ne sbatto
- di chi è convinto d'aver ragione me ne sbatto
- di chi non ragiona me ne sbatto
 
- me ne sbatto dei pregiudizi
- me ne sbatto di chi giudica
- me ne sbatto e faccio il gatto

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:46 | link | fate pure commenti (17) |
fuffa, provocazioni

lunedì, 14 gennaio 2008
.: Senza titolo :.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 10:21 | link | fate pure commenti (25) |
provocazioni

giovedì, 03 gennaio 2008
.: Genialità :.

Sto lavorando duro
per costruire alla perfezione
il mio prossimo errore

(Letta su un cartello affisso in un ristorante)

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 23:51 | link | fate pure commenti (9) |
fuffa, provocazioni

giovedì, 22 novembre 2007
.: Salute e biciclette :.

Pubblicata la nuova edizione del sito del Centro per il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute
 
Il Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM) è un organismo di coordinamento tra il Ministero della Salute e le Regioni per le attività di sorveglianza e prevenzione. In questi anni il CCM ha costruito un profilo identitario che lo colloca come un organismo unico nel panorama della sanità pubblica italiana, caratterizzato da una missione esplicita (più prevenzione nel Paese e nella pratica del SSN, attraverso strategie e interventi la cui efficacia dimostrata da solidi dati scientifici); una modalità di lavoro per progetti, con obiettivi, procedure, responsabilità, risorse e tempi di realizzazione definiti; la sistematica promozione del confronto all'interno dei suoi organi collegiali consultivi, e la cooperazione con i tavoli tecnici delle Regioni; un'appropriata collocazione nel panorama della sanità pubblica, che consente di connettere l'attività per progetti a quella istituzionale, collegando l'azione del sistema sanitario ai grandi network internazionali. Il CCM opera ponendo attenzione alla coesione e all'equità, perché siano assicurate, in tutte le Regioni italiane, per tutti i cittadini, in ogni strato sociale, uguali possibilità di accesso agli interventi di prevenzione. Crea ponti tra il mondo della ricerca e le strutture sanitarie e tra le esperienze migliori e le realtà ancora in crescita, attivando partnership istituzionali e collaborazioni professionali.
Indirizzo del sito: http://www.ccm-network.it/CCM_introduzione
 
Prima conferenza nazionale sulla mobilità ciclistica
 
Ricordo che ne abbiamo parlato, qui su questo blog, qualche settimana. La conferenza ha visto circa 1.000 partecipanti. L'evento, promosso dal Ministero dell'Ambiente e organizzato dalla Provincia di Milano, è stato sostenuto dai principali organismi che in Italia si occupano di bici: per la prima volta tutti i soggetti che si occupano di bici, dallo sport alla produzione, dall'ambientalismo alla mobilità urbana, dal cicloturismo alla salute, si sono messi insieme per discutere lo stato della mobilità ciclistica in Italia e chiedere che il tema entri nell'agenda politica di Governo.
L'altissima partecipazione in termini quantitativi e qualitativi sia di partecipanti che di relatori, ha di fatto decretato il successo dell'iniziativa, ma anche fatto capire che in Italia c'è un bel po' di voglia di bici.
Però una domanda "polemica" ce l'ho: perchè la stampa ha ignorato l'evento? Quando ci sono i saloni dell'automobile fanno servizi lunghissimi...
Per approfondire: http://www.fiab-onlus.it
 
Ora c'è bisogno di una dose quadrupla di caffè, visto che sto in coma.

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ambiente, salute, provocazioni

venerdì, 09 novembre 2007
.: Venerdì :.

Cronaca dall'Esterno
 
Associazione nazionale chimici ed ecologisti per l'ambiente - ANCEA
Nel 1992 si è costituita l'Associazione Nazionale Chimici ed Ecologisti per l'Ambiente (ANCEA) con lo scopo di proteggere la natura, monitorare il territorio, denunciare gli abusi e migliorare gli ambienti. Tra le sue attività si segnalano studi e ricerche scientifiche sull'ambiente con i laboratori di soci, amici e simpatizzanti. Promuove il Pensiero Scientifico come moderno strumento per l'equilibrio fra i popoli. L'Associazione ha anche lo scopo di promuovere la socializzazione, migliorare la cultura, commentando gli articoli delle riviste scientifiche e promuovendo la conoscenza della chimica e delle scienze con essa correlate, e portare avanti la relazione con le varie istituzioni.
Fonte: www.anceachimici.it
 
20 anni senza nucleare
Sabato 10 Novembre 2007 a Roma si terrà una manifestazione-festa per ricordare l'anniversario dell'importante vittoria del referendum sul nucleare. L'evento "20 anni senza" vuole sottolineare questa ricorrenza utile per un'Italia senza scorie, senza rischi e senza nucleare militare. Il futuro deve essere "solare", deve cioè far riferimento alle energie rinnovabili, pulite, diffuse ed abbondanti, praticamente senza controindicazioni. Durante la festa vi saranno le testimonianze di coloro che hanno combattuto la battaglia nel comitato anti-nucleare, le istituzioni e i tanti cittadini che allora vissero quel delicato momento storico.
Fonte: www.20annisenza.org
 
Cronaca dall'Interno
 
E' mai possibile che io debba essere ancora raffreddato, eternamente raffreddato? Sì ok, fa freddo è autunno ed è tutto umido... questo spiega l'essere raffreddato, ma non spiega affatto come sia possibile che quella maledetta zanzara che volteggia nella mia camera da letto sia ancora viva!
O mi sono perso qualche passaggio?
E infine, pronti per la partenza, anche questo venerdì.
 
Angolo della politica: differenze tra destra e sinistra
 
Correva l'anno 1994, si era in piena campagna elettorale, ed una sera in TV, alla vigilia della prima volta in cui il Cavaliere vinse le elezioni, si sentì questa serie di dichiarazioni:
 
"Noi non abbiamo bisogno del loro programma, perchè abbiamo la coerenza della nostra ideologia". (Achille Occhetto)
 
"Noi non abbiamo bisogno della loro ideologia superata, perchè abbiamo la forza del nostro programma". (Silvio Berlusconi)
 
"Noi non abbiamo bisogno nè della loro ideologia nè del loro programma, perchè noi ce l'abbiamo duro". (Umberto Bossi)

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politica, ambiente, notizie, salute, provocazioni

giovedì, 08 novembre 2007
Torno sul valore della moneta

Era un bel po' che non trovavo qualcosa di interessante su uno dei miei argomenti preferiti ;)

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economia, video, provocazioni

mercoledì, 31 ottobre 2007
.: Per chi... :.

...per chi ha problemi di autostima, ecco a disposizione un comodo Adulatore Automatico. Non si sa mai, magari qualcuno ne ha bisogno.
D'altronde, il corpo del povero cadrebbe subito in pezzi se non fosse legato ben stretto dal filo dei sogni, e non dimentichiamo che si può stare un minuto senza aria, ma non un secondo senza idee
 
Per chi ama gli anniversari, che dire...
Ottobre 1895 - Ottobre 2007. Quanti anni sono passati da quando un treno della SNCF, proveniente da Granville entrò nella stazione di Parigi Montparnasse senza frenare.
Oggi, a 112 anni di distanza, le cause dell'incidente sono ancora ignote.
Fatto sta, che secondo molti (me compreso) si tratta del più spettacolare incidente ferroviario della storia:


(clicca sull'immagine per ingrandirla)

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lunedì, 22 ottobre 2007
.: C'è (ancora) vita intelligente sulla terra :.

Copio/incollo da un'agenzia dell'AGI.
 
Ha provato a spendere lo stesso stipendio che dà ai suoi operai, ma è riuscito ad arrivare fino al ventesimo giorno del mese. Quindi ha assegnato a tutti i suoi dipendenti un aumento di 200 euro mensili.
E quanto è successo ad Enzo Rossi, imprenditore fermano dell'agroalimentare: la sua azienda, "La Campofilone", opera in uno dei distretti industriali leader mondiale del settore nella produzione di pasta all’uovo.
"Non mi vergogno di dire che pur conducendo una vita normale - ha ammesso l'imprenditore - tra mutui, macchina, una pizza per le bambine ed un vestito per noi non abbiamo superato il ventesimo giorno del mese". E visto che la sua azienda è in crescita e può contare su una manodopera altamente qualificata, ha aumentato loro lo stipendio.
"E' giusto che retribuisca di più i miei dipendenti perchè lavorano bene e meglio degli altri - ha spiegato - E poi non sono assolutamente inferiori ai loro colleghi tedeschi, francesi, inglesi che percepiscono stipendi superiori a quelli degli italiani".
 
Ogni commento da parte mia sarebbe certamente superfluo ;)

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giovedì, 18 ottobre 2007
.: Tensioni :.

Non mi interessa il fatto che mi attirerò più di un'antipatia. D'altronde, e lo ripeto per la millemilesima volta, non ho mai nè chiesto nè imposto a nessuno di essere d'accordo con me o con le mie idee.
Anzi, non ho mai chiesto a nessuno neanche di leggermi o di linkarmi :)
 
Che in Italia si faccia un uso smodato di strategia della tensione, non c'è bisogno che sia io a dirlo, visto che oramai compare anche ufficialmente sui libri di storia. Dal 1969 in poi, quando c'è il rischio di qualcosa che potrebbe smuoversi, ecco arrivare qualcosa di più, che mette tensione. Di solito sono bombe o minacce di stampo terroristico.
Senza rifare la storia, perchè è nota, su queste pagine negli anni scorsi abbiamo anche raccontato come il concetto di strategia della tensione sia stata la migliore invenzione della politica italiana, al punto di essere stata esportata in tutto il mondo, e funziona bene per tenere buona la gente, ma anche per spostare l'opinione pubblica da un argomento all'altro.
Ed oggi, in Italia, siamo pronti ad una nuova strategia della tensione?
O qualcuno crede che possano essere veritiere le stelle a cinque punte con proiettile allegato recapitate a due noti magistrati? (un po' chiacchieroni, però)
Se i due indagassero su chi usa la stella a cinque punte, allora (certo, semplificando molto), la letterina minatoria ci potrebbe anche stare. Ma si da il caso che uno dei due indagasse su cose che hanno tirato in ballo uno dei ministri più cari agli italiani, e l'altra stesse indagando su certe cose che avvengono dietro le quinte delle banche Antonveneta e BNL.
Quindi, gli unici che potrebbero avere interesse a minacciarli... vengono da ambienti (partiti, ministeri, banche) che sinceramente con la stella a cinque punte non mi pare che abbiano molto a che fare.
Pertanto, nessuna rivendicazione, anche presentata da stampa, magistratura, ecc. ecc. bla bla bla (tanto ora saranno tutti bravi con le parole) come verissima, sarà considerata neanche vagamente attendibile dal sottoscritto.

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pensieri, provocazioni