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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Scienza e Democrazia è il titolo del convegno che si
tiene a Napoli a partire da oggi e fino a sabato, presso
l'Istituto Italiano di Studi Filosofici, in via Monte di Dio 14.
Per maggiori informazioni, c'è il
sito ufficiale.
E' un convegno ricco di interventi, peccato non poterlo seguire
per intero. Si spazia al 100% su tutti i fronti della scienza,
e dei suoi rapporti con la società, cercando di guardare a
come affrancare la scienza rispetto al potere.
L'elenco completo degli interventi
sta qua.
Per restare in tema, beccatevi questa badilata nei denti:
Abagnomaria - "Arriverà il via libera della Commissione Europea ai polli
lavati in antimicrobici...", così vedete come un governo
(di un altro continente) può fare pressioni...
Nel pomeriggio, se ci riesco, faccio un post mio, ora il lavoro
incombe, ed è anche molto... Quindi, un caffè e via!
A dopo :)
Ora, nel frattempo, apriamo un dibattito: chi sa spiegarmi questo
coloratissimo fenomeno atmosferico?
Poi ovviamente lo so che continuerà la discussione nel post di ieri, e va benissimo così :)
Artico minacciato dai cambiamenti climatici
Il nuovo studio del WWF "Arctic Climate Impact Science" rivela, grazie ai dati
ottenuti via satellite, record di scioglimento: la calotta di ghiaccio marino è ridotta del 39%
rispetto alle medie più recenti, i valori più bassi mai registrati nel XX secolo.
Nessun modello scientifico era riuscito a prevedere un impatto tanto forte dei
cambiamenti climatici sulla regione dell'Artico. I dati raccolti indicano come il
fenomeno abbia raggiunto già dimensioni estremamente preoccupanti. La regione Artica
è considerata uno dei termometri più significativi della febbre del Pianeta
provocata dai cambiamenti climatici in atto e i dati forniti sottolineano
un'accelerazione imprevista dei fenomeni. Il cambiamento sta interessando l'intero
ecosistema artico. Tutti questi cambiamenti hanno un impatto negativo sulle specie e
sulle popolazioni che vedono modificarsi repentinamente le reti di
approvvigionamento di cibo. Sono proprio le conseguenze di questa improvvisa
accelerazione dei cambiamenti climatici che preoccupano il WWF.
Con la Campagna
"GenerAzione Clima" il WWF ha lanciato la nuova sfida per un taglio del 30% delle
emissioni entro il 2020 in Italia come nel resto d'Europa. Per accompagnare questo
percorso il WWF ha inaugurato anche l"Osservatorio Clima" per promuovere studi sugli
impatti dei cambiamenti climatici e raccogliere le migliori evidente scientifiche
sul tema.
Per approfondire:
wwf.it
GenerAzione Clima
Sostanze pericolose negli ambienti marini italiani
Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio conduce da circa 15 anni un
controllo sugli ambienti marini costieri italiani attraverso dei programmi
di monitoraggio di durata triennale. Questi Programmi sono realizzati per rispondere
ad un preciso obbligo normativo: le "Disposizioni per la difesa del mare" prevedono
che lo Stato Italiano organizzi una rete di osservazione della qualità dell'ambiente
marino che effettui periodici controlli sul mare con rilevamento di dati
oceanografici, chimici, biologici e microbiologici; lo Stato dovrà anche provvedere
ad istituire un Centro Nazionale di coordinamento generale e di raccolta.
L'obiettivo non è stato infatti quello di valutare la "salubrità" del mare, cioè
l'impatto che le sue acque possano eventualmente avere sulla salute umana, ma
piuttosto verificare quanto e in che modo le attività dell'uomo alterino l'ambiente
marino costiero.
Metalli pesanti, idrocarburi, pesticidi e Pcb sono i veleni che
minacciano la salute dei mari italiani. E' questo il quadro che emerge
dall'elaborazione dei dati del Programma di monitoraggio
dell'ambiente marino costiero del ministero dell'Ambiente e della tutela del
territorio, effettuato negli ultimi tre anni.
Per approfondire:
Ministero dell'Ambiente
L'inquinamento da metalli pesanti in Europa
I metalli pesanti come il cadmio, il piombo e il mercurio sono sostanze inquinanti
spesso presenti nell'aria come risultato di diversi tipi di attività industriale.
Anche quando la loro concentrazione nell'atmosfera è bassa, si possono accumulare
nel terreno entrando nella catena alimentare (sia via terra che via acqua).
All'esposizione ai metalli pesanti sono associati molteplici effetti sulla salute,
con diversi gradi di gravità e condizioni: problemi ai reni e alle ossa, disordini
neurocomportamentali e dello sviluppo, elevata pressione sanguigna e,
potenzialmente, anche cancro al polmone. Nonostante i miglioramenti tecnologici
abbiano portato a una diminuzione nell'esposizione ambientale, il cadmio, il piombo
e il mercurio sono ancora presenti nell'atmosfera, spinti anche a grande distanza
dalle loro fonti di emissione dal trasporto atmosferico.
Il rapporto "Health risks
of heavy metals from long-range transboundary air pollution", pubblicato
congiuntamente dall'Oms Europa e dalla Convention Task Force on the Health Aspects
of Air Pollution, si basa sui contributi di un gruppo internazionale di esperti. Lo
studio riesamina le informazioni disponibili sulle fonti, sulle proprietà chimiche e
sulla distribuzione spaziale dell'inquinamento atmosferico provocato da cadmio,
piombo e mercurio, valutando anche i rischi potenziali per l'Europa.
Per approfondire, e scaricare il PDF completo:
Istituto Superiore di Sanità
L'Associazione VAS Verdi Ambiente e Società, in collaborazione con A.I.C.A., Scholé
Futuro e RI.B.E.S. organizza un Convegno Nazionale sulla Comunicazione Ambientale.
L'incontro "Dal rischio alle politiche di prevenzione" è in programma a Torino il 10
Maggio.
Le attività umane stanno alterando il pianeta a una velocità mai registrata
prima. La popolazione mondiale è raddoppiata dal 1960 ad oggi. Per garantire lo stato di
salute, legato all'interazione dell'uomo con l'ambiente, occorre che gli
amministratori pubblici e privati applichino il principio di precauzione, che
prevede la protezione dell'ambiente prima ancora che venga stabilita una relazione
certa causa-effetto sulla pericolosità di una sostanza.
Chi comunica deve essere
autorevole, eticamente corretto, deve modulare la comunicazione sul ricevente con
messaggi chiari, comprensibili. I tecnici, i ricercatori, i medici devono essere in
prima linea nel realizzare un tale sistema informativo. Occorre parlare dei rischi
reali e potenziali per la salute legati all'inquinamento anche in situazioni non
estreme, derivanti da catastrofi.
Parlare dei rischi per la salute da inquinanti in
momenti di normalità permette di comunicare correttamente nei momenti di emergenza.
Non solo. Permette di intervenire prima di conseguenze drammatiche, che porteranno
allo strombazzamento mediatico quando i danni saranno già consolidati. La comunicazione ambientale
non dovrebbe limitarsi alla denuncia di eventi catastrofici, bensì anche presentare
la perdita di salute da danno ambientale acuto e cronico. Il Convegno Nazionale
sulla Comunicazione Ambientale è presieduto da Giorgio Diaferia, medico e
giornalista, consigliere nazionale VAS e ISDE.
Per il programma del convegno: http://comunicarelambiente.blogspot.com/
Cronaca dall'Interno
Stamattina sono stato svegliato non dalla sveglia, ma dagli uccellini che
canticchiavano. Nonostante questo, mi prende una sensazione di gelo, e
tante altre brutte sensazioni.
Cerco di riprendermi.
Lo studio realizzato da ISFoRT (Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i
Trasporti) con la collaborazione di AsSTra (Associazione delle Società esercenti il
Trasporto pubblico locale) è suddiviso in 4 parti.
Nella prima sezione, il rapporto
mostra che nel 2006 il trasporto motorizzato è ancora incrementato e che l'auto
privata è prediletta dall'82,8% dei cittadini.
In contemporanea è diminuito il
numero di chi usa i trasporti pubblici: meno 0,6% nel corso del 2006.
Aumenta,
inoltre in modo costante chi percorre un tratto di strada inferiore ai 10 km e usa
in ogni caso l'auto, causando un aumento di traffico e inquinamento probabilmente
riducibile.
In generale, il trasporto urbano nelle grandi aree ha registrato un
incremento dell'utilizzo dei mezzi pubblici, mentre nei centri più piccoli il
trasporto pubblico copre solo il 3,4% del settore.
La situazione è probabilmente il
risultato della scarsa capillarità del servizio. Il fattore accessibilità e il tempo
impiegato sono percepiti dai cittadini come non ancora adeguati alle necessità reali
della popolazione.
Un elemento importante è costituito dalla diffusione della
mobilità ciclo-pedonale che permette di ridurre l'impatto ambientale del settore
dei trasporti e la congestione, benefici percepiti dai cittadini e manifestatisi con
un aumento degli spostamenti a piedi ed in bicicletta corrispondente al 33,9% del
totale.
Nonostante questi miglioramenti e cambiamenti parziali di cultura, il parco
veicolare in Italia si è accresciuto con 34,6 milioni di auto e 5 milioni di moto e
motorini. Il numero di passeggeri trasportati su mezzi privati è dunque cresciuto,
ma la maggioranza dei cittadini coinvolti nell'indagine vorrebbe diminuire l'uso
dell'auto e aumentare l'utilizzo dei mezzi pubblici.
In pratica, tanti buoni propositi ma, come si dice a Napoli, stiamo ancora
inguaiati.
Per approfondire: Isfort.it
Lettura consigliata del giorno:
Maredidirac - "Edward Norton Lorenz" (una commemorazione appassionata
del fisico scomparso di recente).
Ora prendiamo un bel caffè, e poi si ragiona... :)
Però partiamo dalle cose serie.
Una recente rassegna della letteratura scientifica pubblicata sulla rivista
Occupational Environmental Medicine, curata dall'equipe del Dr. L. Hardell,
specialista di tumori al cervello all'Università Svedese di Orebro (Occup. Environ.
Med. 2007, 64:626-632), ha analizzzato i risultati di 18 studi epidemiologici sulla
correlazione tra l'utilizzo del telefono cellulare e l'incidenza di gliomi,
meningiomi e neurinomi del nervo acustico.
Lo studio ha analizzato le indagini
(ancora peraltro poco numerose) che hanno preso in considerazione utilizzi
prolungati del cellulare, per un periodo almeno uguale a 10 anni. Gli autori hanno
osservato un incremento del rischio per neurinoma dell'acustico (considerato tumore
sentinella, per la localizzazione) e per il glioma, mentre tale correlazione non è
stata riscontrata per il meningioma. Hardell ed i suoi colleghi sottolineano l'importanza di
studi di follow-up a lungo termine per meglio valutare l'impatto sulla salute
dell'uso del cellulare.
In Italia lo studio è stato segnalato dal dott. Giacomo Toffol, dell'
Associazione Culturale
Pediatri, che dice: "Abbiamo segnalato tale studio in quanto ha avuto un'ampia
risonanza sia sulla stampa divulgativa che scientifica, anche se non è conclusivo e
i risultati non sono di facile interpretazione, non consentendo una chiara
definizione del rischio."
Tra gli studi raccolti si segnalano alcuni appartenenti al
progetto Interphone (che vede la partecipazione anche dell'Istituto Superiore di
Sanità italiano), che vede la collaborazione di 13 paesi e si propone di valutare
se l'incidenza di neoplasia maligne e benigne cerebrali e delle ghiandole parotidi
salivari risulti associata alla durata e alla frequenza d'uso del telefono cellulare
e all'intensità di esposizione alle radiofrequenze della telefonia mobile.
L'indicazione che possiamo dedurre, per ora, è di utilizzare in modo prudente il
cellulare, possibilmente sempre con l'auricolare, che riduce in modo estremamente
elevato l'intensità dell'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche.
I risultati dello studio sono linkati sul sito
dell'Associazione Culturale Pediatri.
Per il lato cronaca dall'Interno, ieri pomeriggio sono stato a parlare
di monnezza (non solo campana) in un'aula di una nota università romana. E'
stata una bella esperienza. Che probabilmente andrà avanti, ma è ancora
tutto da vedersi.
Sempre sul fronte monnezza, segnalo qualcosa su
Altrenotizie.
Sempre su questo fronte, seguiranno aggiornamenti :)
1987: con un referendum abrogativo gli italiani dissero "no" al nucleare.
2007: nonostante la decisione del popolo sovrano, la lobby nucleare continua a lavorare
per reinstallare l'atomo nel nostro Paese.
Così, mentre in Italia il dibattito
sull'energia nucleare torna in prima pagina e mentre si moltiplicano coloro che
guardano con interesse al business dell'atomo, "Fermiamo Mr. Burns. Come evitare la
Trappola Nucleare", di Roberto Bosio ed Alberto Zoratti, rimette al centro della
discussione i limiti dell'energia nucleare, la gestione tutta italiana della
rincorsa all'atomo, le alternative reali ad un futuro apparentemente già scritto.
Attualità e puntualità scientifica, case history e ricchi approfondimenti, rendono
il testo un ottimo strumento per avvicinarsi al tema controverso del nucleare. Una
lettura che non si limita a rendere pubblica l'antieconomicità dell'energia nucleare
o l'incapacità dell'industria di smaltire eventuali scorie radioattive, ma che
traccia il percorso verso un sistema energetico fondato sul risparmio energetico e
sulle energie rinnovabili, anziché su quelle fossili: è l'unica alternativa
possibile e realmente percorribile per combattere l'effetto serra.
Per approfondire: Macrolibrarsi.it
Appuntamenti fissati, in ospedale o alla ASL, in base alle necessità cliniche dei
cittadini e non sull'ordine di arrivo delle richieste.
E' la prima delle 10 regole
d'oro per tagliare i tempi d'attesa delle prestazioni sanitarie, garantendo ai
pazienti che ne hanno più bisogno la prestazione nei primi tre giorni dalla
richiesta.
Il decalogo è stato messo a punto dalla Società italiana per la qualità
dell'assistenza sanitaria (SiQuas-Vrq) ed è stato distribuito a dirigenti e operatori
sanitari, a società scientifiche e associazioni di consumatori.
Oltre alla priorità
legata alle necessità cliniche le raccomandazioni degli esperti della qualità
sanitaria puntano sul coinvolgimento attivo dei cittadini.
Per approfondire: Siquas.it (in PDF)
Il paradosso del paziente consapevole
Non è affatto detto che il coinvolgimento nelle scelte terapeutiche dei pazienti
porti a migliori risultati clinici, anzi. Lo sostiene uno studio pubblicato dagli
Annals of Behavioral Medicine.
I ricercatori del Veterans Affairs Iowa City Health
Care System hanno preso in esame 189 pazienti ipertesi per monitorare il loro
approccio al percorso terapeutico, e hanno scoperto con sorpresa che quelli che
preferivano un maggiore coinvolgimento, un ruolo più attivo e consapevole, avevano
in media la pressione sanguigna più elevata (141/79 contro 137/72) e il quadro lipidico
più preoccupante (colesterolo LDL 112 contro 92) dopo 12 mesi di follow-up.
Spiega Austin Baldwin, professore di Psicologia e leader del team di ricercatori del
Veterans Affairs Iowa City Health Care System: "L'assunto intuitivo che le persone
più coinvolte nella gestione della propria salute siano le più abili a gestire le
proprie condizioni croniche a quanto pare è sbagliata. Quei pazienti che
preferiscono un'assistenza 'medico-centrica' nella quale lo specialista è una figura
più autoritaria e il paziente più passivo hanno migliori outcome clinici".
Come spiegare il fenomeno?
Forse i pazienti che preferiscono un ruolo più attivo tendono
a essere più facilmente delusi dell'andamento della terapia e hanno una compliance
peggiore? Non so. Consigli?
Fonte:
Pensiero.it
Un'interrogazione urgente al presidente della Regione Campania e all'assessore alla sanità per fare chiarezza sulla problematica delle infiltrazioni camorristiche nel settore della sanità in Campania.
A presentarla è il vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Salvatore Ronghi.
"Per l'enorme quantità di danaro che gestisce, sembra che il settore della sanità sia un obiettivo sensibile per le organizzazioni malavitose che, nel corso del tempo, si sarebbero infiltrate in maniera capillare nel sistema degli appalti, partecipando per il tramite di ditte compiacenti o con imprese prestanome nelle gare di appalto relative a quei servizi esternalizzati dalle Aziende Sanitarie e, particolarmente, ai servizi di pulimento", spiega Ronghi
(ah Ronchi, cmq si dice "servizi di pulizia", e non "servizi di pulimento"), citando
l'esempio "dell'Asl Napoli 5 che è stata commissariata proprio per infiltrazioni camorristiche ed è divenuta oggetto delle indagini dell'Alto Commissariato contro la corruzione per gli appalti concessi da questa Asl e da altri enti pubblici della Campania".
Sulla base di queste considerazioni, chiede di conoscere "se le aziende che operano presso le Asl rispondano a tutti i requisiti richiesti, se siano stati consegnati i certificati antimafia e se tali verifiche abbiano interessato particolarmente le aziende operanti nell´Asl Napoli 5 per il lotto Castellammare di Stabia Mare - Torre Annunziata, per il quale la gara per l'affidamento dei servizi di pulimento sarebbe in itinere".
In realtà, se proprio vogliamo dirla tutta, per quanto riguarda la ASL NA5, le
infiltrazioni della criminalità organizzata sono già accertate da tempo. Ad affermarlo è la
commissione parlamentare Antimafia, che infatti in un suo recente documento scrive che:
"Le conclusioni alle quali è giunta la commissione per l'accesso (inviata a novembre 2005 dalla Prefettura presso l'Asl Napoli 5) dimostrano che occorrono interventi urgentissimi sull'Azienda sanitaria. Si tratta di fatti gravi che non possono essere ulteriormente ignorati dagli organismi competenti. Per tale ragione si sollecita il ministero dell'Interno e la prefettura di Napoli ad intervenire quanto prima."
Staremo a vedere.
Dopo il commissariamento della ASL NA4 di qualche anno fa, che fu il primo caso in tutta Italia di
commissariamento di una ASL per motivi di infiltrazione mafiosa, ora toccherà probabilmente anche
alla NA5. E ci sarà da ridere :)
...per tutti quelli che su stampa e TV scrivono che "la Campania è stata
in passato meta di traffici illeciti di rifiuti tossici", c'è questa
notiziola fresca fresca, giusto di ieri su
Videocomunicazioni. E amen.
Per i curiosi circa il come è andata sabato, suggerisco un paio
di video amatoriali che girano su youTube, come
questo e
questo.
Passando a cose serie, suggerisco - in tema di igiene e sicurezza
alimentare - questa lettura consigliata sul blog
abagnomaria.
Infine, ricordo l'evento di domani alla libreria Rinascita di viale Agosta 36, a Roma.
Mi raccomando, non mancate ;)
Ora mi prendo un caffè, anche perchè nel frattempo il blog dei
Vigili
del Fuoco ha pensato a me per un altro D eci e lode, e devo pensare con calma a chi mollarlo ;)
Seguiranno aggiornamenti, anche se questi sono due giorni molto intensi.
Urban Audit 2007
"Urban Audit perception survey" è un'indagine proposta dalla Commissione Europea per
rilevare le opinioni dei cittadini comunitari sulla qualità della vita urbana. I
risultati dell'Audit urbano sono diffusi da Eurostat e dalla Direzione generale
della politica regionale della Commissione europea attraverso canali
differenti. L'Audit urbano è realizzato in circa 300 città e 27 Paesi e costituisce
un progetto importante anche per i Paesi candidati all'ingresso dell'Unione Europea.
Nel 2006, anche la Norvegia e la Svizzera hanno aderito al programma. Nel 2007 la
ricerca ha confermato che la vivibilità delle aree urbane è legata alla gestione del
livello di inquinamento atmosferico e acustico oltre che da altri elementi specifici
quali i servizi del trasporto pubblico, le opportunità di lavoro, i costi degli
immobili e l'integrazione degli stranieri.
Per approfondire: http://www.urbanaudit.org
Dossier Mal d'Aria 2008
Legambiente pubblica il dossier sull'inquinamento atmosferico delle città italiane e
una classifica dei complessi industriali più inquinanti d'Italia. Un'indagine
puntuale dei problemi e delle possibili soluzioni.
Per approfondire: Legambiente
Rapporto dell'Agenzia Europea per l'Ambiente sui cambiamenti climatici
L'Agenzia Europea per l'ambiente ha pubblicato un report intitolato "Climate change:
the cost of inaction and the cost of adaption". Si tratta di un rapporto tecnico che
valuta i costi che l'ambiente, la società e l'economia europei dovranno sostenere di
fronte all'emergere dei cambiamenti climatici che stanno avendo luogo a livello
mondiale e che sono principalmente causati dall'emissione di gas a effetto serra. E'
ormai chiaro che questi cambiamenti, già ampiamente visibili in più contesti,
diverranno ancora più rilevanti in futuro. Il loro impatto sull'ambiente sta
comportando degli ampi costi, soprattutto a causa dell'inerzia degli Stati membri,
che sembrano non interessarsi adeguatamente al problema. Questi costi, definiti non
a caso come "i costi dell'inerzia" (costs of inaction), sembrano destinati ad
influenzare sempre più profondamente il dibattito politico.
Per approfondire: http://reports.eea.europa.eu/
Amalgame al mercurio: vietate in Norvegia, Svezia, Danimarca
Vietato l'uso di mercurio per uso dentistico in Norvegia, Svezia e Danimarca, poiché
può essere adeguatamente sostituito con altri composti. Era ora.
La Norvegia ha recentemente
annunciato un divieto di impiego di mercurio, comprese le amalgame dentali, che è
entrato in vigore il 1 Gennaio 2008. La Svezia ha annunciato un analogo divieto e ai
dentisti in Danimarca non sarà più consentito utilizzare il mercurio nelle
otturazioni dopo il 1 Aprile 2008.
Questi divieti indicano chiaramente che
l'amalgama non è più necessaria. Ci sono validi sostituti del mercurio per le
otturazioni. Eliminando l'uso di amalgama,
che è costituita per il 50% di mercurio, è possibile ridurre
l'inquinamento da mercurio in modo molto più efficace.
Il ministro norvegese dell'ambiente ha detto che il motivo
del divieto è il rischio di inquinamento che i prodotti contenenti mercurio possono
costituire per l'ambiente.
Ricordiamo sempre che il mercurio è tra le più pericolose tossine ambientali.
Il divieto svedese per le amalgame riguarda sia la questione ambientale che la
salute, secondo le autorità. I funzionari Danesi indicano che uno dei motivi per
vietare le amalgame è il fatto che oggi i preparati per otturazioni sono migliorati,
e possono ora essere utilizzati in molte più situazioni rispetto a pochi anni fa. I
denti dovranno essere otturati con plastica o ceramica. Eccezioni nell'utilizzo di
amalgama potranno essere concesse per un certo periodo di tempo dopo il divieto, se
i dentisti saranno d'accordo.
Angolo delle differenze tra Stato e mafia
Oggi la differenza la fa Roberto Conte.
(e ci auguriamo che davvero sia solo l'inizio)