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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Scritto da Antonio Mazzeo, tratto da Carta.org.
Il ministro della difesa Ignazio La Russa ha annunciato che la base aeronavale siciliana ospiterà il centro di comando e controllo del nuovo sistema di intelligence elettronica e sorveglianza della Nato. E già fioccano le varianti ai piani regolatori dei comuni dell'area per gli alloggi dei militari.
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Ignazio La Russa ce l’ha fatta. Lo aveva promesso nel giugno 2008: «Faremo di Sigonella una delle più grandi base d’intelligence del mondo». Adesso è certo: la stazione aeronavale in mano all’Us Navy ospiterà il nuovo sistema Ags [Alliance ground system] dell’Alleanza Atlantica per la sorveglianza della superficie terrestre e la raccolta e l’elaborazione d’informazioni strategiche. Il governo italiano ha sbaragliato un’agguerritissima concorrenza: a volere i sofisticati impianti di spionaggio c’erano Germania, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e Turchia. Gli investimenti in infrastrutture per oltre un miliardo e 560 milioni di euro facevano gola a tutti. Gli Stati uniti dovevano però ripagare in qualche modo l’incondizionata fedeltà dei governi italiani alle scelte più scellerate di questi ultimi anni [guerre in Afghanistan e Iraq, nuova base militare di Aviano, comandi Africom a Napoli e Vicenza, stazione radar satellitare Muos a Niscemi, interventi in Libano, Darfur, Somalia e adesso Gaza]. Roma dovrà comunque sborsare 150 milioni di euro entro la fine del 2010, anno in cui l’Ags diventerà pienamente operativo. Ma gli affari per i soliti noti del settore costruzioni militari sono assicurati.
L’Alliance ground system si divide in tre componenti: una stazione fissa terrestre ove opera il Centro di commando e controllo; una stazione terrestre che può essere facilmente trasportata su velivoli o navi in caso d’emergenza e/o conflitto; le «Software grounds stations» costituite da sofisticati sistemi computerizzati che permettono di ricevere, decodificare e trasmettere le informazioni raccolte.
Le stazioni terrestri sono state tutte progettate per supportare le operazioni di dispiegamento in tempi rapidissimi, in qualsiasi scacchiere internazionale, di forze terrestri, velivoli aerei, navi, sottomarini, unità missilistiche. L’Ags è dunque lo «strumento chiave per rendere più incisiva la Forza di Risposta della Nato [Nrf]», divenuta operativa nel giugno 2006.
Il sistema consente inoltre di elaborare in tempo reale un quadro strategico e tattico prontamente disponibile ai Centri di comando e controllo sia della Nato che dei Paesi membri, in tempo di pace e di conflitto. «La capacità alleata di sorveglianza terrestre Ags, è un elemento fondamentale per dare alle forze schierate i mezzi per colpire i loro bersagli con grande precisione, proteggendole contemporaneamente dagli attacchi», ha spiegato il relatore Usa John Shimkus alla Sottocommissione per la cooperazione transatlantica dell’Assemblea parlamentare della Nato. «L’Alliance ground system segna un grosso progresso tecnologico per quanto riguarda la cooperazione alleata in materia di difesa. Grazie ad esso, i comandanti disporranno di un’immagine completa, in tempo reale, delle attività sul campo di battaglia man mano che esse si evolvono. Ciò consentirà un’individuazione molto efficace degli obiettivi ed aumenterà la precisione dei tiri in ambienti complessi».
L’elemento cardine del sistema sarà rappresentato da un modernissimo velivolo senza pilota equipaggiato con sistemi radar e sensori in grado di rilevare, seguire ed identificare con grande accuratezza e da grande distanza il movimento di qualsiasi veicolo sul terreno. Lo scorso anno, l’Alleanza Atlantica ha formalizzato la scelta per l’Euro Hawks Uav, una variante specifica dell’Rq-4B Global Hawk acquisito da Us Air force e Us Navy, che offrirebbe «maggiori benefici in termini di supporto logistico, manutenzione ed addestramento».
Le caratteristiche tecniche del Global Hawk erano già invidiabili: con un peso di 13 tonnellate, questo aereo senza pilota può volare a circa 600 chilometri all’ora a quote di oltre 20.000 metri; ed è in grado di monitorare un’area di 103,600 chilometri quadrati grazie ad un potentissimo radar e all’utilizzo di telecamere a bande infrarosse. Le immagini registrate vengono poi trasmesse via satellite ai comandi terrestri. L’autonomia del Global Hawk è di 36 ore con un solo pieno di carburante. La sua rotta è fissata da mappe predeterminate, un po’ come accade con i missili da crociera Cruise, ma da terra gli operatori possono cambiare le missioni in qualsiasi momento.
Il primo prototipo di Euro Hawk diventerà operativo entro il 2009: due colossi del complesso militare industriale, Northrop Grumman ed Eads lo stanno costruendo dopo aver sottoscritto un contratto di 410 milioni di euro. I velivoli senza pilota della Nato destinati a Sigonella dovrebbero essere 6, a cui si aggiungeranno i 4 Rq-4B che l’Us Air force dislocherà in Sicilia quando saranno completati i lavori di realizzazione degli hangar di manutenzione degli aerei. «L’Ags è uno dei più costosi programmi di acquisizione intrapresi dall’Alleanza», dicono a Bruxelles. Per l’intero sistema di rilevazione è infatti prevista una spesa che sfiora i 4 miliardi di euro. A beneficiarsene sarà un consorzio costruito ad hoc da imprese statunitensi ed europee: oltre a Northrop ed Eads ci sono pure General Dynamics, Thales e l’italiana Galileo Avionica, società del gruppo Finmeccanica.
Se era ormai nota da tempo la notizia dell’arrivo a Sigonella di squadriglie di velivoli spia senza pilota, ha destato sorpresa l’accenno del Capo di stato maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, all’«allestimento a Sigonella del sistema Sigint» [acronimo di Signals Intelligence, nda]. Ha dichiarato Camporini: «Abbiamo scelto questa base dopo un’attenta valutazione e per la sua centralità strategica nel Mediterraneo che le consentirà di concentrare in quella zona le forze d’intelligence italiane, della Nato e internazionali».
A Sigonella saranno dunque centralizzate le attività di raccolta d’informazioni ed analisi di comunicazioni, segnali e strumentazioni straniere, trasformando la Sicilia in un’immensa centrale di spionaggio mondiale. Un «Grande Fratello» Usa e Nato, insomma, ma non solo. I sistemi di Signals Intelligence hanno infatti una funzione determinante per scatenare il «first strike», convenzionale o nucleare che sia. Sono lo strumento chiave di ogni «guerra preventiva». Una delle articolazioni Sigin è la cosiddetta Elint – Electronic Intelligence, che si occupa in particolare d’individuare la posizione di radar, navi, strutture di comando e controllo, sistemi antiaerei e missilistici, con lo scopo di pianificarne la distruzione in caso di conflitto.
Per il funzionamento di aerei senza pilota, Ags e centrali di spionaggio, il ministro della difesa ha preannunciato l’arrivo in Sicilia di «800 uomini della Nato, con le rispettive famiglie». I solerti sindaci dei comuni di Motta Sant’Anastasia [Catania] e Lentini [Siracusa] sono stati premiati. Ben quattro varianti ai piani regolatori approvate negli ultimi anni, consentiranno bibliche colate di cemento su terreni agricoli e aranceti: su di essi prolifereranno residence e villaggi per i militari dell’Alleanza Atlantica.
Senza polemica: auguri, eh...
Oggi è 30 luglio, ed oggi raccontiamo la storia di Giovanna
Bonanno, che il 30 luglio del 1789 penzolò dalla forca di
Piazza Vigliena a Palermo. Dopo un rapido processo finito con
un verdetto di colpevolezza. Colpevole di cosa? Di essere
Strega, Megera, e Fattucchiera. L'accusa principale era
di veneficio.
Non male, come carriera.
In realtà di stregoneria non c'era proprio nulla, nell'attività
di Giovanna, detta anche dopo la morte la vecchia dell'aceto.
Oggi non la si definirebbe neanche strega. Chissà, magari
la etichetteremmo come una spregiudicata consulente matrimoniale,
o magari una consulente divorzistica. Già, perchè Giovanna
faceva proprio questo: aiutava le persone, di solito le donne infelici
del proprio matrimonio, a separarsi dal congiunto.
Direte voi, ma come è possibile, visto che all'epoca il divorzio,
durante il viceregno del Vicerè Caracciolo, non esisteva?
Il divorzio come l'intendiamo noi, non esisteva, è vero, ma
Giovanna, e le sue clienti, intendevano una cosa un po' diversa....
La vita di Giovanna, misera e povera donna palermitana, che si guadagnava da vivere
con l'accattonaggio, cambio nel 1786, quando venne a sapere di una bambina
che - per errore - aveva assaggiato aceto per i pidocchi e si era
sentita male, peraltro senza che nessuno sospettasse di niente, e da quell'episodio
scaturì l'intuizione che per pochi anni cambiò la sua misera vita.
Di sicuro, aveva il desiderio di migliorare la propria esistenza, da sempre
caratterizzata dalla povertà. In fondo, non era difficile procurarsi il liquido
per i pidocchi, né complicato addizionarlo con vino bianco e arsenico, per
nasconderne il sapore...
Eppure, dai documenti processuali risulta che Giovanna Bonanno fosse davvero
convinta e persuasa di offrire un servizio socialmente utile per
ridare la serenità a quanti volessero disfarsi del proprio coniuge.
La prima cliente di Giovanna fu una sua vicina che desiderava separarsi
dal marito per dedicarsi totalmente al suo amante. La cliente aveva però poco
da spendere ed acquistò una dose poi rivelatasi sufficiente solo per procurare
forti dolori di pancia al marito. Dovete acquistarne altre due dosi per
vedere il marito, inutilmente ricoverato in ospedale, morto.
Nessun medico riuscì ad accertare la causa della morte, e questo diede a
Giovanna la certezza di non essere scoperta. Fu così che cominciò a chiamare
la sua mistura arcano liquore aceto.
Da quel momento, a Palermo, soprattutto nel quartiere Zisa, cominciano a
verificarsi morti molto misteriose. Dapprima il fornaio, la cui moglie era
diventata insofferente e pagò anche un premio extra, poi un nobile, colpevole
di aver dilapidato il patrimonio familiare, poi ancora la moglie di un
altro fornaio, che sospettava di essere tradito, poi ancora un tale che
costituiva elemento di disturbo tra la propria moglie e il giardiniere...
La sua carriera, la carriera di questa povera nonnina prossima agli 80 anni,
fu stroncata da un errore: come procacciatrice di clienti aveva una sua amica,
Maria Pitarra, alla quale un giorno consegnò una dose di "aceto" senza
informarsi su chi fosse il destinatario. Venne a sapere che la vittima era
il figlio di un'altra sua carissima amica, ma era troppo tardi per rimediare:
pensò allora di poter ricevere qualche ricompensa se avesse avuto modo di
avvertire per tempo la madre (tale Giovanna Lombardo, come risulta dagli
atti processuali.
Nel frattempo, la Lombardo aveva scoperto che proprio sua nuora aveva
commissionato la pozione per avvelenare il marito e immediatamente tramò
la vendetta. Finse di voler comprare una dose di "aceto", ed al momento
della consegna si presentò con quattro testimoni, cogliendo in flagrante
la Bonanno.
Nell'ottobre del 1788, davanti alla Regia Corte Capitaniale di Palermo,
iniziò il processo a Giovanna Bonanno per stregoneria, dove furono chiamati
a testimoniare i coniugi superstiti di sei venefici (quelli scoperti e
denunciati) ed anche il droghiere che vendeva sistematicamente l'aceto
per i pidocchi alla Bonanno.
La condanna riportata in primo grado fu confermata dal Tribunale della
Gran Corte. Il 30 luglio 1789 l'avvelenatrice pendeva dalla forca.
Morta la strega, inizia il folklore popolare. Il 5 settembre seguente già
si poteva assistere ad una rappresentazione teatrale sulla Vecchia dell'aceto,
e 100 anni dopo, Salvatore Salomone Marino le dedicò una poesia (in Leggende
popolari siciliane in poesia. ed. Palermo, 1880.)
Luigi Natoli le ha dedicato uno dei suoi romanzi, ne ha parlato di
recente il quotidiano La Sicilia.
Di recente, Giovanna Fiume ne ha scritto una biografia romanzata.
Per approfondire:
Sezione "Serial Killer" di guide.dada.net
Paul Templar
...nella monnezza. E non si parla certo di rifiuti solidi urbani.
Sono passati due anni, due anni di guai, da quel 23 febbario 2006.
Senza rifare tutta la storia, che trovate integralmente prima nel tag
"discariche", e poi in quello
"vie dei rifiuti",
perchè io la forza di riraccontare la storia non ce l'ho.
Insomma, dicevo, ne sono successe eccome. Di cotte e di crude, di belle e di brutte.
Alle belle non ci si pensa mai, alle brutte sì. Sarà un caso? Secondo me no.
Tra le brutte, tanta gente che ho perso per strada, tanta gente che si è allontanata,
altra gente che dice che io mi sono allontanato. Gente importante e preziosa. Che
prima o poi devo in qualche modo riprendere. Ne avessi il tempo. :(
Oltre questo, non so spiegare come abbia fatto io a sopravvivere a questi due
anni.
Comunque, bando alle chiacchiere, che ce ne sono fin troppe. Per questo secondo
anniversario (che poi è domani), l'appuntamento è il seguente:
Per chi è a Napoli, ci si vede in Piazza Dante, dove all'interno dell'iniziativa
Il giorno del rifiuto, il mio intervento (in perfetta pariglia con
il complice Fraba)
è previsto alle ore 20.00 (salvo ritardi).
Per chi non è a Napoli, oppure è a Napoli ma si rompe di venire in
piazza, allora ci si vede in diretta (traduzione: sempre alle ore 20.00 salvo
ritardi), su EcoTv, che trasmette sul canale 906 Sky
(satellite: hot bird 6, trasponder: 125, polarizzazione: orizzontale,
frequenza: 11013, symbol rate: 27500, fec: 3/4).
Per chi non ha manco il satellite, c'è sempre lo streaming
via web in diretta su
Antenne Attive, nella sezione web-tv, e la copertura radiofonica di
EcoRadio.
Insomma, non ci sono scusanti. :)
Ovviamente non finisce qui.
Oramai è ai blocchi di partenza il tour di presentazioni della seconda
edizione. Non sarà un'ammazzata come per il tour della prima
(che toccò Marigliano, Salerno, Napoli, Roma, Villaricca, Vercelli, Vicenza). Questo
è certo. Nel frattempo però iniziamo con:
Vie dei Rifiuti T2.1 - First Call
Roma, mercoledì 27 febbraio ore 18,00 alla libreria Rinascita di viale Agosta 36,
praticamente la stessa dell'anno scorso.
Partecipano:
Alessandro Iacuelli, autore del volume "Le vie infinite dei rifiuti".
Peppe Ruggiero, uno degli autori del documentario "Biutiful cauntri".
Ci saranno proiezioni e dibattito sul tema.
Mi raccomando, chi è in zona non manchi ;)
Per maggiori informazioni, c'è il sito della
libreria Rinascita.
Resta sempre in piedi, a scopo informativo, l'indirizzo
rifiuti.alessandroiacuelli.net,
in corso di aggiornamento ma non ho il tempo per farlo. Magari ce l'avessi...
Finchè avremo forza, ce la metteremo tutta. Promesso.
Nel frattempo, da tenere presente che se la Campania piange,
di certo la Sicilia non ride.
Aggiornamento da Parigi
Spunta all'improvviso un video amatoriale, girato domenica sul luogo
dell'incidente che è costato la vita ai due adolescenti. Girato da un videoamatore tra
le 17.03 (ora presunta dell'incidente) e le 17.15 (ora dell'incidente
fornita dalla polizia). La differenza è che mentre i videoamatori italiani
quando girano qualcosa del genere corrono a postarla su YouTube, il francese
autore del video è andato invece a consegnarlo ai magistrati ed ad un giornalista
di Le Monde. Tanto di cappello.
Il problema (per le istituzioni francesi) è che il video smentisce completamente
le tesi della polizia, secondo cui l'automobile andava piano e se risulta molto
danneggiata è perchè ha subito altri danni dopo l'incidente, quando la
gente si è incazzata. Il video invece mostra l'auto fortemente danneggiata da
subito, il che suggerisce agli inquirenti l'ipotesi che andasse a velocità
elevata, a luci e sirene spente.
Difficile che in Italia se ne parli. Per chi è interessato, e legge il
francese, suggerisco:
1) Tele France 1
2) Le Monde
Palermo
Questa è la storia di un uomo, le cui generalità non sono state
rese note, che si trova ancora in ospedale.
La storia di un uomo di 35 anni che, mentre lavorava, si è all'improvviso
risvegliato ricoverato in rianimazione.
Succede anche questo in Italia. Succede ad uomo che di professione, guarda
caso, fa il monnezzaro.
Il 21 novembre scorso, questo trentacinquenne si trovava a Palermo, la
città in cui vive e lavora, in via Serradifalco, quasi all'angolo con
via Noce:
Visualizzazione ingrandita della mappa
Non era lì per caso. Era lì per lavoro: svuotamento dei cassonetti.
Ad un certo punto, nota una cosa strana accanto ad un cassonetto per
i rifiuti indifferenziati. Al di fuori dei cassonetti, accanto ad essi,
ci sono per terra due fusti. Sono entrambi di colore blu, senza scritte,
con sopra un coperchio nero, anche esso senza scritte.
L'uomo scende dal veicolo, per raccogliere manualmente i fusti, quando
all'improvviso uno dei due coperchi si apre. Ne esce, verosimilmente ma
è ancora tutto da dimostrare, del gas di natura ancora non nota, formatosi
all'interno, liberato dalla sostanza (ancora non nota) custodita nel fusto.
L'uomo si è sentito male immediatamente, ed ha perso i sensi.
I soccorsi, per sua fortuna sono stati immediati, ed avviati dai suoi stessi
colleghi di veicolo.
Allertati i vigili del fuoco che hanno fatto intervenire il loro reparto
speciale, protetti da maschere antigas. E' scattato l'allarme sostanza
tossica in pieno centro di Palermo. I vigili del fuoco hanno transennato la
zona e sigillato i fusti che sono stati caricati su un mezzo. Ora saranno
esaminati da un laboratorio per identificare la natura della sostanza.
Staremo a vedere cosa succederà, e di che diavoleria si tratta stavolta.
Sull'episodio, in rete si trova solo una
brevissima agenzia dell'AGI. Invece sui culi in mostra nei calendari 2008 si trovano molte cose.
Breaking News:
Su segnalazione di FDF, Corriere.it, pacchi di schede elettorali (votate!!) trovate per strada accanto ad un cassonetto dell'immondizia.
Dopo aver letto i commenti al post precedente, mi sono praticamente commosso.
Un mare di posizioni diverse, ma tutte bellissime. Accidenti, se anche altrove discutessero come discutiamo qui ;)
Ora però, se permettete, meglio lasciar perdere (per ora) e tornare a parlare di cose serie.
Su segnalazione di Atyka, che in quanto non italiana è riuscita nei giorni scorsi a non farsi trascinare dall'euforia elettorale, per cui si è accorta anche di fatti di cronaca che noi non vedevamo, tutti presi dalla chiusura della campagna elettorale, vorrei riportate quanto successo giovedì scorso in Sicilia.
Nulla di particolare eh! Una semplice.. ehm... nube tossica.
Con 50 intossicati.
Citando www.barcellonapg.it:
"Non erano ancora le nove del mattino di giovedì, quando una nube giallastra si è sollevata sopra la Centrale Edipower di San Filippo del Mela. Immediato è scattato l’allarme generale e tutti i dipendenti sono stati evacuati dalla Centrale e si sono precipitati nel piazzale esterno. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Milazzo e la squadra speciale Nbcr. Cinquanta lavoratori sono rimasti intossicati e circa una quarantina hanno dovuto far ricorso agli ospedali di Milazzo e Barcellona.
Alla maggior parte è stata diagnosticata una sindrome da irritazione delle mucose e delle prime vie respiratorie da esposizione a vapori ad azione irritante, con prognosi fino a 15 giorni. Le prime ricostruzioni parlano di un probabile errore umano: la nube tossica sarebbe stata causata da una reazione chimica prodotta dal travaso di ipoclorito di sodio da una cisterna proveniente da Marghera in un serbatoio contenente acido cloridrico.
(...) Perplessità sono state avanzate per via del fatto che l’operazione che ha causato l’esalazione di acido cloridrico dovrebbe svolgersi in condizioni di sicurezza; inoltre ha destato preoccupazione la scarsa informazione sull’accaduto nel corso dell’intera giornata."
Pare che la popolazione locale, infatti, non sia stata avvisata. Ma si sa, era il penultimo giorno di campagna elettorale, si era tutti presi da "altro"... per cui ci si è dimenticati di questo particolare.
Oggi niente cronaca dall'Esterno. Non ci sono buone notizie in giro.
Sul fronte interno invece registro che c'è un gran bel sole e che ieri sera, nella mia camera da letto, ho rovesciato in terra una confezione (ovviamente stappata) di Viacal che si è immediatamente sparso sul pavimento. Ora c'è un odorino.... :(
Non so, avendo poi io dormito in quella camera, oggi mi sento ancora addosso quell'odoraccio.