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Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato prima nella Capitale d'Italia, poi tra le Prealpi Lombarde.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose:
fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace
cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi
diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."
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Apprendo dall'edizione nord-est de Il Gazzettino di un nuovo tipo
di delitto passionale.
È accaduto a Cavasso Nuovo, in provinvia di Pordenone, ed il protagonista è un pensionato di 68 anni che passava molte ore al PC. Ma il PC un bel giorno ha iniziato a tradirlo, non nel senso che si faceva usare da altri, ma nel senso che era diventato lento, e con errori nell'esecuzione dei programmi (ovviamente usava windows, ma questo non mi meraviglia). A lungo andare, la lentezza del PC ha esasperato l'uomo.
Così, qualche sera fa, il tragico epilogo, dopo l'ennesima bizza del PC, l'uomo gli ha fatto una vera e propria scenta di gelosia, sperando che la situazione si sbloccasse ma poi, in preda ad uno scatto d'ira, ha tirato fuori dal cassetto la propria pistola calibro 22 regolarmente denunciata ed ha sparato cinque colpi all'indirizzo del PC.
Per approfondire, c'è un trafiletto sul Gazzettino, oppure basta cercare con google.
Restando sempre nel nord-est, per chi fosse interessato a quel che succede in Veneto, mi permetto di suggerire Altrenotizie.
Mentre il il peso dei ricordi si fa
sempre più insopportabile, le orecchie sanguinano per le cazzate,
le inutili polemiche e le promesse da marinaio che circolano in
queste ore.
Consiglio vivamente la lettura di:
Kappa Pera
Stufa
Con ogni probabilità, questo è l'ultimo post del 2008, poichè non credo di
avere il tempo materiale di postare domani.
E' stato un anno duro, abbastanza difficile. Certo, non quanto il 2007, che
sembra passato apposta per ferire mortalmente, ma comunque impegnativo. E'
stato un anno iniziato in un modo, e terminato in modo diametralmente opposto.
Meglio così. Certamente l'addio allo scorso anno fu più triste.
L'annata 2008, contraddistinta da un inverno molto meno freddo dell'attuale,
è iniziata con una totale mancanza di equilibrio da parte mia. Le botte del
2007, e l'incertezza sul futuro, mi hanno fatto andare a vento più di una
volta, anzi certamente troppe volte. Così, errore dopo errore, sono riuscito
a dare il peggio, anche e soprattutto a me stesso.
Certo, di cose strane intanto, nel mondo esterno, ne succedevano eccome,
per esempio il caso dell'acciaio radioattivo, puntualmente ignorato dalla
stampa mainstream italiana.
Le cose si seguono, naturalmente, come si prosegue l'attività lavorativa,
quella su Altrenotizie, e le presentazioni della seconda edizione del libro:
anche quando si è in difficoltà, c'è sempre da dare il proprio contributo,
anche modestissimo, ad una società che va avanti, bisogna sempre continuare
ad essere la rotella nell'ingranaggio sociale umano. Senza portarci dentro
le proprie magagne della vita privata. Su questo oggi generalmente si fa
confusione, mentre occorre mantenere una certa separazione tra gli ambiti,
e non confondere spera privata e pubblica in un unico calderone.
Una cosa però è da puntualizzare: non è stata certo la difficoltà interiore
a determinare le scelte politiche, prima tra tutto quella circa le
elezioni politiche 2008. Farsi infulenzare dalla propria
stessa depressione... sarebbe da evitare, e si lotta con i denti.
Quindi, pian piano i tempi maturano, lottando con i denti, per arrivare
a risolvere i guai personali, sempre tenendo l'occhio vigile (per quanto
possibile) a quel che accade, anche e soprattutto nella mia
amata Napoli.
Certo, il 25 giugno mi è toccato di nuovo dare l'addio ad una
persona cara, ma non è stato duro come nel 2007, essendosi
trattato di una persona che la propria vita l'ha vissuta a fondo.
Poi, è chiaro che quando si è combattuti tra i dilemmi interiori, prima
o poi si scoppia, e quando si scoppia, si tirano le somme,
e si arrivano a prendere le decisioni drastiche.
E allora, quando i nodi vengono al pettine, c'è poco da fare. C'è solo
da guardarsi allo specchio una mattina e dirsi, "Bene, oggi
cambiamo tutto". E non ci si limita al dirselo, ma lo
si fa. Si fa. L'ho fatto. Non me ne pento.
L'ho fatto, sempre cercando di tenere d'occhio
le cose che accadono (questo poi l'hanno scopiazzato
un po' ovunque, anche in tv), e con tanta pazienza, sono ripartito da
zero, sfidando il pericolo di andare in depressione (sempre in agguato).
Ma ho un valido strumento, per tirare ancora fuori i denti, ed affrontare
e superare una situazione personale che è ancora work in progress. Ho
un valido motivo: l'arrivo di Viola.
Non so quante ne dovrò affrontare ancora, non so quante ne spunterò, e quante
botte ancora prenderò, ma fa nulla: la vita è fatta di sfide, ed io fino ad
oggi non mi sono mai tirato indietro, e non credo che la vigilia dei 40 anni
sia un buon momento per iniziare a tirarsi indietro.
Vado vivo, e ancora vivo tornerò.
D'altronde, Al mondo sono andato, dal mondo son tornato sempre vivo.
(Come diceva sempre Simichan,
"non mi avranno".
Ora però, è tempo davvero di augurare a tutte le persone che passano di qua,
abitualmente, occasionalmente, per caso o per sbaglio, un 2009 che sia migliore
del 2008, pieno di esperienze positive, di successi e di sogni avverati. Insomma,
che sia un'annata buona (non è neanche bisestile)!
Auguri di buon anno!!!
E per la prima volta, posso estendere gli auguri anche ad una tenera
bimbetta che arriverà ai primi di marzo :)
Arrivederci al 2009 (cioè tra qualche giorno, eh :P)

Cronaca dall'Esterno
Oggi qualcosa di interessante c'è ;)
Net Left presenta: La Governance di Internet
Innovazione dei media e dei contenuti: politiche, diritti, lavoro,
partecipazione e reciprocità. Un ciclo di seminari alla Fondazione Basso,
via della Dogana Vecchia 5, Roma.
Fonte:
Arturo Di Corinto.
Mettere on line il sesso con la moglie è reato
Serve sempre il consenso del coniuge: un pensionato di Terracina rischia
fino a 4 anni di carcere.
Fonte: ZeusNews.
Cronaca dall'Interno
Per quanto riguarda l'intervista apparsa ieri su Liberazione,
è on-line, in PDF, qui a pag.5.
Stanotte si è dormito poco e male. Il mio coinquilino invece russava
profondamente ad alto volume (si sentiva attraverso due pareti). Vari pensieri,
vari progetti. Pensavo a come organizzarmi per questa questione del libro. O meglio:
al come organizzarmi ci avevo pensato prima, ma ovviamente succede che
dopo viene sempre in mente di rifare tutto da capo, di riorganizzare
tutto. Boh...
Riassumendo, alle librerie non è ancora disponibile per le ordinazioni, lo
sarà in marzo. On-line invece
è già disponibile, e quando dico on-line intendo dire sia l'e-book sia la
copia cartacea.
Per il resto, ora devo mettere da parte i pensieri... e mettermi a lavorare.
Ovviamente dopo il caffè ;)
Comunque, sto qua, e vi leggo (se non mi addormento)
Motori in moto. Oggi pomeriggio si torna in Campania. Speriamo almeno che sia più ventilato rispetto a Roma, visto che stanotte ho dormito poco e male, riuscendo ad addormentarmi solo poco prima dell'alba, e quindi come era facilmente prevedibile... ho continuato a dormire anche dopo il suono delle sveglie, e quindi ora sono in clamoroso ritardo. Anche sul caffè.
Niente Cronaca dall'Esterno, oggi. Non vedo notizie che non siano tristi, e soprattutto sempre le solite, senza spunti di interesse.
Io intanto abbastanza presto oggi lascio tutto e parto, ho da fare.
A dire il vero sono alle battute finali.

Questo non implica affatto che io sparisca, eh! Anzi!! Sto qua, vi osservo, e scrivo.
Tanto per lanciarne una, vediamo chi per primo risolve questo indovinello:
Ho un paio di scarponi: in 1 ci sono 2 buchi e nell'altro 3.
Che ore sono?
Una volta risolto l'indovinello, occorrerrà anche decidere quale sara il premio da assegnare!
Vediamo chi vince, e cosa vince...
Aggiornamento: Minpepp ha risolto brillantemente l'indovinello al commento numero 3! Ora occorre quindi stabilire il
premio.
Nota: Devo passare ad indovinelli più difficili, mi sa...
Cronaca dall'Esterno
Privacy, il caos nelle imprese
Ne parla un tecnico che ogni settimana visita decine di realtà diverse, alle prese con fenomeni di ogni genere dentro le imprese e nella loro comunicazione istituzionale
Fonte: Punto Informatico.
Cronaca dall'Interno
E una zanzara.. va bene, e due zanzare, va bene... tre zanzare? Diciamo che va ancora bene... ma sette zanzare sette, della sottospecie più aggressiva e bastarda.... no, non va bene.
E dire che sei le ho fatte fuori, ma la settima si è rivelata astuta...
Stasera però è guerra. Giuro che la faccio fuori.
Provocazioni

Seguiranno aggiornamenti ;)
Cronaca (pesante) dall'Esterno
Telecom e Mediaset verso la fusione
Molti dei giochi politici ed economici post-elettorali ruoteranno attorno alla fusione tra i due colossi.
Fonti:
Zeus News.
Ofelia71
Cronaca dall'Interno
E se oggi, preso dalla stanchezza dei giorni scorsi e dalle imminenti festività pasquali, non postassi proprio nulla?
A parte gli scherzi, mi trovo già a Napoli, per cui vorrei sfruttare il fatto che sono qui per lavorare un po' "sul campo" alla questione delle discariche.
Insomma.. riposo dal lavoro, ma mica riposo da tutto, se no sarei una persona normale, e non sarei io :)
Il primo episodio di "cronaca napoletana" che ho trovato ad i miei occhi non è stato piacevole.
Verso le 22.30 di martedì 12 Aprile è stato appicato un incendio, con due focolai, nell'ex macello di Sant'Anastasia, recuperato e autogestito da circa un anno. Fortunatamente all'interno della struttura al momento dell'incendio non c'era nessuno.
Cronaca dall'Esterno
Scrutinio elettronico, cronache romane
Ne parla in un breve racconto redatto durante lo scrutinio di ieri Emmanuele Somma, nominato scrutatore in uno dei seggi a Roma dove era stata attivata la procedura elettronica. Ci racconta di un flop.
Fonte: Punto Informatico.
Lettura Consigliata del Giorno
Spartaus - "Due stivali per dire Italia"
Angolo delle differenze tra destra e sinistra
"Berlusconi ha perso" (Romano Prodi)
"Prodi ha perso" (Silvio Berlusconi)
"Abbiamo vinto noi!" (Romano Prodi)
"Abbiamo vinto noi!" (Silvio Berlusconi)
A parte gli scherzi, io di differenze vere non ne ho viste. Soprattutto circa precariato del lavoro, volontà di crescita economica e di sfruttamento dei più deboli.
Una buona unità di intenti, tra i due poli. Pertanto credo sia anche meritato un pareggio. Magari domani ci sarà un bel governo di coalizione fatto da Ulivo e Forza Italia, credo che litigherebbero meno di quanto si litiga ora.
Fine della parte volutamente provocatoria. Qui sotto non scherzo più.
Cronaca dall'Interno
Spiacente, ma io non faccio analisi politiche. Non sono un politico. In quanto fisico posso parlare di analisi numerica dei dati statistici, ma l'analisi del voto non voglio farla, e non so farla. In quanto giornalista free lance posso osservare i fenomeni dall'esterno, e magari provare a raccontarli, ma come osservatore dall'esterno. Per il resto sono pronto ad ascoltare le vostre analisi.
Quel che posso osservare in questo caso è che non esiste nè la nazione Italia nè il popolo italiano. Esistono due nazioni e due popoli, che condividono lo stesso territorio, impegnati da tempo nel voler ciascuno prevaricare sull'altro e dominarlo. Peccato che i due popoli hanno mostrato, dati alla mano, di essere più o meno della stessa dimensione numerica.
Per questo ho messo come "Lettura Consigliata" quanto scritto da Vladimir Spartaus: condivido in gran parte quell'analisi.
Stanotte per la prima volta ho percepito distintamente di non essere più nè un ragazzino nè tantomeno un giovane.
Ricordo che quando ero giovane (eh.. ne è passato di tempo), quando si creava una situazione di "tensione", di qualunque tipo, dalla pagella scolastica alla guerra nucleare, dal rapimento moro alla vittoria italiana nei mondiali in Spagna, per stemperare la tensione chiedevo un parere a qualcuno, cercavo un confronto. Ovviamente, per cercare un confronto, non mi rivolgevo ad altri ragazzini, ma a quelli che in qualche modo consideravo "vecchi", che poi non è mica detto che fossero vecchi sul serio... insomma erano quelli da cui sapevo che avrei ricevuto un'idea, uno spunto, uno stimolo, un conforto.
L'ho fatto fino a due giorni fa, quindi non è vero che ne è passato di tempo.
Ieri sera, le "danze" sono iniziate verso le 20.00. 25 sms nell'arco di 3 ore. Dall'amica che vive lontano al collega di lavoro mio coetaneo.
Il primo sms diceva: "E' un incubo, dimmi qualcosa". Il secondo diceva: "Ale ti prego dimmi che è un incubo". E così via tutti gli altri.
Poi sono iniziate le telefonate o le richieste di essere telefonati. Stavolta non sono stato io a cercare un riferimento. Non sono stato più il "giovane Ale".
Quando ho finito il credito sul cellulare (perchè di solito rispondo sempre), allora ho iniziato a dire "Se volete, chiamatemi voi".
Sono stato felicissimo di scaricare il cellulare così.
Ho percepito tensione da parte di tanta gente, a tutti ho cercato di spiegare che c'era un comportamento criminale da parte delle televisioni, visto che mentre il Ministero dava i dati ufficiali dello spoglio, a Porta a Porta si continuavano a dare exit poll, proiezioni e aria fritta per creare instabilità (certamente "su ordinazione").
Insomma, ho cercato di stemperare la tensione, lo ammetto: ho fatto il vecchietto della situazione. Non so neanche se sono riuscito, adesso, a spiegarvi questa strana sensazione.
Mentre nella redazione di Altrenotizie ferveva tutto uno scambio di messaggi, un po' di nervosismo, e tanta voglia di capire, parallelamente parlavo con amici vicini e lontani.
Ma è stato bellissimo lo stesso :)
Mi resta la sensazione netta che stanotte sia finita la mia giovinezza.
La Repubblica delle Banane
di Lidia Campagnano
Copincollato da Altrenotizie
Quando si dice che questo paese ha bisogno di una svolta si è molto al di sotto di ogni verità. Questo paese ha bisogno di un governo che, con decisa pazienza, ricostruisca le strutture elementari della dignità civica, della cultura di base, della semplice funzionalità statale. A testimoniarlo è, se ce ne fosse bisogno, la giornata di attesa dei risultati elettorali:a cinque ore dalla chiusura dei seggi, con un sistema elettorale che in teoria rendeva semplicissimo e rapidissimo il conteggio, non avevamo neppure i risultati della metà dei seggi del senato; due società addette ai sondaggi davano i numeri come solo gli ubriachi, il Ministero degli Interni aveva l'aria di essere chiuso, per ferie o per altro, e l'opinione pubblica era in preda alle televisioni, come durante il Festival di San Remo.
La vergogna, questa volta, ha invaso anche le menti più sobrie tra coloro che hanno votato, semplicemente, per avere un governo più degno di questo nome.
Siamo come il Libano. Come i paesi più devastati del Terzo mondo. O come i paesi che hanno cambiato regime da poco. Con un'angoscia in più, però: in quei paesi l'irrompere della povertà anche in plaghe sociali che prima se ne salvavano e l'evidenza di un'amara ingiustizia sociale determinano spesso spostamenti politici più chiari che non da noi. Qui, in Italia, dove si è verificata una vergognosa concentrazione della ricchezza nelle mani di 250.000 persone, e dove la precarietà ha un volto infinitamente più devastato che nel resto dell'Europa occidentale ed è per giunta una formidabile fonte di illegalità ulteriore, nessuno più capisce in base a quali considerazioni elettori ed elettrici compiano la loro scelta di voto.
Dunque, il problema di questo paese è eminentemente e radicalmente culturale. Riflettano, per piacere, coloro che aspirano a dargli un governo: l'economicismo del quale i discorsi politici sono permeati, di destra o di sinistra che sia, non fa altro che incrementare un'opinione secondo cui bisogna fare i soldi, non produrre qualcosa; bisogna tenerseli e non pagare le tasse, bisogna educare figli "elastici", capaci di svolgere qualsiasi compito, non figli capaci di fare qualcosa di buono e dunque dotati di dignità. Quanto al richiamo ai "valori", blandire identità e tradizioni confessionali, "dottrine sociali" cardinalizie, ondate sentimentali circa la difesa degli embrioni dalle mamme cattive, non fa altro che alimentare l'ipocrisia nazionale secondo la quale basta sposarsi in chiesa, per il resto si può essere darwinisti come nessun liberista yankee riesce ad essere, almeno non con altrettanto selvaggio estremismo personale e politico.
Svolta? Questo paese ha bisogno di una rivoluzione, e che sia culturale. I governi di solito non fanno rivoluzioni, ma viviamo un'epoca particolarissima se è vero che, "spiritualmente" forse si sta meglio in America latina che in Italia. Si tratta di deprimere la giocosità nazionale che considera anche le elezioni come una hit parade da godere tra un intrattenimento televisivo e un po' di gioco in borsa, e di proporre strutture minime di ricostruzione personale e collettiva: dalle scuole ai partiti, dalle televisioni ai luoghi di lavoro. Con campagne di alfabetizzazione su due temi: lo Stato, che è Stato sociale, la ricchezza, che va prodotta e ridistribuita.
Tanto per cominciare. Su tutto il resto, valori, culture, relazioni umane: chi ha filo da tessere tesserà, se solo non gli viene impedito di pensare, se non lo si soffoca in un mare di stupidità.
Così forse diventeremo un paese latinoamericano, o mediorientale, o asiatico: sarebbe meglio.