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Le vie infinite dei rifiuti

Ma chi sarà costui

Nacqui a Napoli tanti anni fa. Poi la vita mi ha portato via dal Golfo, mi ha portato nella Capitale d'Italia, per essere precisi.
Lavoro nel settore scientifico-tecnologico, mi piace fare varie cose: fotografare, giocare a scacchi, il teatro, scrivere. Sono curioso e mi piace cercare di comprendere le cose che mi circondano. Non reggo le persone che credono di aver capito già tutto.
Sono un accanito bevitore di caffè :) e last but not least mi diverto a smanettare con i computers.
Passo molto tempo in solitudine a pensare, o ad ammaestrare macchine, o a leggere, ma soprattutto a scrivere e poi ancora a scrivere.
Citazione d'obbligo:
"Se i tempi non richiedono la tua parte migliore... inventa altri tempi!"
La frase più bella che mi sia stata detta/scritta negli ultimi tempi:
"Sono felice di sapere che ogni giorno posso trovarti, parlarti, ridere con te, appassionarci parlando di qualsiasi cosa..."

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lunedì, 05 maggio 2008
.: Dal rischio alle politiche di prevenzione :.

L'Associazione VAS Verdi Ambiente e Società, in collaborazione con A.I.C.A., Scholé Futuro e RI.B.E.S. organizza un Convegno Nazionale sulla Comunicazione Ambientale.
L'incontro "Dal rischio alle politiche di prevenzione" è in programma a Torino il 10 Maggio.
Le attività umane stanno alterando il pianeta a una velocità mai registrata prima. La popolazione mondiale è raddoppiata dal 1960 ad oggi. Per garantire lo stato di salute, legato all'interazione dell'uomo con l'ambiente, occorre che gli amministratori pubblici e privati applichino il principio di precauzione, che prevede la protezione dell'ambiente prima ancora che venga stabilita una relazione certa causa-effetto sulla pericolosità di una sostanza.
Chi comunica deve essere autorevole, eticamente corretto, deve modulare la comunicazione sul ricevente con messaggi chiari, comprensibili. I tecnici, i ricercatori, i medici devono essere in prima linea nel realizzare un tale sistema informativo. Occorre parlare dei rischi reali e potenziali per la salute legati all'inquinamento anche in situazioni non estreme, derivanti da catastrofi.
Parlare dei rischi per la salute da inquinanti in momenti di normalità permette di comunicare correttamente nei momenti di emergenza.
Non solo. Permette di intervenire prima di conseguenze drammatiche, che porteranno allo strombazzamento mediatico quando i danni saranno già consolidati. La comunicazione ambientale non dovrebbe limitarsi alla denuncia di eventi catastrofici, bensì anche presentare la perdita di salute da danno ambientale acuto e cronico. Il Convegno Nazionale sulla Comunicazione Ambientale è presieduto da Giorgio Diaferia, medico e giornalista, consigliere nazionale VAS e ISDE.
 
Per il programma del convegno: http://comunicarelambiente.blogspot.com/
 
Cronaca dall'Interno
 
Stamattina sono stato svegliato non dalla sveglia, ma dagli uccellini che canticchiavano. Nonostante questo, mi prende una sensazione di gelo, e tante altre brutte sensazioni.
Cerco di riprendermi.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:27 | link | fate pure commenti (3) |
stress, salute

lunedì, 28 aprile 2008
.: Stalking :.

(In corsivo ci sono delle testimonianze dirette. Il nostro testimone ha chiesto di restare anonimo, ed ovviamente rispetto la sua scelta)

E' un termine inglese (letteralmente: perseguitare) che indica una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità.
La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata.
Lo stalker può essere un estraneo, ma è un caso raro: il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-partner, che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto.
In altri casi ci si trova davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l'intento di stabilire una relazione sentimentale, imponendo la propria presenza ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa.
Solitamente questi comportamenti si protraggono per mesi o anni.

La sensazione di freddo che arriva fin nelle ossa era diventata una costante.
Ogni giorno. E con il freddo saliva l'ansia, il battito del cuore pronto a trasalire. E sembrava un infarto, ad ogni trillo del telefono, o del citofono. Ed il terrore di dover dire "ancora tu!" Mi sembrava di vivere sotto il peso dell'ossessione di quella persona. Ma era impossibile fare una denuncia o una cosa del genere, poichè non mi aveva mai messo neanche una mano addosso, per cui non c'era mai stata una aggressione o una molestia fisica...


Lo stalking è classificato giuridicamente tra le violenze di genere, ed è pertanto ritenuto una violazione dei diritti umani. Nonostante questo, soprattutto in Italia non c'è una legislazione tale da permettere di fermare lo stalker, prima che diventi un vero e proprio aggressore. Quindi, se lo stalker non aggredisce mai... diviene difficile ostacolarlo. Difficile anche dimostrare che stia ossessionando.
Alcuni comportamenti come telefonate, sms, e-mail, “visite a sorpresa” e perfino l’invio di fiori o regali, possono essere graditi segni di affetto che, tuttavia a volte, possono trasformarsi in vere e proprie forme di persecuzione in grado di limitare la libertà di una persona e di violare la sua privacy, giungendo perfino a spaventare chi ne è destinatario suo malgrado.

Mi mandava anche 70 o 80 sms al giorno. Spesso teneri e dolci, ma anche minacciosi quando vedeva che non rispondevo. Non ho idea di quanto spendesse di credito per il cellulare, o se avesse aderito appositamente ad una offerta tim. Stessa cosa con le email, il ritmo era almeno di una cinquantina al giorno, non sapevo dove trovasse il tempo di scrivere. Era una presenza costante, non riuscivo a liberarmene.

Inseguimento, molestia e persecuzione
E' stalking, ma è chiamato anche “sindrome del molestatore assillante” o “inseguimento ossessivo”. La terminologia più comune, quella di “stalking”, è stata coniata con la finalità di raffigurare simbolicamente, con un termine in lingua inglese che significa “appostarsi”, l’atteggiamento di chi mette in atto l'inseguimento ossessivo.
Il “molestatore assillante” manifesta, infatti, un complesso insieme di comportamenti che vengono ben racchiusi sinteticamente dall’espressione “fare la posta” che comprende l’aspettare, l’inseguire, il raccogliere informazioni sulla “vittima” e sui suoi movimenti, comportamenti che sono quasi sempre “tipici” di tutti gli stalkers, al di là delle differenze rilevate di situazione in situazione.
Alcuni studi compiuti su questo fenomeno hanno distinto due categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking:

1) La prima tipologia comprende le comunicazioni intrusive, che includono tutti i comportamenti con scopo di trasmettere messaggi sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli impulsi, sui desideri o sulle intenzioni, tanto relativi a stati affettivi amorosi (anche se in forme coatte o dipendenti) che a vissuti di odio, rancore o vendetta. I metodi di persecuzione adottati, di conseguenza, sono forme di comunicazione con l’ausilio di strumenti come telefono, lettere, sms, e-mail o perfino graffiti o murales.
2) Il secondo tipo di comportamenti di stalking è costituito dai contatti, che possono essere attuati sia attraverso comportamenti di controllo diretto, quali ad esempio pedinare o sorvegliare, che mediante comportamenti di confronto diretto, quali visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce o aggressioni. Generalmente non si ritrovano due tipologie separate “pure” di stalkers, ma molestie in forme miste in cui alla prima tipologia, in genere segue la seconda specie di azioni.

Perché si possa parlare di “stalking”, occorre che si verifichino tre comportamenti:

1) l’attore della molestia, lo stalker, agisce nei confronti di una persona che è designata come vittima in virtù di un investimento ideo-affettivo, basato su una situazione relazionale reale oppure parzialmente o totalmente immaginata (in base alla personalità di partenza e al livello di contatto con la realtà mantenuto);
2) lo stalker si manifesta attraverso una serie di comportamenti basati sulla comunicazione e/o sul contatto, ma in ogni caso connotati da ripetizione, insistenza e intrusività;
3) la pressione psicologica legata alla “coazione” comportamentale dello stalker e al terrorismo psicologico effettuato, pongono la vittima stalkizzata, definita anche stalking victim, in uno stato di allerta, di emergenza e di stress psicologico. Questi vissuti psicologici possono essere legati sia alla percezione dei comportamenti persecutori come sgraditi, intrusivi e fastidiosi, che alla preoccupazione e all’angoscia derivanti dalla paura per la propria incolumità.

Ero in depressione costante. Al mattino, al risveglio, il mio primo pensiero era: "Cosa farà oggi? Come farà ad essere presente ed assillarmi? Quante volte scriverà? Quante volte telefonerà? Farà la pazzia di venire qui?" Tutti i giorni. Feriali e festivi. Sempre. Si può vivere così? Si può vivere in collegamento continuo con una persona con la quale non si vuole un contatto continuo?

Identikit del molestatore assillante
La coazione che connota il comportamento di stalking, e che permette di delinearlo anche giuridicamente, ha fatto ipotizzare che tale problema fosse una forma di “disturbo ossessivo”. Tuttavia, come è stato osservato, i disturbi psicopatologici ossessivi sono connotati da vissuti egodistonici relativi ai comportamenti attuati e, conseguentemente, da un malessere provocato dalle idee, dai pensieri, dalle immagini mentali e dagli impulsi ossessivi legati alla persecuzione. Questi vissuti di disagio e di intrusione in realtà non risultano presenti in genere negli stalkers che, al contrario, tendono perfino a trarre piacere dal perseguitare.

Mi mandava messaggi di continuo. Mi telefonava di continuo. Avevo uno stress addosso che non mi permetteva neanche di relazionarmi normalmente con le persone. Temevo sempre di veder spuntare quella persona all'improvviso. Stavo perdendo tutto. Restavo chiuso in casa con il terrore di uscire. Ho perso degli amici perchè ho tenuto per giorni il telefono spento e non leggevo la mail, ho rovinato una relazione d'amore, a causa della presenza costante e incombente di quella persona. E quando a volte ho risposto al telefono, la sua voce era tranquilla, allegra. Sì, era felice della mia risposta, ne era gratificata, provava piacere. Quella persecuzione mi stava rovinando la vita. Non riuscivo ad avere relazioni normali con altre persone, senza tremare, senza subìre il condizionamento dovuto alla sua presenza...

È molto importante sottolineare che lo stalking non è un fenomeno omogeneo; pertanto, risulta difficile far rientrare i molestatori assillanti in una categoria diagnostica precisa o identificare sempre la presenza di una vera e propria patologia mentale di riferimento. Gli stalkers non sono sempre persone con un disturbo mentale e, anche se esistono alcune forme di persecuzione nascono nel contesto di un quadro psicopatologico, questa non è una condizione sempre presente così come non esiste sempre un abuso di sostanze associato al comportamento stalkizzante.
Ciò che è importante comprendere è che dietro a comportamenti di molestia simili possono celarsi motivazioni anche molto differenti tra loro. A questa conclusione si è giunti in seguito a studi che hanno esaminato il profilo psicologico di numerosi stalkers e, sulla scorta dei quali, si è giunti ad individuare cinque tipologie di stalkers, distinti in base ai bisogni e desideri che fanno da motore motivazionale.

1) Una prima tipologia di molestatore insistente è stata definita “il risentito”. Il suo comportamento è sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito ed è quindi alimentato dalla ricerca di vendetta. Si tratta di una categoria piuttosto pericolosa che può ledere prima l’immagine della persona e poi la persona stessa. Il problema più grave è legato alla scarsa analisi della realtà: perché il risentimento fa considerare giustificati i propri comportamenti che, producendo sensazioni di controllo sulla realtà, tendono a loro volta a rinforzarli.
2) La seconda tipologia di stalker è stata denominata “il bisognoso d’affetto”, una tipologia che è motivata dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l’amicizia o l’amore. La vittima in genere viene scelta attraverso una generalizzazione che la rende vicina al “partner o amico/a ideale”, una persona che si ritiene possa aiutare, attraverso la relazione desiderata, a risolvere la propria mancanza di amore o affetto. Spesso il rifiuto dell’altro viene negato e reinterpretato sviluppando la convinzione che egli abbia bisogno di sbloccarsi e superare qualche difficoltà psicologica o concreta. L’idea di un rifiuto, vissuto come un’intollerabile attacco all’Io, viene respinta con grande energia e strutturando un’alta difesa basata sull’allontanamento della percezione reale dell’altro, delle sue reazioni e della relazione reale che viene sostituita da quella immaginaria.
3) Una terza tipologia di persecutore è quella definita “il corteggiatore incompetente”, che tiene un comportamento alimentato dalla sua scarsa o inesistente competenza relazionale che si traduce in comportamenti opprimenti, espliciti e, quando non riesce a raggiungere i risultati sperati, anche aggressivi e villani. Questo tipo di molestatore è generalmente meno resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della stessa vittima, ma tende a riproporre i propri schemi comportamentali cambiando persona da molestare.
4) Esiste poi “il respinto”, un persecutore che diventa tale in reazione ad un rifiuto. È in genere un ex che mira a ristabilire la relazione oppure a vendicarsi per l’abbandono. Spesso oscilla tra i due desideri, manifestando comportamenti estremamente duraturi nel tempo che non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima: la persecuzione infatti rappresenta comunque una forma di relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile. Nella psicologia di questo tipo di “inseguitore assillante” gioca un ruolo cruciale il modello di attaccamento sviluppato che è una delle forme di tipo insicuro, in grado di scatenare angosce legate all’abbandono che creano una tendenza interiore, più o meno consapevole, a considerare l’assenza dell’altro come una minaccia di annientamento e di annullamento del Sé.
5) Infine, è stata descritta una categoria di stalker definita “il predatore” e costituita da un molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, infatti, eccita questo tipo di stalker che prova un senso di potere nell’organizzare l’assalto. Questo genere di stalking può colpire anche bambini e può essere agito anche da persone con disturbi nella sfera sessuale, quali pedofili o feticisti.

Solitamente, nella stragrande maggioranza dei casi, il meccanismo è lo stesso delle violenze di genere, pertanto di solito lo stalker è un uomo, e la vittima è una donna.
Trovarsi nel caso opposto, che è raro, essere cioè uomo-vittima, inseguito da una stalker-donna, è deprimente. Se si cerca di raccontarlo, non si viene creduti. Gli altri perdono fiducia nella vittima, poichè a livello sociale si percepisce che in qualche modo l'uomo in quanto tale debba aver dato dei segnali positivi, che hanno magari fatto scattare i meccanismi nella stalker. La mia stalker apperteneva contemporaneamente alle categorie 1) 2) e 4). Impossibile liberarsene, se non per tempi inferiori alle 48 ore. Poi tornava all'attacco. Tornava ad essere presente.
E l'incubo ricominciava. Iniziavo a stare male anche fisicamente, con palpitazioni cardiache, mal di testa, nervi sempre tesi.


La vittima e il legame con il suo Stalker
Molte persone che subiscono molestie assillanti sono donne di un’età frequentemente compresa tra i 18 e i 24 anni. Tuttavia, alcuni tipi di persecuzioni, quali ad esempio quelle legate al risentimento o alla paura di perdere la relazione che nasce dall’essere respinti, sono rivolte principalmente a donne tra i 35 e i 44 anni. In alcuni casi invece (come quello che stiamo testimoniando), le vittime sono uomini tra i 36 e i 45 anni. In ogni caso, oltre l'80% dei casi di stalking vede le donne come vittime.
Alcuni studi sul fenomeno in esame hanno mostrato dei risultati interessanti che servono a riflettere ulteriormente sulle caratteristiche delle vittime di stalking e sull’importanza della relazione che, spesso solo nella mente dello stalker, si instaura con tutta la capacità di influenza che può esercitare una relazione reale. A questo proposito si è riscontrato che esiste una “categoria sociale a rischio di stalking” rappresentata da tutti gli appartenenti alle cosiddette “professioni d’aiuto”, vale a dire i medici, gli psicologi, gli infermieri e ogni altra sorta di “helper”. Spesso le vittime sono anche amici dello stalker, che in passato gli hanno dato una mano a superare momenti difficili. Generando situazioni di "dipendenza" che possono poi ri-palesarsi dopo anni.

Ho provato a dire che non doveva più contattarmi in alcun modo. Ma mi sono accorto molto presto che traeva piacere da questo, e continuava a fare pressione.
Non c'è niente di peggio del finire in cura da uno bravo perchè si subiscono queste autentiche violenze psicologiche. Ma era tutto inutile, la stalker non si toglieva dai piedi. Inutile chiedere aiuto: la risposta che ottenevo era "beh sei un uomo, se lo fa è perchè le hai dato speranze, ti sei mostrato disponibile. Ci sei stato."
Finchè un giorno, il bisogno di riprendere in mano la mia vita mi fece commettere un grave errore, ma la situazione era davvero disperata. L'errore fu dirle "palesati, fatti vedere, incontrami, così lo vedi da vicino che non ci può essere nessuna relazione tra noi, tanto che sono freddo e distaccato". No, non funziona così, non c'è alcun bisogno di essere freddi e distaccati. Provate a pensare a quale meravigliosa gratificazione è per uno stalker, sentirsi dire dalla vittima "incontriamoci". Ma io avevo bisogno di risolvere la situazione e uscire dall'incubo. Ad ogni costo. Non volevo più essere vittima. Ma il problema è che prima di tutto bisogna acquisire la consapevolezza di essere vittima
.

Tecniche di comportamento Antistalking
Dal momento che non tutte le situazioni di stalking sono uguali, non è possibile generalizzare facilmente delle modalità comportamentali di difesa che devono essere adattate alle circostanze e alle diverse tipologie di persecutori. Esistono tuttavia alcune regole utili:

1) Innanzitutto, inutile negare il problema. Spesso, dal momento che nessuno vuole considerarsi una “vittima”, si tende a evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e aiutando così lo stalker, come successo al nostro testimone diretto. Il primo passo è allora sempre quello di riconoscere il problema e di adottare delle precauzioni maggiori rispetto a quelle adottate dalle persone che non hanno questo problema. Occorre informarsi sull’argomento e comprendere i rischi reali, seguendo dei comportamenti volti a scoraggiare, quando è possibile, gli atti di molestia assillante.
2) Se la molestia consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, come nel caso del nostro testimone, è necessario essere fermi nel “dire di no” una sola volta e in modo chiaro. Altri sforzi di convincere il proprio persecutore, comprese improvvisate interpretazioni psicologiche che lo/la additano come bisognoso di aiuto e di cure, saranno lette come reazioni ai suoi comportamenti e quindi rappresenteranno dei rinforzi, in quanto attenzioni. Anche una telefonata di rabbia o una risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che rinforzano lo stalking.
3) Se le molestie sono telefoniche, non cambiare numero. Anche in questo caso, le frustrazioni aumenterebbero la motivazione allo stalking. È meglio cercare di ottenere una seconda linea, lasciando che la vecchia linea diventi quella su cui il molestatore può continuare a telefonare, magari mentre azzerate la suoneria e rispondete gradualmente sempre meno.
4) Per produrre prove della molestia alla polizia, non lasciarsi prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili sui fastidi subiti.
5) È utile mantenere sempre a portata di mano un cellulare in più per chiamare in caso di emergenza.

Chi mi stava attorno, e vicino, assisteva a tutta l'ossessione continua. E paradossalmente stava male, male quanto me. Anche perchè non aveva più completa fiducia in me, visto che partiva dal presupposto che io avessi incoraggiato - o quanto meno permesso - tale comportamento.
Io stavo psicologicamente male, anche lei. stavamo tutti male. Sono stati mesi di cui difficilmente perderò il ricordo. Ancora oggi, mentre dormo, sogno il trillo del telefono. Ancora oggi, mi aumenta il battito cardiaco quando apro la posta.


Le conseguenze dello Stalking
Molto spesso, soprattutto a causa di norme giuridiche che limitano gli interventi di prevenzione alle sole situazioni di emergenza, i comportamenti di stalking possono essere protratti a lungo con conseguenze psicologiche negative principalmente per la vittima, ma anche per chi agisce e, talvolta, per chi lo osserva.
La vittima, per quanto possa essere breve il periodo in cui viene perseguitata, rischia di conservare a lungo delle vere e proprie ferite. Le conseguenze dello stalking infatti, per chi lo subisce, sono spesso diverse e si trascinano per molto tempo. In base al tipo di atti subiti e alle emozioni sperimentate possono determinarsi stati d’ansia e problemi di insonnia o incubi, ma anche flashback e veri e propri quadri di Disturbo Post Traumatico da Stress.

Il pubblico degli episodi di stalking può essere il ristretto pubblico familiare o il/la partner della vittima che, identificandosi empaticamente alla vittima, può sviluppare preoccupazioni per la persona cara o forme vicarie di paura ed ansia. In certi casi, come quello del nostro testimone, lo stalker può ottenere di distruggere la relazione sentimentale della vittima con il proprio partner.

Mi braccava. Mi braccava come una preda, per ridurmi all’angolo, rubarmi la vita. E riuscendo anche ad isolarmi. Si dice che spesso la vittima, soprattutto se donna, si vergogna di parlarne, sentendosi in colpa per la situazione e pensando di averla in qualche modo causata. Tranquilli, vale anche per gli uomini. E' esattemente la stessa situazione. Con l'aggravante che quando è l'uomo ad essere vittima di una violenza di genere, ha meno strumenti. A chi va a raccontarla? Se si ribella, e la stalker per vendetta dice che è lui che l'ha stuprata, tutti crederebbero alla donna. Forte di questo, la stalker sa profferire minacce. Minaccia di parlare con la famiglia, minaccia di parlare con la partner della vittima. Tutto questo mette in una situazione soffocante, che fa anche desiderare di morire.
Quando la stalker è una donna, può essere una ex respinta o una innamorata non ricambiata.
Anche se è più difficile che in questo caso si arrivi alla violenza fisica, ci possono essere però tutte le altre molestie: telefonate spesso mute, messaggi, finte telefonate di “telemarketing”, e-mail apparentemente innocue sotto falso nome, strane telefonate, lettere a lui, lettere anonime alle nuove fidanzate, foto porno in mailbox etc etc.
Una ragazza (niente affatto psicolabile!) che le ha provate tutte per mettersi con me, non rassegnandosi. Purtroppo non c’è nulla da fare, nessuna denuncia possibile, un fastidio enorme (e non so ancora se è finito).
Per non parlare poi del grave dolore che si riceve se ci si sfoga con un amico o con un collega di lavoro (uomo), che nella maggior parte dei casi risponderà: "scopatela, no? vedi che poi le passa".
Ma ve lo ricordate il film “Attrazione fatale”?


Per approfondire:
Osservatorio Nazionale Stalking

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 09:21 | link | fate pure commenti (10) |
documenti, stress, provocazioni, ricerche

giovedì, 10 aprile 2008
.: Giovedì :.

Cronaca dall'Esterno
 
Il Progetto Winston Smith, ALCEI e molte altre ONG europee hanno aderito ad una importante iniziativa presso la Corte di giustizia europea che tenta di scardinare la direttiva EU sulla data retention ed i suoi figli perversi, come il famigerato Decreto Pisanu.
L'iniziativa dell'associazione Vorratsdatenspeicherung (no non provate a pronunciarne il nome, è inutile) merita tutto il supporto possibile.
Per approfondire: Punto Informatico.
 
Cronaca dall'Interno
 
La prossima volta che mi invitano a fare una presentazione in libreria a Roma in un orario che si sovrappone ad una partita di calcio della Roma, magari della Champions League, mando tutti a quel paese.
Non sono eventi sovrapponibili, c'è poco da fare, e non posso permettermi sempre il lusso di perdere tempo, e beccarmi anche il traffico.
 
Angolo politico pre-elettorale
 
L'ottimo Golem è riuscito a farmi sorridere ben tre volte, stamattina: una, due e tre
 
Adesso mi prendo un caffè, e poi si inizia a ragionare... :)

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politica, stress, privacy, grande truffa

mercoledì, 26 marzo 2008
.: Pasqua :.

Peggio di così non poteva andare.
Dall'inizio del 2008, ho inanellato la più grande collezione di cazzate della mia vita.
Una dietro l'altra.
 
Le trasmissioni riprenderanno appena possibile.

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stress

lunedì, 03 marzo 2008
.: Scusate il ritardo :.

...ma solo ora arrivo davanti ad un computer connesso alla rete :)
Dunque...
 
Mattinata intensa, dopo una domenica sonnacchiosa.
La mattina è passata in una conferenza stampa in centro di Roma, ovviamente si parlava di monnezza, quindi non potevo di certo mancare (poichè modestamente monnezza siamo).
Poi dopo, saltando rigorosamente il pranzo, ho vagato a vuoto per Roma, con la mente persa in milleeuno pensieri, non sempre belli.
Ora eccomi qua, con tante di quelle cose arretrate... che gli umani non possono neanche immaginare.
 
Cronaca dall'Interno: nuvoloso con pioggia (anche se su Roma c'è un sole primaverile). Nella mente alcune cose vanno male, ed ho mille recriminazioni da farmi. No, non ce l'ho con il mondo, poichè a sbagliare so fare benissimo da solo. E gli errori si pagano.
Ora però, un caffè ci sta tutto. Se no non si fa nulla.

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pensieri, stress

martedì, 26 febbraio 2008
.: Con buona pace... :.

...per tutti quelli che su stampa e TV scrivono che "la Campania è stata in passato meta di traffici illeciti di rifiuti tossici", c'è questa notiziola fresca fresca, giusto di ieri su Videocomunicazioni. E amen.
 
Per i curiosi circa il come è andata sabato, suggerisco un paio di video amatoriali che girano su youTube, come questo e questo.
 
Passando a cose serie, suggerisco - in tema di igiene e sicurezza alimentare - questa lettura consigliata sul blog abagnomaria.
 
Infine, ricordo l'evento di domani alla libreria Rinascita di viale Agosta 36, a Roma.
Mi raccomando, non mancate ;)
 
Ora mi prendo un caffè, anche perchè nel frattempo il blog dei Vigili del Fuoco ha pensato a me per un altro D eci e lode, e devo pensare con calma a chi mollarlo ;)
Seguiranno aggiornamenti, anche se questi sono due giorni molto intensi.

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fuffa, discariche, stress, salute

mercoledì, 20 febbraio 2008
.: Aaaaarg! :.

Mega corse da pazzi!!!
Posto più tardi!

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stress

martedì, 12 febbraio 2008
.: Non post :.

Alla fine, la vita ti travolge.
E cominci a correre.
E corri corri corri.
 
(ma poi appena mi rompo non corro più)
 
Fatto sta, che qua non c'è neanche il tempo per postare :(

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stress

lunedì, 11 febbraio 2008
.: Lettera aperta al colpevole :.

Caro colpevole, che nella città di Roma ci siano circa 4 milioni di autoveicoli non sono io a dirlo, ma le statistiche ufficiali del Comune capitolino. E fin qui ci siamo.
Che nella città ci siano tante auto bellissime e costose, è un dato di fatto: lo sappiamo sia tu che io.
Pertanto, con questa lettera ti faccio solo un paio di domande molto semplici.
1) Per quale motivo hai deciso di far esplodere il vetro anteriore lato passeggero proprio del mio malcapitato mezzo mobile? Ti faccio notare che le altre centinaia di auto lì parcheggiate non le hai neanche sfiorate.
2) Visto che è stato dimostrato che non l'hai fatto nè per rubare l'auto (non ci sono segni, non ci hai neanche provato, anzi sembra che dentro non ci sei neanche entrato), nè per rubare oggetti dall'interno dell'auto (infatti non manca nulla), perchè ti sei limitato a gettare dentro l'auto un bel mezzo chilo di coriandoli? Hai notato che carnevale è finito da un bel pezzo? Accidenti, te li eri conservati apposta, i coriandoli?
 
Certo di una tua rapida e puntuale risposta, ti saluto cordialmente, e ti mando tante gentili e delicate bestemmie.
 
P.s.: Se con i coriandoli volevi per caso indicarmi che fino ad ora hai giocato, ho il dovere di avvisarti che stai sbagliando strada e perdendo tempo.

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vita, roma, stress

mercoledì, 06 febbraio 2008
.: Comunicazione :.

Per cause di forza maggiore, non è garantita la pubblicazione di altri post durante questa settimana.
Mi raccomando, non sporcate niente.
Per contatti urgenti, potete raggiungermi via satellite.

Logorrea partorita da: alex321 alle ore 14:57 | link | fate pure commenti (33) |
fuffa, vita, stress